Apple TV, il destino nelle app

di D. Galimberti - Per intrattenersi con film e musica, ma anche per giocare. Apple TV messa alla prova in combinazione con un controller videoludico

Roma – La storia di Apple TV è molto lunga, e inizia nel 2007 . Ho sempre seguito l’evoluzione di questo dispositivo che, nonostante alcuni limiti imposti da Cupertino, con l’arrivo della seconda generazione ha dato subito l’idea di avere lo stesso potenziale di tutti gli altri dispositivi iOS. Lo scorso settembre ho accolto quindi molto positivamente l’annuncio di una nuova generazione in grado di far girare nativamente le app scaricate da un apposito store, tantopiù perché accompagnata da un nuovo telecomando con molte modalità di interazione, e presentata insieme ad un controller (non Apple) dedicato ai videogiocatori, settore che inevitabilmente è da prendere in seria considerazione se si decide di immettere sul mercato un simile dispositivo. Ecco quindi perché andremo a testare la nuova Apple TV in accoppiata con il controller Nimbus di SteelSeries.


La confezione della Apple TV rispecchia il classico stile Apple, minimale ma perfettamente in ordine, e include il device vero e proprio, il nuovo Apple TV Remote, il cavo di alimentazione, il cavo da USB a lightning (per la ricarica del telecomando) e una brevissima documentazione che spiega come realizzare il setup iniziale. Non sono inclusi cavi HDMI (quindi assicuratevi di avere uno o ricordatevi di acquistarlo contestualmente alla Apple TV) così come non è incluso il laccetto ( Remote Loop ) da utilizzare col telecomando nei giochi più movimentati.


La confezione del Nimbus contiene il controller immerso in abbondante protezione e un piccolo manuale di istruzioni. Ricordiamo anche i prezzi: Apple TV costa 179 Euro nella versione da 32GB e 50 Euro in più nella versione da 64GB; il controller Nimbus di SteelSeries costa invece 59,95 Euro.

Partiamo dai dati tecnici dell’ Apple TV Remote , che sotto molti aspetti è l’emblema di tutte le novità introdotte sul dispositivo da salotto di Cupertino. Si tratta di un telecomando leggero e dalle dimensioni ridotte, che include un numero minimale di tasti, ma numerose altre opzioni di controllo: dotato di superficie touch per la navigazione delle schermo, nonché di accelerometro e giroscopio per gli amanti dei videogiochi in stile Wii, consente di controllare la propria Apple TV in modo semplice e naturale.

L’unica cosa poco comoda è l’inserimento di testo tramite la tastiera a schermo (cosa in alcuni casi indispensabile) ma il problema riguarda principalmente la disposizione della tastiera: si potrebbe immaginare qualcosa di meglio, anche se quando si inizia a scrivere è possibile aiutarsi con le parole suggerite sotto. Il telecomando si collega tramite Bluetooth 4.0, ma è dotato anche di trasmettitore IR; stando a quanto dichiarato da Apple, la carica della batteria può durare mesi, cosa che ovviamente non può essere verificata in una recensione effettuata nell’arco di pochi giorni. Per la ricarica la confezione include un cavo lightning con il connettore USB standard, mentre la Apple TV è dotata di un connettore USB Type C; considerata la durata di ogni ricarica, e considerando che ogni TV moderna è dotata di porte USB “classiche”, si tratta di un dettaglio trascurabile, anche perché ufficialmente la USB-C presente sulla Apple TV è riservata ai soli interventi di assistenza.

Apple TV Remote ha anche un apposito pulsante per richiamare Siri e interagire con Apple TV tramite comandi vocali, per esempio sfogliare il catalogo dei film facendo delle domande, “riavvolgere” un video di mezzo minuto, o ancora chiedere “cosa ha detto?” per tornare indietro di una decina di secondi nella visione del film, attivando nel contempo i sottotitoli per la parte interessata. Purtroppo l’utilizzo di Siri su Apple TV non è ancora attivo nel nostro paese, ed è anche per questo che in Italia il telecomando si chiama Apple TV Remote, mentre negli Stati Uniti (o in altri paesi) si chiama Siri Remote .



Passando alla Apple TV vera e propria, oltre alla già citata USB Type C riservata all’assistenza, sul retro troviamo un connettore per il cavo di alimentazione (l’alimentatore è integrato nella Apple TV, senza antiestetici dispositivi esterni), una porta HDMI con standard 1.4, e una porta ethernet 10/100. Anche per la ethernet, nessun cavo incluso, ma Apple TV è comunque dotata di connettività Wireless Wi-Fi 802.11ac con tecnologia MIMO, e Bluetooth 4.0, nonché ricevitore IR per la comunicazione con il telecomando.

La nuova Apple TV è leggermente più alta e pesante del modello precedente (che è ancora in vendita al prezzo di 79 Euro) ma è comunque di dimensioni ridottissime e può trovare spazio ovunque.


L’ultimo oggetto in prova, il game controller Nimbus, è invece il classico controller di dimensioni standard, con una buona impugnatura, due leve analogiche, una croce direzionale, quattro tasti azione, quattro tasti sul dorso, e un connettore lightning per la ricarica (per un’autonomia dichiarata di 40 ore). I pulsanti sono sensibili alla pressione e nel centro del controller, oltre ai led che lo identificano nelle partite multiplayer, è presente anche un pulsante “menù” che permette di accedere alla schermata home, perché oltre ad utilizzarlo per i giochi (tra parentesi, il controller è compatibile anche con iPhone, iPad e iPod Touch) il Nimbus può anche controllare in modo completo la Apple TV.


Conclusa la prima analisi, giunge il momento di collegare l’unità al televisore e configurarla (la prova è stata effettuata utilizzando una TV Panasonic 42AS600 ). Alla prima accensione, dopo aver selezionato la lingua e il paese di utilizzo, Apple TV chiede se si vuole procedere ad una configurazione manuale o se si vuole sfruttare un altro dispositivo Apple per la configurazione.


Avendo l’iPhone in tasca, scelgo quest’ultima opzione, avvicino l’iPhone a Apple TV, a automaticamente mi ritrovo configurati tutti gli account per iCloud, iTunes e App Store, nonché l’account “in casa” per sfogliare le librerie che si trovano nella mia rete domestica.

Alla prima accensione, la home di Apple TV è ovviamente spoglia, ma basta accedere all’App Store per popolarla di tutte le applicazioni che ci servono.

Il panorama non è ancora enorme, ma scopro con piacere che molte applicazioni già acquistate su iPhone o iPad sono disponibili per il download anche su Apple TV, senza che sia necessario il pagamento di versioni dedicate.

Non mancano inoltre le classiche app per accedere ai contenuti in streaming, da YouTube a Netflix (o altri servizi simili), passando per le app dedicate ai vari canali di news ed eventi sportivi. Infine possiamo trovare applicazioni dedicate al fitness (per chi vuol fare esercizi in salotto, davanti alla TV), alla moda, all’educazione, e molto altro ancora, ma la parte del leone (inutile dirlo) la fanno i giochi.



Scaricando le app ci scontriamo subito con due piccoli problemi: il primo è l’App Store, che al momento non è ancora ben organizzato. Probabilmente si tratta di un problema dovuto al fatto che il negozio di applicazioni è appena nato ed è poco popolato, ma al momento non è ancora possibile accedere a classifiche o cercare un prodotto sfogliare le diverse categorie: si ha piena visibilità sulle app messe in primo piano da Apple, si può cercare tra le app già acquistate su iPhone/iPad (dove le categorie sono invece evidenziate), oppure si può fare una ricerca mirata inserendo del testo: in quest’ultimo caso si può osservare la presenza di un numero molto ampio di app ma, per cercare qualcosa che non si conosce, il metodo migliore dovrebbe essere quello di avere una suddivisione tra le categorie, cosa che infatti sta già iniziando negli USA e che dovrebbe arrivare presto anche altrove.


Il secondo problema è un limite imposto a Apple TV: per ragioni al momento ignote, le app devono avere una dimensione massima di 200MB , il che obbliga gli sviluppatori a realizzare applicazioni che contengono il minimo indispensabile per lanciare l’app vera e propria, e scaricare poi il resto come pacchetti aggiuntivi. Questi pacchetti finiscono in una zona di cache che viene gestita a discrezione di Apple TV, il che significa che in situazioni di carenza di spazio potrebbero essere cancellati richiedendo quindi un nuovo download. Ovviamente il problema riguarda solo le applicazioni più “voluminose”, perché per molte app 200MB bastano e avanzano. Non è ben chiaro il motivo di questa scelta, visto che lo spazio a disposizione non è proprio poco, e che tutto il resto (musica, video e foto) viaggia in streaming: c’è da sperare che Apple riveda presto anche questo limite. Dopo aver popolato la nostra Apple TV, arriviamo all’utilizzo vero e proprio. Come accennato sopra, il controllo avviene agevolmente con delle gesture di scorrimento effettuate sulla parte superiore del telecomando, quella touch: di fatto l’interazione nella home e nella maggior parte delle app di informazione si limita ad uno scrolling che porta a selezionare l’elemento desiderato. Accedendo al menù delle impostazioni bluetooth possiamo inoltre abbinare alla Apple TV il controller Nimbus, utilizzabile anch’esso per scorrere i vari elementi dell’interfaccia ed effettuare la selezione desiderata.

Quando invece si entra nel vivo del gioco tutto cambia, e per meglio comprendere le diverse possibilità di interazione conviene fare qualche esempio concreto: prendiamo in esame tre giochi, l’arcinoto Asphalt 8 , il nuovissimo Beat Sport , e l’originale Shadowmatic .

Asphalt 8 è un gioco di guida dalla grafica 3D molto spinta, disponibile da tempo per iPhone e iPad, e approdato da subito anche su Apple TV: la guida sui dispositivi iOS sfrutta accelerometro e giroscopio, e allo stesso modo si può utilizzare l’Apple TV Remote tenendolo in orizzontale, esattamente come si fa, nello stesso genere di giochi, con i controller di altre console più famose. In questo caso però, le dimensioni ridotte del telecomando Apple, nonché la sua carenza di tasti, limitano di molto l’esperienza di gioco, esperienza che invece si può apprezzare in pieno con il controller Nimbus (ogni app presente sullo store riporta chiaramente l’indicazione sulla compatibilità o meno del gioco con i controller esterni). Si possono scegliere diverse combinazioni di comandi, e la risposta del controller è molto buona: nel complesso il gioco ha poco da invidiare rispetto a quel che si può trovare su console più blasonate.

Passiamo al secondo gioco, Beat Sport, quello mostrato da Apple durante la presentazione dello scorso settembre. Beat Sport è un gioco pensato in modo esclusivo per Apple TV, che a prima vista richiama il più famoso Wii Sport portato al successo da Nintendo. In realtà è qualcosa di completamente differente, anche se ne condivide, almeno in parte, il sistema di controllo: si tratta di maneggiare il telecomando di Apple come se fosse una racchetta da tennis, una mazza da baseball, o un qualsiasi altro attrezzo sportivo utilizzabile per lanciare delle palle; mentre però Wii Sport ha delle logiche di comando di chiara derivazione sportiva, in Beat Sport le azioni da intraprendere sono principalmente legate al ritmo musicale che accompagna il gioco, tanto che in alcuni mini-giochi non si sfruttano gli accelerometri ma la superficie touch dell’Apple TV Remote per lanciare la palla nella direzione desiderata.

Si possono anche fare partite multiplayer (fino a quattro giocatori) scaricando l’App dell’apposito controller sull’iPhone, ma non è previsto l’utilizzo di controller il terze parti, così come non è previsto nell’ultimo gioco che andremo ad esaminare: Shadowmatic.

Shadowmatic, per chi non lo conoscesse, è un gioco in cui occorre ruotare delle sagome tridimensionali dalla forma bizzarra, per ottenere l’ombra di una figura bidimensionale ben definita (ma non nota a priori). Chi fosse interessato può leggere la recensione completa che ho pubblicato a inizio anno, ma ciò su cui volevo porre l’attenzione è che in questo gioco si sfrutta completamente la superficie touch del telecomando Apple: la sagoma ruota in tutte le direzioni quando si agisce sulla parte centrale, mentre si orienta sul piano quando si va ad agire sui bordi della superficie touch.

Abbiamo quindi visto diversi utilizzi del telecomando Apple e delle sue diverse modalità di interazione, e apprezzato invece un controller più tradizionale con altri tipi di giochi. Il panorama delle app per Apple TV non si ferma ovviamente ai videogame, ma possiamo sicuramente dire che questa è, e sarà, una delle categorie più gettonate da utenti e sviluppatori (come avviene del resto anche su smartphone e tablet). Al momento le altre applicazioni più rilevanti sono quelle legate alla fruizione di video su Internet, con applicazioni come YouTube, Netflix, o i film di iTunes, servizi che avevamo a disposizione anche sui precedenti modelli.

Non dobbiamo infatti dimenticare che, oltre a quanto offerto dalla possibilità di realizzare delle app native, la nuova Apple TV può fare anche tutto quello che faceva il modello precedente, ovvero può fare da media center per la gestione di musica, foto e video. Partiamo dalla musica, che con l’iPod e l’iTunes Music Store è stata la protagonista della rinascita di Apple. Come accennato sopra, nonostante lo spazio disponibile, Apple TV non memorizza alcun brano in locale: la musica può arrivare in streaming da quattro diversi tipi di sorgente.


Il primo, quello più scontato, è la propria libreria musicale: definendo un account “in casa”, Apple consente di condividere la propria libreria musicale sulla Apple TV, a patto però che il computer sia acceso e iTunes attivo. Il secondo metodo, sotto alcuni aspetti ancora più semplice, richiede invece che la libreria musicale sia stata trasferita in iCloud: in questo caso non occorre alcun computer acceso, ma si deve pagare lo scotto di trasferire online tutta la propria musica. Il terzo metodo è quello probabilmente più auspicato da Apple: se avete un abbonamento ad Apple Music potete accedere a tutte le radio e tutta la musica del catalogo Apple, comodamente, dalla TV del salotto.

La quarta e ultima via è invece quella a mio avviso più comoda per gli utenti: avete la musica sul vostro iPhone? Bene, basta farla partire e inviarla ad Apple TV tramite Airplay: anche se la TV è spenta ed Apple TV è in stand-by, basterà questo per attivare il tutto. Ci sarebbe infine un quinto metodo, che è quello offerto dalle app che consentono di accedere ad altri servizi musicali, ma in questo caso rientriamo in una logica completamente differente, per cui torniamo a parlare in modo un po’ più ampio di Airplay.

Airplay è anche la via per godersi sul grande schermo del televisore le proprie foto e i propri video, a meno di non avere anche la libreria fotografia in iCloud. Per i film di iTunes invece la faccenda è un po’ differente: accedendo alla sezione “movies” di iTunes avrete sott’occhio non solo l’offerta attuale di Apple, ma anche tutti gli acquisti fatti in precedenza, che potete rivedere in ogni istante. Inoltre rimane sempre la possibilità di visualizzare i filmati presenti nella libreria di iTunes del computer collegato alla nostra rete domestica, accesso che avviene attraverso l’account “in casa” di cui abbiamo parlato sopra.

Detto ciò, vale la pena spendere ancora qualche parola su Airplay, caratteristica molto importante (seppure non nuova) di Apple TV. Airplay non è solo un modo per trasmettere (molto comodamente) i propri file multimediali su Apple TV, ma è un modo per portare sullo schermo del salotto tutto quello che abbiamo sull’iPhone (o sull’iPad).

Possiamo semplicemente attivarlo sul telefono, duplicare lo schermo, lanciare un gioco e giocare a pieno schermo sul televisore di casa senza chiamare in causa le app specifiche per Apple TV. Se il gioco supporta controller esterni (come quello in prova) potremmo anche non accorgerci che stiamo giocando dal telefono, e se il gioco supporta il dual screen potremmo anche avere informazioni distinte sui due schermi: uno degli esempi più classici è Real Racing 3 , dove l’azione di guida viene inviata al televisore, mentre lo schermo del telefono mostra circuito, tempi, e altre informazioni aggiuntive. Raccontata in questo modo potrebbe quasi sembrare che l’installazione di app sulla Apple TV sia qualcosa di inutile e ridondante: in realtà le cose non stanno proprio in questo modo, sia perché alcune app esistono solo per Apple TV, sia perché alcune di quelle che esistono in duplice versione hanno adattamenti specifici di interfaccia, risoluzione e controlli, tutti elementi che hanno molta influenza sull’esperienza utente (aspetto a cui Apple presta molta attenzione). Inoltre bisogna considerare l’ipotesi che possono intervenire dei limiti su prestazioni e trasmissione del segnale, cosa che invece non accade se l’applicazione gira in modo nativo su Apple TV.

Per ultimo, ma non meno importante, segnaliamo che Apple TV offre diverse opzioni di accessibilità per le persone affette da disabilità visive o auditive. Infine Apple TV offre spettacolo anche quando attiva il salvaschermo , offrendo delle vedute aeree in movimento di varie città del mondo, panorami che variano giorno dopo giorno in quanto Apple TV ne scarica continuamente di nuovi dalla rete.

In conclusione, come possiamo considerare l’esperienza con la nuova Apple TV? A mio avviso, e considerato anche il prezzo decisamente accessibile, si tratta di un dispositivo interessante, soprattutto se si ha intenzione di sfruttarne anche l’aspetto videoludico: in tal caso però consiglio fortemente l’abbinamento con un game controller esterno, perché il solo Apple TV Remote è troppo limitato per alcune tipologie di gioco.

Chi invece fosse interessato al solo streaming di contenuti multimediali, potrebbe rivolgersi ancora al modello vecchio, tenendo però bene in mente due cose: la prima è che Apple Music non è accessibile dalle precedenti versioni di Apple TV, la seconda è che la possibilità di installare app su un dispositivo da salotto è a mio avviso la vera carta vincente che porterà questo dispositivo di Apple al successo. Al momento la scelta non è ancora paragonabile a quello che possiamo trovare per iOS (ricordiamo che Apple TV utilizza un proprio sistema operativo denominato tvOS , che ha le stesse basi di iOS ma utilizza delle librerie specifiche per la programmazione) ma in pochi giorni di utilizzo ho visto il catalogo aumentare in modo significativo, e il potenziale potrebbe essere enorme.

Nonostante molte possibilità siano legate all’interazione con altri dispositivi Apple, il prezzo accessibile e i servizi disponibili online possono spingere il set top box di Cupertino verso qualsiasi acquirente, una sorta di punto di accesso dell’ecosistema Apple in molte case ancora non raggiunte dalla Mela morsicata. Al di là degli aspetti strategici e commerciali, Apple TV e la sua apertura verso l’installazione di app spalancano un potenziale enorme per l’utilizzo di questo dispositivo da salotto: basti pensare a tutto il software disponibile per iOS (non solo giochi, ma anche utility o altri generi di applicazioni) e al fatto che nei prossimi mesi potrebbe essere disponibile su un dispositivo da 179 Euro collegato ad un display di grandi dimensioni… Se riceverà il giusto supporto degli sviluppatori, Apple TV diventerà il grande successo di Apple del prossimo anno.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • S7K scrive:
    Rischi della centralizzazione
    Accentrare mezzo milione di utenze in un unico fornitore è una scelta strutturale che espone a notevoli rischi, peraltro previsti dalla natura essenzialmente distribuita dei protocolli che realizzano i servizi di posta elettronica. Perché perseveriamo a cercare un'Internet centralizzata?
  • Sam scrive:
    Alternative
    http://onionmail.info/ . Lo potete anche trovare su tails con degli script che aiutano nella configurazione.
  • ... scrive:
    6000$? ma scherziamo?
    6000$??? ma che richiesta da barboni! o almeno 200mila o niente.
  • Etype scrive:
    Beata ingenuità...
    Pagare un gruppo di cracker per far smettere gli attacchi ? (rotfl)Ma questi sono molto intelligenti, la richiesta di 6000$ è stata tale perché per tali aziende sono una stupidaggine, è molto più probabile che uno si decida a pagare piccole somme, il ricattatore questo lo sa bene.Infatti 6000$ a sinistra, 6000$ a destra e ti sei fatto un bel gruzzoletto ,ovviamente il problema ti rimane, come era facile immaginare...Il crimine paga eccome ;)
    • Lorenzo Martinelli scrive:
      Re: Beata ingenuità...
      Capissco perfettamente che che si trova in una situazione simile hanno come primo interesse quello di levarsi di mezzo dei senza palle ben nascosti che rovinan loro la vita...ma pagarli purtroppo incentiva l' "Ubermansch" successivo che non sa bne quanto ce l'abbia grosso.Nonostante ciò ripeto, capisco la situazione
  • panda rossa scrive:
    Pagare riscatti e' sempre sbagliato
    Cedere ai ricatti e' sempre sbagliato.Poi in questo caso dove non c'e' alcuna vita umana in pericolo, pagare il riscatto e' sbagliatissimo.Hanno pagato e chi ha incassato i soldi vorra' essere pagato ancora.
    • Osvy scrive:
      Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
      Avranno ritenuto che la cifra richiesta fosse modesta e non valesse la pena di seguire altre strade, tra l'altro 'danneggiando' l'utenza con il servizio off.Succede di pagare valutando che il gioco non vale la candela. Hai un problema con un gadget da 5 euro comprato online? Io non sto certo a perdere tempo dietro la procedura di restituzione. Lo butto. Tempo fa mi hanno mandato da pagare 25 euro per un acXXXXX al Pronto Soccorso: non mi sono impelagato nella memoria difensiva. Il tempo è denaro
      • panda rossa scrive:
        Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
        - Scritto da: Osvy
        Avranno ritenuto che la cifra richiesta fosse
        modesta e non valesse la pena di seguire altre
        strade, tra l'altro 'danneggiando' l'utenza con
        il servizio
        off.
        Succede di pagare valutando che il gioco non vale
        la candela. Hai un problema con un gadget da 5
        euro comprato online? Io non sto certo a perdere
        tempo dietro la procedura di restituzione. Lo
        butto. Tempo fa mi hanno mandato da pagare 25
        euro per un acXXXXX al Pronto Soccorso: non mi
        sono impelagato nella memoria difensiva. Il tempo
        è
        denaroQuindi stai dicendo che se qualcuno identifica il limite della tua soglia di tolleranza all'estorsione, puo' ricattarti tranquillamente con la certezza che tu tanto paghi e zitto?Dimentichi che niente impedisce la reiterazione del ricatto e niente garantisce che una volta pagato non verrai piu' perseguitato.L'esempio del pronto soccorso non calza, visto che non e' un servizio di cui hai bisogno in continuazione.
        • Pianeta TIM scrive:
          Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
          - Scritto da: panda rossa
          Quindi stai dicendo che se qualcuno identifica il
          limite della tua soglia di tolleranza
          all'estorsione, puo' ricattarti tranquillamente
          con la certezza che tu tanto paghi e
          zitto?Per la stragrande maggioranza delle persone si!Basta seguire la vicenda del canone di noleggio per l' apparecchio telefonico SIP, attualmente ancora in bolletta su linea fissa per molti clienti ex TELECOM attuali TIM.
        • Osvy scrive:
          Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
          - Scritto da: panda rossa
          Quindi stai dicendo che se qualcuno identifica il
          limite della tua soglia di tolleranza
          all'estorsione, puo' ricattarti tranquillamente
          con la certezza che tu tanto paghi e zitto?E' il tuo solito modo di travisare le risposte altrui...
          Dimentichi che niente impedisce la reiterazione
          del ricatto e niente garantisce che una volta
          pagato non verrai piu' perseguitato.Ma se continuano poi non li ripaghi
          L'esempio del pronto soccorso non calza, visto
          che non e' un servizio di cui hai bisogno in
          continuazione.E' semplicemente un problema di costi/benefici, come quando prendi una qualunque medicina e devi decidere se gli effetti collaterali puoi tollerarli o no
          • Mai scrive:
            Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
            - Scritto da: Osvy
            - Scritto da: panda rossa

            L'esempio del pronto soccorso non calza, visto

            che non e' un servizio di cui hai bisogno in

            continuazione.

            E' semplicemente un problema di costi/benefici,
            come quando prendi una qualunque medicina e devi
            decidere se gli effetti collaterali puoi
            tollerarli o noOsvy col tuo ragionamento tutte le aziende sarebbero legittimate a pagare il pizzo perché avrebbero dei benefici immediati a costi sostenibili... e chi se ne frega se la mafia in futuro diventa così potente che potrà decidere chi può e chi non può aprire una qualsiasi attività e a quali condizioni. Oppure chi può e chi non può accedere al Pronto Soccorso.La tua è una valutazione semplicemente errata dei costi/benefici perché calcoli esclusivamente i benefici del momento e ignori del tutto i problemi che crei per il futuro. I benefici sono anche quelli futuri!
    • bubba scrive:
      Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
      - Scritto da: panda rossa
      Cedere ai ricatti e' sempre sbagliato.
      Poi in questo caso dove non c'e' alcuna vita
      umana in pericolo, pagare il riscatto e'
      sbagliatissimo.

      Hanno pagato e chi ha incassato i soldi vorra'
      essere pagato
      ancora.c'e' da dire che
      • Osvy scrive:
        Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato

        c'e' da dire che
        (traduzione automatica)"Abbiamo sperato che pagando , potremmo risparmiare le altre società colpiti dall'attacco contro di noi , ma gli attacchi continuato comunque."E' quello che intendevo io, ed è un ragionamento "logico". Che tra l'altro succede più spesso di quanto si creda
        • bubba scrive:
          Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
          - Scritto da: Osvy

          c'e' da dire che


          (traduzione automatica)
          "Abbiamo sperato che pagando , potremmo
          risparmiare le altre società colpiti dall'attacco
          contro di noi , ma gli attacchi continuato
          comunque."
          E' quello che intendevo io, ed è un ragionamento
          "logico". Che tra l'altro succede più spesso di
          quanto si
          credase hai tradotto anche il resto avrai visto che l'han fatto molto controvoglia, sotto la pressione delle altre aziende. (aka se fosse dipeso solo da loro MOLTO probabilmente non avrebbero pagato mai)
    • Mai scrive:
      Re: Pagare riscatti e' sempre sbagliato
      - Scritto da: panda rossa
      Hanno pagato e chi ha incassato i soldi vorra'
      essere pagato ancora.Gli estorsori non devono essere MAI pagati, neanche una tantum, altrimenti contribuiamo a che fare il criminale diventi un lavoro. In pratica diventiamo complici.E adesso, secondo ProtonMail dovrei fargli una donazione, sapendo che una parte dei MIEI soldi finiscono in tasca agli estorsori?Col cavolo che avranno mai un solo centesimo da me!!
  • VITO PAPARELLA scrive:
    NON CONNNESSIONE
    Buongiorno, purtoppo neppure lunedì mattina funziona.
    • Osvy scrive:
      Re: NON CONNNESSIONE
      Con i pc capita. Non esiste, credo, un sistema a prova di hacker. A volte a me pare già un miracolo che funzioni il sistema banche-bancomat-operazioni online.. mai che sfugga qualcosa. Ovvio che ogni tanto capita qualche stop. Del resto fare operazioni 'a mano' non si può più fare...
    • bubba scrive:
      Re: NON CONNNESSIONE
      - Scritto da: VITO PAPARELLA
      Buongiorno, purtoppo neppure lunedì mattina
      funziona.del resto :
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