Basta con le carte di credito nel pedoporno

La criminalità organizzata vende immagini di abusi in un traffico web che una nuova proposta intende aggredire. I promotori sperano di contagiare l'Europa con la loro strategia
La criminalità organizzata vende immagini di abusi in un traffico web che una nuova proposta intende aggredire. I promotori sperano di contagiare l'Europa con la loro strategia

Roma – Non bastano le attuali leggi che reprimono con forza la pedopornografia e gli abusi sui minori. Secondo il ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, c’è bisogno di una nuova normativa che prenda di petto in modo nuovo le attività della criminalità organizzata su internet, che prospera sul mercato del pedoporno.

Il Ministro, che presenterà la proposta di legge in un incontro-seminario sul fenomeno che si terrà a Noto i prossimi 7 e 8 novembre, spera in realtà con la strategia delineata dalla normativa di contagiare l’Europa e portarla sulla strada di più efficace contrasto al traffico di pornografia infantile e allo sfruttamento commerciale degli abusi.

La proposta punta in particolare a colpire l’uso delle carte di credito via internet da parte della criminalità, puntando sulla Banca d’Italia, che può intervenire per congelare il legame tra coloro che gestiscono i siti del pedoporno e le banche, che a loro volta hanno rapporti strategici con le società delle carte di credito.

Il ministro Stefania Prestigiacomo Altro elemento fondante della proposta è la creazione di una task force di monitoraggio capace di individuare le situazioni critiche online ma anche studiare le migliori procedure per impedire che vengano remunerati coloro che spacciano a pagamento in rete immagini illegali, da fotografie a video.

Nella proposta si prevedono anche pene più severe per chi produce, smercia, compra e utilizza tali materiali. Vengono puniti anche eventuali reati commessi all’estero. Le imprese eventualmente coinvolte in questi traffici potranno essere perseguite anche sul piano patrimoniale.

Più controverso, invece, il fatto che la nuova legge renderebbe illegale, perché considerato pedopornografico, anche il materiale prodotto da maggiorenni che sembrino minorenni o immagini elettroniche fasulle rappresentanti minori virtuali. Queste ultime, peraltro, sono state dichiarate legittime dalla Corte Suprema nell’ordinamento statunitense.

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04 11 2003
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