Biometria, tecnologia ad alto impatto

Partito il progetto UE con il quale si intende indagare su come e quanto le tecnologie biometriche siano destinate a condizionare i comportamenti, la società e i mercati


Roma – C’è un italiano alla guida di un nuovo organismo comunitario pensato per cercare le risposte ai grandi quesiti sui diritti e sulle opportunità delle tecnologie biometriche, quel genere di sistemi che sta conoscendo in tutto il Mondo una vera e propria esplosione per le notevoli capacità che offrono nel settore della sicurezza.

Alla guida del progetto BITE (Biometric Identification Technology Ethics) è stato nominato il psicoanalista italiano Emilio Mordini , direttore del CSSC , il Centro per la Scienza, la Società e la Cittadinanza, ed a lui spetterà coordinare i lavori che per quasi due anni coinvolgeranno l?Università di Lancaster, l?Università di Erasmus di Rotterdam, l?Università La Sapienza di Roma, alcune aziende private (Humanscan, International Biometric Group, Optel, Esacommunication) e organizzazioni delle Nazioni Unite (l?Organizzazione Internazionale delle Migrazioni)

BITE nasce dopo tre anni di accese polemiche in seno all’Unione Europea su come affrontare le questioni sollevate dagli strumenti elettronici di identificazione e di autenticazione dell?identità personale basati sulla rilevazione e misurazione di caratteristiche fisiche: le impronte digitali, il disegno del volto, la conformazione dell?iride, l?odore del corpo, il flusso sanguigno e così via.

“Per anni – si legge in una nota – la fantascienza ha inventato sistemi biometrici di identificazione personale, che permettessero ad esempio di distinguere tra un uomo e un androide, oppure di riconoscere un criminale potenziale. Ora la biometria non è più fantascienza. Gran Bretagna e Stati Uniti stanno adottando sistemi biometrici di identificazione personale da affiancare ai tradizionali documenti di identità e quasi tutti gli altri paesi tecnologicamente avanzati stanno seguendo il loro esempio. Del resto in molti paesi, compresa l?Italia, metodi di identificazione biometrica sono già largamente usati in ambito privato per controllare l?accesso a servizi, ad aree ristrette, a benefici sociali, a documenti riservati”.

“La biometria ? ha affermato Mordini – rappresenta la più formidabile sfida alla nozione di identità personale che la società contemporanea si trovi ad affrontare. Sembrava che fossimo all?inizio di una società basata sul rispetto della privacy, dell?anonimato elettronico, persino delle identità multiple costruite su Internet. Siamo forse invece dirigendoci verso un mondo in cui l?identità individuale verrà sempre di più radicata nelle strutture biologiche di ciascuno di noi, nel nostro corpo”.

La biometria solleva un grande numero di questioni perché promette (e minaccia) di estendere i meccanismi di identificazione ai dati più intimi di una persona: il suo codice genetico, i suoi comportamenti, persino i suoi pensieri. Basti ricordare che sono già in fase di sperimentazione sistemi di identificazione basati su profili cerebrali, ricavati da studi con tecniche di brain-imaging delle attività del sistema nervoso centrale.

Le attività di indagine di BITE si svilupperanno attraverso una serie di meeting in Gran Bretagna, Italia, Germania, Svizzera, Polonia, con il varo di una consultazione pubblica via Internet e con una conferenza conclusiva nell’ottobre 2006 a Bruxelles, in cui si stabiliranno le linee guida da adottare a livello europeo.

Il primo appuntamento di BITE si è tenuto a gennaio a Lancaster e riguardava l’uso del DNA come identificatore biometrico. Il prossimo appuntamento è invece previsto al CNR a Roma il 26 aprile: si parlerà di biometria e privacy in un incontro a cui parteciperanno, tra gli altri, anche Stefano Rodotà e Kush Wadha (International Biometric Group).

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • viola ferri scrive:
    nuove riforme dopo il 2005
    oltre il codice 2005, ci sono state altre novità e riforme del diritto industriale?
  • radel scrive:
    Ci hanno fregato
    Se leggete il regolamento dell'authority c'è scritto che il nome a dominio non ha NIENTE a che vedere con il marchio.Questo vuol dire che chi prima arriva meglio alloggia.Poi la magistratura ha imposto il suo modo di vista e ha forzato delle regole che nella RA non esistevano. E lo faceva, IMHO, illecitamente.Adesso hanno risolto il problema dell'illecito scrivendo nero su bianco che un dominio non può essere uguale a quello di un marchio.Il problema è: se io registro prima il dominio e poi tu diventi famoso e pretendi il mio dominio perchè somiglia al tuo marchio?Non posso mica registrare un dominio e sperare che nessuno usi quel nome e diventi più famoso di me!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci hanno fregato
      E ci fregheranno sempre.Un dominio è tuo se non interessa a nessuno e genera pochi contatti, se invece hai avuto una buona idea ed hai registrato un nome a dominio facile da ricordare chiunque con qualunque pretesto può trovare il sistema giusto per sottrartelo a meno che tu non sia un avvocato o tu non abbia un buon gruzzolo di euro per difenderti.Siamo in Italia.
  • Gatto Selvaggio scrive:
    Non ho capito una cosa
    Queste norme riguardano i domini .it o si applicano in generale a tutti gli incauti che hanno la sventura di registrare un qualsiasi dominio ed essere cittadini italiani?Non vorrei dover creare una catena di società offshore per proteggere domini che qualcuno più finanziariamente dotato potrebbe contestarmi.
  • Anonimo scrive:
    Molto banalmente...
    Tempo fa se si desiderava registrare un dominio it che non corrisponde al proprio nome d'azienda occorreva giustificare la scelta, massimo un dominio per azienda ed i privati si beccavano quelli di terzo livello dati dai provider.Ma la voglia di guadagnare di piu' ha portato il nic a creare inutili casini.
  • Sandro kensan scrive:
    La signora Milka ha il sito milka.fr
    http://www.apogeonline.com/webzine/2005/03/29/18/200503291801La Signora Milka fa la sarta e nel 2001 ha registrato il suo sito, ovviamente la Kraft, quella delle sottilette gli ha fatto causa chiedendo il dominio e i danni.Quella delle sottilette ha il marchio milka, quella della mucca transgenica che ha il pelo viola, quindi vuole il sito della Signora sarta con le buone o le cattive e ovviamente l'ha ottenuto con le cattive.La buona notizia è che la Signora Milka non dovrà pagare i danni alla regina delle sottilette.Mi chiedo se l'articolo dell'avvocato Valentina favorirà questa tendenza diffusa oppure se l'ostacolerà. Lei non ne ha parlato.Mi pare che l'identità personale e un mezzo per affermarla ceda il passo al marchio che è una identità di un prodotto, di un oggetto.Detto in parole povere le persone devono cedere il passo agli oggetti quando i due aspetti non possono coesistere.Con quest'idea io non concordo.Evidentemente è stata istituzionalizzata l'importanza dei soldi come ricchezza materiale che ha la precedenza sui valori umani come l'identità espressa dal cognome.Anche qui si evidenzia come le nostre istituzioni politiche e giuridiche ritengano che tra una ricchezza materiale e una umana messe in alternativa sia da preferire nettamente la prima.
    • Anonimo scrive:
      Re: La signora Milka ha il sito milka.fr
      Concordo.Il fattoè che c'è anche (intendo in quei - forse rari - casi in cui il diritto concide con la legge che coincide con il senso comune della giustizia) un fondamento giuridico di questo discorso.Art. 41 Cost. ad esempio prevede che l'iniziativa economica privata "non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da arrecare danno (...) alla dignità umana". E poi (o prima) l'art. 2; il 21 etc. Tutto l'impianto, insomma.L'uomo viene (ops..forse dovrei usare il condizionale) prima di qualsiasi aspetto patrimoniale....L'art. 7 del codice civile tutela il diritto al nome e non esclude (a tal fine o da detto fine) il nome a dominio: in quante pronunce (ordinanze e rare sentenze) è stato utilizzato?Non dovrebbe prevale l'aspetto economico...
      • Sandro kensan scrive:
        Re: La signora Milka ha il sito milka.fr
        - Scritto da: Anonimo
        Concordo.
        Il fattoè che c'è anche (intendo in quei - forse
        rari - casi in cui il diritto concide con la
        legge che coincide con il senso comune della
        giustizia) un fondamento giuridico di questo
        discorso.
        Art. 41 Cost. ad esempio prevede che l'iniziativa
        economica privata "non può svolgersi in contrasto
        con l'utilità sociale o in modo da arrecare danno
        (...) alla dignità umana". E poi (o prima) l'art.
        2; il 21 etc. Tutto l'impianto, insomma.
        L'uomo viene (ops..forse dovrei usare il
        condizionale) prima di qualsiasi aspetto
        patrimoniale....
        L'art. 7 del codice civile tutela il diritto al
        nome e non esclude (a tal fine o da detto fine)
        il nome a dominio: in quante pronunce (ordinanze
        e rare sentenze) è stato utilizzato?
        Non dovrebbe prevale l'aspetto economico...Sarebbe interessante mettere a confronto in aspetti come questi, la costituzione europea e quella italiana.Ho sentito che la costituzione europea ha un impianto liberista e che per questo i francesi si stanno preparando a bocciarla. Un dato ultimo è 55% di no.
        • avvandrea67 scrive:
          Re: La signora Milka ha il sito milka.fr
          Scusate, non sono Anonimo, sono solo rincitrullito...Cmq, il discorso si allarga e non vorrei "scantonare".Io mi volevo solo limitare a sottolineare che, in realtà, la gerarchia dei valori esiste - da tempo - e non dovrebbe essere messa in discussione..ma, forse, è come scoprire l'acqua calda.Non so se questi fenomeni siano dovuti alla memoria corta o a scelte $$$$$, lobby & C., cmq, teoricamente finchè esiste una Corte Costituzionale, si potrebbe sperare sempre in una decisione finale che, nel caso concreto (non generalizziamo per carità) possa valutare quale aspetto debba prevalere, casomai il legislatore abbia sbagliato o se lo sia dimenticato...
          • Anonimo scrive:
            Re: La signora Milka ha il sito milka.fr
            Di contestazioni di nomi a dominio se ne sono svolte molte, dal sito www.crdd.it si può leggere l'elenco, peccato che poi nonostante quelle decisioni ricorrendo alla magistratura ordinaria molte decisioni sono state completamente riviste ed il caso più conosciuto è quello di gente.it. Il tal Sig. Cicalò è passato dalla ragione al torto e a meno che non disponga di una buona disponibilità economica si dovrà rassegnare alla sconfitta.
  • Anonimo scrive:
    Perché......
    ......farsi tanti problemi per .it quando esistono .com, .net, .org, .info, etc. etc.?Fanc**o i .it e tanti saluti.
  • Anonimo scrive:
    3428 = FIAT
    La norma in questione rappresenta l'ennesimo esempio di come il legislatore sia sempre meno in grado di comprendere come siano le vecchie abitudini a dover mutare a seguito del mutare della tecnologia, e non l'opposto. Siccome il legislatore è sempre più "tecnologicamente analfabeta", tende a seguire il percorso contrario. Se equipariamo la sequenza di lettere che compongono un nome a dominio ad un marchio, allora dovremmo fare la stessa equiparazione anche in altri contesti. Ad esempio, se io fossi il titolare del n. telefonico 3428, che sulla tarstiera di un telefono a toni corrisponde alla parola FIAT, che ovviamente è marchio registrato, la FIAT potrebbe rivolgersi al tribunale per violazione del suo marchio ed avocare a sè l'uso di quel numero. Inoltre, tornando ai domini, ARMANI è marchio registrato, ma ARMANI.IT non lo è, e quindi se consideriamo quest'ultimo come una violazione di marchio allora sono violazioni anche ARMANINI, CARMANI, C-ARMANI e così via.
    • ryoga scrive:
      Re: 3428 = FIAT
      - Scritto da: Anonimo
      La norma in questione rappresenta l'ennesimo
      esempio di come il legislatore sia sempre meno in
      grado di comprendere come siano le vecchie
      abitudini a dover mutare a seguito del mutare
      della tecnologia, e non l'opposto.Piuttosto direi che dai tuoi esempi, si arriva alla seguente conclusione.Dopo il 1° dominio registrato, nessun'altro dominio puo' essere registrato perche' violerebbe il 1° che ha avuto la brillante idea di registrarne uno.Per maggiori informazioni, continua a leggere.
      contrario. Se equipariamo la sequenza di lettere
      che compongono un nome a dominio ad un marchio,
      allora dovremmo fare la stessa equiparazione
      anche in altri contesti. Ad esempio, se io fossi
      il titolare del n. telefonico 3428, che sulla
      tarstiera di un telefono a toni corrisponde alla
      parola FIAT, che ovviamente è marchio registrato,
      la FIAT potrebbe rivolgersi al tribunale per
      violazione del suo marchio ed avocare a sè l'uso
      di quel numero.Quindi anche l'equivalente binario, esadecimale, ottale etc.etc.?Anche la traduzione in tutte e 800 lingue?Anche i sinonimi e la traduzione di tutti i sinonimi?Suvvia....siamo realisti!!
      Inoltre, tornando ai domini,
      ARMANI è marchio registrato, ma ARMANI.IT non lo
      è,Tecnologicamente parlando, il dominio e' composto da un nome + un suffisso.ARMANI.IT e' composto dal nome a dominio ARMANI ( marchio registrato ) + il suffisso IT ( per l'ITALIA ).Non esiste ne' e' registrabile un dominio http://armani
      e quindi se consideriamo quest'ultimo come una
      violazione di marchio allora sono violazioni
      anche ARMANINI, CARMANI, C-ARMANI e così via.Se dici "Armani.it", ti suona come "Armanini" o "Carmani" o "C-Armani"? Se si, ti consiglio un buon logopedista, altrimenti la tua tesi non è valida.Mi spiace....ma Armani.it era un dominio che non doveva essere in alcun modo registrato da Luca.
      • Anonimo scrive:
        armani.it e armani.com
        La contesa di questi due nomi a dominio è acqua passata. Come siano finite entrambe le vicende è noto, basta andare a guardare i rispettivi domini. Mi spiace solo non aver compreso in che modo si siano chiuse entrambe le dispute, ma forse un giorno qualcuno ce lo spiegherà.
      • Anonimo scrive:
        Re: 3428 = FIAT
        - Scritto da: ryoga

        Se non lo sono è soltanto perchè

        ".NET" e "PIPPO.NET" sono due cose diverse, come

        lo sono "ARMANI" e "ARMANI.IT"

        Sbagliato... ARMANI e' il marchio, ARMANI.IT e'
        il nome a dominio ITaliano per il marchio ARMANI.

        .NET e' un suffisso non un nome a dominio.Le regole sui marchi prevedono che questi siano tutelati anche se usati in combinazione con altre parole, ovunque cioè si possa ravvedere possibilità di confusione rispetto al marchio tutelato, tanto più se marchio di rinomanza. Da questo punto di vista ARMANI.IT o IT.ARMANI non fanno differenza, a prescindere dalle motivazioni tecniche che ne determinano l'uso. Se io registrassi il dominio ARMANI-FASHION.IT e Armani mi facesse causa avrebbe buone probabilità di vincerla, anche se ARMANI e ARMANI-FASHION sono due cose diverse.
        • ryoga scrive:
          Re: 3428 = FIAT
          - Scritto da: Anonimo
          Le regole sui marchi prevedono che questi siano
          tutelati anche se usati in combinazione con altre
          parole, ovunque cioè si possa ravvedere
          possibilità di confusione rispetto al marchio
          tutelato, tanto più se marchio di rinomanza.ok....capisco...pero' a questo punto basta che creo un marchio chiamato "AR" e bloccare cosi tutti gli altri marchi o presunti tali?ARmani, giugiARo... ?Non penso che sia cosi "massimizzata" come cosa....
          Da
          questo punto di vista ARMANI.IT o IT.ARMANI non
          fanno differenza, a prescindere dalle motivazioni
          tecniche che ne determinano l'uso. Se io
          registrassi il dominio ARMANI-FASHION.IT e Armani
          mi facesse causa avrebbe buone probabilità di
          vincerla, anche se ARMANI e ARMANI-FASHION sono
          due cose diverse.Infatti, pero' non penso che se registri ARMANI puoi pretendere l'uso di 176164 (corrispettivo della tastiera a toni ).... poi non so fino a che punto i soldi sono riusciti a corrompere le leggi....
          • Anonimo scrive:
            Re: 3428 = FIAT
            - Scritto da: ryoga
            ARmani,
            giugiARo... ?

            Non penso che sia cosi "massimizzata" come
            cosa....Non sempre (per fortuna!), ma a volte si. Guarda qui: http://backseatdrivers.blogspot.com/2003_08_03_backseatdrivers_archive.htmle cerca la parola "madness" nella pagina.
            Infatti, pero' non penso che se registri ARMANI
            puoi pretendere l'uso di 176164 (corrispettivo
            della tastiera a toni ).... poi non so fino a che
            punto i soldi sono riusciti a corrompere le
            leggi....Certo, il mio era un esempio volutamente al limite, ma se pensi che in america è assai comune pubblicizzare i numeriverdi come, ad esempio, 1-800-ARMANI, se io che non sono titolare del marchio uso 1-800-276264 ne impedisco l'uso al titolare legittimo, e secondo me ci sono gli estremi per una causa; in fondo perchè mai digitare ARMANI sulla tastiera del telefono dovrebbe essere diverso dal digitarlo sulla tastiera del PC ? Sempre di "cybersquatting" si tratta ;-)
          • ryoga scrive:
            Re: 3428 = FIAT
            - Scritto da: Anonimo
            Non sempre (per fortuna!), ma a volte si. Guarda
            qui:
            http://backseatdrivers.blogspot.com/2003_08_03_bac
            e cerca la parola "madness" nella pagina.Onestamente, al giudice che ha deciso che era meglio fare un sondaggio, gli leverei la possibilità di giudicare perche' uno che non sa prendere decisioni(1) e ritiene possibile la registrazione di una lettera dell'alfabeto come marchio(2) non puo' far altro che procurare danni piu' o meno gravi in situazioni piu' gravi, dove ad esempio, c'e' la decisione se un uomo sia un assassino o meno, e quindi condannarlo a X anni in galera...
            Certo, il mio era un esempio volutamente al
            limite, ma se pensi che in america è assai comune
            pubblicizzare i numeri
            verdi come, ad esempio, 1-800-ARMANI, se io che
            non sono titolare del marchio uso 1-800-276264 ne
            impedisco l'uso al titolare legittimo,Possibile teoria ( e credo che sicuramente diverrà di moda tra qualche anno ), ma penso che ormai si e' arrivati proprio alla frutta e mi chiedo se ci saranno cause perche' il 3428 spetti alla FIAT o alla FICT... :(
          • Anonimo scrive:
            Re: 3428 = FIAT

            Infatti, pero' non penso che se registri ARMANI
            puoi pretendere l'uso di 176164 (corrispettivo
            della tastiera a toni ).... poi non so fino a che
            punto i soldi sono riusciti a corrompere le
            leggi....Questo è uno spunto interessante.Sarà stato questo il caso?
  • Anonimo scrive:
    Soluzione semplice...
    Ciao,il problema dei nomi a dominio e marchi e' molto spinoso, e purtroppo la vince chi ha i soldi, piu' che il marchio: se io mi chiamassi del piero e volessi registrare il dominio delpiero.it in caso di controversia con il noto calciatore a chi credete lo diano ? (ho seguito i corsi del NIC in merito, e la notorieta' del personaggio alla fine ha la meglio).Bene...poniamo che ci siano N aziende in settori merceologici diversi ma con nome uguale (pensate alla ferrari auto, ferrari spumanti, ferrari l'attrice, e cosi' via), tutte hanno diritto al marchio e al domini. Si puo' operare cosi':la prima che arriva prende il dominio, in caso di controversia il dominio passa al NIC (come i nomi geografici milano.it, roma.it etc), il quale pone sulla pagina solo dei link in ordine alfabetico ad altri siti delle aziende, per cui su www.ferrari.it si avranno i link alla ditta di auto, di spumanti etc...In questo modo: tutti usano il dominio ferrari.it ma nessuno si arroga il diritto di averlo in esclusiva (la ferrari auto non ha piu' diritto della ferrari spumanti ad avere il dominio...).
    • crostino scrive:
      Re: Soluzione semplice...
      curioso...l'idea comunque mi piace(idea)
    • ryoga scrive:
      Re: Soluzione semplice...
      - Scritto da: Anonimo
      marchio e al domini. Si puo' operare cosi':
      la prima che arriva prende il dominio, in caso di
      controversia il dominio passa al NIC (come i nomi
      geografici milano.it, roma.it etc), il quale pone
      sulla pagina solo dei link in ordine alfabetico
      ad altri siti delle aziende, per cui su
      www.ferrari.it si avranno i link alla ditta di
      auto, di spumanti etc...
      In questo modo: tutti usano il dominio ferrari.it
      ma nessuno si arroga il diritto di averlo in
      esclusiva (la ferrari auto non ha piu' diritto
      della ferrari spumanti ad avere il dominio...).E tutti quelli che si chiamano Ferrari? Non lo hanno?A questo punto, potrebbero mettere una sorta di Pagine in questo ordine :- Elenco per Regione- Elenco per Provincia- Elenco per Settore (tenendo conto di Regione e Provincia )- Elenco per Nome ( tenendo conto di Regione, provincia e settore ).A questo punto, un utente prima di arrivare ad un dominio, deve sorbirsi prima tutto l'elenco telefonico.....Ed inoltre...chi dovrà pagare il traffico generato per le pagine degli elenchi?Il primo? L'ultimo? Tutti? Dove risiederanno tali pagine? Chi dovra' sopportare (fisicamente) tali files? Chi dovrà aggiornarli? Chi dovra' stare al primo posto? Chi all'ultimo?Come vedi....e' una soluzione che soluzione non e'.Se Gino Ferrari, si registrava il dominio Ferrari.it e ci metteva su foto di famiglie, poteva tenersi il dominio. Altrimenti, la prima azienda a marchio registrato con il nome Ferrari, poteva prendere il dominio e basta ( poco importa se e' Ferrari Spumanti o Ferrari Auto ).*Tutto sempre IMHO*
      • francescor82 scrive:
        Re: Soluzione semplice...

        E tutti quelli che si chiamano Ferrari? Non lo
        hanno?Se vogliono il dominio come cittadini (cioè non aziende), posso registrare il dominio nomecognome.it (o nome.cognome.it, non ricordo più :-(), ne hanno il diritto. E in questo modo eviterebbero anche di entrare in conflitto con grosse aziende, il che non è una cattiva idea (perchè anche se hai ragione, prima che in tribunale ti diano ragione passa troppo tempo e si spende parecchio).Certo, se ci sono due persone con lo stesso nome e cognome...
        Se Gino Ferrari, si registrava il dominio
        Ferrari.it e ci metteva su foto di famiglie,
        poteva tenersi il dominio. Altrimenti, la prima
        azienda a marchio registrato con il nome Ferrari,
        poteva prendere il dominio e basta ( poco importa
        se e' Ferrari Spumanti o Ferrari Auto ).

        *Tutto sempre IMHO*Le tue obiezioni sono tutte corrette, credo. Comunque l'idea di partenza non è poi completamente sballata, secondo me ci si può pensare un po' di più.
        • Anonimo scrive:
          Re: Soluzione semplice...
          Ciao,- Scritto da: francescor82

          E tutti quelli che si chiamano Ferrari? Non lo

          hanno?ho fatto l'esempio delle aziende perche' sono quelle che hanno piu' soldi e, attualmente, possono pagarsi gli avvocati per fare causa. I semplici cittadini possono registrarsi il nome, ma appena arriva la SPA glielo porta via (questo e', volenti o nolenti, lo stato attuale delle cose)
          Se vogliono il dominio come cittadini (cioè non
          aziende), posso registrare il dominio
          nomecognome.it (o nome.cognome.it, non ricordo
          Certo, se ci sono due persone con lo stesso nome
          e cognome...ho fatto l'esempio di uno che si chiama come un giocatore...questi, essendo personaggio noto, garantito al 100% porta via il dominio allo sconosciuto...se non altro perche' per andare in cassazione servono migliaia di euro

          Se Gino Ferrari, si registrava il dominio

          Ferrari.it e ci metteva su foto di famiglie,

          poteva tenersi il dominio. Altrimenti, la primano, armani.it insegna che non e' cosi', idem altavista.itPer quanto riguarda le altre obiezioni:a) ordine alfabetico o per data di richiesta di registrazioneb) chi gestisce ? La RA (Registration Authority)c) chi aggiorna la lista ? La RA su richiesta dell'avente dirittod) chi paga per il traffico ? La RA non ha certo di questi problemi :)e) chi vuole andare sul sito si sorbisce la lista ? Sempre meglio che cercare gli spumanti Ferrari e non trovarli :) Poi non credo che la lista sia poi cosi' lunga.Una cosa che ci si dimentica spesso e' che il dominio e' uno solo, esiste un solo ferrari.it, ma le aziende (o le persone) che potrebbero reclamarlo possono essere decine, perche' allora la deve avere vinta sempre l'azienda piu' grossa con lo studio di avvocati piu' consistente ?
          • Anonimo scrive:
            Re: Soluzione semplice... armani.it

            no, armani.it insegna che non e' cosi', idem
            altavista.itIl caso armani.it non ha insegnato assolutamente nulla. E' stato registrato, è stato contestato. Si è svolto un processo di primo grado con condanna e poi il caso armani.it è sparito come una bolla di sapone. Appello, sciopero della fame, petizione on line, new global, sen. cortiana, puff puff tutto sparito. Al massimo può averci insegnato che contro il dio denaro è inutile combattere.
      • Anonimo scrive:
        Re: Soluzione semplice...
        io penso che se invece di accanirsi sul nome (preciso che sono contrario hai marchi, hai brevetti e tutto cio che limita le libertà delle persone, ma il concetto e vasto per parlarne adesso)si potrebbe fare un'estensione del nome, ovvero specificare cosa fa. Ad esempio: ferrari (auto), ferrari (Spumante), ferrari (attrice) gia nel nome di domino, quindi il nome verrebbe http://www.ferrari.auto.it e l'altro www.ferrari.spumante.itAncora, l'idea di un elenco non è male, anzi, da nel dettaglio la tipologia del sito Ciao Bomberman
  • Anonimo scrive:
    a proposito di registrazione domini...
    leggete la scritta a questa pagina, dell'inserzionista di Punto Informatico...http://www.tophost.it/th/index.php?option=content&task=view&id=41&Itemid=101il passo che mi interessa è a fiondo pagina:"E non è finita, visto che nelle nostre offerte non c'è nessun costo nascosto o tacito rinnovo. La registrazione del nome a dominio viene effettuata a nome del richiedente e rimane di proprietà del registrante anche se cessa il servizio con noi."io la leggo così: io sono il richiedente, loro il registrante, e io quando li mollo gli regalo il mio dominio...anche con tutti i grassetti del caso, mi sembra comunque subdolo... no?Se si, PI dovrebbe selezionare meglio gli inserzionisti.. non trovate?
    • Anonimo scrive:
      Re: a proposito di registrazione domini...
      Se la registrazione e' fatta a nome dell'utente non e' lui il registrante?
      • Anonimo scrive:
        Re: a proposito di registrazione domini.
        - Scritto da: Anonimo
        Se la registrazione e' fatta a nome dell'utente
        non e' lui il registrante?non so, no credo...se è così, ok...Ma allora perché distinguere "richiedente" e "registrante" nel messaggio? Uso "richiedente" dappertutto (come ho sempre visto fare in messaggi analoghi) e tutto è più chiaro ...no?
        • Anonimo scrive:
          Re: a proposito di registrazione domini.
          ...il bello del legalese , cercare di non far capire più nulla a chi legge, confondere le idee, creare miti e leggende derivanti da diverse interpretazioni della cosa!!!meglio la matematica dove 2+2 fa sempre quattro anche se con il cav Bruscoletti e la riforma moratti non si è più certi neanche di questo!eheheheh
    • Anonimo scrive:
      Re: a proposito di registrazione domini.
      Ho registrato un dominio con loro ieri.Il "richiedente" e' quello che paga (nulla in questo caso) il "registrante" e' la persona od azienda alla quale e' intestato il dominio, che puo' essere diverso dal richiedente.Il dominio resta di proprieta' della persona od azienda alla quale e' stato registrato.Nulla di subdolo....anzi.Il dominio e' gia' attivo.Voto ......9
  • Anonimo scrive:
    Nomi Comuni e nomi propri..
    ma chi fornisce l'accesso e la garanzia ad un Marchio , come valuta e controlla la garanzia che non vengano registrati Marchi con finalità ambigue ... tipo finestra e mela ? oppure nomi o cognomi di persona. ?Ora non conosco il principio su cui viene concesso un marchio.. ma certi casi apparirebbero assurdi ... o no ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Nomi Comuni e nomi propri..
      - Scritto da: Anonimo
      Ora non conosco il principio su cui viene
      concesso un marchio.. ma certi casi apparirebbero
      assurdi ... o no ?Guarda secondo me è sì assurdo, ma se chi va a registrare un nome comune, per dire "mano" "piede" etc ha $oldi (e dico tanti tanti soldi) vedrai che, come per magia, tutto diventerà "meno assurdo" e pur con tutti i distinguo e le eccezioni del caso la registrazione non sarà impossibile...
      • AlessioC scrive:
        Re: Nomi Comuni e nomi propri..
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        Ora non conosco il principio su cui viene

        concesso un marchio.. ma certi casi
        apparirebbero

        assurdi ... o no ?

        Guarda secondo me è sì assurdo, ma se chi va a
        registrare un nome comune, per dire "mano"
        "piede" etc ha $oldi (e dico tanti tanti soldi)
        vedrai che, come per magia, tutto diventerà "meno
        assurdo" e pur con tutti i distinguo e le
        eccezioni del caso la registrazione non sarà
        impossibile...In realtà, esiste il requisito dell'originalità del marchio che impedisce la registrazione di segni privi di "capacità distintiva". Cito testualmente l'art. 13 del nuovo codice dei diritti di Proprietà Industriale: "Non possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa i segni privi di carattere distintivo e in particolare quelli costituiti esclusivamente dalle denominazioni generiche di prodotti o servizi o da indicazioni descrittive che ad essi si riferiscono..."."Finestre" e "mela" sembrano generici ma se riferiti al settore informatico diventano molto "distintivi". Poi è un altro discorso il fatto che la comunicazione commerciale di Ms e Apple abbia reso i citati marchi tanto celebri da potersi considerare "notori" e quindi superare le barriere del settore...Alessio Canovawww.cano.it
        • Anonimo scrive:
          Re: Nomi Comuni e nomi propri..
          e se io volessi registrare il dominiowww.pippero.it?????
          • AlessioC scrive:
            Re: Nomi Comuni e nomi propri..
            - Scritto da: Anonimo
            e se io volessi registrare il dominio
            www.pippero.it?????Non ci sarebbero impedimenti legali al marchio (non si tratta di un marchio notorio): solo che qualcuno (Sinapto s.r.l.) ti ha già preceduto...AC
Chiudi i commenti