Attentati/ La sfida dei 100 giorni

Il sindaco di New York Rudolph Giuliani e il Governatore dello Stato di New York George E. Pataki lanciano un'iniziativa di eBay


Milano – Il Governatore dello Stato di New York George E. Pataki e il Sindaco Rudolph Giuliani hanno annunciato ieri che, in risposta al loro appello, eBay ha creato “Asta per l’America,” un’iniziativa di solidarietà online per permettere alla gente, in tutto mondo, di aiutare le famiglie delle vittime dell’orribile attacco terroristico dell’11 Settembre.

A cominciare da ieri, gli utenti eBay possono vendere e comprare oggetti sul sito Internet con lo specifico scopo di raccogliere fondi per le vittime e i loro familiari. L’azienda si ripromette di raggiungere 100 milioni di dollari in 100 giorni.

“Questa tragedia ha tirato fuori il meglio dei Newyorkesi e della gente nel mondo ed ha dimostrato che ogni singolo individuo può fare la differenza,” ha affermato il Governatore Pataki. “La pronta risposta e l’assistenza fornita da eBay aiuteranno a diffondere al Mondo il nostro messaggio che i Newyorkesi non si faranno intimidire e che torneranno al lavoro e alla loro vita più forti e migliori di prima”.

“Dal momento della tragedia – ha sottolineato Giuliani – ogni giorno abbiamo avuto la testimonianza del meglio degli abitanti di New York e della gente nel Mondo che hanno iniziato ad offrire il loro aiuto in qualunque modo potevano. Diamo il benvenuto all’iniziativa di eBay a sostegno dei nostri sforzi e sollecito tutti i Newyorkesi e gli Americani a comprare e vendere almeno un oggetto che faccia parte di questa causa.”

Attraverso una sezione separata del sito che si chiama “Auction for America”, (ossia Asta per l’America n.d.r.) i venditori di eBay possono adesso mettere all’asta oggetti che saranno contrassegnati dal simbolo “September 11th Fund.” Il Fondo, costituito dalla United Way di New York City e dal New York Community Trust, è focalizzato sull’assistenza a breve termine per fornire un aiuto concreto ai bisogni più urgenti delle persone colpite dall’attacco. Gli ingegneri e lo staff di eBay hanno lavorato giorno e notte e pianificato la possibilità di aggiungere altre aste benefiche non appena sarà tecnicamente possibile.

Gli oggetti saranno messi in evidenza attraverso il marketplace di eBay così che i compratori potranno chiaramente identificarli. Una volta che la vendita sarà conclusa tutti i ricavi provenienti dalla transazione saranno devoluti direttamente all’organizzazione charity prescelta dal venditore.

eBay, al fine di garantire che i pagamenti vadano direttamente alle organizzazioni charity coinvolte, ha stabilito che tutte le transazioni di “Auction for America” avvengano attraverso Billpoint, il sistema di pagamento online di eBay con carta di credito. eBay, insieme con i suoi partner, Visa USA, MasterCard International e Wells Fargo Bank, rinuncerà all’applicazione della commissione sul venduto. AOL Time Warner ha concesso la fornitura di prodotti e del supporto di marketing per questo sforzo. L’1% dei ricavi provenienti da ogni singola transazione andrà in beneficenza per questa causa.

Per iniziare la marcia di avvicinamento verso l’obiettivo dei $100 milioni in 100 giorni, la eBay Foundation contribuirà con il primo milione.

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  • Anonimo scrive:
    Cina... *comunista*??
    In base a quali criteri oggettivi è possibile definire la Cina "comunista"? nessuno.La Cina fa parte del WTO, ha rapporti commerciali con USA e UE, si ispira agli USA, non è garantita l'assistenza medica per tutti, è un paese capitalista che se ne sbatte dei diritti umani con il consenso e l'approvazione di tutto il mondo occidentale.Francamente chiamarli comunisti è ridicolo. Non sono nemmeno liberali. Semmai liberisti, ma anche lì dovremmo vedere.Definire la Cina degli anni 90 "comunista" è un'offesa all'intelligenza delle persone.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cina... *comunista*??
      SE dici queste cose a Pechino ti arrestano.Il Partito Comunista di MAO regge ancora OGGI il potere li'...
  • Anonimo scrive:
    Vittima di se'
    Ma quale vittima!!! Ci sono regole sulla rete. Chi lo sa fare, puo' andarne oltre. Chi non ne e' in grado, le deve rispettare. Chi le infrange e poi si fa beccare vuoi per imperizia, vuoi per eccesso di vanita'... e' giusto che paghi. Se le regole sono sbagliate, e' giusto cambiarle... ma finche' cio' non avviene e' una scelta soggettiva rispettarle e prendersene poi la responsabilita'. Se entrassi in un sistema e mi beccassero non me la prenderei sicuramente con chi ha detto che non potevo entrare, me la prenderei con me stesso per non esserne stato all'altezza. Quelli bravi sono dei distinti sconosciuti, quelli che salgono alla ribalta sono sempre coloro che hanno toppato.Chi e' causa del suo male pianga se' stesso.Un saluto fraterno
  • Anonimo scrive:
    Consideratelo un prigioniero politico
    In un paese dove lalibertà non è nemmeno virtuale (nel senso che non puoi neppure sognartela) il poveretto è da considerare un prigioniero politico.Intendiamoci: non è un bene ciò che ha fatto, anzi è sbagliato profondamente, ma assume un aspetto diverso da un qualunque hacker che l'avesse fatto dalle nostre parti. O in un paese più democratico!
    • Anonimo scrive:
      Re: Consideratelo un prigioniero politico
      sono completamente d'accordo! è inammissibile, nell'era della democrazia e della comunicazione, "castrare" in questo modo la libertà di espressione! secondo me una "rivoluzione informatica" potrebbe cambiare qualcosa in quei paesi- Scritto da: The Raptus!
      In un paese dove lalibertà non è nemmeno
      virtuale (nel senso che non puoi neppure
      sognartela) il poveretto è da considerare un
      prigioniero politico.
      Intendiamoci: non è un bene ciò che ha
      fatto, anzi è sbagliato profondamente, ma
      assume un aspetto diverso da un qualunque
      hacker che l'avesse fatto dalle nostre
      parti. O in un paese più democratico!
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