Apple e Samsung, l'intervento di Google

Mentre sul banco si illustrano le valutazioni brevettuali di Apple, Mountain View assume il ruolo di testimone
Mentre sul banco si illustrano le valutazioni brevettuali di Apple, Mountain View assume il ruolo di testimone

Nella battaglia brevettuale tra Apple e Samsung è ora intervenuta Google: secondo alcune email di Steve Jobs e la tesi difensiva della coreana, sarebbe proprio Mountain View il vero obiettivo di Apple.

La battaglia brevettuale che vede contrapposte Apple e Samsung ferve ormai da tempo, coinvolgendo paesi e gradi di giudizio così diverso che quasi sembra essersi perso il nocciolo della questione: le due aziende si stanno battendo per la paternità di alcune delle tecnologie adottate nei rispettivi dispositivi mobile .
Proprio su questo punto è intervenuta Google, nella persona del suo vicepresidente responsabile di Android, Hiroshi Lockheimer: seduto su richiesta di Samsung al banco dei testimoni ha riferito che è stata Mountain View ad inventare molte delle funzioni che secondo Apple farebbero parte dei suoi brevetti che adesso contesta alla coreana .

Lockheimer sottolinea anche che il team Android guidato da lui si è impegnato al massimo per distinguersi da iOS: “Amiamo avere la nostra identità”, ha dichiarato.

Nel frattempo il processo prosegue con la contrapposizione tra le tesi di Apple e Samsung e la battaglia serrata su ogni singola prova: in particolare la questione ora all’ordine del giorno è la valutazione dei cinque brevetti contestati da Cupertino.

Secondo gli esperti contattati da Apple, questi valgono 2,191 miliardi di dollari , una media di 33 dollari per ogni dispositivo trovato in violazione, a cui aggiungere poco più di un miliardo per le perdite di profitto registrare da Cupertino in conseguenza della concorrenza scorretta: si tratta di 20 volte quanto preteso da Apple stessa nei confronti di Motorola.

Da parte sua Samsung riferisce che gli esperti assoldati da Apple, ed in particolare Christopher Vellturo, negli ultimi cinque anni avrebbe collezionato l’80 per cento dei suoi introiti come consulente esperto ed Apple gli avrebbe pagato 2,3 milioni di dollari per il suo lavoro.

Claudio Tamburrino

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