Dopo quella relativa alle licenze per le CPU Oryon, Qualcomm ha ottenuto un’altra vittoria contro Arm. Una giuria del Delaware ha stabilito che l’azienda di Cambridge (acquisita da SoftBank nel 2016) ha violato i suoi obblighi contrattuali e interferito intenzionalmente nei rapporti tra l’azienda californiana e Meta. Qualcomm riceverà quindi un risarcimento di 2 dollari.
Lo scontro legale proseguirà ancora
Arm aveva denunciato Qualcomm perché le CPU Oryon, integrate nei chip Snapdragon più recenti, vengono sviluppate utilizzando tecnologie di Nuvia (acquisita dall’azienda californiana nel 2021). Il tribunale del Delaware ha stabilito che non c’è stata nessuna violazione dell’accordo di licenza. Arm non ha presentato appello, quindi il primo scontro legale è chiuso.
Qualcomm aveva sua volta denunciato Arm per il mancato rispetto degli obblighi contrattuali e l’interferenza nei rapporti con i clienti. In dettaglio, Qualcomm ha accusato Arm di aver violato l’Architecture License Agreement (ALA), negando l’accesso ai tool di verifica dei processori e alle patch software necessarie per convalidare le proprie CPU personalizzate. Qualcomm ha inoltre affermato che Arm si è rifiutata di rinnovare le licenze per i core dei processori Cortex-A720, Cortex-A520 e Cortex-M55, come previsto dal Technology License Agreement (TLA).
Qualcomm ha anche accusato Arm di aver interferito nei suoi rapporti con Meta. Arm aveva comunicato pubblicamente la violazione di un accordo di licenza, quindi il valore del contratto sottoscritto con Meta è diminuito di circa 170 milioni di dollari. Dopo cinque giorni di udienze, la giuria ha dato ragione a Qualcomm per entrambe le accuse, stabilendo un risarcimento simbolico di 2 dollari. La giuria si è espressa a favore di Arm in merito ad altre cinque accuse di violazione.
Sia Qualcomm che Arm hanno festeggiato la sentenza. In realtà potrebbe essere favorevole solo all’azienda californiana. Data la violazione dell’accordo contrattuale, Qualcomm potrebbe ottenere la sospensione dei pagamenti delle royalties per cinque anni. Arm rischia quindi di perdere diversi miliardi di dollari.