Blogger del mondo, unitevi!

Nel nome di una retribuzione equa e di maggiori tutele, un giornalista freelance propone che si istituisca un albo professionale dei blogger. Ci manca solo quello

Roma – Blogger uniti sotto l’egida di un albo professionale per ottenere una compensazione del duro lavoro non retribuito, per ottenere un riconoscimento, per poter mantenere una linea editoriale indipendente. È questa la singolare proposta lanciata da Chris Mooney, giornalista freelance e blogger stipendiato.

Sciopero! Esistono dei blogger che sono diventati della celebrità, spiega Mooney, esistono blogger reclutati dai colossi mediatici per attrarre masse di pubblico e rivenderlo agli inserzionisti. Un modello di business che frutta: gli spazi pubblicitari esposti a traffici web degni di nota vengono venduti a caro prezzo. Quanto si riversa nelle casse dei blogger ? Quanto si traduce in introiti per le media company che li assoldano?

Ma l’interrogativo posto da Mooney investe anche i blogger ordinari . Dedicano anima e corpo alla loro porzione di web, intessono relazioni con altri netizen e partecipano al dialogo in rete. È possibile che si assumano questo onere come un piacere, è possibile che non siano alla ricerca di alcun tipo di compensazione se non il fatto di potersi esprimere liberamente. Collaborano volentieri e con passione nel progetto comune di costruire la rete ma – asserisce un convinto Mooney – servono inevitabilmente la causa delle piattaforme che li ospitano offrendo contenuti da associare a pubblicità.

“Non sanno ancora che potrebbero aspettarsi una retribuzione”: così Mooney descrive l’atteggiamento dei milioni di blogger che affollano la rete di contenuti. Ma è auspicabile che ci si organizzi, è auspicabile che i blogger che intendono portare avanti la loro attività in rete in maniera professionale istituiscano un albo in cui raccogliere coloro che dal blogging traggono profitto.

Sarebbe una soluzione per istituire delle regole che presiedano a contratti con i colossi dei contenuti che intendono assorbirli, sarebbe uno strumento di negoziazione con i datori di lavoro. Ma non è tutto: la protezione di un’associazione professionale garantirebbe ai blogger che il frutto del loro ingegno venisse tutelato sotto il profilo della proprietà intellettuale.

Il mercato delle idee non è che un mercato ordinario, suggerisce Mooney, è fatto di prezzi e contrattazioni per garantire un corrispettivo tangibile alla libertà di espressione e alla passione nell’esprimersi manifestata dai blogger. Nicholas Carr lo aveva previsto : la rivoluzione è vicina, l’architettura basata sulla cooperazione gratuita e spontanea potrebbe rivelarsi troppo fragile senza che a sostenerla ci sia il contrafforte del denaro. Ma non tutti i blogger ambiscono a snaturare la propria vocazione.

Gaia Bottà

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Joliet Jake scrive:
    La neve si scioglie
    Ripeto:La neve si scioglie.La neve si scioglie.La neve si scioglie.
    • NomeCognome scrive:
      Re: La neve si scioglie
      La neve si scioglie. Ripeto: la neve si scioglie.La neve si scioglie. Ripeto: la neve si scioglie.La neve si scioglie. Ripeto: la neve si scioglie.
  • GianMi scrive:
    ritardo internet=vantaggio per le tv
    Data l'anomalia italiana, che vede un sostanziale monopolio d'interessi attorno alla televisione, non crede l'autore che il ritardo nell'evoluzione delle reti digitali possa essere dovuto proprio al fatto che la tv generalista teme che l'audience possa calare a causa di una maggiore diffusione dell'accesso alle reti a banda larga?In questa chiave potrebbero essere lette anche scelte strategiche come quella di privatizzare la rete di telefonia invece di mantenerla pubblica, cosa che ha inevitabilmente causato il fenomeno del digital divide.
    • picchiatello scrive:
      Re: ritardo internet=vantaggio per le tv
      - Scritto da: GianMi
      In questa chiave potrebbero essere lette anche
      scelte strategiche come quella di privatizzare la
      rete di telefonia invece di mantenerla pubblica,
      cosa che ha inevitabilmente causato il fenomeno
      del digital
      divide.Guarda, io al pari di altri mi commetto con il solito vecchio cavo sip piantato con i pali in legno negli anni '60, sono stato fortunato ed un paio di anni fa addirittura mi hanno cambiato la scatolina finale in rame.L'altro mese la telecom ha messo giu' proprio a 20 cm da casa mia i nuovi cavi tra cui quelli ottici; alle domande di noi poveri comuni cittadini i tecnici telecom ( non quelli della ditta sub-appaltatrice) hanno chiaramente spiegato che non ci sarà possibilità di collegarci alla "nuova" rete perche' non ci sono le centraline e non hanno alcuna intenzione di metterla in funzione.I cavi sono stati posti solo per evitare che in futuro un altro operatore possa fare altrettando , non essendoci piu' lo spazio fisico per porne delgi altri.Ragion per cui se io posso telefonare da fisso e collegarmi ad internet tramite adsl lo posso fare grazie alla ex rete pubblica sip e non grazie alla telecom privatizzata.
      • pico scrive:
        Re: ritardo internet=vantaggio per le tv
        - Scritto da: picchiatello
        - Scritto da: GianMi


        In questa chiave potrebbero essere lette anche

        scelte strategiche come quella di privatizzare
        la

        rete di telefonia invece di mantenerla pubblica,

        cosa che ha inevitabilmente causato il fenomeno

        del digital

        divide.

        Guarda, io al pari di altri mi commetto con il
        solito vecchio cavo sip piantato con i pali in
        legno negli anni '60, sono stato fortunato ed un
        paio di anni fa addirittura mi hanno cambiato la
        scatolina finale in
        rame.
        L'altro mese la telecom ha messo giu' proprio a
        20 cm da casa mia i nuovi cavi tra cui quelli
        ottici; alle domande di noi poveri comuni
        cittadini i tecnici telecom ( non quelli della
        ditta sub-appaltatrice) hanno chiaramente
        spiegato che non ci sarà possibilità di
        collegarci alla "nuova" rete perche' non ci sono
        le centraline e non hanno alcuna intenzione di
        metterla in
        funzione.
        I cavi sono stati posti solo per evitare che in
        futuro un altro operatore possa fare altrettando
        , non essendoci piu' lo spazio fisico per porne
        delgi
        altri.
        Ragion per cui se io posso telefonare da fisso e
        collegarmi ad internet tramite adsl lo posso fare
        grazie alla ex rete pubblica sip e non grazie
        alla telecom
        privatizzata.Che ti aspetti da un'azienda così debenedettiana....
    • MeMedesimo scrive:
      Re: ritardo internet=vantaggio per le tv
      - Scritto da: GianMi
      Data l'anomalia italiana, che vede un sostanziale
      monopolio d'interessi attorno alla televisione,
      non crede l'autore che il ritardo nell'evoluzione
      delle reti digitali possa essere dovuto proprio
      al fatto che la tv generalista teme che
      l'audience possa calare a causa di una maggiore
      diffusione dell'accesso alle reti a banda
      larga?
      In questa chiave potrebbero essere lette anche
      scelte strategiche come quella di privatizzare la
      rete di telefonia invece di mantenerla pubblica,
      cosa che ha inevitabilmente causato il fenomeno
      del digital
      divide.LA tv puoi controllarla. La rete no. Internet e' libera per difinizione
      • bais scrive:
        Re: ritardo internet=vantaggio per le tv
        quando avranno finito con i cavi faranno la stessa cosa con i canali wifi. La tv via internet esiste da anni in brasile.. Si commenta da se!
  • Fabio Spagnuolo scrive:
    Italia che parla e basta
    In italia (intenzionalemnete minuscola) lo sport nazionale non è il calcio!!!Parlare a vanvera è sempre stato lo sport preferito da tutti gli italiani...Infatti aggiungerei al bell'articolo una nota:- Banda larga come servizio universale nel 2012una bella favola ( o un contentino)Ma è possibile che i media tradizionali non si accorcano che ogni volta che un politico inneggia all'innovazione ed alle nuove tecnologie sta facendo solo demagogia se non fa seguirei fatti!!Che l'autorità garante così come è oggi non serve a nessuno!!!bah.. Mi sa che qualcuno ci prende in giro.. e non volgio affondare con la nave.. non sono mica il capitano... Estero aspettami!!
    • Abusivo scrive:
      Re: Italia che parla e basta

      - Banda larga come servizio universale nel 2012
      una bella favola ( o un contentino)Aggiungo solo che anche in UK il "digital switchover" è previsto per il 2012. Ma quella è la data in cui deve terminare, infatti è già iniziato. L'anno scorso.
  • Holly scrive:
    M., come al solito
    il classico mugugno mantelliano che non propone soluzione.ma del resto non è il suo mestiere risolvere, ma evidenziare, ok.la cosa che però dobbiamo ricordare è che è stato lo stesso mante a dirci che noi italiani capaci solo a mugugnare
  • Gianni scrive:
    Per forza... sono tutti ottantenni
    Che cosa ci si può aspettare da una classe politica con un'età media di 70-80 anni?Non sanno neanche se l'ADSL è una cosa che si mangia :(
    • Tsukishiro Yukito scrive:
      Re: Per forza... sono tutti ottantenni
      - Scritto da: Gianni
      Che cosa ci si può aspettare da una classe
      politica con un'età media di 70-80
      anni?
      Non sanno neanche se l'ADSL è una cosa che si
      mangia
      :(Non è solo questione d'età.Prendi il Giappone. Età media di gran lunga superiore all'Italia e bassissima natalità.Eppure è un paese ipertecnologico, l'analfabetismo di ritorno non esiste (mentre in Italia è un flagello), è il paese in cui si leggono più giornali al mondo...Non è una questione d'età, ma di cultura. L'Italia è culturalmente arretrata. Anzi, non ha nemmeno una cultura.E' un paese di burini fieri di esserlo, dove gli obiettivi della vita sono avere la macchina più grossa e il cellulare più figo. Che pena.
  • picchiatello scrive:
    I numeri
    Qualsiasi numero e' malleabile e dirà tutto ed il contrario di tutto dipende da chi produca l'articolo "giornalistico"; la verità e' che in riferimento agli altri paesi europei, dell'ovest o dell'est noi siamo diventati trogloditi.Ogniuno prota acqua al proprio, datore di lavoro, parte politica, editore...Fortunatamente a mio avviso la maggior parte delle persone non ci crede piu'...anche se ancora applaude.
    • Mc Laden scrive:
      Re: I numeri
      - Scritto da: picchiatello
      Qualsiasi numero e' malleabile e dirà tutto ed il
      contrario di tutto dipende da chi produca
      l'articolo "giornalistico"; la verità e' che in
      riferimento agli altri paesi europei, dell'ovest
      o dell'est noi siamo diventati
      trogloditi.
      Ogniuno prota acqua al proprio, datore di lavoro,
      parte politica,
      editore...
      Fortunatamente a mio avviso la maggior parte
      delle persone non ci crede piu'...anche se ancora
      applaude.come non quotarti..ed infatti la realtà è proprio come l'hai descritta, nel mondo informatico è tutto fermo al caso, alla situazione del caso per poter avere qualche vantaggio, peccato però che, prima o poi, questo stato d'essere sarà trattato come al tempo di tangentopoli, per poi tornare tutto come prima, o quasi.
    • Abusivo scrive:
      Re: I numeri

      Fortunatamente a mio avviso la maggior parte
      delle persone non ci crede piu'...Io vorrei tanto credere a te invece...Ma purtroppo penso che di fronte all'inevitabile la gente si sforzi di credere a certe notizie, così la loro coscienza può farli resistere un altro po'.
  • Franz87 scrive:
    Praticamente analfabeti
    Dall'articolo: "Eppure, ai più precisi non era certo sfuggita una analoga ricerca sempre di Nielsen di solo 6 mesi fa nella quale il rapporto (in minuti di fruizione) fra Tv e Internet in Italia era di 239 a 58"Come da topic....fosse almeno libri vs internet....Visto che la TV è spazzatura al 95% mentre su internet qualcosa di buono si può ancora trovare (anche se nn è affatto facile) deduco che la gente nn vuole nemmeno accendere il cervello ancora prima del PC
  • Tsukishiro Yukito scrive:
    Che fare?
    I più pessimisti dicono che ormai è inutile e che non c'è molto da fare. Secondo me invece c'è ancora qualcosa da fare: emigrare .E se tutto va bene, il capodanno 2009 lo festeggerò in Olanda o Danimarca! 8)
    • Franz87 scrive:
      Re: Che fare?
      beato te......
    • Daniele P scrive:
      Re: Che fare?
      Io lavoro nell'IT in Olanda da 11 anni, e ti dico che anche lì il livello non è il massimo ... poi c'è un tempaccio, gli olandesi sono antipatici, ecc. Lo faresti solo per soldi. Vale la pena ?Ad ogni modo concordo con quanto dice l'articolo al 100%, l'Italia è un paese vecchio e retrogrado, la classe politica attuale è uno scandalo continuo e si preoccupassero meno di crocefissi e più di cose tipo la sicurezza del lavoro e il dare un futuro a questo paese, sarebbe davvero meglio. Ma è davvero tardi: credo ormai che dipenda da noi.
      • utonto scrive:
        Re: Che fare?

        Io lavoro nell'IT in Olanda da 11 anni, e ti dico
        che anche lì il livello non è il massimo ... poi
        c'è un tempaccio, dipende da dove arrivi :-)
        gli olandesi sono antipatici,ho vissuto in olanda ( Den haag) e non è proprio vero...e in friesland si sta anche meglio...
        ecc. Lo faresti solo per soldi. Vale la pena
        ?
      • Tsukishiro Yukito scrive:
        Re: Che fare?
        - Scritto da: Daniele P
        Io lavoro nell'IT in Olanda da 11 anni, e ti dico
        che anche lì il livello non è il massimo ... poi
        c'è un tempaccio, gli olandesi sono antipatici,
        ecc. Lo faresti solo per soldi. Vale la pena
        ?Il tempo non è il massimo rispetto all'Italia, è vero.Ma come mentalità mi trovo moooooolto meglio tra olandesi che tra italiani. Poi, dipende anche dalle zone.Ma gli italiani restano quasi sempre dei burini rompiballe, gli olandesi hanno una cultura media di gran lunga superiore e sono molto meno invadenti e permalosi. Evviva l'Olanda, dunque! 8)
      • Abusivo scrive:
        Re: Che fare?

        poi
        c'è un tempaccio, gli olandesi sono antipatici,
        ecc.Mi sembra di cogliere una punta di ironia...Se mi sbaglio, la notizia è che i cafoni sono sparsi in tutto il mondo (anche se in quella penisola pucciata nel Mediterraneo sembrano essercene di più) e che nell'Europa del nord sono arrivati gli ombrelli, insieme ad una vera banda larga.
    • utonto scrive:
      Re: Che fare?
      complimenti!due dei miei stati preferiti...in estate si sta troppo bene ( d'inverno un po meno.. ma non cosi tanto..)- Scritto da: Tsukishiro Yukito
      I più pessimisti dicono che ormai è inutile e
      che non c'è molto da
      fare.

      Secondo me invece c'è ancora qualcosa da fare:
      emigrare .
      E se tutto va bene, il capodanno 2009 lo
      festeggerò in Olanda o Danimarca!
      8)
      • Tsukishiro Yukito scrive:
        Re: Che fare?
        - Scritto da: utonto
        complimenti!

        due dei miei stati preferiti...
        in estate si sta troppo bene ( d'inverno un po
        meno.. ma non cosi
        tanto..)D'inverno si può venire in vacanza in Italia!! 8) 8)
    • Luigi C. scrive:
      Re: Che fare?
      Scusa ma ieri sera ho rivisto Matrix e mi sono lasciato trasportare un po'....comunque, che io sappia, i roditori antartici non hanno una cultura IT come la nostra...ciaooo!L.
      • MegaLOL scrive:
        Re: Che fare?
        - Scritto da: Luigi C.
        comunque, che io sappia, i roditori antartici non
        hanno una cultura IT come la
        nostra...I roditori antartici no, ma i criceti hanno già realizzato applicazioni AI piuttosto avanzate e i cincillà hanno scoperto come triplicare la larghezza di banda delle connessioni 802.11n.Le cavie sono un po' indietro nell'IT, in compenso sono all'avanguardia nella medicina: c'è sempre almeno una cavia in ogni laboratorio, e non è un caso.
    • Abusivo scrive:
      Re: Che fare?
      Anche Capodanno a Londra si lascia guardare ;)
Chiudi i commenti