Australiana la guida all'open source

Sulla spinta della crescente diffusione del software open source negli uffici pubblici, il Governo ha varato una guida per aiutare la pubblica amministrazione a scegliere il software giusto
Sulla spinta della crescente diffusione del software open source negli uffici pubblici, il Governo ha varato una guida per aiutare la pubblica amministrazione a scegliere il software giusto


Sydney (Australia) – Sulla falsariga di quanto prodotto lo scorso anno dall’Unione Europea, il Governo australiano ha redatto una guida all’open source pensata per aiutare la pubblica amministrazione a valutare i software a codice aperto e metterli a confronto con le alternative proprietarie.

La guida costituisce un compendio ad un documento di più ampio respiro, “Guide to ICT Sourcing” , pubblicato lo scorso anno con lo scopo di fornire ad enti pubblici e uffici ministeriali delle raccomandazioni su come valutare, negoziare e gestire l’acquisto di prodotti e servizi informatici dai fornitori.
Sebbene parlasse molto poco di open source, questo documento introduceva alcune delle tematiche alla base della nuova guida, tra cui il problema dei costi di migrazione dalle piattaforme proprietarie a quelle aperte: costi che, secondo i tecnici del Governo australiano, sono spesso molto elevati a causa della scarsa aderenza agli standard dei software closed source e delle licenze restrittive adottate da molti vendor.

Il Governo ha sottolineato come l’iniziativa non abbia lo scopo di promuovere un tipo di software piuttosto che un altro, ma quello di fornire alla pubblica amministrazione delle best practice in base alle quali effettuare delle scelte ragionate, capaci di tenere in considerazione criteri quali costi a medio e lungo termine, efficienza, funzionalità e qualità del supporto. La guida espone poi le più comuni problematiche relative alla migrazione verso il software open source, tra cui la gestione di ambienti eterogenei, l’interoperabilità fra applicazioni e i rischi di natura legale (copyright, brevetti, ecc.).

Il documento, che dovrebbe essere approvato il prossimo mese e pubblicato a settembre, cita anche le diverse iniziative che di recente hanno portato le soluzioni open source all’interno di diversi uffici governativi ed enti pubblici australiani, tra cui l’Australian Government Information Management Office (AGIMO), il Department of Veterans ‘ Affairs, Centrelink, l’Institute of Health and Welfare e il Bureau of Meteorology.

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08 07 2004
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