Banda Larga, l'Italia è divisa in due

Così rileva Between nel rapporto trasmesso all'Authority TLC, da cui emerge che gli investimenti delle telco vengono fatti dove rendono. L'Italia è tredicesima in Europa per penetrazione della banda larga
Così rileva Between nel rapporto trasmesso all'Authority TLC, da cui emerge che gli investimenti delle telco vengono fatti dove rendono. L'Italia è tredicesima in Europa per penetrazione della banda larga

Roma – Il digital divide italiano è all’esame dell’ Autorità delle Comunicazioni : Between ha trasmesso all’Authority il rapporto Analisi sulle determinanti del processo di sviluppo della banda larga , da cui emerge uno sviluppo del broad band non uniforme che rischia di portare – ma per certi versi ha già portato – ad una vera e propria spaccatura del Paese.

Lo sviluppo di infrastrutture volte ad una fruizione ottimale di Internet non è per nulla omogeneo e condizionato “innanzitutto da logiche di redditività degli investimenti”, si legge nel rapporto, che evidenzia come i denari delle telco prendano generalmente una direzione: quella che li porta verso il maggior numero di clienti sicuri. Questo va però a svantaggio di chi vive in aree meno interessanti perché meno remunerative (soprattutto in aree demograficamente o industrialmente depresse, o dove l’orografia è sfavorevole) e, affinché il disagio degli utenti svantaggiati si riduca, si rende necessario “un intervento di sistema”.

Nel rapporto si evidenzia anche la scarsa incisività degli operatori alternativi all’incumbent, non per demerito delle aziende, ma per la situazione contingente del mercato a cui si sono affacciati: Telecom Italia, nonostante la liberalizzazione di tale mercato iniziata dieci anni da, rimane l’operatore con posizione dominante che si è posto l’obiettivo dichiarato di portare, entro il 2010, la copertura ADSL al 99% delle linee telefoniche. Sul fronte dei competitor, Between osserva che “i piani finora presentati evidenziano un consolidamento degli investimenti e la focalizzazione sulle aree a maggiore potenziale di mercato”, il che si traduce però in un target che copre circa il 50% della popolazione, ossia quella parte del bacino di utenza che risiede nelle principali aree urbane.

I numeri parlano di 10,1 milioni di accessi broad band a fronte di complessivi 20 milioni di utenti a fine 2007, con previsioni di arrivare a 14 milioni di accessi broad band per il 2010. I dati complessivi del mercato attuale posizionano il Belpaese al tredicesimo posto in Europa, dove il podio è occupato da Danimarca, Finlandia e Olanda, ma sul fronte del broad band i 10 milioni di accessi in Italia formano un mercato che, per dimensioni, è il quarto in Europa, alle spalle di Germania, Regno Unito e Francia.

Il rapporto completo di Between è pubblicato dall’Authority TLC a questo indirizzo .

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20 10 2008
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