Berners-Lee: la Rete è in pericolo

Il padre del Web scomunica chi vuole realizzare una Internet a due velocità e avverte: stanno giocando con il fuoco, con il nostro presente e soprattutto con il nostro futuro

Ginevra – Un affondo a tutto tondo quello di Tim Berners-Lee contro chi vuole distruggere la neutralità della rete e costruire una Internet a due velocità per rimpolpare le casse degli operatori di telecomunicazione. Un affondo che non arriva per caso: proprio questi sono i giorni decisivi, negli USA, perché la nuova legge sulle TLC includa una difesa della Net Neutrality , difesa che per ora al Congresso ben pochi sembrano disposti ad appoggiare.

E Berners-Lee spiega perché la questione è centrale, fondamentale per lo sviluppo futuro della rete, dei servizi, della sua socialità e non solo della sua economia: “È di assoluta importanza che, se io mi connetto ad Internet e tu ti connetti ad Internet, entrambi possiamo far girare qualsiasi applicazione Internet desideriamo, senza discriminazione rispetto a chi siamo a farlo o quello che stiamo facendo”.

In un post che sta facendo il giro del mondo, il padre del Web spiega: “27 anni fa, gli inventori di internet hanno costruito una architettura semplice e generale. Qualsiasi computer poteva inviare un pacchetto a qualsiasi altro computer. Il network non guardava dentro i pacchetti. È la purezza di quel design, la stretta indipendenza dei suoi elementi, che ha consentito ad Internet di crescere e rivelarsi utile”.

Ora, spiega Berners-Lee, i grandi interessi dietro il concetto di Internet a due velocità vogliono far pagare i pacchetti a seconda di quello che trasportano, legando la fornitura e la fruizione di certi materiali a tariffazioni e modalità di accesso diverse.

Il direttore del W3C Oggi, continua il direttore del W3C , “chiunque può costruire una nuova applicazione sul Web senza dover chiedere il permesso a me, o a Vint Cerf (padre del TCP/IP, ndr.), o al proprio provider (…) o al proprio governo o al proprio fornitore di hardware”.

“Può rivelarsi davvero molto difficile – sottolinea nel post – realizzare un normativa che consenta interconnessioni creative tra diversi fornitori di servizi ma allo stesso tempo garantisca la neutralità della rete nel suo insieme. Ma è una questione essenziale. Gli Stati Uniti dovrebbero farlo ora e, se questo è alla fine il solo modo, che sia draconiana al punto da richiedere la separazione finanziaria tra i fornitori di servizi IP e imprese dei servizi IP”.

Il post, destinato ad entrare nel dibattito politico in corso a Washington e in quello che si è aperto anche in Italia , si conclude con un appello:

“Internet è sempre più il medium dominante, che lega l’uno all’altro. Come mezzo neutrale di comunicazione è essenziale per la nostra società. È la base di una economia di mercato equa e competitiva. È la base della Democrazia, in cui una comunità deve poter fare le proprie scelte. È la base della Scienza, con cui l’umanità può determinare ciò che è vero.
Proteggiamo la neutralità della rete”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Soliti atti illegali dei noglobal...
    ...e la sinistra li ha pure portati in Parlamento, ora "i migliori" hanno pure la pensione da parlamentare a vita ! Roba da pazzi. Dovrebbero solo stare in galera e gli viene pure data l'immunità.
    • Anonimo scrive:
      Re: Soliti atti illegali dei noglobal...
      - Scritto da:
      ...e la sinistra li ha pure portati in
      Parlamento, ora "i migliori" hanno pure la
      pensione da parlamentare a vita !

      Roba da pazzi.
      Dovrebbero solo stare in galera e gli viene pure
      data
      l'immunità.Ma sei sicuro di aver compreso l'articolo? :)
  • DPY scrive:
    E quindi?
    Quindi il 'succo' della notizia si riduce all'apertura di un sito di protesta promozionato da un finto comunicato Ansa? Di per sé il sito non è nulla di originale, né il primo arrivato sulla materia, e il finto comunicato, una volta scoperto che è finto, lascia il tempo che trova: ben altra figura avremmo avuto se fosse stato vero.A parte questo però, l'iniziativa sembra, oltre che poco meritevole di menzione, più autocelebrativa che altro: c'è il rischio che tutti plaudano all'originalità dell'idea e alla grafica scarna ma evocativa , e poi si disinteressino ampiamente di quella che doveva essere la problematica. In altre parole, è il media, e non la protesta contro le grandi opere che diventa il vero messaggio.
    • Anonimo scrive:
      Re: E quindi?
      - Scritto da: DPY
      In altre parole, è il
      media, e non la protesta contro le grandi
      opere che diventa il vero
      messaggio.Ma non è la retorica delle Grandi Opere forse una grande invenzione mediatica?più che il medium è il messaggio (formulina ormai trita ritrita...) oggi direi che il medium è la realtà. E' quindi normale che il conflitto lo si sposti dalle strade ai nuovi canali della comunicazione elettronica, con tutte le contraddizioni che essa implica.
  • Anonimo scrive:
    Come hanno fatto?
    Scusate, ma penso che un giornalista, prima di prendere un comunicato ANSA e metterlo in circolazione, faccia qualche verifica...Basta mandare una email che sembra venire dall'ANSA e la bufala si propaga? Sono quelle le garanzie offerte dai media "tradizionali"?Allora valgono meno di un blog...
    • avvelenato scrive:
      Re: Come hanno fatto?
      - Scritto da:
      Scusate, ma penso che un giornalista, prima di
      prendere un comunicato ANSA e metterlo in
      circolazione, faccia qualche
      verifica...

      Basta mandare una email che sembra venire
      dall'ANSA e la bufala si propaga? Sono quelle le
      garanzie offerte dai media
      "tradizionali"?

      Allora valgono meno di un blog...Esatto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Come hanno fatto?
      - Scritto da:
      Scusate, ma penso che un giornalista, prima di
      prendere un comunicato ANSA e metterlo in
      circolazione, faccia qualche
      verifica...leggo:"una notizia inquietante che sembrava venire da una celebre agenzia di stampa"non ti e' chiaro? (geek)
Chiudi i commenti