Banda larga, ecco quanto costerà

L'Autorità TLC ha pubblicato le condizioni dell'offerta all'ingrosso di banda larga da Telecom agli operatori. Un'offerta che mette in allarme i provider e l'AIIP riguardo all'HDSL. Quanto costerà all'utente finale


Roma – L’Autorità per le TLC ha reso pubblica l’offerta wholesale di Telecom Italia per la rivendita agli operatori dei servizi a banda larga. Un listino che contiene anche indicazioni per l’utente finale, desideroso di sapere quanto costeranno i servizi a banda larga. Listino e modalità che non hanno mancato di suscitare vivissime polemiche e preoccupazioni tra i fornitori di servizi Internet.

L’Authority ha spiegato che per la fornitura del cosiddetto “Canale virtuale permanente” (CVP) sono approvate le seguenti modalità per quanto riguarda l’offerta ADSL e HDSL a consumo, con velocità trasmissiva di due megabit al secondo: sconto del 30% rispetto al prezzo praticato alla clientela finale, ossia 240mila lire per il modem; 350mila per l’attivazione; 1.057.000 come canone annuo; 80,4 lire per ogni megabyte di traffico; 494mila di trasporto metropolitano.

Per quanto riguarda le offerte flat per l’ADSL, l’Autorità ha previsto: acquisto di lotti di 10 accessi (clienti finali), 350mila lire di attivazione e 4 milioni di canone annuo. L’operatore ha diritto a un consumo medio per accesso di 500 GB (gigabyte) all’anno.

Per la porta ATM: contributo di attivazione (da 4 a 10 milioni di lire) variabile in funzione della velocità di trasmissione (2-34-155 Mbit/s); canone annuo (da 9,6 a 54 milioni di lire) variabile in funzione della velocità.

Per i CDN: sconto del 10% per chi, non usufruendo di altri sconti, acquisti anche CVP e porta ATM. L’offerta è valida per sei mesi.
Trasporto interurbano: sconto del 10% rispetto al prezzo praticato al cliente finale. L’offerta è valida per sei mesi.


Queste offerte incontrano la feroce opposizione dei provider. Secondo l’AIIP, “l’offerta flat ADSL Wholesale approvata dall’Autorità in luogo di quella HDSL rallenta lo sviluppo del Paese e costa almeno il 60% di troppo”.

Secondo l’Associazione Italiana Internet Providers, la decisione dell’Autorità “rischia di compromettere definitivamente le possibilità dei concorrenti di Telecom Italia di proseguire nello sviluppo di servizi di accesso ad Internet a larga banda, non potendo essi rispondere alle offerte HDSL 2/2 Mbit/s effettuate sul mercato da Telecom.”

Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’AIIP “il servizio ADSL Wholesale a 2 Megabit/s downstream e 512 kilobit/s upstream non dovrebbe costare, sulla base dei parametri retrostanti alla vecchia offerta ADSL Wholesale del novembre 99, più di 2.470.000 lire/anno/cliente. Il prezzo dovrebbe anzi essere sostanzialmente inferiore per tenere conto delle riduzioni di prezzo succedutisi sull’ADSL Wholesale tra novembre 99 e novembre 2000.”

“L’offerta ADSL 2/0,5Mbit/s flat – insiste una nota dell’AIIP – non corregge la gravissima situazione anticompetitiva creatasi e la sua approvazione in luogo di una offerta flat HDSL 2/2Mbit/s rallenta la diffusione di servizi telematici, danneggiando seriamente il sistema Paese perché molte aziende hanno bisogno, a condizioni sostenibili, di collegamenti ad alta velocità nei due sensi”.

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