Ascesa e caduta di Windows

Uno studio sui rapporti di vendita tra i classici PC e le creature di Apple. Il dominio guadagnato con Windows 95 è stato spazzato via dal 2004. Tra uno o due anni si arriverà alla parità assoluta

Roma – Anno tecnologico 1984. I primi Macintosh promettono al mondo di scacciare l’incubo orwelliano e i computer basati sul sistema operativo MS-DOS vengono venduti nell’ordine di 2 milioni di unità all’anno . Un’egemonia non affatto scalfita dalla creatura di Steve Jobs e Steve Wozniak, che nel suo primo compleanno festeggia poco più di 370mila dispositivi venduti.

È partito da lontano lo studio pubblicato da Horace Dediu sul sito ufficiale della società d’analisi dati Asymco . Dall’introduzione di Windows 95 sul mercato dei personal computer, gli oltre 3 milioni di Mac venduti nel mondo non hanno nemmeno scalfito i 182,5 milioni di PC piazzati nelle case e negli uffici del globo .

Sono i numeri stratosferici dell’anno tecnologico 2004, nel report di Dediu il vero e proprio climax per il settore PC e il suo sistema operativo Windows. I Macintosh devono arrendersi ad una rapporto di 1 a 56, ovvero il numero di PC venduti per ogni dispositivo made in Cupertino . Ma il dominio delle finestre è ormai prossimo al sorprendente cambiamento.

Dal 2004, il ritmo di vendita dei PC inizia a rallentare , a fronte di una crescita sempre più rapida nella distribuzione di Mac. L’espansione dei cosiddetti portatili – per Apple c’è il nuovo MacBook – porta ad una nuova concezione dei computer integrati, secondo Dediu con caratteristiche migliori di estetica e qualità.

il grafico del rapporto di vendita

La ratio calcolata da Asymco crolla così da 56 a 20, praticamente il rapporto di vendita che c’era prima dell’avvento di Windows 95 . Considerando altri dispositivi come iPad e iPhone, lo stesso rapporto di vendita PC-Mac cala fino a 2. Praticamente soltanto 2 i PC venduti per ogni apparecchio Apple piazzato sul mercato.

“Per il prossimo futuro è ragionevole attendersi una partità tra dispositivi iOS/OS X e Windows – scrive Dediu – Parliamo di uno o due anni”. Per l’analista, una batosta psicologica che porterà Microsoft a dover competere non solo per gli utenti, ma anche per il talento degli sviluppatori.

Mauro Vecchio

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  • NemoTizen scrive:
    google ci piglia per il ****
    infatti su youtube non c'è pubblicità perhcè hanno tagliato i ponti con le mele marce hahahaha :DP.S.Ricordo Youtube = Megavideo steso identico tipo di sito
    • freebit scrive:
      Re: google ci piglia per il ****
      - Scritto da: NemoTizen
      infatti su youtube non c'è pubblicità perhcè
      hanno tagliato i ponti con le mele marce hahahaha
      :D

      P.S.
      Ricordo Youtube = Megavideo steso identico tipo
      di
      sitoStraquoto anzi chiudiamo la rete vi và?Il copyright così com'è è morto e continuano a tenerlo in vita !
  • Skywalker scrive:
    Definizione operativa
    Qualcuno ha mai avuto a che fare con la necessità di stabilire quale fossero di termini di un qualcosa reperito su internet (nello specifico una fotografia)? Tolti gli estremi ovvii: foto recente con data e autore e foto scattata prima del 1820 (2012-Jean Calment(122)-70) in mezzo c'è l'impossibile. Foto scattate in un anno imprecisato da un autore ignoto di un soggetto artistico sconosciuto conservata da un ignoto e scansita da un altro ignoto che l'ha messa in internet anonimamente e passata di sito in sito fino a quello in cui la trovi tu. E gli chiedi il permesso per utilizzarla. Lui si ricorda da quale sito l'ha presa, ma quel sito non è più online. Che si fa?1- Rinunci. Ci metti una descrizione a parole della foto.2- La utilizzi. Poi per 70 anni vivi con il patema d'animo che prima o poi salti fuori qualcuno accampando pretese su quella foto, e per quella singola foto ti chiederà tutto quello che hai guadagnato con l'intero lavoro.Qualunque pretesa di azione "per aver ospitato un qualcosa in violazione del Copyright" deve essere preceduta da una defnizione OPERATIVA di Copyright. Tipo quella USA prima degli anni 70: Deve avere la scritta Copyright, deve indicare la data, deve indicare l'autore, deve essere iscritta in un registro.Altrimenti è solo un modo, come dice Lessig, di ridurre gli spazi Unregulated tra Copyright e Public Domain.
    • panda rossa scrive:
      Re: Definizione operativa
      - Scritto da: Skywalker
      Qualcuno ha mai avuto a che fare con la necessità
      di stabilire quale fossero di termini di un
      qualcosa reperito su internet (nello specifico
      una fotografia)? Gli stessi termini di quando trovi una foto per terra.
      1- Rinunci. Ci metti una descrizione a parole
      della foto.E perche' mai?
      2- La utilizzi. Poi per 70 anni vivi con il
      patema d'animo che prima o poi salti fuori
      qualcuno accampando pretese su quella foto, e per
      quella singola foto ti chiederà tutto quello che
      hai guadagnato con l'intero
      lavoro.Ma nessuna paura.Il massimo che puo' chiedere questo qualcuno che salta fuori e' di indicare il suo nome in qualita' di autore dello scatto.
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: Definizione operativa
        - Scritto da: panda rossa

        2- La utilizzi. Poi per 70 anni vivi con il

        patema d'animo che prima o poi salti fuori

        qualcuno accampando pretese su quella foto,
        e
        per

        quella singola foto ti chiederà tutto quello
        che

        hai guadagnato con l'intero

        lavoro.

        Ma nessuna paura.
        Il massimo che puo' chiedere questo qualcuno che
        salta fuori e' di indicare il suo nome in
        qualita' di autore dello
        scatto.Quoto.
    • bubba scrive:
      Re: Definizione operativa
      - Scritto da: Skywalker
      Qualcuno ha mai avuto a che fare con la necessità
      di stabilire quale fossero di termini di un
      qualcosa reperito su internet (nello specifico
      una fotografia)? Tolti gli estremi ovvii: foto
      recente con data e autore e foto scattata prima
      del 1820 (2012-Jean Calment(122)-70) in mezzo c'è
      l'impossibile. Foto scattate in un anno
      imprecisato da un autore ignoto di un soggetto
      artistico sconosciuto conservata da un ignoto e
      scansita da un altro ignoto che l'ha messa in
      internet anonimamente e passata di sito in sito
      fino a quello in cui la trovi tu. E gli chiedi il
      permesso per utilizzarla. Lui si ricorda da quale
      sito l'ha presa, ma quel sito non è più online.
      Che si
      fa?
      1- Rinunci. Ci metti una descrizione a parole
      della
      foto.
      2- La utilizzi. Poi per 70 anni vivi con il
      patema d'animo che prima o poi salti fuori
      qualcuno accampando pretese su quella foto, e per
      quella singola foto ti chiederà tutto quello che
      hai guadagnato con l'intero
      lavoro.
      Qualunque pretesa di azione "per aver ospitato un
      qualcosa in violazione del Copyright" deve essere
      preceduta da una defnizione OPERATIVA di
      Copyright. Tipo quella USA prima degli anni 70:
      Deve avere la scritta Copyright, deve indicare la
      data, deve indicare l'autore, deve essere
      iscritta in un
      registro.Bravo, bravo Sky. Vedo che sai tutto :) Pre-'70 gli Usa avevano ancora qualche parvenza di decenza (e' mera decenza. Se non fai un banale enforcement del copyright = non ti interessa = dopo "poco" tempo diventa libero). Poi gli oscuri signori di hollywood (e parenti) pervicacemente abbarbicati in parlamento, si sono accorti del "bug" :( .De facto quelle norme di banale decenza, risolvevano anche in buona parte il problema delle "opere orfane"... ma tant'e'..Anche gli spazi che venivano dati all'applicazione del concetto di "fair use" (un faro nella legislazione Usa) si restringono ogni anno :P Noi non ci dobbiamo lamentare, visto che abbiamo SEMPRE fatto piu' schifo [mai avuto il 'fair use', vedi norme sulla 'liberta' di panorama' ecc].
      Altrimenti è solo un modo, come dice Lessig, di
      ridurre gli spazi Unregulated tra Copyright e Public
      Domain.Tagliare FEROCEMENTE i tempi di protezione (se no non arrivera' mai allo spazio unregolated), ri-piazzare norme sul mantenimento/registrazione del diritto al copyright ovviamente a pagamento (cosi' magari sui prodotti di aziende morte non si rinnova :P), contestuale messa a disposizione pubblica per consultazione di questi registri (chi non c'e', si presume-
      diventa opera orfana) ,ecc ... :P
  • styx scrive:
    il report in questione si chiama
    "Prono alla PRS". Gia' il titolo dice molto :)è l'arma perfetta da azzeccagarbugli.. perche in astratto uno potrebbe pensare "beh perché no? in fondo a me interessa il libero scambio tra privati... non creare dei netflix o dei megaupload"... MA c'e' MA... sicuramente lorsignori tireranno dentro nella rete quei comuni siti/forum gestiti da privati e dotati di meri banner e/o richiesta donazioni per il server... dove dentro NON C'è un accidente di copyrighted... ma solo link e/o torrent ...... colpissero SOLO *società* che fanno *hosting* di files in violazione e lasciassero perdere il resto... potrebbe anche andare..
  • sjjsjjs scrive:
    razzolare male
    Google predica "bene" e razzola male. Il suo ruolo deve essere NEUTRALE nei confronti dei pirati.Se google vuole proporre una soluzione , dica pure la sua, ma evitando di fare la compagnia ipocrita (e autolesionista, anche perchè nei confronti dei suoi azionari non può prendere decisioni che vadano contro i propri interessi).Youtube è solo il primo esempio.Seguirebbero Ad-word, Google Images, Google book, Google Apps (eh si magari non tutti coloro che condividono documenti rispettano il copyright e l'IP).E' da almeno 2 decenni che l'industria ed i governi cercano di affossare la pirateria (che a mio parere non è altro che voglia di condivisione, alla base dell'essere umano e quindi inarrestabile).Le uniche soluzioni trovate per lotta contro la pirateria sono i servizi cloud e servizi (e DRM) in remoto. Cosa mio avviso pericolosa perchè potrebbe portare alla perdita di acXXXXX o perdita di dati in seguito a catastrofi o eventi (fallimento, terremoto, instabilità politiche, intervento delle autorità nei confronti di una ditta privata, etc).Il cloud ha alterato la disponibilità e l'acXXXXX dei dati con i suoi pro e contro.Forse sì, è l'unica soluzione alla pirateria di videogames, applicazioni, forse anche dati generici un giorno. Forse è proprio per questa corsa al cloud che Google promuove queste soluzioni.Più cloud, più lavoro per google. Ma se google è quel che è oggi è proprio grazie alla pirateria e al suo motore di ricerca che agli inizi del 2000 andavano benissimo in accoppiata (e anche oggi che è diventato un motore di ricerca usato da tutti la pirateria resta facilmente accessibile da esso).
    • Allibito scrive:
      Re: razzolare male
      - Scritto da: sjjsjjs
      Google predica "bene" e razzola male.
      Il suo ruolo deve essere NEUTRALE nei confronti
      dei
      pirati.
      Se google vuole proporre una soluzione , dica
      pure la sua, ma evitando di fare la compagnia
      ipocrita (e autolesionista, anche perchè nei
      confronti dei suoi azionari non può prendere
      decisioni che vadano contro i propri
      interessi).

      Youtube è solo il primo esempio.
      Seguirebbero Ad-word, Google Images, Google book,
      Google Apps (eh si magari non tutti coloro che
      condividono documenti rispettano il copyright e
      l'IP).

      E' da almeno 2 decenni che l'industria ed i
      governi cercano di affossare la pirateria (che a
      mio parere non è altro che voglia di
      condivisione, alla base dell'essere umano e
      quindi
      inarrestabile).

      Le uniche soluzioni trovate per lotta contro la
      pirateria sono i servizi cloud e servizi (e DRM)
      in remoto. Cosa mio avviso pericolosa perchè
      potrebbe portare alla perdita di acXXXXX o
      perdita di dati in seguito a catastrofi o eventi
      (fallimento, terremoto, instabilità politiche,
      intervento delle autorità nei confronti di una
      ditta privata,
      etc).
      Il cloud ha alterato la disponibilità e l'acXXXXX
      dei dati con i suoi pro e
      contro.
      Forse sì, è l'unica soluzione alla pirateria di
      videogames, applicazioni, forse anche dati
      generici un giorno.


      Forse è proprio per questa corsa al cloud che
      Google promuove queste
      soluzioni.
      Più cloud, più lavoro per google. Ma se google è
      quel che è oggi è proprio grazie alla pirateria e
      al suo motore di ricerca che agli inizi del 2000
      andavano benissimo in accoppiata (e anche oggi
      che è diventato un motore di ricerca usato da
      tutti la pirateria resta facilmente accessibile
      da
      esso).Google ci rimette soltanto con la pirateria, nessuno trae guadagno se non il kim di turno. Non è per bontà che bigG collabora con le major, si precluderebbe ogni possibile accordo commerciale. Poi ricorda che google è usato da centinaia di milioni di utenti nel mondo, non vive certo con il traffico di chi cerca il suo filmetto e poi piazza il sito pirata nei preferiti.
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: razzolare male
        Su youtube c'è pubblicità, google ci guadagna se aumentano le visite.
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: razzolare male
        - Scritto da: Allibito
        Google ci rimette soltanto con la pirateria,Sì infatti guarda, tutti i soldi che gli inserzionisti pagano a google poi google li rigira TUTTI ai webmaster. Da youtube google non ci guadagna niente.E dimenticavo... i pirati hanno piratato google, e ora la gente usa il google pirata invece di quello originale.
  • laDuraRealt a scrive:
    Ma invece di pensare alle paghette....
    ...per i pirati, perché non fanno più servizi a la netflix?
    • sjjsjjs scrive:
      Re: Ma invece di pensare alle paghette....
      - Scritto da: laDuraRealt a
      ...per i pirati, perché non fanno più servizi a
      la
      netflix?Perchè il panorama delle licenze è incasinato già di suo quindi:aggiungi la stipula di contratti diversi per ogni fornitore.Aggiungici le varie leggi da comprendere e rispettare per ogni nazione dove vogliono offire il servizio.aggiungi le infrastrutture non adatte di molti paesi (vedi anche italia).La vedo rognosa riuscire a creare una piattaforma internazionale per queste cose.. la domanda c'è..solo che non riescono a dare l'offerta.Io pagherei volentieri una cifra ragionevole (mettiamo 250 euro l'anno?) per potermi vedere non so.. 60 film interamente, magari in lingua originale con sottotoli...500 preview di 20 minuti di film) tramite una comoda piattaforma hardware-indipendente.In poche parole pagherei volentieri per vedermi lo stesso film che mi guardo a gratis ora dopo aver cercato su google il torrent della versione dvdrip in lingua originale con sub eng o ita.Ma non riescono per l'appunto a trovare l'accordo con le case produttrici o distributrici (le ultime, inutili). Troppa avarizia? una delle due parti non si contenta mai? beh problemi loro..Potrebbero addiritura fare un'associazione no profit che gestica la piattaforma a cui tutti gli studi cinematograifici possono registrarsi e caricare il materiale, che possa gestire i pagamenti e trattenersi una percentuale per coprire i costri dell'infrastruttura, lasciando libere gli studi di scegliere il prezzo del prodotto.Invece preferiscono assumere valanghe di avvocati, pagare maxitangenti ai politici di ogni paese per cercare di opprimere la pirateria.Penso che una buona parte dei casi di pirateria cinematografia sia dovuta alla pigrizia degli utenti nel non volersi:- registrarsi su una piattaforma- seguire i limiti della piattaforma- adattarsi al formato dela piattaforma- procedere al pagamento che troppo spesso ha procedure lunghe e macchinosel'utente non esperto o solamente pigro magari pagherebbe il giusto prezzo per un servizio così.Come quando si va a comprare l'acqua al supermercato... nessuno vieta di rifornirai alle fontanine..eppure l'acqua in bottiglia è un business (fra i peggiori eticamente parlando) fra i più prosperosi.
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Ma invece di pensare alle paghette....
        contenuto non disponibile
      • Allibito scrive:
        Re: Ma invece di pensare alle paghette....
        - Scritto da: sjjsjjs
        - Scritto da: laDuraRealt a

        ...per i pirati, perché non fanno più servizi a

        la

        netflix?

        Perchè il panorama delle licenze è incasinato già
        di suo
        quindi:
        aggiungi la stipula di contratti diversi per ogni
        fornitore.
        Aggiungici le varie leggi da comprendere e
        rispettare per ogni nazione dove vogliono offire
        il
        servizio.
        aggiungi le infrastrutture non adatte di molti
        paesi (vedi anche
        italia).

        La vedo rognosa riuscire a creare una piattaforma
        internazionale per queste cose.. la domanda
        c'è..solo che non riescono a dare
        l'offerta.

        Io pagherei volentieri una cifra ragionevole
        (mettiamo 250 euro l'anno?) per potermi vedere
        non so.. 60 film interamente, magari in lingua
        originale con sottotoli...500 preview di 20
        minuti di film) tramite una comoda piattaforma
        hardware-indipendente.

        In poche parole pagherei volentieri per vedermi
        lo stesso film che mi guardo a gratis ora dopo
        aver cercato su google il torrent della versione
        dvdrip in lingua originale con sub eng o
        ita.

        Ma non riescono per l'appunto a trovare l'accordo
        con le case produttrici o distributrici (le
        ultime, inutili). Troppa avarizia? una delle due
        parti non si contenta mai? beh problemi
        loro..

        Potrebbero addiritura fare un'associazione no
        profit che gestica la piattaforma a cui tutti gli
        studi cinematograifici possono registrarsi e
        caricare il materiale, che possa gestire i
        pagamenti e trattenersi una percentuale per
        coprire i costri dell'infrastruttura, lasciando
        libere gli studi di scegliere il prezzo del
        prodotto.

        Invece preferiscono assumere valanghe di
        avvocati, pagare maxitangenti ai politici di ogni
        paese per cercare di opprimere la
        pirateria.
        Penso che una buona parte dei casi di pirateria
        cinematografia sia dovuta alla pigrizia degli
        utenti nel non
        volersi:
        - registrarsi su una piattaforma
        - seguire i limiti della piattaforma
        - adattarsi al formato dela piattaforma
        - procedere al pagamento che troppo spesso ha
        procedure lunghe e
        macchinose

        l'utente non esperto o solamente pigro magari
        pagherebbe il giusto prezzo per un servizio
        così.

        Come quando si va a comprare l'acqua al
        supermercato... nessuno vieta di rifornirai alle
        fontanine..eppure l'acqua in bottiglia è un
        business (fra i peggiori eticamente parlando) fra
        i più
        prosperosi.Non esisterà mai una flat, hai visto anche con sky, abbonamento mensile per vedere 5 o 6 titoli nuovi al mese ma comunque film di scarso valore commerciale, poi che primafila, dove paghi la visione 5 o 2,50 se sei abbonato per vedere i film commercialmente ancora validi. Sarà sempre così, non si può fare diversamente.
        • krane scrive:
          Re: Ma invece di pensare alle paghette....
          - Scritto da: Allibito
          - Scritto da: sjjsjjs

          - Scritto da: laDuraRealt a


          ...per i pirati, perché non fanno più servizi
          a


          la


          netflix?



          Perchè il panorama delle licenze è incasinato
          già

          di suo

          quindi:

          aggiungi la stipula di contratti diversi per
          ogni

          fornitore.

          Aggiungici le varie leggi da comprendere e

          rispettare per ogni nazione dove vogliono offire

          il

          servizio.

          aggiungi le infrastrutture non adatte di molti

          paesi (vedi anche

          italia).



          La vedo rognosa riuscire a creare una
          piattaforma

          internazionale per queste cose.. la domanda

          c'è..solo che non riescono a dare

          l'offerta.



          Io pagherei volentieri una cifra ragionevole

          (mettiamo 250 euro l'anno?) per potermi vedere

          non so.. 60 film interamente, magari in lingua

          originale con sottotoli...500 preview di 20

          minuti di film) tramite una comoda piattaforma

          hardware-indipendente.



          In poche parole pagherei volentieri per vedermi

          lo stesso film che mi guardo a gratis ora dopo

          aver cercato su google il torrent della versione

          dvdrip in lingua originale con sub eng o

          ita.



          Ma non riescono per l'appunto a trovare
          l'accordo

          con le case produttrici o distributrici (le

          ultime, inutili). Troppa avarizia? una delle due

          parti non si contenta mai? beh problemi

          loro..



          Potrebbero addiritura fare un'associazione no

          profit che gestica la piattaforma a cui tutti
          gli

          studi cinematograifici possono registrarsi e

          caricare il materiale, che possa gestire i

          pagamenti e trattenersi una percentuale per

          coprire i costri dell'infrastruttura, lasciando

          libere gli studi di scegliere il prezzo del

          prodotto.



          Invece preferiscono assumere valanghe di

          avvocati, pagare maxitangenti ai politici di
          ogni

          paese per cercare di opprimere la

          pirateria.

          Penso che una buona parte dei casi di pirateria

          cinematografia sia dovuta alla pigrizia degli

          utenti nel non

          volersi:

          - registrarsi su una piattaforma

          - seguire i limiti della piattaforma

          - adattarsi al formato dela piattaforma

          - procedere al pagamento che troppo spesso ha

          procedure lunghe e

          macchinose



          l'utente non esperto o solamente pigro magari

          pagherebbe il giusto prezzo per un servizio

          così.



          Come quando si va a comprare l'acqua al

          supermercato... nessuno vieta di rifornirai alle

          fontanine..eppure l'acqua in bottiglia è un

          business (fra i peggiori eticamente parlando)
          fra

          i più

          prosperosi.

          Non esisterà mai una flat, hai visto anche con
          sky, abbonamento mensile per vedere 5 o 6 titoli
          nuovi al mese ma comunque film di scarso valore
          commerciale, poi che primafila, dove paghi la
          visione 5 o 2,50 se sei abbonato per vedere i
          film commercialmente ancora validi. Sarà sempre
          così, non si può fare diversamente.Netfix esiste, chi sa l'inglese gia' ora lo puo' usare.
        • uno qualsiasi scrive:
          Re: Ma invece di pensare alle paghette....

          Non esisterà mai una flat,Esiste già: si chiama p2p. E la tariffa è zero.Ed esisteva in passato con tele+
          hai visto anche con
          sky, abbonamento mensile per vedere 5 o 6 titoli
          nuovi al mese ma comunque film di scarso valore
          commercialeVorrà dire che il valore commerciale di tutti i film scenderà, così finiranno tutti nella flat.Ricordati che non siete voi o i produttori a stabilire il valore commerciale di un film, ma il pubblico... e se il pubblico scarica e non compra il valore commerciale scende.
          , poi che primafila, dove paghi la
          visione 5 o 2,50 se sei abbonato per vedere i
          film commercialmente ancora validi. Sarà sempre
          così, non si può fare
          diversamente.Si può, e si fa. Megavideo lo faceva, e i siti venuti dopo di lui lo fanno.Piuttosto, sii onesto e dì la verità: si può fare diversamente, siete voi che non potete o non volete farlo. Comunque non preoccupatevi, non è un problema: se non potete farlo, perderete tutti i clienti, che si rivolgeranno a chi invece può farlo. Voi chiuderete, e il vostro posto verrà preso da chi invece può offrire una soluzione flat o gratuita.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Ma invece di pensare alle paghette....
          contenuto non disponibile
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: Ma invece di pensare alle paghette....
          - Scritto da: Allibito
          Non esisterà mai una flat, hai visto anche con
          sky, abbonamento mensile per vedere 5 o 6 titoli
          nuovi al meseDal sito Sky Cinema: <i
          12 canali, di cui 10 in Alta Definizione <b
          90 </b
          nuovi film al mese, 400 prime visioni allanno!Solo su Sky ogni prima visione la vedi prima: tutte le più attese anteprime cinematografiche subito a casa tua, anche in lingua originale e con i sottotitoli. </i
          Posso capire l'ignoranza ma passare da "90" a "5 o 6" è davvero una calunnia.
          ma comunque film di scarso valore commerciale,Sono gli stessi che escono in videoteca, più tanti altri.Poi che intendi per "valore commerciale"? Quelli che incassano di più sono spesso anche i peggiori (vedi i cinepanettoni). Quindi considerare il "valore commerciale scarso" come parametro negativo è controproducente.
          poi che primafila, dove paghi la
          visione 5 o 2,50 se sei abbonato per vedere i
          film commercialmente ancora validi. Sarà sempre
          così, non si può fare diversamente.NON ho considerato Primafila tanto dopo un paio di mesi escono sui canali cinema normali.Mi dirai ma allora bisogna aspettare e si può andare in videoteca (a proposito a quanto lo fai un noleggio di un film di prima visione? voglio sperare a meno dei 2,50 che chiede sky e che permette, tra l'altro, di rivedere il film nelle 24 ore quante volte vuoi, quindi devi considerare il noleggio di 24 ore di un film nuovo: a quanto lo fai?). Ma allora se uno ha fretta di guardare un film nuovo può andare al cinema.Oppure lo scarica e lo vede in contemporanea al cinema a costo zero. Ma stavamo parlando di sky, non volevo parlare ora di questo.
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Ma invece di pensare alle paghette....
      Perchè netflix è inutile.Che senso ha pagare per avere un servizio inferiore a quello gratuito? (meno film, e non puoi nè salvarli in locale nè vederli quando vuoi)
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: Ma invece di pensare alle paghette....
        - Scritto da: uno qualsiasi
        Perchè netflix è inutile.

        Che senso ha pagare per avere un servizio
        inferiore a quello gratuito? (meno film, e non
        puoi nè salvarli in locale nè vederli quando
        vuoi)Tutto quello che passa sullo schermo e nelle casse del computer si può salvare in locale.
  • prova123 scrive:
    Il principio è corretto...
    però è di difficile applicazione. Ora spiego il perchè: se provate ad utilizzare un qualsiasi sito di hosting che contiene in modo fraudolento file protetti da copyright (diciamo fraudolento se al nome del file contenitore corrisponde il relativo file coperto da copyright) e provate ad accedere allo scarico (senza ovviamente scaricare il file) si può vedere facilmente il popup della pubblicità dei casinò (legali) online che fanno capo ai monopoli di Stato... tanta pubblicità che invoglia a giocare ai casinò online che dovrebbe essere eliminata.Come si dice quando il pesce puzza, puzza dalla testa.
  • attonito scrive:
    piratoni, piratelli, pirateschi....
    io comincierei a chiudere youtube, autentico covo di pirati che condividono proprieta' intellettuali coperte da copyright... ah, no aspetta, youtube e' di google.Carlo, che ne dici? chiudiamo youtube? ma si, dai..
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: piratoni, piratelli, pirateschi....
      contenuto non disponibile
    • eleirbag scrive:
      Re: piratoni, piratelli, pirateschi....
      Sai mica dove si firma per chiuderlo ?Mi sa propio che Google sta seguendo lostesso proXXXXX naturale che ha seguitoApple dalle origini sino ad oggi..Dunque facendo un paragone con le leggidell'agronomia;Prima la mela era acerba, dopo ricca dipromesse e buoni propositi, poi è diventataricca e succosa e si distingueva dalle altre,poi ancora matura, adesso solo e sempre più marcia!Ora non so che frutto possa essere associato allacasa di Mountain view, ma il proXXXXX di metamorfosinaturale mi sembra ogni giorno di più simile a quellodella casa di Cupertino. E questa ne è l'ennesimadimostrazione.
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: piratoni, piratelli, pirateschi....
      - Scritto da: Carlo
      Tranquillo, non c'é niente da chiudere.Infatti oggi le major si accordano con le piattaforme per rendere disponibili GRATUITAMENTE il loro materiale e loro guadagnano con la pubblicità.http://punto-informatico.it/3555863/PI/News/youtube-due-ventennii-italia-online.aspx <i
      Tutti i video, tengono a precisarlo da Google, sono stati logicamente protetti da tecnologia Content ID, ovvero quella forma di riconoscimento video grazie al quale YouTube è in grado di rilevare se qualcun altro utilizzi o ri-carichi quelle stesse immagini. <b
      Ma invece che lavorare per scoraggiare e sanzionare eventuali altri upload o utilizzi, sembra di capire che le intenzioni del Luce siano quelle di <u
      sfruttare la possibilità di revenue del programma </u
      . Ogni altro utilizzo (su YouTube) di quelle immagini infatti <u
      porterà soldi al Luce attraverso la pubblicità che compare sulla pagina </u
      . </b
      </i
    • panda rossa scrive:
      Re: piratoni, piratelli, pirateschi....
      - Scritto da: Carlo
      Tranquillo, non c'é niente da chiudere. C'é solo
      da multare e battere cassa dai signori di youtube
      che hanno migliaia o milioni di file illegali tra
      musica e film. Se sono milioni non avrai difficolta' ad indicarne UNO.
  • Kane scrive:
    Youtube
    Rientra ache lui nello studio? No perchè proprio ieri mi son visto un film del 2012 sulla piattaforma e i 3 minuti di pubblicità all'inizio c'erano lo stesso.
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