Autistici/Inventati è l'eroe della privacy

Assegnati i Big Brother Awards, che denunciano minacce per la privacy degli italiani: tra i premiati Bruno Vespa, Franco Frattini e il RIS di Parma

Roma – È il collettivo Autistici/Inventati ad essersi aggiudicato quest’anno l’unico premio “in positivo” dei Big Brother Award italiani grazie ai molti servizi che da lungo tempo mette a disposizione di tutti coloro che vogliano tutelare la propria privacy in rete: per questa ragione la Giuria dei BBA 2008 ha deciso di assegnare ad Autistici/Inventati il premio Eroe della privacy .

I premi sono stati assegnati come promesso nel corso del convegno e-privacy che si è tenuto sabato a Firenze. Dei premi previsti non è stato assegnato quello definito “Lamento del Popolo” perché non ha riportato sufficienti nomination. Prima di vedere l’elenco dei premiati è bene sapere che nella Giuria ciascun giudice poteva scegliere o proporre fino a tre candidati in ordine decrescente di preferenza; il primo candidato riceve 5 punti, il secondo 3 ed il terzo 1. La Giuria è formata da 6 componenti, ed il massimo punteggio possibile è quindi 30; in caso di ex-aequo la giuria procede ad un ballottaggio, ed in caso di ulteriore parità vale il voto del presidente.

Sono indicati tra parentesi il numero di voti che la Giuria ha assegnato al vincitore. Sotto ogni premiato la motivazione ufficiale addotta dalla Giuria sulla base delle nomination:

Premio “Peggiore ente pubblico”: Ministero dell’Economia e delle Finanze (19/30)
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze possiede già amplissimi strumenti di verifica come i poteri ispettivi e l’inversione dell’onere della prova (è il contribuente a dover dimostrare di essere “virtuoso” e non l’amministrazione a provare la violazione di legge).
Recentemente, e senza particolari reazioni della società civile, essi sono stati ulteriormente potenziati dalla creazione di schedature di massa (sanitarie, bancarie ecc.) che sono chiaramente una inaccettabile “scorciatoia”. Invece di controllare palesi e diffuse prassi illegali, violano inutilmente la privacy di milioni di cittadini onesti.

Con le ultime disposizioni attuative del famoso Articolo 50 della legge 326 del 24-11-2003 siamo tutti sotto l’occhio vigile e ferreo dello Stato per quanto riguarda la materia sanitaria: per prendere farmaci con il servizio sanitario veniamo schedati dettagliatamente, infine dal 2008 con l’introduzione dello SCONTRINO PARLANTE (Art. 1 comma 28 della Legge 296 del 27-12-2006) per scaricare farmaci di libera vendita siamo ancor di più schedati. E quando, non “se” ma “quando”, tutti questi dati finiranno in mani errate, come minimo ci sarà da attendersi la pubblicità targettizzata per supposte e sciroppi; come massimo invece non esiste un limite alle conseguenze negative.
Concludendo, con la scusa della lotta all’evasione (e senza altrettanto zelo per la lotta agli sprechi di spesa pubblica) il governo in maniera assolutamente bipartisan ha attivato sistemi di controllo della popolazione degni di stati totalitari. Questo è il peggiore rischio per i diritti dei cittadini; dovesse arrivare un “baffone” popolare troverebbe già tutto pronto per esercitare ogni tipo di controllo sul popolo. Ma forse l’obbiettivo è proprio questo.

Premio “Peggiore azienda privata”: Yahoo (9/30)
Il monitoraggio pervasivo delle attività degli utenti Internet eseguito a scopo commerciale secondo le rilevazioni degli esperti non ha eguali rispetto alle altre dotcom.
Yahoo è responsabile di un tracciamento considerato persino più estensivo di quello dei propri competitor Google e Microsoft.
Yahoo ha a più riprese fornito in maniera “coperta” dati sui suoi utenti al governo della Cina Popolare che li ha utilizzati per fini repressivi. Non contento ha prima negato la cosa e poi fornito risposte parziali, evasive e giudicate in malafede alle richieste di chiarimenti giunte dal governo degli Stati Uniti fino a quando, chiamato a testimoniare in forma ufficiale l’11 novembre 2007 di fronte ad una commissione del Congresso sul caso del dissidente e giornalista cinese Shi Tao, il CEO Jerry Yang ha dovuto ammettere di non aver detto la verità e chiedere perdono per evitare pesantissime sanzioni. Sanzioni che gli sarebbero pero’ state comminate non per aver contribuito a far gettare in carcere dissidenti, ma “solo” per aver mentito di fronte al Congresso.

Premio “Tecnologia più invasiva”: Banca dati DNA del R.I.S. di Parma (13/30)
Il RIS di Parma ha “quietamente” realizzato un biobanca per analisi del DNA in assenza di una normativa specifica. Non se ne sa praticamente nulla (quanti campioni ci sono, come viene utilizzata, chi e come ha accesso ai tessuti biologici e ai database che contengono i test del DNA).
Già in passato il Reparto delle Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri e la Polizia Scientifica risultano tra i principali promotori della Banca Dati del DNA, un database genetico che nelle intenzioni dovrebbe contenere i profili del più alto numero possibile di italiani ed extracomunitari, al fine di agevolare le indagini e la prevenzione anti-terrorismo.
Database del genere sono già attivi in diversi paesi. Il rischio privacy è evidentemente legato all’abuso dei dati, alla sicurezza del database e alla pervasività della profilazione di massa.
All’interno dei R.I.S. il colonnello Luciano Garofano è stato uno dei massimi promotori del database nazionale del DNA. Ha dichiarato: “La paura di violare la privacy non può essere una giustificazione a non fare una legge. La libertà, del resto, transita attraverso la sicurezza. E qui stiamo parlando della sicurezza degli italiani”.
Gli Italiani hanno evidentemente qualcosa da ridire, visto che hanno meritatamente assegnato questo premio.

Premio “Bocca a stivale”: Bruno Vespa (18/30)
Il conduttore televisivo e giornalista Bruno Vespa è stato premiato per avere trattato in modo superficiale e disinformato un tema serio come quello della Rete, contribuendo a rafforzare un’idea negativa di questa tecnologia, e favorendo l’acquiescenza popolare a provvedimenti repressivi e censori.
Nel corso della trasmissione del 21 febbraio 2008 della trasmissione “Porta a Porta”, coadiuvato dalla dott.ssa Graziottin, ha reiterato posizioni già espresse l’anno precedente, facendo disinformazione a proposito delle nuove tecnologie e di Internet, del loro impatto sulla privacy e sullo sviluppo dei giovani.
Attraverso una serie di affermazioni allarmistiche, basate su falsi luoghi comuni e su tesi infondate, ha contribuito ad allontanare gli italiani dalle nuove tecnologie, incurante di ciò che può causare sia nella cultura dei telespettatori che dell’economia italiana, già arretrata rispetto al resto d’Europa in campo tecnologico. Ciò gli è valso pesanti critiche da parte della blogosfera tutta ed anche l’assegnazione di questo meritatissimo, e quest’anno molto conteso, premio.

Premio “Minaccia da una vita”: Franco Frattini (21/30)
Curiosamente, proprio nel ruolo di Commissario U.E. alla Giustizia, Libertà e Sicurezza ha propagandato un’idea di Sicurezza che, violando la Libertà dei cittadini e nuocendo alla Giustizia, prevedeva il “monitoraggio e la censura delle parole pericolose”.
Si è in più occasioni distinto assumendo posizioni pubbliche incivili e liberticide, come quelle del filtraggio dei contenuti circolanti in rete e relativi a parole afferenti al “terrorismo”, e continua indefessamente la sua opera a favore della repressione della libertà.

Premio “Winston Smith – eroe della Privacy”: collettivo Autistici/Inventati (11/30)
Il collettivo Autistici/Inventati, nell’ambito delle sue attività ha portato avanti per anni una indefessa e meritoria fornitura di servizi di comunicazione molto più rispettosi della privacy di quelli commerciali od istituzionali. Ha fatto questo in maniera totalmente volontaria e gratuita in presenza sia di difficoltà economiche che di una intrusione informatica devastante giustificata come effetto secondario di indagini giudiziarie. Ha reagito in maniera positiva e creativa a queste problematiche e continua a dare una possibilità a chi ritiene di dover difendere e mantenere il proprio diritto alla privacy in Rete. Con mezzi limitati si è impegnato nel lodevole tentativo di costruire una struttura di comunicazione resistente ad attacchi di tipo censorio.

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  • Andrea F. scrive:
    Vergogna
    Vergognatevi, cosa c'è di scandaloso nel pubblicare le dichiarazioni dei redditi?Le tasse sono di interesse comune, servono a finanziare lo Stato, che siamo noi, quelli che si scandalizzano e protestano, son quelli che hanno timore di essere presi con le mani nella marmellata (vedi alla voce evasione), come quei ristoratori commercianti ed affini, che, poverini, dichiarano redditi da 1000 euro al mese. VERGOGNA!! voi e chi vi difende!!
  • Paolo P. scrive:
    Porcheria di Adiconsum
    La petizione dsi Adiconsum, come descritta nell'arricolo, e' una porcheria.Io sono di quelli che ritengono che i dati sui redditi vadano pubblicati senza se e senza ma, e se qualche legge lo proibisce tale legge va eliminata.Come hanno fatto notare gia' altri, il PIN non serve a niente. Che quei pochi dati che vengono pubblicati negli elenchi dei contribuenti possano servire a dei criminali, e' una fiaba assurda, oggigiorno i ladri svuotano le case dei ricchi come dei poveri, entrano e prendono su il poco o molto che trovano, e in questo non vengono certo ostacolati da quella legge che non consente al Catasto di fornire la planimetria di un appartamento che al proprietario, cosi' come il conoscere o non conoscere i dati sui redditi avrebbe ben poca influenza, il pollo e la sua casa la sanno valutare ad occhio.La petizione di Adiconsum e' una subdola manovra per tenere nascosti dati che moltissimi cittadini ritengono sia giusto conoscere:- sbagliato doversi registrare, se i dati sono pubblici devono essere pubblici e uguali per tutti, tutte le volte che un ente o un'azienda per fornirmi informazioni di routine pretende che faccia sapere loro chi sono mi viene il sospetta che usino fornire risposte "personalizzate", cioe' raccontare frottole diverse a seconda di chi fa la domanda, perche' se chiedo che ora e' devo dire come mi chiamo, forse che a Tizio rispondono le ( mentre a Caio rispondono le 9.30?- Adiconsum dice che la ricerca deve essere motivata, ma non precisa quali debbano essere le motivazioni da riconoscere valide, quindi lascia un enorme spazio di discrezionalita' alla Agenziadelle entrate per non fornire i dati, che tengono nascosti da anni, non ostante la parentesi di poche ore di Visco e Romano- Adiconsum si conferma sulla stessa linea dicendo che si possono ottenere solo pochi dati (per volta), e anche qui non precisa quanti: se sono pubblici devo poterli conoscere tutti, senza meschine limitazioni che possono impedire ad esempio di farsi le proprie belle statistiche, magari per controllare quelle ufficiali- analogamente la condizione, alquanto oscura, sulla sicurezza e tracciabilita' delle comunicazioni mi sembra solo un'ennesina scusa fornita alla AE per continuare a tenere nascosti i dati, basta loro affermare che il terminale da cui ci si collega non sembra sicuro o altre baggianate del genere.Quando parte degli elenchi dei contribuenti venivano pubblicati sui giornali, prima di tutte queste schifose e ridicole leggi sulla privacy, bastava comprare un giornale o leggerselo gratis in una biblioteca e si veniva a sapere quanto si riteneva lecito venisse pubblicato, senza fornire le proprie generalita' ne' illustrare a edicolanti o bibliotecari le proprie "motivazioni". Internet deve dare di piu', non di meno.Paolo
  • Mauro scrive:
    E menomale che ci si lavora "da ani"
    proprio vero, si stanno facendo un cubo così a lavorarci...
  • BSD_like scrive:
    Statistiche Dichiarazioni redditi ITA
    Dalle statistiche sulle dichiarazioni dei redditi, risulta che in Italia:- solo lo 0,8% dei contribuenti dichiara redditi superiori a 100.000€/annui- quasi il 50% dei contribuenti dichiara redditi che arrivano a 15.000€/annui (*)La fonte è il ministero; dati ascoltati su RADIO 24 durante l'intervista di un professore universitario esperto fiscalista.(*) Da notare, che nella finazniaria del 2004 il gov. elevò la soglia di non fiscalizzazione del reddito appunto a 15.000€ (durante quella legislatura, le soglie furono negli anni elevate a 7.500€, 10.000€ e 15.000€), giustamente. Ed è stata mantenuta nelle successive finanziarie. SI assistette "STRANAMENTE" a un'elevazione di molte dichiarazioni di redditi, che guarda caso si fermarono proprio a 15.000€
    • Lapalisse scrive:
      Re: Statistiche Dichiarazioni redditi ITA
      - Scritto da: BSD_likequesti commenti chissà per quanti anni ancora potrai farli... non senti una strana sensazione nell'aria?soprattutto per quello che dicono i giornali in generale... revisionismo storico tutto puntato a mostrare come il fascismo fosse OK, una quantità di notizie su quanta criminalità (ovviamente per la maggior parte di extracomunitari, anzi, di non-italiani) ci sia (= bisogno di dare più potere al potere) ... e via dicendo.Meglio mettere via tutta la documentazione CARTACEA che possiamo. Potrebbe sparire molto di quello che conosciamo
  • ROBY scrive:
    ma che centra il PIN?
    il file di testo non conteneva nessun dettaglio sul codice fiscale, solo nome e data di nascita che senza sapere il luogo di nascita è insufficiente per creare un codice fiscale.Inoltre ci sono da decenni ormai programmi che dati nome, cognome, data di nascita e luogo di nascita ti danno il codice fiscale.E poi una volta che hai il codice fiscale che frode fai?Ma su... andiamo...
    • Conte Mascetti scrive:
      Re: ma che centra il PIN?
      - Scritto da: ROBY
      il file di testo non conteneva nessun dettaglio
      sul codice fiscale, solo nome e data di nascita
      che senza sapere il luogo di nascita è
      insufficiente per creare un codice
      fiscale.

      Inoltre ci sono da decenni ormai programmi che
      dati nome, cognome, data di nascita e luogo di
      nascita ti danno il codice
      fiscale.

      E poi una volta che hai il codice fiscale che
      frode
      fai?

      Ma su... andiamo...Un bel furto d'identità? (idea)
  • Fusillo scrive:
    Pure una petizione????
    Ma siamo di fuori?? Ma xchè mai uno dovrebbe essere tenuto a far sapere i **** suoi a tutti? Ma basta con sta roba!! Ci si mette pure ladiconsum andiamo bene andiamo!
    • Elias C.P. scrive:
      Re: Pure una petizione????
      I dati sono già disponibili presso i comuni. Basta farne richiesta.
      • Anohra scrive:
        Re: Pure una petizione????
        - Scritto da: Elias C.P.
        I dati sono già disponibili presso i comuni.
        Basta farne
        richiesta.Assurdo
    • MircoM scrive:
      Re: Pure una petizione????
      direi che la ragione principale è una legge in vigore dal 1973 :)
    • cicco ingrassia scrive:
      Re: Pure una petizione????
      - Scritto da: Fusillo
      Ma siamo di fuori?? Ma xchè mai uno dovrebbe
      essere tenuto a far sapere i **** suoi a tutti?
      Ma basta con sta roba!! Perchè in tutto il mondo civile, a parte l'Italia (dove comunque era sempre stato possibile consultare i dati presso i comuni), questi dati SONO disponibili.In Svezia, ad esempio, è possibile riceverli via SMS...Se non ti è chiaro, la tua dichiarazione dei redditi non è un segreto: è un atto PUBBLICO.
      • qwertz2007 scrive:
        Re: Pure una petizione????
        - Scritto da: cicco ingrassia
        - Scritto da: Fusillo


        Ma siamo di fuori?? Ma xchè mai uno dovrebbe

        essere tenuto a far sapere i **** suoi a tutti?

        Ma basta con sta roba!!

        Perchè in tutto il mondo civile, a parte l'Italia
        (dove comunque era sempre stato possibile
        consultare i dati presso i comuni), questi dati
        SONO
        disponibili.

        In Svezia, ad esempio, è possibile riceverli via
        SMS...

        Se non ti è chiaro, la tua dichiarazione dei
        redditi non è un segreto: è un atto
        PUBBLICO.Hanno paura che 50 milioni di italiani controllino che paga le tasse? Non vedo xkè devo pagarle solo io.
        • ndr scrive:
          Re: Pure una petizione????

          Hanno paura che 50 milioni di italiani
          controllino che paga le tasse? Non vedo xkè devo
          pagarle solo
          io.Ma pensa te.........Non serve che cinquanta milioni di italiani controllino se io pago le tasse.Basta che lo faccia la finanza.Per fare ciò non serve che la mia dichiarazione sia pubblica.Il resto sono pippe mentali.
      • Conte Mascetti scrive:
        Re: Pure una petizione????
        - Scritto da: cicco ingrassia
        - Scritto da: Fusillo(cut)
        In Svezia, ad esempio, è possibile riceverli via
        SMS...Non accedi ai razzi altrui in modo anonimo, casomai non l'avessi notato(idea)
  • xyz scrive:
    correzione nell'articolo
    "sulla quale da ani si sta lavorando".buon lavoro ;)
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