Articolo21/ Anima gemella cercasi

di A. Iunco. Internet, più che un centro commerciale (sembra nato per essere una grande discoteca), è uno strumento creato per avvicinare le persone, e non per fare la spesa on-line evitando di recarsi al supermercato sotto casa
di A. Iunco. Internet, più che un centro commerciale (sembra nato per essere una grande discoteca), è uno strumento creato per avvicinare le persone, e non per fare la spesa on-line evitando di recarsi al supermercato sotto casa


Web – In questo periodo ci si interroga, attraverso faraonici sondaggi e prestigiose ricerche di mercato, sul perché il commercio elettronico, soprattutto in Italia, non abbia espresso ancora in pieno le sue pur enormi potenzialità.

Il Web è un mercato eterogeneo ed imprevedibile per definizione, ed è quindi difficile dare risposte a domande che riguardano una categoria tanto vasta e trasversale come può essere il bacino di utenza della Rete. Occorre quindi trovare una chiave di lettura semplice ma efficace che ci permetta innanzitutto di giustificare la situazione corrente, prima di pensare ad una soluzione per il futuro.

La chiave in questione può essere riassunta nell’ editoriale di Punto Informatico pubblicato qualche giorno fa, dove vengono discussi in breve i risultati di un sondaggio sulla conformazione dell’utenza: oggi come ieri, secondo la rilevazione, gli aficionado di Internet sono i ragazzi under 25. Cosa significa tutto ciò?

Semplice, questo significa che i ragazzi sono la vera forza trainante del Web, e che è soprattutto su di loro che si deve fare leva se si vuole creare un prodotto Web-oriented di successo. Ne sono un recente esempio Napster, ed i servizi di messaggistica online (ICQ, AIM, Yahoo Messenger).

La via italiana all’e-commerce è stata finora deludente sotto tutti i punti di vista: pochi siti riescono a produrre risultati di rilievo, e dopo l’entusiasmo iniziale del periodo Tiscali, il Nuovo Mercato si è ripiegato su se stesso in attesa di nuove evoluzioni, più che di nuove rivoluzioni.

Ci si interroga ancora, da molte parti, sullo sviluppo di gateway sicuri per gli acquisti via Internet, principalmente per consentire una trasmissione affidabile dei dati delle carte di credito. Un obiettivo di per sé meritorio e sicuramente positivo per lo sviluppo della Net Economy; non è però la “soluzione finale” (il “silver bullet”, direbbero oltreoceano).

I ragazzi poco meno o poco più che ventenni, infatti, che sono il cuore pulsante di Internet, non sono certo famosi per le loro disponibilità economiche, che nella stragrande maggioranza dei casi non sono neppure tali da consentire il rilascio di una carta di credito. Tanto più che i servizi più famosi e popolari della Rete sono quelli gratuiti, che consentono di ottenere gratis delle risorse altrimenti a pagamento.

I giovani, dunque, hanno una ritrosia del tutto comprensibile riguardo l’e-commerce, mentre i siti di commercio elettronico sono ancora lontani dall’offrire un servizio di pagamenti abbordabile anche per l’utente domestico e con modalità di pagamento (magari dilazionato) compatibile con le tasche dei giovani acquirenti. Un esempio di servizio utile è OmniPay.it, che consente di effettuare piccole spese in Internet utilizzando le ricariche telefoniche: espandere questo servizio a qualcosa di più generalizzato, ad esempio coinvolgendo in un progetto simile tutte le compagnie telefoniche, potrebbe essere un buon passo per avvicinare il commercio elettronico ai giovani, grandi consumatori di ricariche telefoniche e di telefonia in generale.

I siti che vanno davvero per la maggiore in questo momento sono invece i siti di incontri on-line, tra cui Atlantide che supera, per numero di iscritti, persino il “free internet” di Libero Infostrada e Tiscali, offrendo agli utenti una funzionalità di cui gli italiani vanno particolarmente matti: l’instant messaging.

Da un popolo che vive ormai di SMS e che scende in campo con tutta la sua aggressività nei netstrike che difendono gli amati messaggini, non c’era da aspettarsi niente di diverso, ma c’è di più. I ragazzi italiani entrano in chat, o utilizzano i servizi tipici di Internet (E-Mail, SMS gratuiti, messaggi istantanei) per trovare nuovi amici e, soprattutto gli uomini, per cercare l’anima gemella.

Love@Lycos , ad esempio, ospita una community dalla crescita esponenziale di ragazzi che affidano alla Rete il compito che fu di Cupido, lasciando i loro messaggi e sperando di trovare risposta. Non per niente, anche Infostrada segue la tendenza con un sito che prende il nome proprio dall’ angioletto Eros .


Lo status di single, sul Web, non sembra essere particolarmente di moda al momento, dato il proliferare di siti di agenzie matrimoniali on ed off line, e di trasmissioni televisive come DaDoveDGT , dove gente incontrata in chat su Internet fissa appuntamenti “al buio” ma ben illuminati dalla luce dei riflettori. Come ben sa chi si occupa di Marketing, quando qualcosa finisce in televisione vuol dire che ci sono ottime prospettive di guadagni pubblicitari.

La comunicazione interpersonale su Web volta alla ricerca di nuove amicizie o della tanto agognata anima gemella potrebbe diventare la vera chiave di volta per l’E-Commerce italiano, del resto un sito di incontri rappresenta il sogno di ogni webdesigner: la fidelizzazione è altissima, le pagine viste sono tante, e la possibilità di ottenere dei benefit in stile agenzia matrimoniale “old fashion”, se offerti nel modo e con il prezzo giusto, potrebbe avvicinare al Web anche altre fasce d’età.

Internet, più che un centro commerciale (sembra nato per essere una grande discoteca), è uno strumento creato per avvicinare le persone, e non per fare la spesa on-line evitando di recarsi al supermercato sotto casa. Non è un caso che i siti veramente vincenti e intramontabili siano dedicati allo scambio di informazioni (come ICQ ed i vari messaggi istantanei o SMS che siano) e all’incontro tra utenti; del resto da più parti si è detto che la solitudine è il vero male del Terzo Millennio.

L’Internet di domani si ridurrà ad una enorme agenzia matrimoniale su scala globale? Può essere, certo è che il futuro del Web non è quello dei portali generici che sembrano fotocopie l’uno dell’altro, né dei servizi di e-commerce come finora lo si è inteso, data la fortissima concorrenza nei settori strategici della New Economy.

Per ora resto single per scelta, chissà che un giorno non riesca ad incontrare l’anima gemella su Punto Informatico:-)

Antonello Iunco
Articolo21

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21 05 2001
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