Bloccato poster di Mortal Kombat

Avviene in Gran Bretagna, dove le autorità di controllo sostengono che la pubblicità non dovrebbe incitare a scoprire odio e assassinio. Saranno considerati bigotti
Avviene in Gran Bretagna, dove le autorità di controllo sostengono che la pubblicità non dovrebbe incitare a scoprire odio e assassinio. Saranno considerati bigotti

Londra – Non riusciranno a schivare gli strali dell’anticensura i componenti della commissione britannica che hanno deciso di bloccare la pubblicità di un videogame, perchè ritenuta pericolosa e di cattivo gusto.

Il blocco riguarda un poster realizzato per la commercializzazione di “Mortal Kombat: Deadly Alliance”, ultimo capitolo di un titolo che ha una lunga storia. Secondo la ASA (Advertising Standards Authority) britannica il gioco è destinato a chi ha superato i 18 anni ma il poster poteva essere visto da tutti.

Nel poster c’è un ragazzo che si pulisce la mano sporca di sangue sulla spalla di un businessman di mezza età e più sotto appare la scritta: “C’è in tutti noi”.

Screenshot da Mortal Kombat: Deadly Alliance Il poster sarebbe dunque finito nei guai perché visibile a tutti. Una tesi che non convince quelli di Midway Games che quel videogioco hanno sviluppato. Secondo David Burton, responsabile del marketing dell’azienda contattato da Reuters, “quel poster è stato creato in congiunzione con una campagna di pubblicità televisiva che stimola la natura competitiva del giocatore e quello che pensa quando gioca. Non riproduce un atto violento o criminale”.

Burton ha comunque fatto buon viso a cattivo gioco spiegando che “se qualcuno è stato offeso dal poster, non è stato certo intenzionale”.

La “sentenza” ASA è piuttosto severa perché dispone che Midway per promuovere in futuro i propri giochi in Gran Bretagna, dovrà prima ottenere il consenso da un organismo di consulenza industriale che dia il suo beneplacito alle campagne pubblicitarie.

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23 04 2003
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