AGCOM ha ordinato ieri agli ISP di bloccare due siti porno italiani, ritenuti responsabili di non aver implementato un sistema di verifica dell’età nelle tempistiche stabilite, come previsto dal novembre scorso. Una misura a dire il vero poco efficace, eseguita tramite DNS e dunque per definizione facilmente aggirabile. A parte i dubbi sull’incisività dell’azione in sé, come sta andando la crociata contro il libero accesso ai contenuti XXX nel nostro paese? Spoiler: male, anzi molto male.
Siti porno e verifica dell’età, cosa dicono i numeri
Trascorsi quasi un paio di mesi dal test precedente, con pazienza e sangue freddo ho visitato (di nuovo) tutti i portali del peccato contenuti nel documento (PDF) compilato dall’Autorità e aggiornato al 17 marzo 2026. Ora non sono più 45, ma ben 72, inclusi alcuni doppioni e mirror.
Il risultato è poco incoraggiante per i sostenitori dell’age gate: solo 9 hanno implementato il sistema, il 12,5% della lista. Una quota inferiore rispetto al 20% di inizio febbraio. Per essere ancora più precisi, 8 impediscono l’accesso diretto integrando un metodo in grado di accertare la maggiore età e 1 richiede invece ora la registrazione di un account (cosa fattibile anche sotto i 18 anni). Un altro ha rinunciato a essere presente in Italia.
Tornando ai due siti bloccati ieri da AGCOM, www[.]giochipremium[.]com e www[.]hentai-ita[.]net, sembra che il gestore Onlab S.r.l.s. di Cesano Maderno (MB) abbia deciso di rispondere all’Autorità con l’arma dell’ironia. Questa è una delle immagini presenti sulle homepage.

Il tema legato alla verifica dell’età è centrale in questo periodo, oggetto di proposte e discussioni. Oltreoceano una legge ne prevede l’integrazione in tutti i sistemi operativi, mentre da noi si continua a cercare il giusto equilibrio tra l’efficacia e la necessaria tutela della privacy. Dal mondo della politica c’è chi suggerisce di utilizzare l’app IO per svolgere il compito, ma non è così semplice.