AT&T: buttiamo fuori chi fa P2P nel 3G

Giro di vite su utenti che secondo il carrier strozzano le connessioni wireless
Giro di vite su utenti che secondo il carrier strozzano le connessioni wireless

Roma – Beccati. AT&T ha sorpreso un gruppo di utenti del suo network wireless a sollazzarsi con il file sharing, un’attività che il colosso delle telecomunicazioni statunitensi considera altamente biasimevole perché succhia troppa banda a discapito dei clienti che lo sharing non lo fanno. Da qui la decisione di disconnettere i responsabili del vile attentato alla connettività globale del network.

Robert Quinn, vice-presidente senior di AT&T, ha partecipato a un’audizione della FCC statunitense, l’Autorità locale del Mercato, sulle politiche di gestione del traffico P2P sul network gestito dalla società, dichiarando chiaramente che, come stabilito nei termini di servizio , l’utilizzo di applicazioni di condivisione sulle reti wireless “costituirebbe una violazione del contratto per cui il servizio dell’utente potrebbe essere risolto”.

“Poiché le applicazioni di file sharing prevedono in genere trasmissioni continuate (invece che improvvise) a velocità sostenute, un piccolo numero di utenti del file sharing servito da una particolare cella della rete potrebbe degradare pesantemente la qualità del servizio goduta da tutti i fruitori di quella cella” ha sostenuto convinto Quinn, secondo cui AT&T ha individuato i malfattori ma le disconnessioni non sono ancora scattate .

Insomma l’executive ha voluto lanciare un avvertimento a quanti volessero rovinare l’esperienza in 3G agli utenti con le loro perverse abitudini, magari focalizzate sulla condivisione di materiali protetti dal diritto d’autore e distribuiti illegalmente.

Quello che lascia piuttosto dubbiosi però è il richiamo accorato a una giusta condivisione dell’esperienza di rete tra gli utenti, fruitori in egual misura delle capacità connettive della rete 3G: come osserva Techdirt , una delle applicazioni attualmente più popolari su iPhone è il client di Pandora , la radio in streaming che certamente in quanto a banda consumata e “trasmissioni continuate” di dati non scherza.

E sarà interessante, a tal proposito, verificare il comportamento di AT&T quando si moltiplicheranno le applicazioni P2P native per il Melafonino: anche in quel caso l’incumbent taglierà la connessione?

Il caso del P2P wireless di AT&T farà probabilmente pesare le sue conseguenze sulla decisione che FCC prenderà, venerdì prossimo, nei confronti delle pratiche di traffic shaping adottate da Comcast: Robert McDowell, commissario FCC di fede repubblicana che ha ascoltato Quinn, voterà probabilmente contro il procedimento di punizione nei confronti di Comcast e dei suoi filtri anti-P2P, sostenendo appunto che, anche in considerazione di casi come quello del TOS ammazza-condivisori di AT&T, rallentare un po’ BitTorrent è solo il minore dei mali. Anche se poi in realtà BitTorrent su rete Comcast è sostanzialmente inutilizzabile.

Alfonso Maruccia

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30 07 2008
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