Apple e IBM, uno storico accordo

Le due aziende uniscono le forze per conquistare il mondo enterprise. Così da convincere anche i più recalcitranti ad adottare il mobile come nuovo mantra

Roma – Si sono parlati, si sono piaciuti, è scattato il matrimonio: Apple e IBM si uniscono in un vincolo tutto votato alla conquista e al controllo del settore enterprise . Un’unione che vede Apple metterci l’appeal dei dispositivi iOS e IBM il peso delle proprie soluzioni business. Entrambe hanno tutto da guadagnarci e poco da perderci. Di sicuro una partnership che fa impressione , pensando alle origini della storia di Apple: ma se Bill Gates e la sua Microsoft vennero sdoganati dallo stesso Steve Jobs al suo rientro a Cupertino, non si vede perché Tim Cook non possa riabilitare il Grande Fratello del celebre spot 1984 per il lancio del Macintosh .

L’operazione ha tutta l’aria di una presa di coscienza da parte sia di Apple che di IBM di aver bisogno d’aiuto . Apple, nonostante le parole spese in ogni keynote per magnificare la penetrazione dei suoi prodotti mobile nelle aziende, non ha mai avuto una divisione enterprise vera e propria con cui offrire soluzioni a tutto tondo per gestire l’intero ciclo produttivo; IBM non ha più una divisione hardware con cui disegnare, realizzare e vendere prodotti adeguati all’evoluzione del mercato e conformi ai gusti e le esigenze dei suoi clienti. In più, c’è da fronteggiare una concorrenza arrembante: Microsoft, almeno stando alla lettera ai dipendenti appena vergata da Satya Nadella , si muove proprio nella direzione prospettata da questo accordo, ed è senz’altro a Redmond che hanno più di che preoccuparsi per questo annuncio. Ma anche Dell, SAP, Oracle, Samsung non possono dormire sonni tranquilli, per non parlare di Blackberry.

Nei fatti, i dettagli su come si evolverà la partnership tra Apple e IBM sono scarsi: Armonk metterà in campo 100mila dei suoi consulenti-venditori , che pattugliano da sempre le aziende per proporre le tecnologie IBM, che d’ora in avanti offriranno anche tablet e smartphone iOS ai clienti . Su questi gireranno le app appositamente sviluppate da IBM, che garantiscono accesso ai prodotti già consolidati su PC e server, come quelli per la business analytics, big data o i CRM, attraverso il programma MobileFirst: questo significa che IBM si impegna a produrre 100 app entro il 2015 , rese disponibili tramite un apposito marketplace privato che sarà messo in piedi grazie all’ accesso privilegiato che Apple concederà al suo sistema operativo. In più, come spesso accade per altro hardware, IBM offrirà anche il leasing dell’hardware a chi acquista le licenze per usare il suo software.

Apple, da parte sua, può evitarsi tutta la trafila necessaria a costruire un’ecosistema di prodotti enterprise, immetterli sul mercato, convincere qualcuno ad adottarli, creare una tendenza: IBM è già ben messa , se non il leader, in diversi comparti, e non sarebbe possibile fare meglio in poco tempo. Cupertino si limiterà a partecipare con le proprie migliori competenze già consolidate : i dispositivi quali iPad e iPhone, il sistema operativo iOS, l’assistenza ai clienti tramite Applecare che si arricchirà di uno specifico programma destinato alle aziende e che andrà a integrarsi con il sostegno on-site che continuerà a essere offerto da IBM. Il principale concorrente, Android, è poi controllato da Google: e a Mountain View non mancano le risorse nel mercato del cloud computing, che invece difettano ad Apple mentre sono uno dei cavalli di battaglia di IBM.

L’idea di unire le forze, stando al racconto dei due CEO Tim Cook e Ginni Rometty fatto a ReCode , sarebbe nata da una serie di conversazioni tra i due leader che riconoscevano l’uno la qualità dei prodotti dell’altro. Apple e IBM sarebbero in realtà anime gemelle : sono lontani i tempi in cui Steve Jobs vedeva nell’azienda di Armonk il nemico da sconfiggere, oggi invece Tim Cook vede un’opportunità in questa partnership. Sicuramente l’opportunità c’è: così facendo Apple si può avventurare senza rischiare troppo in un terreno che da sempre non le è stato particolarmente familiare, e senza investire troppo in questo “esperimento”. IBM, dal canto suo, si allea con uno dei marchi più desiderati e attraenti del settore: sono tanti quelli che vogliono un iPhone o un iPad, ma soprattutto in molti guardano alle soluzioni Apple come modelli dell’integrazione ideale tra software e hardware.

Cook sciorina dati commerciali che dicono che l’80 per cento degli smartphone e il 70 per cento dei tablet scelti dalle aziende sono Apple. E da non trascurare anche un altro aspetto: con l’affermarsi del fenomeno del BYOD ( Bring Your Own Device ), spesso i tablet e gli smartphone con la mela sul dorso sono già presenti in un modo o nell’altro in azienda, e impiegati dai dipendenti anche per attività che comprendono i dati aziendali. Mettere in grado gli amministratori di controllare meglio questi apparecchi, di garantire che utilizzino app approvate e sicure per manipolare i dati, significa prendere iniziativa affinché si renda più sicuro l’ambiente di lavoro.

L’ ambizione , su cui tutto sommato Apple non deve scommettere tutto il suo futuro mentre IBM ha tutto l’interesse che l’azzardo riesca, è di cambiare l’approccio stesso delle aziende in cerca di un fornitore IT per le proprie attività enterprise : in luogo di dover immaginare l’introduzione di nuovi PC o nuovi server, si potrà optare per adottare tablet e smartphone e avere al contempo tutta l’offerta di IBM, magari fornita tramite cloud.

Luca Annunziata

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  • Ginosaji scrive:
    Un commento
    I don't understand the complaint against bots.Human creativity?It's an encyclopedia.
  • anverone99 scrive:
    Pensate davvero...
    ... che io sia umano? Che perda tempo a scrivere su P.I. ??Lo faccio fare dal mio bot... bot...bot... :p
  • ... scrive:
    nessun robot
    "La certezza è che servono scrittori anche perché, tolto il versante tecnico, nessun robot è in grado di pareggiare (almeno per ora) le descrizioni umane in tema di creatività, arte, cultura."[img]http://stickerish.com/wp-content/uploads/2012/03/YouDontSayBlackSS.png[/img]
    • ... scrive:
      Re: nessun robot
      - Scritto da: ...
      "La certezza è che servono scrittori anche
      perché, tolto il versante tecnico, nessun robot è
      in grado di pareggiare (almeno per ora) le
      descrizioni umane in tema di creatività, arte,
      cultura."Sarebbe interessante anche capire come l'autore dell'articolo possa credere che invece un robot possa scrivere un articolo 'tecnico' su Wikipedia.
      • bubba scrive:
        Re: nessun robot
        - Scritto da: ...
        - Scritto da: ...

        "La certezza è che servono scrittori anche

        perché, tolto il versante tecnico, nessun robot
        è

        in grado di pareggiare (almeno per ora) le

        descrizioni umane in tema di creatività, arte,

        cultura."

        Sarebbe interessante anche capire come l'autore
        dell'articolo possa credere che invece un robot
        possa scrivere un articolo 'tecnico' su
        Wikipedia.eheh effettivamente e' un po problematico :) non assolutamente impossibile, ma cmq complicato si. sopratutto dal fatto che finirebbe in copyviol quasi certo :P
    • Funz scrive:
      Re: nessun robot
      - Scritto da: ...
      "La certezza è che servono scrittori anche
      perché, tolto il versante tecnico, nessun robot è
      in grado di pareggiare (almeno per ora) le
      descrizioni umane in tema di creatività, arte,
      cultura."Almeno per ora.Quando lo sarà, ci potremo felicemente estinguere e lasciare questo mondo in mani migliori...
      • krane scrive:
        Re: nessun robot
        - Scritto da: Funz
        - Scritto da: ...

        "La certezza è che servono scrittori

        anche perché, tolto il versante

        tecnico, nessun robot è in grado di

        pareggiare (almeno per ora) le

        descrizioni umane in tema di

        creatività, arte, cultura."
        Almeno per ora.
        Quando lo sarà, ci potremo felicemente
        estinguere e lasciare questo mondo in
        mani migliori...Al che atterreranno anche gli ufo e si scoprira' che anche i presunti "alieni" sono macchine, che la nascita della vita biologica cosi' com la sua distruzione per un pianeta e' solo uno dei passaggi verso la vera vita intelligente ed adatta a aviaggiare e colonizzare lo spazio.Transformer !!!
  • bubba scrive:
    condivido i critici...
    sia chiaro che i bot ci son da sempre su wikipedia... e tipicamente fanno "lavoro di bassa manovalanza" (maiuscole/minuscole, e accentate, sostituzione dei template ecc ecc). Non e' che sia una roba minuscola... esistono cose tipo http://dotnetwikibot.sourceforge.net/ , per dire.Cmq pur con le buone intenzioni del tizio (e l'ambito... tassonomia di insetti & co), floodare wiki di stub NON la trovo cosa buona (anche se capisco che in qualche caso potrebbe favorire l'ampliamento della voce... = se non c'e' non la creo nemmeno...).ovviamente creare stub non e' vietato... pero' il "mass-stubbing" e' inquinamento imho...
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