Bancoposta.it, arrivata la sentenza

Notificata la sentenza sulla vicenda del dominio registrato da Malavasi. Riconosciute alcune delle tesi delle Poste e del registrante. La Naming Authority ne esce indenne
Notificata la sentenza sulla vicenda del dominio registrato da Malavasi. Riconosciute alcune delle tesi delle Poste e del registrante. La Naming Authority ne esce indenne


Roma – Il complesso caso del dominio Bancoposta.it si è concluso nelle scorse settimane ed è ora stata notificata la sentenza del Tribunale di Modena.
Come qualcuno ricorderà, la vicenda era nata dalla denuncia delle Poste per la registrazione di Bancoposta.it da parte di Daniele Malavasi, una denuncia che l’ente postale aveva esteso alla Naming Authority, alla Registration Authority e persino al Consiglio nazionale delle Ricerche.

Per conoscere l’intera sentenza occorrerà attendere ancora del tempo ma è già disponibile il dispositivo finale che riassume le risultanze in giudizio, un dispositivo che da un lato consente a Poste Italiane di rivendicare i propri diritti su Bancoposta.it e dall’altro invece nega all’ente ogni diritto su raccomandata.it e vaglia.it, anch’essi registrati dal Malavasi.

In particolare, nel dispositivo si dispone che questi ultimi due nomi a dominio debbano essere intestati nuovamente e immediatamente al Malavasi, al quale però non sono riconosciuti danni; si dichiara altresì che la registrazione di Bancoposta.it da parte del Malavasi ha costituito un atto di concorrenza sleale (ma dovrà essere riassegnato secondo le regole di naming e non direttamente a Poste Italiane) e che quindi le Poste dovranno essere risarcite di danni da quantificare in separata sede. Entro 60 giorni il dispositivo della sentenza dovrà essere pubblicato su alcuni quotidiani a tiratura nazionale dallo stesso Malavasi.

Per alcuni versi, però, la parte più importante del dispositivo è quella che impone alle Poste di risarcire la Naming Authority (difesa dallo studio di Enzo Fogliani ) e il CNR (difeso dall’avv. Ripollino di Modena). Il “risarcimento delle spese” infatti è dovuto al riconoscimento da parte del Tribunale di quanto sostenuto fin dall’inizio tanto dal CNR quanto dalla NA, e cioè che la disputa sul dominio non poteva risolversi con un coinvolgimento di chi ha realizzato le regole di naming o chi ha gestito l’infrastruttura tecnica dei domini.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

06 10 2004
Link copiato negli appunti