Apple, il margine non è marginale

Cupertino domina il mercato mobile non nei numeri dei dispositivi venduti ma rispetto ai guadagni generati dal settore. La strategia vale per iPhone, ma sarà lo stesso per Apple Watch?
Cupertino domina il mercato mobile non nei numeri dei dispositivi venduti ma rispetto ai guadagni generati dal settore. La strategia vale per iPhone, ma sarà lo stesso per Apple Watch?

Tra le aziende che operano nel settore mobile Apple è quella che meglio di tutte riesce a trasformare il successo sul mercato in una concreta vittoria commerciale .

A dirlo in maniera sono i numeri raccolti dall’ultimo studio della società di ricerca IDC : pur avendo venduto solo poco meno del 20 per cento dei dispositivi arrivati nelle mani degli utenti, nell’ultimo trimestre Apple vale per il 92 per cento del profitto generato dal settore . Numeri confermati anche dall’analisi di Canaccord Genuity , che addirittura riconosce ad Apple appena il 15 per cento del market share dei prodotti venduti. Questo è evidentemente legato al fatto che il circa 18,3 per cento delle vendite complessive di settore marchiate dalla Mela (in lieve calo rispetto ai suoi numeri precedenti) è costituito esclusivamente da dispositivi di fascia e prezzo alto, per questo caratterizzati da margini molto superiori alla concorrenza.

Per Cupertino, d’altra parte, si tratta di un trend ormai consolidato: anche se rispetto allo scorso trimestre è calata di un punto percentuale (numeri naturali, data la ciclicità dei suoi prodotti e la tempistica di lancio dell’ultima generazione), è in crescita anche rispetto allo stesso trimestre del 2014, quando si era fermata al 65 per cento del profitto del settore. Insomma, iPhone 6 ed iPhone 6 Plus hanno garantito a Cupertino la possibilità di confermare il suo appeal sul mercato, che le permette di lavorare con margini di profitto molto maggiori rispetto alla concorrenza , anche se non è detto che questo venga confermato con le vendite dei nuovi Apple Watch : anche se si parla di un’aspettativa di 3 milioni di orologi solo per gli acquisti online negli Stati Uniti nei primi tre mesi, che al prezzo medio di 505 dollari permettono un incasso consistente, le vendite giornaliere sono in costante calo e fanno parlare alla dirigenza di “molte vendite ma non abbastanza”.

Non bastassero i numeri, per capire come la strategia e il business di Apple non siano replicabili, si può guardare anche alle performance della concorrenza: a dominare il mercato è Android con il suo 78 per cento del market share, tuttavia uno dei suoi maggiori produttori, Samsung, arriva ad appena il 15 per cento degli introiti del settore, in calo del 4 per cento rispetto al periodo precedente ed in cerca di una nuova strategia.

Addirittura molto peggio gli altri concorrenti, come Microsoft che si ferma al 4 per cento dei profitti, e per cui continuano ad accavallarsi le voci di un progressivo abbandono del settore, BlackBerry che vale per lo 0 per cento dei profitti nonostante un milione di terminali venduti solo nell’ultimo trimestre e Lenovo che segna un profondo -1 per cento.
Questo perché il mercato, ad eccezione di Apple, lavora sui volumi delle vendite con una vasta gamma di device che rispondono alle esigenze anche della fascia bassa e media del mercato, e non sulla sola fascia alta, capace di garantire margini cospicui se marchiata da un brand capace di imporsi.

Claudio Tamburrino

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