Bahrein, siti sotto controllo

Dura decisione da parte del ministro dell'informazione: registrazione obbligatoria per tutti i siti web. Immediate le reazioni di Reporters Sans Frontières: è censura


Manama (Bahrein) – Dopo l?arresto di un webmaster da parte delle autorità, accusato di aver insultato il Sovrano dell’isola di Bahrein, c’era da aspettarselo: il regio Ministro dell’Informazione ha decretato la registrazione obbligatoria per chiunque abbia un sito web.

Tutti i siti, indipendentemente dai contenuti, verranno trattati come testate giornalistiche tradizionali: l’obbligo di registrazione scatta anche per i semplici blogger . Infatti persino le pagine personali dovranno avere un “amministratore” ufficialmente riconosciuto, che sia formalmente responsabile per tutto quanto viene pubblicato – commenti scomodi inclusi.

Secondo Jamal Dawood, capo dell’ufficio per la stampa del ministero dell’informazione, “non si tratta di una manovra restrittiva. E’ una disposizione pensata per tutelare e proteggere tutti i webmaster, che così potranno far valere i propri diritti d’autore su quanto prodotto”.

Reporters Sans Frontierès ha immediatamente denunciato il fatto come una violazione della libertà d’espressione: “Cose simili non accadono in un paese democratico”, si legge in un comunicato stampa. “Avere un amministratore formale per ciascun sito web è del tutto inappropriato per un mezzo di comunicazione come Internet”.

Il provvedimento è stato criticato anche da Mansur Al Jamri, direttore del principale quotidiano del Bahrein: “Nonostante la necessità di impedire l’uso della Rete a fini diffamatori, con questa legge il governo può effettivamente mettere a repentaglio la libertà d’espressione”.

La nuova legge non arriva inattesa, e completa un quadro di durissime norme che prevedono reati d’opinione gravemente puniti: su tutti i media nazionali, così come nei luoghi pubblici, è proibito mettere in discussione la politica governativa, la figura del sovrano e la religione di stato, l’Islam.

Tommaso Lombardi

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  • samu scrive:
    schneier ha solo ragione
    ma si sa.. oggi fa + figo dire che la propria ditta e' vittima di un cyberterrorista, anziche' ammettere che e' stata bloccata da un ragazzino 12 enne brufoloso :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: schneier ha solo ragione
      Senza alcun dubbio. Cosa è meglio per una grande banca, dire che la sua sicurezza è stata violata con una semplicità allarmante da un ragazzino che ci si è messo un weekend armato di mouse oppure un pericoloso terrorista (cyberterrorista)? E' evidente e non necessita commento
  • Silenx scrive:
    Il CyberTerrorismo
    Il Cyberterrorismo esiste, e' infimo, e' subdolo, ne esiste solo uno e consapevoli o meno risiede a RedMond, il quale prodotto e' il vero cyberterrorismo ... e le vittime? i poveri utonti windows!Non sto a offenderli, non voglio criticarli, ogni scelta e' degna di ogni essere, vorrei solo che la gente se ne rendesse conto.Vorrei che la gente non fosse succube di un prodotto, che non dicesse ... bhe tutti usano windows quindi sono costretto a usarlo anche io.Non voglio dire che Linux o freeBSD Solaris, e tutti i derivati unix sono meglio e vanno usati ... no ...voglio solo dire che se la gente facesse lo sforzo di usare meno , sopratutto le aziende,il o.s. di microsoft, probabilmente a redmond si farebbero la cacca addosso e si degnerebbero di fare qualcosa di migliore, qualcosa degno di una software house cosi' "Globale"... potrebbe anche succedere che milioni di utenti Linux vedendo sviluppato un prodotto migliore da Redmond tornerebbero a quello.Arrivederci
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