Apple raddoppia iPod Shuffle

Prezzo tagliato per il modello in commercio. E arriva un fratello maggiore

Roma – Nelle scorse ore, anticipato da un breve “back soon” dell’Apple Store USA, la casa di Cupertino ha comunicato il lancio di una nuova offerta per il più piccolo iPod della casa: lo Shuffle.

Entro pochi giorni sarà infatti disponibile un nuovo modello da 2 Gigabyte , che si affiancherà a quello attualmente in commercio che di spazio ne offre solo la metà. I colori restano gli stessi: silver, azzurro, verde, viola e infine il rosso dell’edizione speciale (PRODUCT) RED, che consente di devolvere parte del valore del prodotto alla fondazione benefica creata da Bono degli U2.

Nota positiva è proprio il prezzo. Visto il continuo calo del costo della memoria flash come quella che equipaggia l’iPod Shuffle, e considerata la sempre più agguerrita concorrenza nel settore dei mini-player, Apple non poteva esimersi da una sforbiciata ai listini: ora per un lettore-clip da 1GB ci vogliono 45 euro , mentre per quello da 2GB ne basteranno 65.

Chi non vedesse l’ora di mettere le mani sul nuovo piccolo grande Shuffle da 2 Giga dovrà avere pazienza: il suo arrivo sul mercato è previsto non prima della fine del mese di febbraio. Attenzione anche ad ordinare dall’Apple Store italiano: al momento (ore 18:40) il listino non è stato rivisto – lo sarà auspicabilmente entro poche ore – e lo Shuffle da 1 Giga costa ancora 79 euro . Del nuovo modello, invece, non c’è ancora alcuna traccia. ( L.A. )

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  • andy61 scrive:
    Perché l'open source nella P.A.
    Vedo spesso commenti che ritengono lo spingere l'adozione di software free ed open source da parte della P.A. una scelta (o guerra) di religione.Il motivo fondamentale è tutt'altro (anche se non sono convinto che chi nella P.A. promuove il software open lo faccia per questo).La ragione fondamentale è che il software chiuso non diventa mai di proprietà di chi lo acquista: noi acquistiamo soltanto licenze d'uso, che possono essere revocate; in particolare l'unica garanzia che generalmente il produttore di software chiuso fornisce ai clienti (vedi M$, Oracle, etc.) è che se il software non funziona secondo le specifiche, il produttore si riserva di decidere, a propria discrezione, se:1) risolvere il problema e fornire un aggiornamento (ed in generale non sono stabiliti dei tempi massimi);2) dire al cliente di comperare l'aggiornamento alla versione successiva;3) rifondere il cliente dei soldi spesi.E quel che è peggio, quando il produttore passa da una versione a quella successiva ed abbandona la precedente , il cliente può soltanto pagare l'upgrade alla versione nuova, o rinunciare ad avere qualsiasi correzione di problemi nella versione acquistata.Con l'open source il problema non si pone: il cliente può sempre pagare qualcuno per apportare tutte le correzioni e modifiche (e migliorie!) desiderate, senza sottostare alle decisioni prese commercialmente da qualcun altro (e normalmente oltreoceano).In aggiunta, gli investimenti fatti su una copia del software possono essere distribuiti gratuitamente a tutte le copie installate, cosa che non è vera per il software chiuso: se voglio effettuare l'upgrade di Windows o Oracle su tutto il territorio, devo pagare le licenze per tutte le installazioni da aggiornare.Ed in aggiunta, non si porrà mai il problema di un fornitore che minaccia cause e ritorsioni se non vengono messe in regola le eventuali installazioni illegali: una cosa che attualmente succede in molte amministrazioni è che, non disponendo di un censimento esatto delle licenze disponibili e di quelle effettivamente utilizzate (installate), l'amministrazione si trova spesso a sottostare a ricatti del tipo ' o mi paghi una licenza quadro (corporate) e metti in regola tutte le installazioni irregolari, o chiamo la Finanza e paghi tutto ciò che trovo di irregolare '.E l'amministrazione paga, senza neanche sapere se realmente dovrebbe pagare.Cose analoghe succedono anche nel settore privato, ma lì il problema è degli amministratori nei confronti delle rispettive proprietà, e soprattutto lì il software serve per produrre soldi, mentre l'utilizzo del software da parte dello Stato non produce reddito, anzi è un costo da sostenere per erogare i propri servizi ai cittadini.
    • N1tr0 scrive:
      Re: Perché l'open source nella P.A.
      Peccato che i costi del software siano na sega in confronto a quelli di gestione e soprattutto degli stipendi. A parte la generale incompetenza della PA che sistematicamente si fa paccare dal fornitore di turno, piu' o meno apparentato e con qualsiasi tecnologia, il solo problema che hanno ora e' che non ci sono piu' soldi da buttare nel cesso.Per il fatto che poi la PA paghi sempre quello che utilizza e' tutto da dimostrare, ti assicuro che ci sono centinaia di milioni di euro di insolvenze, per servizi di ogni tipo, che tanti fornitori stanno aspettando da anni.
    • Diego Zanga scrive:
      Re: Perché l'open source nella P.A.
      In termini spicci: la PA si fa FARE un sacco di sw AD HOC.questo sw ad hoc poi gli ESPLODE in mano, perche' la licenza di fornitura NON C'E' di NORMA. L'alternativa e' avere tutto in GPL sapendo che poi rimane a vita in giro per la PA[finche fosse pubblicato sul sito ASC del CNIPA].Tu vedi forse una licenza nel SW che la PA ti da?
  • djinnZ scrive:
    Confusione intenzionale
    La cosa più odiosa è che di fondo la pubblica amministrazione sta valutando se passare all'open source ed imporre il passaggio a tutti i suoi utenti.Ancora oggi non si riesce a distinguere tra il software destinato all'uso interno, quello destinato ai cittadini e quello destinato agli adempimenti obbligatori.Personalmente non sono convinto che passare a linux sia la soluzione a tutti i mali e con queste premesse riusciranno facilmente a dimostrare che costa troppo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 febbraio 2008 17.31-----------------------------------------------------------
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Confusione intenzionale
      - Scritto da: djinnZ
      La cosa più odiosa è che di fondo la pubblica
      amministrazione sta valutando se passare all'open
      source ed imporre il passaggio a tutti i suoi
      utenti.Non è esatto. L'uso di tecnologie aperte ha come obbiettivo la possibilità da parte di tutti di accedere ai contenuti, indipendentemente dal sistema utilizzato.
      Personalmente non sono convinto che passare a
      linux sia la soluzione a tutti i maliA molti.
      • djinnZ scrive:
        Re: Confusione intenzionale
        Il problema è che non si parla di adottare un approccio adeguato all'open source ma solo se adottare linux o no, nei medesimi termini in cui potrebbe essere valutata l'alternativa tra due sistemi proprietari.Ed onestamente non so quale utilità possa avere l'entratel o la procedura emens che funziona solo su una specifica versione della distribuzione linux adottatata dall'ente, perchè alla fine si arriverà al massimo a questo (ed i fornitori saranno sempre i soliti noti).Non scindere i problemi è il modo più semplice per lasciare la sitazione immutata o per dimostrare costi troppo alti. La P.A. sta solo valutando se passare lei a linux, dei cittadini... chissefrega si adatteranno.Specifico che faccio parte di quei pochi professionisti che usano linux per quel che gli è possibile e vorrebbero fare a meno dei prodotto proprietari imposti, di fatto, per obbligo di legge.Però vorrei poter cambiare idea e tornare al software proprietario se mi torna più conveniente, non dover seguire i capricci della pubblica amministrazione.Pertanto che continuino pure a valutare l'opportunità di usare software di base ed applicativi generici (office sopra tutti) open source ma interrompano la commissione di applicativi proprietari su piattaforma dedicata per quello che attiene all'interfaccia con il cittadino.Invece no. Il questionario serve solo a valutare se le aziende fornitrici sono in grado di produrre applicativi che girano su linux, alle medesime condizioni del passato.
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Confusione intenzionale
          - Scritto da: djinnZ
          Il problema è che non si parla di adottare un
          approccio adeguato all'open source ma solo se
          adottare linux o no, nei medesimi termini in cui
          potrebbe essere valutata l'alternativa tra due
          sistemi proprietari.Io mi riferisco ai documenti di indirizzo del CNIPA ed al testo dei decreti ministeriali e delle leggi in vigore a questo proposito. Non viene nominata alcuna piattaforma precisa, ma viene descritto e caldeggiato l'uso di sistemi che permettano l'interscambio di informazioni e metodologie tra amministrazioni pubbliche e tra questa ed i cittadini in modo indipendente dai sistemi utilizzati. L'indicazione esplicita è quella di orientarsi al software aperto per integrare e riutilizzare le soluzioni.Ogni amministrazione resta libera di scegliere la propria strada. Ma non mi pare che il problema sia posto nei termini da te indicati.
          alla fine si arriverà al massimo a questo (ed i
          fornitori saranno sempre i soliti noti).Mi sembra che sia presto per stabilirlo.
          La P.A. sta solo valutando se passare lei a linux, dei
          cittadini... chissefrega si adatteranno.'Pubblica Amministrazione' non è un agente unico, ma comprende tutte le amministrazioni di ogni tipo, ognuna indipendente dalle altre. C'è chi ha già compiuto la migrazione a sistemi liberi e c'è chi ne è molto lontano. I cittadini non hanno alcuna ripercussione su queste decisioni, tranne nei casi di ritardo clamoroso in cui certe documentazioni sono distribuite in formati non liberi, per cui è necessario disporre di software specifici.
          vorrebbero fare a meno dei prodotto
          proprietari imposti, di fatto, per obbligo di legge.
          Però vorrei poter cambiare idea e tornare al
          software proprietario se mi torna più
          conveniente, non dover seguire i capricci della
          pubblica amministrazione.E' esattamente l'obbiettivo dei legislatori: puoi verificarlo sul sito del CNIPA
          Invece no. Il questionario serve solo a valutare
          se le aziende fornitrici sono in grado di
          produrre applicativi che girano su linux, alle
          medesime condizioni del passato.La commissione serve a valutare la situazione attuale a proposito delle possibilità fornite dal software libero, come previsto si debba fare periodicamente dalle direttive CNIPA che hanno preceduto e seguito la legge Stanca sull'argomento. Unico obbiettivo è quello presente in ogni documento, ovvero l'interoperabilità tra sistemi differenti.
  • trikketrakk e scrive:
    Ennesimo magna magna politico
    commissioni,indagini cabine di regie consulenze..tricche e tracche vari per ciulare soldini dal bilancio pubblico..tanto la conclusione la sappiamo tuttichi credeve di risparmiare ocn LInux si e ricreduto!!!anche la borsa di Londra e tornata a windows...GET THE FACTS !!!!!!!!!!
  • andy61 scrive:
    Ho dato un'occhiata al questionario ...
    :'( SIGH! :'( Il questionario chiede sostanzialmente alle aziende cosa piacerebbe fare a loro, e quale SW di base ed open source utilizzano ... Questo è un approccio sbagliato fin dal principio! Il cliente (lo Stato) non può permettersi di basare le proprie decisioni strategiche su quello che i suoi fornitori vorrebbero fargli comperare! (Premetto che collaboro con un'azienda che fornisce servizi di assistenza sistemistica ed applicativa alla P.A., nonché lo sviluppo di applicazioni e moduli per software nazionali della P.A., ed ho quindi una percezione ragionevolmente buona di come stiano le cose). Secondo me gli obiettivi fondamentali di cui tenere conto nella definizione delle strategie per lo sviluppo e la gestione del SW della P.A. dovrebbero essere:1) riduzione dei costi per le infrastrutture ICT (ovviamente sul medio e lungo termine)2) miglioramento del rapporto tra la qualità dei SW e de relativi servizi rispetto ai costi sia di realizzazione che di manutenzione e supporto3) crescita dell'industria in Italia per la produzione e la fornitura di servizi SW (aggiungiamoci anche una spintarella al settore della ricerca e dell'innovazione )Vediamo anche quali sono le attuali certezze :1) l' obiettivo principe della P.A. deve essere quello di fornire servizi migliori per i cittadini , sia in termini di qualità che di riduzione dei costi; in aggiunta lo Stato deve garantire ai cittadini l'accesso ai propri dati ed ai servizi senza imporre l'acquisto di prodotti specifici (in generale ad oggi si vede una forte dipendenza dalla Microsoft, sia per i formati dei documenti pubblicati sia per il corretto funzionamento delle applicazioni e dei servizi forniti);2) mancano i presupporti di interoperabilità tra le applicazioni della P.A. (anagrafe, fisco, INPS, motorizzazione, e chi più ne ha più ne metta ...); 3) esiste software di base free ed open source con qualità equivalente ai corrispondenti prodotti commerciali (Linux, Apache, Firefox, etc.), ed esistono aziende di servizi di assistenza e supporto specializzate su tali prodotti, come per quelli commerciali;4) il grosso delle attuali infrastrutture IT sono basate su software di base proprietario (nella quasi totalità americano), che nella stragrande maggioranza dei casi è sottoutilizzato (vengono sfruttate sostanzialmente funzionalità disponibili anche in prodotti free ed open source);5) i costi attualmente sostenuti per le licenze software (sia per i rinnovi delle licenze già acquisite sia per l'estensione dell'installato) sono molto importanti (per usare un eufemismo), e quel che è peggio, tolgono risorse alla realizzazione di nuovi prodotti e servizi (in contrasto con il precedente punto 1);6) il software per la P.A. , pur essendo di proprietà dello stato e quindi dei cittadini, viene di fatto monopolizzato dalle società sviluppatrici , impedendo qualunque accesso ad eventuali altri potenziali fornitori (potenzialmente anche più qualificati); per quanto ne so, il CNIPA stesso rende accessibili i sorgenti e la documentazione in proprio possesso soltanto alle aziende che partecipano alle (rare) gare d'appalto interessate (di fatto proteggendo quindi detti monopoli);7) di conseguenza la qualità del software comperato dalla P.A. non è la migliore possibile , ma quella che le aziende fornitrici sono in grado di offrire; in aggiunta la manutenzione correttiva ed evolutiva sono penalizzate dalla mancanza di competitività dovuta al regime di monopolio di fatto delle aziende fornitrici; Ed ecco come approccerei io il problema se fossi al posto del CNIPA e degli organismi del Governo preposti a definire le strategie nazionali:1) migrazione verso software free ed open source di tutti i servizi di base ( sistemi operativi, sistemi di monitoraggio, gestione della posta elettronica, database, suite di office, CMS, etc. );2) organizzazione in CNIPA di comitati di coordinamento per tutte le infrastrutture e per le applicazioni da realizzare, che operino in modo coordinato e coerente (OK, qualcosa credo che ci sia); lo scopo di questi comitati deve essere quello di definire i requisiti sia delle infrastrutture che delle applicazioni da realizzare (architettura generale delle infrastrutture e dei sistemi, formati dei dati, requisiti di interoperabilità tra sistemi, etc.);3) reinvestimento dei denari così risparmiati sia finanziando i gruppi di sviluppo dei software sopra indicati, sia incentivando le aziende locali (vedi punto seguente);3) finanziamento dello sviluppo di software free ed open source, anche attraverso le università;4) apertura su Internet del codice e della documentazione di tutto il software della P.A., in modo da consentire alle aziende di prendere in mano il codice, fornendo migliorie, personalizzazioni e sviluppando anche estensioni, incentivando così la competizione, anche sui servizi di assistenza e supporto a livello locale, senza dover ricorrere per forza ad appalti nazionali, che sono mostruosamente lenti e costosi, penalizzando così doppiamente lo stato ed i cittadini;5) promuovendo la cooperazione tra tutti gli uffici, in modo da condividere le esperienze ed i suggerimenti per nuove funzionalità e per il miglioramento di quelle esistenti.---------------------------------------- (aggiunto a posteriori) Aggiungo che tra i vantaggi derivanti dall'approccio suggerito c'è quello non indifferente della sicurezza: il software open source è notoriamente più sicuro grazie alla peer review, che invece manca totalmente sia nel software closed source che in quello realizzato da aziende che operano in uno stato di monopolio di fatto.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 febbraio 2008 15.13-----------------------------------------------------------
    • Overture scrive:
      Re: Ho dato un'occhiata al questionario ...
      Interessante ma non sufficiente. Devi impegnarti di più e cacciare fuori almeno 5999 punti (diversi, simili, identici ma scritti in modo diverso poco conta), riempire faldoni per 4 tonnellate di carta ed in seguito organizzare un'infrastruttura pesante e costosa ma che abbia sempre un occhio di riguardo (aka una tang...bust...consulenza) pronta per il politico di turno tanto paga pantalone.
    • Funz scrive:
      Re: Ho dato un'occhiata al questionario ...
      - Scritto da: andy61Bell'articolo, meriterebbe di stare in cima alla lista, non certo al fondo.Dov'e' finito il tastino per dare il votino? :(
    • AndreaP scrive:
      Re: Ho dato un'occhiata al questionario ...
      Bell'intervento. Approvo in pieno.
  • Joliet Jake scrive:
    "Avvio indagine conoscitiva" nel 2008
    Sempre sul pezzo, eh?Si mormora che adesso su alcuni computer non giri più il DOS!Ohhhh!Sarà meglio indagare su questi mirabolanti ultra avanzati progressi tecnologici... :s
  • un informatic o scrive:
    a proposito di Pistella....
    Pistella. Basta la parola...http://www.fisicamente.net/index-1073.htmg.
  • thegios scrive:
    ma se...
    ...la commissione e' la prima a non usare sw opensource, ne' sul lato client ne' su quello server...mah!
  • antonio scrive:
    L'Italia indaga a vuoto
    Per qualche strano motivo, in Italia si fanno le "commissioni" per "indagare la diffusione e l'uso dei prodotti open source". Come se non sapessero che l'open source è diffusissimo, non c'è bisogno di fare un'indagine.Forse dovrebbero cominciare a usarle queste tecnologie...
    • Overture scrive:
      Re: L'Italia indaga a vuoto
      finchè non avranno la certezza matematica che il politico di turno potrà mangiarci sopra indagheranno non una ma infinite volte
      • Bastard Inside scrive:
        Re: L'Italia indaga a vuoto
        - Scritto da: Overture
        finchè non avranno la certezza matematica che il
        politico di turno potrà mangiarci sopra
        indagheranno non una ma infinite
        volteInfatti... Forse non tutti sanno che Bassolino ha speso un sacco di soldi pubblici per commissionare studi sulla reazione della gente al problema dei rifiuti... CI VOLEVA UNO STUDIO??? E che i nostri enti pubblici, unici al mondo, riescono a scialacquare il doppio facendo non solo studi di fattibilità per le varie opere, ma anche "studi di prefattibilità". Anche l'ex sindaco di Genova Pericu era famoso per commissionare studi per centinaia di migliaia di euro a consulenti esterni su materie di cui il comune disponeva già delle competenze necessarie fra i tecnici suoi dipendenti o addirittura fra i membri della giunta (un esempio fra tutti, affidare a Winkler il piano traffico, quando uno dei suoi assessori, Gabrielli, era docente di urbanistica e conosceva Genova sicuramente meglio dell'abominevole Winkler, tanto che gli assessori al traffico hanno dovuto mettere innumerevoli toppe a quel piano costato 800.000 e passa euro).
  • fox82i scrive:
    Meglio tardi che mai....
    Come da oggetto e sicuramente ora che i soldini cominciano a mancare, iniziano a darsi una mossa. Magari prima, già si sapeva, ma il fatto che dei vecchi prendano in considerazione questa opzione è un grandissimo risultato
    • sfig@tto scrive:
      Re: Meglio tardi che mai....
      - Scritto da: fox82i
      e sicuramente ora che i soldini
      cominciano a mancare, iniziano a darsi una mossa.infatti vedrai che aumenteranno le tasse, cosi si son mossi e i soldini gli arriveranno di nuovo, e potranno comprarsi il oro bel Word o excel.
      Magari prima, già si sapeva, ma il fatto che dei
      vecchi prendano in considerazione questa opzione
      è un grandissimo
      risultatosveglia... :)ciao :)
  • AndreaZ scrive:
    siamo alle solite
    di queste commissioni, commissioncine, tavole rotonde e chi piu' ne ha piu' ne metta ne viene fatta una nuova appena viene conclusa quella precedenterisultati per un ente pubblico? nessuno...
    • fox82i scrive:
      Re: siamo alle solite
      Si è vero ma questo giro è differente...Soldi pubblici per investire in software proprietari scarseggiano... Si stanno dando una mossa.Come da articolo, nella PA ci sono troppe soluzioni divergenti. Forse stileranno un protocollo su come integrare un probabile sistema open con uno chiuso, adattare le funzioni PA per fare un transito senza traumi.Insomma ci sono una miriade di variabili da tenere in considerazione. Lo switch-off non è istantaneo ma ci vuole tempo..
      • Overture scrive:
        Re: siamo alle solite
        Sembri la pubblicità de "la mia banca..."Tante parole ma truffatori e parassiti rimangono sempre appesi a succhiare
    • Overture scrive:
      Re: siamo alle solite
      Beh ma cosa ti aspetti ? Il mondo open vive di consulenze e l'itaglia sulle consulenze di consulenze di ulteriori consulenze di caporalati, portaborse, raccomandati, parassiti ecc...Tranquillo che se annusano la possibilità di rubare ancora più soldi, da domani ci sarà la conversione in massa a linux alla faccia dei soldi risparmiati sulle licenze...
      • www.aleksfalcone.org scrive:
        Re: siamo alle solite
        - Scritto da: Overture
        Tranquillo che se annusano la possibilità di
        rubare ancora più soldi, da domani ci sarà la
        conversione in massa a linux alla faccia dei
        soldi risparmiati sulle licenze...Mi pare qualunquismo a buon mercato. Dovresti fare un giro a leggere la documentazione sul sito del CNIPA sulle attività svolte e quelle in atto.
        • Overture scrive:
          Re: siamo alle solite
          Qualunquismo ? Sveglia !Qui in itaglia non si fa niente per il bene della nazione ma sempre e solo del potentato di turno.Credere che le cose cambieranno solo perchè pensano di usare un altro os è stupidità della peggior specie.Italia.it dovrebbe aver insegnato molto anche a chi non smette di sognare.
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: siamo alle solite
            - Scritto da: Overture
            Qualunquismo ? Sveglia !
            Qui in itaglia non si fa niente per il bene della
            nazione ma sempre e solo del potentato di turno.CVD.
            Credere che le cose cambieranno solo perchè
            pensano di usare un altro os è stupidità della
            peggior specie.Nessuno ha detto questo. Ma non c'è dubbio che sia un passo avanti.D'altra parte credere che le cose non possano cambiare vuol dire essere essere sconfitti prima ancora di cominciare a far qualcosa. Non mi pare segno di saggezza.
          • Overture scrive:
            Re: siamo alle solite
            No adesso me la devi spiegare.Te sei proprio uno di quelli che quando si parla di microsoft e P.A. spara a zero dando per certi scambi di favori, tangenti e quant'altro per far si che non ci possiamo liberare di windows.Se qualcuno in tal caso ti desse del qualunquista scateneresti la terza guerra mondiale.Stranamente però supporre la stessa cosa quando si parla di P.A. (la stessa di prima, un indizio mica da poco) e linux secondo te è sicuramente qualunquismo.Cosa manca a questo riassunto ? Che Bill è il satana tentatore, Linux la salvezza dell'umanità e la P.A. povera cara non può fare altro che venire traviata o essere salvata ?
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: siamo alle solite
            - Scritto da: Overture
            Te sei proprio uno di quelli che quando si parla
            di microsoft e P.A. spara a zero dando per certi
            scambi di favori, tangenti e quant'altro per far
            si che non ci possiamo liberare di windows.Non ho mai scritto nulla di simile, il tuo è un pregiudizio.
            Stranamente però supporre la stessa cosa quando
            si parla di P.A. (la stessa di prima, un indizio
            mica da poco) e linux secondo te è sicuramente
            qualunquismo.No, lo è la tua affermazione più sopra, generica, indimostrabile e... qualunquista.
            Cosa manca a questo riassunto ? Che Bill è il
            satana tentatore, Linux la salvezza dell'umanità
            e la P.A. povera cara non può fare altro che
            venire traviata o essere salvata?Se ti piace, scrivilo pure. Ma io no di certo. Sbagli a ragionare per etichette senza badare a quel che leggi.
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