BlackJack, Samsung e Cingular attaccano BlackBerry

Il nuovo dispositivo nel nome e nelle caratteristiche gioca a superare il BlackBerry. Riuscirà a scalzare RIM dalla sua posizione di leadership?

Roma – BlackBerry fa scuola e suscita l’interesse della concorrenza. Nel novero dei dispositivi che emulano le caratteristiche dei suoi dispositivi si inserisce il nuovo PDA-phone presentato da Samsung e Cingular Wireless . L’ispirazione al dispositivo di RIM è evidente fin dal nome: si chiama infatti BlackJack.

Il guanto di sfida è gettato in più direzioni: BlackBerry e Motorola Q/Norman sono i principali obiettivi a cui il BlackJack (che Samsung identifica con la sigla SGH-i607) sembra voler erodere quote di mercato. Le armi su cui può contare, e che lo rendono appetibile anche per il mercato europeo, sono il supporto GSM/GPRS/EDGE/UMTS/HSDPA, la fotocamera con risoluzione di 1,3 Megapixel, la connettività Bluetooth, un display QVGA, la tastiera (ovviamente) QWERTY e il sistema operativo Windows Mobile 5.

Il nuovo dispositivo Per quanto riguarda il supporto e-mail, punto di forza dei BlackBerry, il BlackJack può contare sulla sicurezza offerta da Good Technology , che la scorsa settimana è diventata una divisione di Motorola , e che per le sue soluzioni di messaggistica è considerata da molti analisti e addetti ai lavori come il più “pericoloso” concorrente di BlackBerry.

Ma il nuovo arrivo intende occuparsi anche di multimedialità e dare filo da torcere alle applicazioni audio e video dell’iPod di Apple : Cingular ha infatti stretto accordi con vari servizi di contenuti musicali ed è previsto che il video service dell’operatore sia presto arricchito di nuovi titoli, disponibili per il download anche da BlackJack, prodotti da HBO .

La vendita da parte della rete commerciale di Cingular partirà dalla prossima settimana, al prezzo di 199 dollari, che lo pone in diretta concorrenza al BlackBerry Pearl .

D.B.

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  • Anonimo scrive:
    Bell'articolo ma diciamo la verita'...
    Le cose nella vita sono semplici.La semplicita' vuole che :un tizio si e' preso delle immagini di Radio Radicale.Approfittando del fatto che RadioRadicale si avvale della CC, ha ben pensato di prenderli per il culo (ma si chiama satira eh ! nessuno se la prenda).I protagonisti involontari del video si sono incavolati.Ed ecco che improvvisamente la CC non e' piu' tanto auspicabile come licenza, perche' in teoria tante parole su come "il diritto d'autore non è un diritto di proprietà", ma in pratica le cose continueranno ad andare nel solito, pessimo verso, ovvero "il diritto d'autore nelle aule di tribunale vale come il diritto di proprieta'".Per il resto, complimenti per l'articolo, molto ben trattato e argomentato.
  • Anonimo scrive:
    Proprietà intellettuale
    Il diritto d'autore non è nato principalmente per diffondere la conoscenza, ma per questioni economiche. E' definita proprietà intellettuale perché c'è anche il diritto di sfruttamento economico. Diritto che mi sembra sacrosanto visto che Mozart è morto di fame ed è stato sepolto in una fossa comune.Il problema è sorto con l'invenzione della stampa, prima i libri venivano copiati a mano nei monasteri e nessuno si poneva il problema. Poi siccome copiare un libro è diventato un processo molto più semplice si è iniziato a discutere della proprietà intellettuale. Infatti molti editori stampavano libri senza dare una lira agli autori e nessuno lo poteva impedire.Ora l'avvocato sarà stato fiscale, però gli avvocati sono fatti così, io quando pubblico roba sotto una qualunque licenza me la leggo ben bene e poi in caso di dubbio mi rivolgo direttamente al detentore dei diritti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Proprietà intellettuale
      - Scritto da:
      Il diritto d'autore non è nato principalmente per
      diffondere la conoscenza, ma per questioni
      economiche.


      E' definita proprietà intellettuale perché c'è
      anche il diritto di sfruttamento economico.
      Diritto che mi sembra sacrosanto visto che Mozart
      è morto di fame ed è stato sepolto in una fossa
      comune.
      Il problema è sorto con l'invenzione della
      stampa, prima i libri venivano copiati a mano nei
      monasteri e nessuno si poneva il problema. Poi
      siccome copiare un libro è diventato un processo
      molto più semplice si è iniziato a discutere
      della proprietà intellettuale. Infatti molti
      editori stampavano libri senza dare una lira agli
      autori e nessuno lo poteva
      impedire.

      Ora l'avvocato sarà stato fiscale, però gli
      avvocati sono fatti così, io quando pubblico roba
      sotto una qualunque licenza me la leggo ben bene
      e poi in caso di dubbio mi rivolgo direttamente
      al detentore dei
      diritti.Mozart è morto povero ma gli editori invece no!come molti degli auutuali autori continuano a essere poveri a differenza dei loro editori!il "diritto di autore" (che non è proprietà intellettuale anche perchè non è proprietà) non solo oggi come oggi non tutela gli autori ma è diventato la scusa deietro cui si cerca di giustificare ogni sorta di modello di arricchimento basato sul controllo della catena di distribuzione (certo non sotto il controllo dell'autore) dal famigigerato "pay-per..." che pretende di rivendere lo stesso diritto non una volta ma OGNI volta... in pratica come se tu dovessi pagare un tot ogni volta che consulti un vocabolario...Questa deriva VA FERMATA e va fermata una volta per tutte!Non ci sono giustificazioni possibili!
    • Anonimo scrive:
      Re: Proprietà intellettuale

      Ora l'avvocato sarà stato fiscale, però gli
      avvocati sono fatti così, io quando pubblico robaL'avvocato NON è stato fiscale è stato ignorante! e se fosse stato "fiscale" come tu dici si sarerte di alcuno bbe preso la briga di leggerla la licenza!Che è molto ma molto chiara sul come si può usare il materiale!Fossi stato io il blogger la diffida sarebbe finita nel cestino!E in caso di ulteriori sviluppi l'avvocato in questione avrebbe dovuto imparare (a sue spese e a spese di radio radicale) a essere MOLTO meno approssimativo e frettoloso!Nessuna clausola nella CC da il diritto di interpretare in modo "soggettivo" da parte di alcuno (autore compreso) il modo di ottemperare alla licenza stessa!In parole povere se io faccio ciò che sulla licenza sta scritto (citazione della fonte e dell'autore) ho ottemperato A PRESCINDERE da ciò che pensa l'avvocato e da ciò che pensa radio radicale!Se qualcuno nella vicenda non ha di fatto rispettato i termini della licenza è proprio l'avvocato e radio radicale...Il che non è un bel vedere e non fa onore ne all'uno ne all'altra!
  • Anonimo scrive:
    Analisi lucida
    E' vero: la libertà non è vera libertà se ottenuta a suon di cavilli, ma solo se riconosciuta e applicata come principio di base.
  • reXistenZ scrive:
    per la redazione
    Curioso che nel testo spuntino due ? invece di -Mi chiedo se dipenda dall'editor o dal cms o cosa.
    • Anonimo scrive:
      Re: per la redazione
      Non è il primo articolo in cui compaiono i "?". Ma ancora non sono riuscito a capire cos'è... credo sia lo strano carattere "-" usato in OpenOffice. Quando scrivi "trattino, spazio, parola, spazio" ... openoffice sostituisce il simbolo "-" con uno leggermente più lungo; questo "trattino lungo", quando incollato nel form web per l'inserimento degli articoli, non trova corrispettivo (perchè diverso dal "-" standard) e fa quel difetto.CREDO, non ne sono sicuro...ciaoMichele- Scritto da: reXistenZ
      Curioso che nel testo spuntino due ? invece di -

      Mi chiedo se dipenda dall'editor o dal cms o cosa.
      • Anonimo scrive:
        Re: per la redazione
        - Scritto da:
        Non è il primo articolo in cui compaiono i "?".
        Ma ancora non sono riuscito a capire cos'è...
        credo sia lo strano carattere "-" usato in
        OpenOffice. Quando scrivi "trattino, spazio,
        parola, spazio" ... openoffice sostituisce il
        simbolo "-" con uno leggermente più lungo; anche word, da tanti, tantissimi anni.E' il "trattino lungo" che trovi anche nei libri e nei giornali ... la "lineetta" che si usa per fare un inciso, per inserire un discorso diretto ecc eccesempio"Non sono affari tuoi - disse James - se io mi scaccolo in pubblico!!"quel "- disse james -" non si fa con i trattini normali (con i "meno") ma con quello lungo.tutto qui :)
        questo
        "trattino lungo", quando incollato nel form web
        per l'inserimento degli articoli, non trova
        corrispettivo (perchè diverso dal "-" standard) e
        fa quel
        difetto.mh. strano.non è come © per il copyright ecc ecc ... magari esiste :)si, mi pare di si, dev'essere —lo trovi qui: http://www.primeshop.com/html/jump3b.htm
        CREDO, non ne sono sicuro...

        ciao

        Micheleah manco io! :)

        - Scritto da: reXistenZ

        Curioso che nel testo spuntino due ? invece di -



        Mi chiedo se dipenda dall'editor o dal cms o
        cosa.
    • Gatto Selvaggio scrive:
      Re: per la redazione

      Curioso che nel testo spuntino due ? invece di -

      Mi chiedo se dipenda dall'editor o dal cms o cosa.Esistono diversi trattini: alcuni a video appaiono diversi, altri identici anche se il word processor li considera caratteri diversi, altri uguali perché il word processor sostituisce un carattere di cui non dispone con un altro.Il - (che si fa premendo il tasto meno) si dovrebbe usare nelle parole composte, ad esempio una volta si scriveva to-day invece di today (non mi viene in mente un altro esempio);oppure, nel mandare a capo le parole.L'entità ­ corrisponde a un trattino 'intelligente' che puoi usare per dire al browser di dividere lì la parola se è il caso di dividerla in fine di riga. Se non è il caso, il browser dovrebbe mostrare la parola intera, senza trattino. Alcuni lo fanno, altri mostrano il trattino comunque.Il segno meno dovrebbe essere reso con un carattere Unicode diverso, corrispondente all'entità mnemonica − e alla corrispondente entità numerica.Poi ci sono i trattini corrispondenti alle entità – e — che servono per gli incisi. Il secondo è il trattino lungo che il word processor sostituisce al trattino 'normale' durante la digitazione. Il primo è più lungo del normale ma meno del secondo. Il primo tiene lo spazio di una lettera n, il secondo di una m (dicono).Tranne il trattino normale, sono tutti caratteri non ASCII corrispondenti a codici Unicode alti, e a codici ASCII esteso che variano a seconda della codifica adottata.In un CMS con le palle tutto ciò che non è azAZ09 e pochi altri caratteri dovrebbe essere convertito in entità tramite JavaScript prima di venire trasmesso in un form, altrimenti certi browser trasmettono i caratteri che non conoscono come punti interrogativi.Non è una materia semplice. Ci ho sbattuto a facciate perché un mucchio di script JS che dovrebbero implementare la codifica base64, DES o altro di stringhe falliscono miseramente in presenza di caratteri accentati, simbolo dell'euro eccetera.
  • Anonimo scrive:
    Re: Complimenti Andrea Rossato
    - Scritto da:
    Riflessione degna di nota.

    E' da tempo infatti che ritengo le opere
    d'intelletto un frutto della società, oltre che
    dell'autore... nel senso che "l'idea" è proprio
    l'elaborazione delle idee precedenti con cui
    l'autore è venuto a contatto nel tempo.Fruendo lui stesso dell'opera dell'ingegno di qualcun altro :)E non dimentichiamo soprattutto, come cita l'articolo, che è a causa dei contribuenti che questo diritto è reso possibile.Quindi non andiamo contro i contribuenti, che domani potrebbero (se si svegliassero) dire "addio al diritto d'autore, non ci sta più bene, smantelliamo la siae e cambiamo le leggi") ok, ovviamente l'europa ci spiaccicherebbegli usa ci rivolterebbero come calzinieccperò potrebbe essere il contrario... potremmo dare inizio noi ad un cambiamento mondiale! :) si!!! gli eletti!!!! ok ok
    Sostanzialmente i processi cognitivi umani si
    basano su ... [cut]
    Di fatto non esisterebbero nuove idee (o
    sarebbero molto di meno) se la divulgazione di
    quelle precedenti fosse limitata (es: quando non
    esisteva il telefono); in sostanza la massima
    divulgazione delle idee è fondamentale per lo
    sviluppo umano...A nessuno di costoro interessa. A loro interessano i soldi e la possibilità di farne più degli altri, detenendo maggior conoscenza di altri e facendosi pagare il servizio.torniamo indietro di 300 anni: le corporazioni, le gilde, ecc ecc... I tintori potevano arrivare ad uccidere chi diffondesse o tentasse di carpire i segreti per determinate tinture, giusto? E così per altre "ricette segrete" ...Con brevetto e diritto d'autore (ok, non sono identici, ma capiamoci) i "segreti" non rimangono tali, ma devono essere considerati tali ogni volta che si tratta di pagare per averli.
    il tuo articolo mi è stato
    molto utile a trovare, al di là di questi
    elementi filosofici e antropologici, come la
    società contribuisce all'opera degli autori:
    tribunali, giudici, polizia,
    etc!verissimo, stavo seriamente pensando di aggiungere alle mie sign quella frase "i diritti costano ecc"e soprattutto il ricordare che i diritti sono mantenuti con il sostegno di tutti, anche di chi poi li deve rispettare: potremmo tutti cambiare idea, se ci svegliassimo.
    Torno quindi a ribadire la mia percezione sulla
    proprietà intellettuale: qualunque uso non
    commerciale delle opere deve essere massimizzato
    (rimuovere le barriere) perchè fondamentale per
    lo sviluppo dell'umanità e l'umanità ha già
    pagato per fruire delle opere.credo ci sia qualcosa di esplicito anche nella Costituzione, prima parte, come sempre da osannare ma mai terminata di essere messa in pratica :)
    Gli usi
    commerciali invece devono essere strettamente
    soggetti alla volontà degli autori per consentire
    a questi di sopravvivere, godere delle proprie
    capacità intellettuali, ed essere i primi
    beneficiari del proprio
    lavoro.mmh
    Sono felice che questa idea si stia diffondendo
    (non è roba mia, io l'ho solo selezionata tra
    idee già esistenti, e poi abbracciata e
    ricondivisa! Guarda
    caso...)

    Una delle barriere che rimuoverei immediatamente
    sono i costi delle opere d'autore quando l'uso
    non è commerciale. Es: la musica a casa non la
    pago, la musica nel pub
    si...si ma non a numero di casse... magari ad area coperta al pubblico, piuttosto, in modo che se un barista è audiofilo e mette un diffusore ogni 3 metri per non dover alzare il volume , non sia equiparabile ad una discoteca con 3 Km quadrati di area per ballare...:)
  • Cavallo GolOso scrive:
    I miei complimenti + un barlume...
    Un barlume di speranza in queste parole!Di speranza verso la civiltà, la legalità, verso i motivi che creano leggi e modi di pensare...E i miei complimenti per questa splendida trattazione da parte dell'autore.Un pelo di linguaggio legale si scorge ancora, ma è quasi perfetto, imho.Grazie!
  • Anonimo scrive:
    Art 66
    Non so quanto sia applicabile in questo caso.Una riunione di una direzione di partito, quella oggetto del video e della satira, non mi sembra proprio una riunione aperta al pubblico.
    • Anonimo scrive:
      Re: Art 66
      - Scritto da:
      Non so quanto sia applicabile in questo caso.
      Una riunione di una direzione di partito, quella
      oggetto del video e della satira, non mi sembra
      proprio una riunione aperta al
      pubblico.certo, la metti su internet e vuoi considerarla non aperta al pubblico.perchè non proiettarla sul cielo allora e dire "non la vedi" ?
      • Anonimo scrive:
        Re: Art 66
        ma "aperta al pubblico" sai cosa vuol dire?vuol dire che chiunque ne avesse voglia poteva partecipare, siccome penso che solo quelli della direzione potessero essere presenti quella riunione si qualifica come "non aperta al pubblico"se la riunione non era aperta al pubblico, chi vuole diffonderne il video, senza esserne l'autore, non può richiamare l'art. 66 per poterla diffondere ma deve avere il consenso dell'autore
  • Anonimo scrive:
    Re: Complimenti Andrea Rossato
    pur se parlare di "proprietà intellettuale" porta ad eccessive generalizzazioni, il quadro teorico delineato sul diritto d'autore e' condivisibile e notooccorre innanzitutto (ri)applicare al meglio alla dottrina del "fair use", nelle sue diverse attuazioni a seconda dei paesiritengo tuttavia che, nello scenario concreto di iper-irregimentazione imposto di fatto dall'odierno copyright (grazie in primis alle strette legislative made in USA), il ricorso alle CC e analoghe "licenze libere" sia tutt'altro che un errorequanto piuttosto il percorso obbligato per trovare una via di mezzo tra i diritti dell'autore e quelli della societa', per riaffermare in concreto e in piena luce che, appunto, in realta' non si tratta di diritti di proprieta' ma di una sorta di "contratti sociali" non usare tali licenze significherebbe adbicare alla galoppata furiosa della zero tolerance alla micky mouse, e inve almeno per ora c'e' bisogno di segnali precisi "liberali" (e relative tutele giuridiche)--bernardo parrella
    • Anonimo scrive:
      Re: Complimenti Andrea Rossato
      - Scritto da:
      pur se parlare di "proprietà intellettuale" porta
      ad eccessive generalizzazioni, il quadro teorico
      delineato sul diritto d'autore e' condivisibile e
      noto

      occorre innanzitutto (ri)applicare al meglio alla
      dottrina del "fair use", nelle sue diverse
      attuazioni a seconda dei
      paesiposto però che quello che letteralmente si chiama così (fair use) da noi non è permesso.Vedi ad esempio che su Wikipedia le copertine dei dischi e dei film , le locandine, e le foto dei personaggi possono apparire solo nella versione inglese, mentre in quella italiana no.Perchè da noi, il fair use non esiste.esiste al massimo il diritto di citazione e di cronaca.
      ritengo tuttavia che, nello scenario concreto di
      iper-irregimentazione imposto di fatto
      dall'odierno copyright (grazie in primis alle
      strette legislative made in USA), dove però il fair use esiste
      il ricorso alle
      CC e analoghe "licenze libere" sia tutt'altro che
      un
      errore

      quanto piuttosto il percorso obbligato per
      trovare una via di mezzo tra i diritti
      dell'autore e quelli della societa', per
      riaffermare in concreto e in piena luce che,
      appunto, in realta' non si tratta di diritti di
      proprieta' ma di una sorta di "contratti sociali"e ricordiamolo: pagati dalla società
      non usare tali licenze significherebbe adbicare
      alla galoppata furiosa della zero tolerance alla
      micky mouse, e inve(ce NdC) almeno per ora c'e' bisogno
      di segnali precisi "liberali" (e relative tutele
      giuridiche)


      --bernardo parrellac'è bisogno di parlarne con tanta gente, pubblicamente e di cambiare questo fattore.ecco che le facoltà umanistiche possono rientrare a pieno diritto nel mondo della cultura "che serve l'umanità"
  • Anonimo scrive:
    non ho capito niente
    ci potrebbe essere un po meno prolissi è piu' sintetici? non ho capito niente :(non conosco il legalese e mi è stato difficile seguire il discorso.
    • Anonimo scrive:
      Re: non ho capito niente
      Riassunto:Il "Diritto d'autore" non è un "Diritto di proprietà", come chi ha inventato il termine "Proprietà Intellettuale" ha cercato subdolamente di avvallare.Il "Diritto d'autore" è una benevola concessione della collettività di alcune restrizioni al naturale pubblico utilizzo al fine di stimolare l'autore a non tenere per se la propria opera ma a condividerla con il resto della collettività.Nel diritto d'autore di "Proprietà individuale" non c'è proprio nulla. Persino i costi per garantire la "benevola concessione" sono a carico della collettività.Perciò le sempre maggiori limitazioni che certi "Proprietari intellettuali" vorrebbero imporre sulle opere in nome della protezione del diritto d'autore, sono contrarie allo spirito del Diritto d'Autore. Il cui scopo, cosa che lo rende collettivamente accettabile, è che si ottenga la maggiore diffusione possibile delle opere. Non la limitazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: non ho capito niente
        Ah fico. Ma i giudici lo sanno?
        • Anonimo scrive:
          Re: non ho capito niente
          - Scritto da:
          Ah fico. Ma i giudici lo sanno?si, fico fico... ma non leggi???Questo articolo è BUON SENSO , ma dice chiaramente che le parti in causa possono sempre avvalersi del potere concesso loro dalla legge.e i giudici applicano quella.Direi che è più che altro materia per chi il diritto lo modifica (etica del diritto? boh!!) che per il giudice, che la legge la applica. Naturalmente la INTERPRETA, ma prima di tutto la fa applicare.
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