Apple risponde sugli ebook

Per Cupertino non esiste alcun cartello. Anzi. Il suo ingresso sul mercato ha solo spezzato il monopolio di Amazon

Roma – Apple ha risposto alle accuse concretizzate con l’apertura di una causa depositata dal Dipartimento di Giustizia statunitense (DoJ) che la vede coimputata con gli editori Hachette Livre, Harper Collins, Simon&Schuster, Penguin e Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck (proprietario, tra l’altro, della tedesca Macmillan).

L’accusa è quella di aver costituito un cartello intorno al mercato degli ebook , in particolare con l’adozione del cosiddetto modello “di agenzia” che affida il controllo sul prezzo finale agli editori: uno schema concretizzatosi con l’arrivo di iPad, che ha spezzato la preponderanza del modello wholesale che permetteva ai rivenditori (in primis Amazon che dominava il settore) di scegliere liberamente il prezzo da offrire al cliente.

Proprio tirando in ballo il precedente dominio del proprietario di Kindle, Apple ha ora risposto alle accuse definendole “semplicemente non vere” e sottolineando come l’avvento di iBookstore nel 2010 abbia solo portato “innovazione e competizione”, rompendo “la presa monopolistica di Amazon sul settore dell’editoria”. ( C.T. )

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  • Antonio nelmondo scrive:
    dittatura in arrivo
    http://ultimaepoca.blogspot.it/2009/04/internet-delle-cose-e-tutto-intorno-te.html
  • Antonio nelmondo scrive:
    dittatura in arrivo
    http://ultimaepoca.blogspot.it/2009/04/internet-delle-cose-e-tutto-intorno-te.html
  • gugli scrive:
    a mio parere
    Quando le cose vanno bene dovrebbero essere lasciate come stanno.Come in questo caso internet.Voi che ne pensate?Per me è molto meglio avere piena liberta di cosa cercare che trovare info solo se si ha davanti la direzione del informazione.Ovvio che se questa cosa è una aggiunta anzichè un completo cambiamento ancor meglio.
  • Vindicator scrive:
    Curioso...
    Voglio proprio vedere quanto saranno interessati a queste tematiche gli internauti (che termine anacronistico) nostrani.Molto meglio discutere su "my mobile os is better than yours".A mio personalissimo parere invece di concentrarsi su queste cose dovrebbero prima di tutto ricalibrare l'intero sistema dei brevetti che è, ad oggi, il vero elemento di disturbo per lo sviluppo tecnologico.Internet of things poi...bah, se ne parlava nel '98 quando li chiamavano "infodomestici".
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