Apple iMessage: nessun obbligo di interoperabilità?

Apple iMessage: nessun obbligo di interoperabilità?

Secondo le fonti di Bloomberg, iMessage non dovrà rispettare il Digital Markets Act, quindi Apple non dovrà garantire l'interoperabilità del servizio.
Apple iMessage: nessun obbligo di interoperabilità?
Secondo le fonti di Bloomberg, iMessage non dovrà rispettare il Digital Markets Act, quindi Apple non dovrà garantire l'interoperabilità del servizio.

Il servizio di messaggistica offerto da Apple potrebbe essere esentato dall’obbligo di interoperabilità. In base alle fonti di Bloomberg, la Commissione europea deciderà a favore dell’azienda di Cupertino al termine dell’indagine avviata all’inizio di ottobre. In pratica iMessage non raggiungerebbe le soglie previste dal Digital Markets Act.

Apple vincerà la sua battaglia?

La Commissione europea ha designato sei gatekeeper, ovvero le aziende che dovranno rispettare gli obblighi del Digital Markets Act (DMA) a partire dal 6 marzo 2024. Contestualmente ha avviato quattro indagini per verificare se Bing, Edge, Microsoft Advertising e iMessage raggiungono le soglie previste.

Apple ha chiesto l’esenzione per iMessage, in quanto non supera i 45 milioni di utenti attivi al mese. La decisione finale arriverà entro febbraio 2024, ma sembra che la Commissione accoglierà la richiesta dell’azienda di Cupertino. Ciò significa che non dovrà essere garantita l’interoperabilità con altri servizi di messaggistica (ad esempio WhatsApp e Facebook Messenger).

Google e quattro operatori telefonici hanno inviato una lettera alla Commissione europea per chiedere l’inserimento di iMessage tra i servizi che dovranno rispettare il Digital Markets Act. L’azienda di Mountain View ha più volte evidenziato il mancato supporto per RCS (Rich Communication Services), ma Apple ha annunciato che aggiungerà il protocollo nel 2024.

Se verrà confermata l’indiscrezione di Bloomberg, Apple non dovrà modificare l’infrastruttura di iMessage per consentire l’interoperabilità con i servizi concorrenti. Gli utenti possono però utilizzare app di terze parti, come la recente Beeper Mini per Android.

Fonte: Bloomberg
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Pubblicato il 6 dic 2023
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