Apple brevetta le nano-SIM

Apple brevetta le nano-SIM

Cupertino ottiene il controllo di un sistema per l'inserimento e la rimozione della scheda dal terminale. Mentre in Brasile qualcuno soffia a Tim Cook e soci il marchio iPhone
Cupertino ottiene il controllo di un sistema per l'inserimento e la rimozione della scheda dal terminale. Mentre in Brasile qualcuno soffia a Tim Cook e soci il marchio iPhone

Potrebbe rivelarsi un’arma potente nella guerra delle SIM, in seguito all’ adozione del formato Nano come grandezza standard da parte dello European Telecommunications Standards Institute (ETSI). Nel giorno di Natale Apple ha ottenuto il controllo del brevetto numero 8,337,223 come ratificato dai responsabili dell’Ufficio statunitense dei brevetti e dei marchi registrati (USPTO).

Nello specifico , il nuovo brevetto garantito alla Mela riguarda una serie di connettori che permettono agli utenti di rimuovere e sostituire le carte SIM , al riparo da eventuali danni causati dall’inserimento improprio di una scheda. Tra i connettori rivendicati dal colosso di Cupertino, il classico meccanismo a pressione per la fuoriuscita della carta SIM dal dispositivo mobile .

Il controllo delle tecnologie legate ai connettori di SIM e Nano-SIM rinforzerà la posizione di Apple nella battaglia sugli standard. Se ETSI non aveva incoronato alcun vincitore ufficiale, Cupertino aveva sottolineato come le dimensioni adottate come standard – larghezza 12,3 lunghezza 8,8 e spessore 0,67 millimetri – corrispondessero a quelle delle sue SIM su dispositivi come iPhone.

A proposito di iPhone (e di brevetti), l’azienda californiana ha ottenuto il controllo del design originale del primo iPhone , quello presentato al mondo come una vera e propria rivoluzione dal compianto Steve Jobs. Più tortuosa potrebbe rivelarsi la strada sul mercato brasiliano, dove il lancio di un nuovo gadget mobile rischia di aprire l’ennesimo conflitto a fuoco sulle licenze high-tech .

Distribuita dal produttore locale Gradiente, la versione sudamericana di iPhone è poco nulla simile a quella made in Cupertino, priva di iOS e con la release Android 2.3 Gingerbread . Secondo i responsabili di Gradiente, la società brasiliana avrebbe acquisito i diritti di sfruttamento del nome iPhone fino al 2018, ovviamente in relazione al solo mercato verdeoro. Si attendono risposte da parte della Mela.

Mauro Vecchio

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31 12 2012
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