Batteri booleani

Un gruppo di ricercatori californiano sviluppa porte logiche con i microrganismi presenti nell'intestino umano. Niente PC in vista, piuttosto un lavoro pensato per le biotecnologie

Roma – Non tutti i batteri vengono per nuocere. I chimici della divisione farmaceutica alla UCSF (University of California, San Francisco) hanno sviluppato delle porte logiche elementari utilizzando gli Escherichia Coli , presenti nel tratto gastrointestinale dell’uomo e degli animali a sangue caldo. Questi microrganismi, fondamentali per la digestione ma responsabili di diverse infezioni, dovrebbero aiutare a “programmare” le cellule.

L’equipe capitanata dal professor Christopher A. Voigt non ha fatto altro che applicare agli E.Coli la stessa logica alla base dell’elettronica digitale. I microrganismi presenti in una colonia ricevono infatti due distinti segnali chimici dai batteri vicini, che in elettronica corrispondono ai livelli logici zero e uno, tradotti in “True” e “False”.

“La ricerca sulle cellule programmabili non punta certo a sorpassare i calcolatori elettronici” afferma Voigt, “ma sarebbe bello utilizzare questo metodo per rendere la biologia programmabile con una rete di molecole pronte ad un uso specifico”. Secondo il professore, le porte logiche organiche potrebbero aiutare in campi come l’agricoltura, la chimica o la stessa farmaceutica.

La studio è alla base di una partnership industriale con la Life Technologies Corporation , situata a Carlsbad, in California. L’azienda, specializzata in biotecnologie, inizierà ad integrare i circuiti e gli algoritmi
sviluppato dalla UCSF in un pacchetto di software altamente professionali. Gli ingegneri genetici potranno quindi utilizzare un nuovo tool che rivede il concetto di logica booleana.

Roberto Pulito

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  • guast scrive:
    Il grande vantaggio di Google
    Il grande vantaggio di Google è tutto per Goggle.Il grande vantaggio di Google è la possibilità di unire a tutte le informazioni che già raccoglie su di noi anche la lista dei libri che leggiamo.A dire il vero ho un account gmail e uso google come motore di ricerca. Però secondo me che non conviene lasciare tutte le proprie informazioni personali nelle mani di una azienda. Ci sono molti servizi online di cui ormai non possiamo fare a meno, però il modo migliore di usarli è lasciargli il meno informazioni possibile e usare servizi diversi offerti da società diverse
  • gnugnolo scrive:
    Social reading... mah!
    Qui qualcuno pare crederci invece alla lettura "social":http://punto-informatico.it/3054054/PI/News/kobo-ci-prova-col-social-reading.aspxSedersi al caro vecchio caffè a parlare no eh...
  • gnugnolo scrive:
    Bravo!
    Bello! Molto condivisibile. È ovvio che come per altre sue applicazioni, BigG userà Google Ebooks per la pubblicità, tutto quello che fa o che acquisisce è secondario, è strumento, al fine vero e proprio che è vendere presenza in rete sotto varie forme di pubblicità.Concordo sulla lettura del libro come esperienza personale, anzi... mi sembra ovvio e scontato e mi meraviglio che qualcuno possa pensare al contrario solo perché trainato dalle nuove mode. L'unico caso che ora mi viene in mente di "lettura condivisa" (ma in realtà nemmeno lo è) è quando un genitore, nonno o maestro legge un libro col bambino... ma è lui a leggerlo, se c'è partecipazione è sulla storia, non sulla lettura. La condivisione semmai avviene dopo quando si discute del libro, si legge (o scrive) la critica ecc. ecc. Un libro non è un film. La visione di un film può essere collettiva, quella sì.
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