Asia ama Linux

Un neonato consorzio di aziende coreane si appresta a lanciare un Linux più potente e comodo di Windows98. E in Cina Linux diventa standard per università e Difesa..


Web (internet) – Ma cosa c’è tra Asia e Linux? Sì, perché ad ogni giorno che passa arrivano nuove informazioni su una cotta che le economie più dinamiche del continente asiatico sembrano nutrire per il sistema operativo open source.

L’ultima in ordine di tempo è la più clamorosa. Un gruppo di aziende coreane sta aggregandosi in un consorzio di sviluppo che ha intenzione di diventare una vera e propria nuova distribuzione Linux. Ma non è tutto qui: con la solita immodestia che caratterizza gli aggressivi sviluppatori coreani, tra i più quotati nel mondo, si parla di un nuovo Linux per il mercato dei personal computer in grado di dare filo da torcere a Windows98.

La coreana Namo Interactive e la Anti Virus Labs stavano per lanciare nei giorni scorsi la propria joint-venture orientata a Linux quando hanno interrotto ogni presentazione perché sono iniziate ad arrivare dichiarazioni di interesse da un nugolo di altre softwarehouse coreane. Scopo di tutte è mettere insieme le forze e lanciare il primo dicembre una nuova azienda di sviluppo Linux con l’obiettivo centrale di realizzare una interfaccia grafica rivoluzionaria. Per dirla con la Namo: “la nuova società assicurerà un posto alle aziende coreane nell’importante mercato Linux mondiale e ci consentirà di esportare i nostri pacchetti Linux”.

L’idea della società si sta trasformando in queste ore in quella di un consorzio aperto anche agli sviluppatori internazionali che abbiano intenzione esplicita di rendere sempre più centrale il ruolo di Linux sul mercato dei sistemi operativi nel mondo. Per dirla ancora con la Namo: “il nuovo Linux ci consentirà di entrare nel mercato in un momento nel quale la domanda per alternative a Windows sta crescendo rapidamente”.

Pare che ci siano anche altre aziende coreane in movimento e che il colosso Samsung abbia intenzione di puntare su un progetto congiunto con il gigante Compaq per tirare fuori dal cappello un Linux massiccio..


San Francisco (USA) – La Cina scopre Linux e se ne innamora. Secondo Robin Ford, vicepresidente esecutivo della prima azienda Linux a stringere un accordo formale con il governo cinese: “l’entusiasmo su Linux arriva dal più alto livello di governo in Cina. Ci sono ragioni culturali per le quali in Cina Linux piace, perché è open source”.

Queste le premesse su cui si fonda una intesa tra GraphOn, l’azienda di Ford, e le autorità pechinesi. Intesa che apre le porte all’installazione di server centrali nelle università del paese ma anche presso le istituzioni militari e forse, in futuro, quelle civili.

Secondo alcuni Linux piace alle autorità cinesi perchè con i suoi sistemi di gestione permette anche una più agile sorveglianza dei materiali digitali che girano sulle reti. GraphOn ammette la cosa ma, come ha detto Ford ai reporter di Ziff Davis: “tutto questo riguarda il controllo ma non un controllo cattivo o oscuro. Non è una cosa alla Grande Fratello. Si tratta di controllo dei costi: hanno visto i problemi che altri hanno avuto con applicazioni basate su desktop e hanno voluto evitarli”.

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