Arresti e denunce per truffe telefoniche sugli 899

Affittavano appartamenti e richiedevano l'installazione di linee ISDN dalle quali, poi, effettuavano centinaia di chiamate a numeri a sovrapprezzo. Incassando fino a un milione di euro. Molti gli arrestati e i denunciati
Affittavano appartamenti e richiedevano l'installazione di linee ISDN dalle quali, poi, effettuavano centinaia di chiamate a numeri a sovrapprezzo. Incassando fino a un milione di euro. Molti gli arrestati e i denunciati

Roma – Ad alcuni mesi dalle prime indagini si è conclusa ieri l’operazione Hot Line della polizia di Ascoli Piceno, operazione con cui è stata bloccata l’attività di un’associazione criminale che aveva ideato un nuovo modo per truffare Telecom Italia sfruttando i servizi a sovrapprezzo. Una gang che in alcuni mesi di attività si sarebbe portata a casa più di un milione di euro .

Ieri in conferenza stampa la polizia ha spiegato che i truffatori affittavano appartamenti in varie città d’Italia: una volta dentro, chiedevano ed ottenevano da Telecom Italia l’installazione di linee telefoniche ISDN. Da lì nel fine settimana generavano centinaia di telefonate a servizi telefonici gonfiabollette , foraggiando le società che li offrono per centinaia di migliaia di euro. L’operazione proseguiva per tutto il weekend , un momento nel quale, come hanno spiegato gli agenti, il servizio antifrodi di Telecom Italia non è pienamente operativo: ciò garantiva all’organizzazione di poter agire senza far scattare “allarmi” sull’uso intensivo di quelle numerazioni.

Gli agenti hanno spiegato che l’organizzazione utilizzava telefonisti pagandoli 50 centesimi per ogni telefonata ai vari servizi di astrologia e cartomanzia o ai numeri erotici a pagamento. La redditività era assicurata dal fatto che su alcuni numeri è possibile richiedere fino a 15 euro al minuto , con “conversazioni” che possono durare fino a nove minuti complessivamente.

Il ricavato delle telefonate, compreso tra il 60 e l’80 per cento, Telecom doveva girarlo alle società i cui numeri venivano sfruttati dai delinquenti: i rapporti tra questi e quelle aziende sono tutt’ora al vaglio degli inquirenti.

L’operazione, coordinata dal pubblico ministero Adriano Crincoli, ha coinvolto decine di agenti su tutto il territorio, con perquisizioni domiciliari che hanno appurato la natura del “business” messo in piedi dalla banda criminale. Indagini che fino a questo momento hanno portato sotto custodia cautelare 18 persone . Altre 8 si trovano agli arresti domiciliari, 2 sono al momento ricercate mentre 34 sono gli indagati. Per tutti è ipotizzata l’aggravante del reato di associazione a delinquere.

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14 03 2007
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