Bill Gates abbraccia Cina e India

La pirateria asiatica non intimorisce il fondatore Microsoft che prevede: entro dieci anni rispetteranno la proprietà intellettuale. Internet in Cina? Un'opportunità per la democrazia
La pirateria asiatica non intimorisce il fondatore Microsoft che prevede: entro dieci anni rispetteranno la proprietà intellettuale. Internet in Cina? Un'opportunità per la democrazia


Davos (Svizzera) – Bill Gates, fondatore della più importante software house globale, non poteva certo perdere l’importantissimo appuntamento del World Economic Forum . Un evento che la stampa svizzera ha descritto come “mirato all’analisi dei giganti asiatici, India e Cina”: due paesi che rappresentano una grande opportunità economica , secondo il numero uno di Microsoft .

Durante il suo intervento nell’esclusiva riunione del Club di Davos , Gates ha sottolineato che ci vorranno ancora dieci anni affinché la diffusione dell’informatica in India e Cina “possa raggiungere la stessa complessità che c’è in Europa e nel Nord America”. L’ ostacolo più grande verso questo traguardo, che anno dopo anno diventa rapidissimamente più vicino, è senza dubbio la pirateria .

“Ci vogliono altrettanti anni per sconfiggere questa piaga in Asia”, incalza Gates. Il re Mida dell’informatica è comunque molto ottimista: “Non appena Cina ed India avranno sviluppato un mercato informatico completo ed articolato”, aggiunge, “i loro governi saranno spinti all’introduzione di norme precise a tutela della proprietà intellettuale, esattamente come è avvenuto in Corea del Sud e Taiwan”.

Malgrado questa visione ottimista, Gates ha dovuto ammettere che il baricentro dell’alta tecnologia è inevitabilmente destinato ad uno spostamento verso oriente . “Per molto tempo gli Stati Uniti sono stati l’unica guida dell’innovazione informatica, elettronica e biotecnologica”, dichiara, “ma se consideriamo i numeri in ballo, lo spostamento dell’alta tecnologia verso l’Asia diventa molto evidente”.

Questo perché l’India, ad esempio, sforna “325mila ingegneri all’anno”, contro gli appena “75mila che escono dalle università statunitensi”. Gli investimenti di Microsoft in Asia crescono velocemente, in quanto l’azienda di Redmond intende scommettere sui giovani talenti , sfruttandone soprattutto l’industriosità ed i bassi costi. Ed è notizia di ieri che Dell aumenterà da 10mila a 15mila i suoi dipendenti nelle proprie sedi in India.

Bill Gates ha dovuto affrontare anche il delicatissimo tema della censura in Cina , vera conditio sine qua non per qualsiasi investimento nel promettente settore ITC cinese. “La presenza di Internet in Cina, alla lunga, potrà cambiare seriamente la situazione politica”, confida Gates, “e lo scoglio della censura non deve intimidire gli imprenditori occidentali”.

Anche Microsoft, al pari di Google e Yahoo! , collabora attivamente con Pechino per oscurare informazioni e notizie non consentite dal regime. “Il flusso informativo sta comunque sbocciando”, conclude Gates, “e già di per sè si tratta di un grande cambiamento positivo per la Repubblica Popolare Cinese”.

Tommaso Lombardi

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30 01 2006
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