Blu-ray? E' nato vecchio

Lo dice un ingegnere di punta di THX. Il futuro è nelle memorie flash: basta con dischi che si graffiano

Roma – Se un super-tecnico di THX, anzi il Chief Scientist dell’azienda votata alla creazione delle tecnologie che garantiscono l’alta fedeltà a video e audio, dice che il formato uscito vincitore dalla sfida dei supporti HD è roba vecchia, c’è da riflettere. Certo poi arriva la smentita dell’ufficio stampa, ma ormai la frittata è fatta.

Blu-ray? Roba vecchia... Tutto è successo per una intervista rilasciata da Laurie Fincham alla rivista Home Cinema Choice Magazine . Il giornalista chiede a Fincham cosa pensa di Blu-ray e delle sue chance di diventare il supporto video del futuro, ma la risposta non è proprio delle più diplomatiche: “Personalmente ritengo che ormai sia tardi per Blu-ray. Credo che i consumatori saranno interessati a sostituire il loro lettore DVD solo quando i film HD saranno disponibili su memoria flash. Chi ha bisogno di un altro supporto su disco?”.

Per Fincham è una questione di praticità : “In futuro ci porteremo dietro quattro o cinque film nel portafogli, oppure entreremo in un negozio e ci faremo copiare un film su un dispositivo USB”. Un’idea che potrebbe andare a genio anche ai distributori e ai negozianti: “Non ci sarà bisogno di tenere merce in magazzino, niente più scaffali riempiti di dozzine di dischi che rischiano di rimanere invenduti”.

Non che il Blu-ray non goda dei favori attuali del mercato: il problema, ribadisce Fincham, è il tempo che occorrerà al disco al laser blu per guadagnare abbastanza mercato. “Per quando il Blu-ray avrà davvero raggiunto il mercato di massa, ci saranno schede flash da 128GB”, spiega: come dire che i 50 gibabyte di Blu-Ray per allora sembreranno bazzecole . Inoltre, sempre secondo Fincham: “Credo sia più facile ipotizzare che gli studios decidano di distribuire i film sulle memory card o via download, piuttosto che firmare per legarsi ad un supporto disco”.

Immediato il clamore suscitato da queste dichiarazioni: qualcuno si domanda, visto che THX è stata fondata da George Lucas, se questo significa che Star Wars non finirà mai su un disco ad alta definizione. A raffreddare gli animi ci pensa Graham McKenna, delle pubbliche relazioni di THX: “I benefici apportati dal formato Blu-ray all’esperienza casalinga sono innegabili – recita un comunicato – Siamo attivamente impegnati a supportare il Blu-ray con le nuove tecnologie THX e altre iniziative”.

McKenna chiarisce che THX non fa distinzione tra i formati per la distribuzione: “In fondo, il compito di THX è migliorare la qualità dell’intrattenimento, a prescindere se venga ottenuta grazie ad un disco ottico, un download o altri tipi di media”. Questo sarebbe il vero significato delle parole di Fincham. Eppure quelli di Gizmodo.com non possono fare meno di domandarsi : ma Blu-ray è solo un formato palliativo, destinato a tamponare una fetta emergente del mercato, o è qui per restarci?

Luca Annunziata

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  • YlSXWDrpEfZ h scrive:
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  • Carlo scrive:
    Pura propaganda
    Niente meno di una pura e obsoleta propaganda a favore di punto informatico.'Il blog non è un giornale assoggettato alle (sacrosante) regole del giornalismo democratico moderno. Punto Informatico lo è.'E ancora...'Un esempio? Il giornale on line, che nasce nel mondo reale come giornale e pubblica anche online (o solamente - Punto Informatico è un giornale reale con direttore responsabile ma non stampa una pagina), ma è assoggettato al principio di autorità (e quindi di attendibilità, credibilità e responsabilità dell'informazione) del mondo reale, contrapposto al blog, che puo' essere anonimo, raccontare quello che vuole raccontare, insultare chi gli pare ed essere considerato come una opera di letteratura (se buona o mediocre saranno i lettori a deciderlo), ma nulla di più.'ahh Claudio ma cosa c... dici! ( scherzosamente per citare vagamente una frase della bon anima di Mario Brega) IMHO
  • emmeesse scrive:
    @Overtire
    Hai ragione.Scoperchiamo tutte le pentole che possiamo.Anche per cose che tu definisci stupide.Magari per altr^ sono meno stupide
  • Overture scrive:
    Internet è una massa di bit
    Che si incanalano lungo dei percorsi reali progettati e controllati da pochi.Per adesso, non esiste un reale, effettivo e pervasivo controllo di ognuno di questi bit (chi l'ha mandato, chi lo deve ricevere, cosa c'è scritto dentro, quando è stato mandato e perchè) non tanto perchè mancano le tecnologie (anche mancassero basterebbe segare la connessione a svariati milioni di persone e si libererebbero risorse utili al controllo) ma perchè manca l'effettiva volontà di controllare.Questa volontà per adesso non viene chiamata in causa solo perchè si pensa, si spera di riuscire a mantenere un certo equilibrio ma è una cosa che non ha una durata certa, indefinita perchè non possiamo dire quando finirà, ma comunque non infinita.La durata, la resistenza di questo equilibrio sarà tanto più lunga quanta sarà minore, trascurabile, la volontà di chi può esercitare veramente il potere di controllo.Se tutto un insieme di fattori spingerà questi pochi personaggi a cambiare atteggiamento non ci sarà alcun anonimato che terrà: legale, morale o tecnico.L'anonimato è bello perchè permette dire quello che si pensa senza rischiare troppo ma allo stesso tempo e per lo stesso motivo è brutto perchè ci sono individui che credono di poter abusare di questo scudo per sparare a zero senza avere motivi validi e/o prove certe.Questo atto di irresponsabilità perpetuato da tantissimi imbecilli alla lunga farà si che prima o dopo verranno fatte cadere tutte le barriere dell'anonimato.Ricordatevi che internet alla fin fine, a monte, è gestita da una manciata di nodi e lo stesso vale per le nazioni. Internet è paragonabile alla struttura di un albero: taglia/controlla i nodi importanti e l'hai messa in culo a tutti responsabili e non.
    • emmeesse scrive:
      Re: Internet è una massa di bit
      potrebbe aiutare?http://osiris.kodeware.net/http://www.anonet.it/wordPress/
      • Overture scrive:
        Re: Internet è una massa di bit
        Anonimizza finchè vuoi: passi sempre da pochi nodi controllabili. Rendi complessa la cifratura finchè vuoi: se serviranno risorse per il controllo segheranno il diritto alla comunicazione a molti e ne troveranno in abbondanza
        • emmeesse scrive:
          Re: Internet è una massa di bit
          molto possibile.Hai idee per evitare questa cosa sgradevole?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 marzo 2008 21.27-----------------------------------------------------------
          • Overture scrive:
            Re: Internet è una massa di bit
            L'ideale sarebbe una rete dove ogni client possiede una linea diretta e non intercettabile verso ogni possibile destinazione.Peccato solo che risulti praticamente impossibile da creare, economicamente insostenibile...In pratica si dovrebbero aumentare il numero di dorsali ma tanto chi le controllerebbe farebbe di nuovo il bello ed il cattivo tempo come adesso...L'unica soluzione praticabile è comportarsi con responsabilità. Se proprio si deve rischiare di perdere la libertà perchè si ha il coraggio di scoperchiare certe pentole almeno lo si faccia a ragion veduta per cose veramente importanti non per stupide diffamazioni
  • Santos-Dumont scrive:
    Non sono d'accordo
    Da "macluhaniano" credo che, siccome ogni mezzo modella l'essere umano e le sue percezioni in maniera differente, ciò che si rivela realmente schizofrenico è il voler separare l'essere umano dal suo nuovo (si fa per dire, c'è ormai da un pezzo!) sistema nervoso globale, ritenendo di poter distinguere la vita cosiddetta "reale" da quella "virtuale".La vita è unica, ed è del tutto fisiologico cercare una mediazione tra sistemi nuovi e antichi di percezione e integrazione delle conoscenze. Il mondo esterno continuerà a perseguire il controllo, illudendosi di poter applicare paradigmi antichi alle nuove tecnologie; queste ultime, da parte loro, continueranno com'é nella loro natura a modificare irreversibilmente il nostro modo di percepire e organizzare la realtà.E' una guerra persa in partenza, quella dei dinosauri abbarbicati ai mezzi superati del passato. Requiescant in pace, una prece . ;)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 marzo 2008 22.58-----------------------------------------------------------
    • emmeesse scrive:
      Re: Non sono d'accordo
      Ti chiedo scusa,ho riletto 5 volte il tuo post...E non ho capito un granche'...Ti spiacerebbe rispiegarmelo con parole da utonto?Non e' ironia, credo che tu abbia qualcosa di interessante da dire, ma -giuro- non ho capito...
    • emmeesse scrive:
      Re: Non sono d'accordo
      Pero ci provo lo stesso.Premetto che la mia conoscenza di McLuhan sta in una paginetta di wikipedia...http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhanquindi perdonami se dico scioccaggini.Parto da questa frase di wiki (ibidem) su cui strutturo la mia risposta. "Fra le tesi più illuminanti, quella per cui ogni nuova tecnologia (cut), esercita su di noi una lusinga molto potente, tramite la quale ci ipnotizza in uno stato di "narcisistico torpore". Se non abbiamo gli anticorpi intellettuali adatti, questo capita appena ne veniamo in contatto, e ci porta ad accettare come assiomi assoluti, le assunzioni non neutrali intrinseche in quella tecnologia. Se invece riusciamo a evitare di esserne fagocitati, possiamo guardare quella tecnologia dall'esterno, con distacco, e a quel punto riusciamo non solo a vedere con chiarezza i principi sottostanti e le linee di forza che esercita, ma anche i mutamenti sociali diventano per noi un libro aperto, siamo in grado di intuirli in anticipo e (in parte) di controllarli. (pp. 19-20)"Internet ormai e' maggiorenne, lo scontro tra reale e virtuale e' uno scontro tra dinosauri del pensiero.Ho capito?SE, ho capito quello che intendi (ovvero che la naturale evoluzione -quasi fisiologica- della comunicazione e' destinata a muoversi verso altre forme e Internet e' ormai superato)Allora concordo con te.SE, ho capito quello che intendi (ovvero che -come il Tao- la via/ la vita e' unica ed e' nella sua naturale evoluzione un oscillare tra una Yin ed uno Yang, e questo avviene anche per le tecnologie cognitive come Internet)Allora concordo con te.MA SE, ho capito quello che intendi (ovvero che e' poco importante difendere o anche solo discutere certe IMHO necessarie distinzioni, perche' e' un discorso superato)Allora NON concordo con te. Non mi importa se la frontiera della comunicazione ha gia' superato il medium Internet/Web... No. Prima di tutto Internet deve conquistarsi la Sua Indipendenza. Sempre IMHO.La liberta' di Internet (bada ben -non del Web-) deve ancora realizzarsi, partendo dalle sue Carte Costituenti: Jargon/Davos et similia.La legislazione nasce dalle consuetudini.Continuo a concepire Internet un non-luogo che ha diritto di esistenza parallela..Ora, se fossi sicuro di avere capito quello che intendipartirei con una filippicache concluderei con queste parole:"...per la liberta' di chi la vuole - e siccome non ha mai fatto danni, la merita"Ma poi magari non ho capito un @zzo, e che figura ci faccio?:-)Ciao e grazie per la pazienza
  • RNiK scrive:
    Jargon File in italiano
    Seguendo l'articolo di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Jargon_File) ho raggiunto la traduzione italiana del Jagon File (http://jhanc.altervista.org/jargon/Intro.html) ma ci sono diversi errori già nel primo capitolo ( "dei hacker" anziché "degli hacker" , "avete la cortesia" anziché "abbiate la cortesia" , ecc...).Chi segue la localizzazione in italiano? Non sono riuscito a trovare riferimenti.
    • emmeesse scrive:
      Re: Jargon File in italiano
      Temo che la localizzazione in Italiano sia quella li. Il Jargon era (in Italia) roba per quei pochi acari di buona volonta' che hanno popolato Internet nella prima ora. Poi e' arrivato il Web di massa.
  • MarcoFr scrive:
    no, mi sono perso
    .... sarò stanco ma mi sono perso nella differenza tra web e internet
    • Spike1 scrive:
      Re: no, mi sono perso
      - Scritto da: MarcoFr
      .... sarò stanco ma mi sono perso nella
      differenza tra web e
      internetNiente di più facile: rileggi, con maggiore attenzione, quando sarai riposato.Internet è il mezzo di trasporto delle informazioni (mi metto in auto e lei, tramite i miei comandi, mi porta a Milano, per mezzo della strada).La Rete è ciò che costituisce Internet (il mezzo di trasporto: l'auto + l'infrastruttura = la strada o l'autostrada <
      (ADSL) :) ).Il Web è il luogo virtuale in cui, tu ed io, parliamo di queste differenze i un forum (un luogo di incontro reale fino al monitor (e Milano), in cui io e te, tuttavia, esprimiamo pensieri, vediamo il duomo e parliamo di donne). Tu, io e Milano siamo reali ma quello di cui parliamo è virtuale: puri pensieri trasformati in parole che fanno comunicazione e, magari, arricchimento culturale reciproco.Il discorso dell'articolo è sottile come un capello di un bimbo biondo ma è dominato da una logica brillante e impeccabile.
      • anonima sempre scrive:
        Re: no, mi sono perso
        - Scritto da: Spike1
        - Scritto da: MarcoFr

        .... sarò stanco ma mi sono perso nella

        differenza tra web e

        internet

        Niente di più facile: rileggi, con maggiore
        attenzione, quando sarai
        riposato.

        Internet è il mezzo di trasporto delle
        informazioni (mi metto in auto e lei, tramite i
        miei comandi, mi porta a Milano, per mezzo della
        strada).

        La Rete è ciò che costituisce Internet (il mezzo
        di trasporto: l'auto + l'infrastruttura = la
        strada o l'autostrada <
        (ADSL) :)
        ).

        Il Web è il luogo virtuale in cui, tu ed io,
        parliamo di queste differenze i un forum (un
        luogo di incontro reale fino al monitor (e
        Milano), in cui io e te, tuttavia, esprimiamo
        pensieri, vediamo il duomo e parliamo di donne).
        diciamo che siamo a livello dei neuroni del cervello, fintanto che non traduci in parole, vibrazioni delle molecole dell'aria, rimane una cosa "virtuale"
        Tu, io e Milano siamo reali ma quello di cui
        parliamo è virtuale: puri pensieri trasformati in
        parole che fanno comunicazione e, magari,
        arricchimento culturale
        reciproco.
        quando c'è la trasformazione in parole metti in moto qualcosa che interagisce fra più persone e cose col possibile "effetto farfalla"
        Il discorso dell'articolo è sottile come un
        capello di un bimbo biondo ma è dominato da una
        logica brillante e
        impeccabile.in sostanza definisce "internet" come gioco, fine a se stessa, riservata al "cervello collettivo" e pertanto circoscritto e non materiale quindi fin che "si scherza si scherza" ma appena fuori dal gioco c'è la realtà e tornando a Wikipedia tutto stà se si vuole che sia un gioco o una realtà.
        • nononloso scrive:
          Re: no, mi sono perso
          - Scritto da: anonima sempre
          in sostanza definisce "internet" come gioco, fine
          a se stessa, riservata al "cervello collettivo" e
          pertanto circoscritto e non materiale quindi fin
          che "si scherza si scherza" ma appena fuori dal
          gioco c'è la realtà e tornando a Wikipedia tutto
          stà se si vuole che sia un gioco o una realtà. Mamma mia... come sempre con le false premesse si può sostenere qualunque cosa.Gioco e realtà stanno su due piani differenti e non sono mutualmente esclusivi. Una cosa può essere un gioco o non essere un gioco e contestualmente può essere reale o non essere reale.Che confusione che devi avere in testa :S
          • anonima sempre scrive:
            Re: no, mi sono perso
            - Scritto da: nononloso
            - Scritto da: anonima sempre

            in sostanza definisce "internet" come gioco,
            fine

            a se stessa, riservata al "cervello collettivo"
            e

            pertanto circoscritto e non materiale quindi fin

            che "si scherza si scherza" ma appena fuori dal

            gioco c'è la realtà e tornando a Wikipedia
            tutto

            stà se si vuole che sia un gioco o una
            realtà.

            Mamma mia... come sempre con le false premesse si
            può sostenere qualunque
            cosa.

            Gioco e realtà stanno su due piani differenti e
            non sono mutualmente esclusivi. Una cosa può
            essere un gioco o non essere un gioco e
            contestualmente può essere reale o non essere
            reale.

            Che confusione che devi avere in testa :Squoto, non è che ho le idee molto chiare, forse è perché sono materialista, una cosa o è tangibile o è miraggio, se mi dai "per gioco" un pugno sul naso e mi rompi il setto nasale dipende dove lo fai perché se è in SL andiamo a ballare ma se è al bar sotto casa mi devi accompagnare all'ospedale, sarà sempre un "gioco" ma se arrechi un danno materiale non è che ti puoi appellare al virtuale, ora se un blog racconta barzellette è un gioco ma se pretende di raccontare, come tanti fanno o cercano di fare, una situazione, di dare informazioni mi pare non sia più un gioco, non fosse altro che perché influenza le mie cognizioni e di conseguenza il mio comportamento ........ altrimenti non crediamo più a nessuno e finiamo all'età della pietra visto che anche le discipline scientifiche sono "altro da me", non posso sperimentarle tutte personalmente :-) come vedi non è che ho idee molto chiare, anzi sono poche e ben confuse.
          • emmeesse scrive:
            Re: no, mi sono perso
            Vero. Ma siamo noi lettori che pretendiamo che il blogger abbia una credibilita'. Siamo noi che attribuiamo a quella fonte la credibilita' e l'autorevolezza che pretendiamo dalle fonti di informazione del mondo "reale". Il blogger puo dire le cazzate che vuole, ma sono i lettori che decidono a priori che quello che li e' scritto e' "autorevole".Wikipedia idem. Io diffiderei di un lavoro scientifico che tra le sue fonti pone wikipedia. Wikipedia non ha mai preteso di essere aurorevole, i wikipedofili (suona male in effetti, diciamo i "fan di wikipedia"...) attribuiscono a questo utilissimo strumento per piccole ricerche casalinghe il valore che puo' avere una enciclopedia "reale", ma wikipedia NON LO E'.Internet e' solo virtuale. Solo che noi siamo ormai abituati a confrontarci col Web dove il reale (il giornale on-line che deve rispondere di quanto dice) si mescola col virtuale (il blogger di turno che afferma che Berlusconi e' il capo degli extraterrestri che vogliono invadere la terra...) e cosi' si pretende che il blogger debba rispondere di quello che viene affermato (persino nei post di commento, secondo alcune belle menti) nel suo insignificante foglietto on-line. (insignificante non perche' di scarso valore, ma in quanto non puo' portare significante con se IN QUANTO VIRTUALE)Poi per confonderci di piu le idee ci vengono a dire che i terroristi usano la Rete per comunicare. Epperdiana, sicuramente qualche telefonata la fara' anche Bin Laden, no?Tutta questa confusione serve a mantenere sotto controllo la anarchica diffusione di contatti ed informazioni che circolano in Internet che deve rimanere anonima per potere essere quella che e' sempre stata e sempre dovrebbe essere: una agora' virtuale dove nulla e' reale. Dove le informazioni viaggiano in tutti i sensi ma nessuna e' certa.E per chiarire meglio: l'e-commerce fa parte del Web. Non di Internet.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 marzo 2008 18.05-----------------------------------------------------------
          • nome scrive:
            Re: no, mi sono perso
            trollalero trollala'... avete montato un caso sul nulla oppure avete cercato un caso da montare (come dei professorini che hanno bisogno di qualche argomento da insegnare/argomentare). Una volta si sarebbe detto "sesso degli angeli". Internet e' un mezzo. Mezzo ok? Il web e' una infrastruttura utilizzata dal mezzo che viene utilizzato da chi puo' compiere azioni. Chi compie azioni compie anche reati pertanto spero.... che vi diano 1000 anni di galera reale per tutta la banda che avete sprecato sinora. Tornare a terra no ogni tanto ????
          • emmeesse scrive:
            Re: no, mi sono perso
            a terra ci siamo tutti.Suggerisci idee.
  • dont feed the troll scrive:
    che dire?
    Bellissimo.
  • gino landi scrive:
    voglio fumare la stessa cosa che fuma
    se uno ruba una carta di credito e spende su internet, avoglia se il reato è reale!voglio fumare la stessa cosa che fuma lui!!!
    • dont feed the troll scrive:
      Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
      - Scritto da: gino landi
      se uno ruba una carta di credito e spende su
      internet, avoglia se il reato è
      reale!

      voglio fumare la stessa cosa che fuma lui!!!della serie: non capire una ceppa, ma intervenire lo stesso.
    • emmeesse scrive:
      Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
      Si ma lo fa sulla Rete. Non in Internet. Il reato e' reale ma non ha nulla a che vedere con Internet (nelle discutibile tripartizione che ho ipotizzato)
    • fra martino scrive:
      Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
      che fai, ciurli nel manico? credi sul serio che il download p2p equivalga a rubare un'opera?
      • MarcoFr scrive:
        Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma

        credi sul serio che il download p2p equivalga a
        rubare
        un'opera?Non sono un fan del p2p e... sì... io effettivamente sì... finora ho sempre considerato il download p2p equivalente al furto di un opera, ma sono lieto di sentire il tuo punto di vista... mi puoi suggerire qualche link o dirmi la tua per favore?(stiamo andando OT?)Marco
        • emmeesse scrive:
          Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
          No, nessun OTNon esiste uno straccio di documento che comprovi la pretesa delle major del famoso "mancato guadagno" (fatti un giro sul sito del partito pirata per documentazione http://www.partito-pirata.it )Non un autore (augmentum, torniamo all'etimo) ma un creatore riconosciuto (l'artista) i Internet non c'e' furto ma condivisione.
          • MarcoFr scrive:
            Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
            bene grazie del link, mi faccio in giro- Scritto da: emmeesse
            No, nessun OT

            Non esiste uno straccio di documento che comprovi
            la pretesa delle major del famoso "mancato
            guadagno" (fatti un giro sul sito del partito
            pirata per documentazione
            http://www.partito-pirata.it
            )

            Non un autore (augmentum, torniamo all'etimo) ma
            un creatore riconosciuto (l'artista) i Internet
            non c'e' furto ma
            condivisione.
        • Africano scrive:
          Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
          - Scritto da: MarcoFr

          credi sul serio che il download p2p equivalga a

          rubare

          un'opera?

          Non sono un fan del p2p e... sì... io
          effettivamente sì... finora ho sempre considerato
          il download p2p equivalente al furto di un opera,
          ma sono lieto di sentire il tuo punto di vista...
          mi puoi suggerire qualche link o dirmi la tua per
          favore?

          (stiamo andando OT?)
          Marcose vendi a 1£ un qualunque prodotto digitaleio lo scarico e lo masterizzo in 1 miliardo di copietu hai un mancato guadagno di un miliardo di €?
          • MarcoFr scrive:
            Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma

            se vendi a 1£ un qualunque prodotto digitale
            io lo scarico e lo masterizzo in 1 miliardo di
            copie
            tu hai un mancato guadagno di un miliardo di
            €?bhe, apparentemente sì, se un miliardo di persone si prendono quelle copie. Magari quel miliardo non l'avrebbero comprato il prodotto, ma tra loro, magari ce ne era un milione che lo avrebbero fatto. (non che io la pensi così, ma è così che ti si potrebbe facilmente controreplicare)
          • Africano scrive:
            Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
            - Scritto da: MarcoFr

            se vendi a 1£ un qualunque prodotto digitale

            io lo scarico e lo masterizzo in 1 miliardo di

            copie

            tu hai un mancato guadagno di un miliardo di

            €?

            bhe, apparentemente sì, se un miliardo di persone
            si prendono quelle copie. Magari quel miliardo
            non l'avrebbero comprato il prodotto, ma tra
            loro, magari ce ne era un milione che lo
            avrebbero fatto.


            (non che io la pensi così, ma è così che ti si
            potrebbe facilmente
            controreplicare)rispondi come la pensi tu, come se parlassimo effettivamente di cose tue e quindi la tua opinione contasse molto più di quella di chiunque altroun milardo di copie e senza se e magari, ancora non ho deciso esattamente che ci voglio farestai cominciando a sbatterti la testa al muro per aver perso un miliardo di €?
          • MarcoFr scrive:
            Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma



            tu hai un mancato guadagno di un miliardo di


            €?

            bhe, apparentemente sì, se un miliardo di
            persone

            rispondi come la pensi tu, come se parlassimo
            effettivamente di cose tue e quindi la tua
            opinione contasse molto più di quella di chiunque
            altroeh, no, io mica ho ancora un opinione, me ne devo fare una... :-) per questo ti ho fatto quella domanda.
            un milardo di copie e senza se e magari, ancora
            non ho deciso esattamente che ci voglio
            fare
            stai cominciando a sbatterti la testa al muro per
            aver perso un miliardo dieuro?Bhe, direi che fino a questo punto no, nessuno ci ha perso nulla...
          • Africano scrive:
            Re: voglio fumare la stessa cosa che fuma
            - Scritto da: MarcoFr



            tu hai un mancato guadagno di un miliardo di



            €?


            bhe, apparentemente sì, se un miliardo di

            persone


            rispondi come la pensi tu, come se parlassimo

            effettivamente di cose tue e quindi la tua

            opinione contasse molto più di quella di
            chiunque

            altro

            eh, no, io mica ho ancora un opinione, me ne devo
            fare una... :-) per questo ti ho fatto quella
            domanda.la mia opinione è molto semplice e proverò a comunicartelada sempre l'economia ha avuto delle regole necessariesi può fare mercato di un bene a disponilibità limitata e per la produzione che si controllacoll'avvento del digitale delle tue copie se ne possono fare quante se ne voglionoe il bello è che pubblicata una copia non serve neppure più il tuo interventonon solo hai prodotto una copia che può essere replicata senza limitima non sei solo tu a poterlo fare anzi tuttie costa pure zero farloin queste condizioni gran parte dei calcoli buoni prima dell'avvento del digitalese ne vanno in qualche malfamato bar di caracasin più un mercato ha il vizio di premiare chi producee se ti metti a dire che solo tu puoi fare o autorizzare le tue copieda produttore passi a distruttoreche di solito stanno parecchio antipaticie non conviene che apri bottega se il tuo sorriso atterisceperchè se non tutti e subito, presto e molti scopriranno il tuo sporco gioco


            un milardo di copie e senza se e magari, ancora

            non ho deciso esattamente che ci voglio

            fare

            stai cominciando a sbatterti la testa al muro
            per

            aver perso un miliardo dieuro?

            Bhe, direi che fino a questo punto no, nessuno ci
            ha perso
            nulla...io sìmi ero fidato che avevi un tesoroe avevo in programma di chiederti un riscattoe ora mi ritrovo con un miliardo di immondiziae senza un bolivar da spendere al barti rendi conto in che pasticci mi hai messo?ora convinci tu anunciacion a farmi credito? :@
  • Gab scrive:
    Questo ha bevuto
    Il Web è tanto reale quanto le ragazzine vittima di video pedoporno. E' tanto reale quanto i libri, scannerizzati, pubblicati contro la volotà del loro REALE autore. E' tanto reale quanto un'email di un terrorista ad un altro. Quanto due terroristi che si incontrano su second life per discutere del piano di sterminio.Non saranno tre definizione (discutibili) a fare la differenza tra il reale ed il virtuale.
    • emmeesse scrive:
      Re: Questo ha bevuto
      Le vittime dei video pedoporno sono reali.Il presunto colpevole di diffusione di materiale pedopornografico che pensava di scaricare e condividere via P2P l'ultima distro di Debian e' "virtualmente" colpevole. E' colpevole per i giornalisti che commentano l'ennesima retata: "850 indagati per diffusione di materiale pedopornografico! Tra essi anche l'assessore Paglianti."(e tutti, leggendo la notizia sul giornale, invocano maggiore rigore contro Internet, luogo esecrando ed esecrabile...)Il terrorista che invia una mail e' reale, ma utilizza il mezzo tecnico (Rete) per una azione che ha esito nel mondo reale. Avrebbe potuto usare la stessa Rete per fare una telefonata od inviare un fax... Non c'entra Internet. (a parte il fatto che non credo che un terrorista sia cosi pirla da usare l'email, ma vabbe'...)I due terroristi che si incontrano su Second Life possono essere solo una invenzione di giornalisti in cerca di scoop (e qui non siamo piu' nel "virtuale" ma nel "demenziale" che e' una altra categoria dello spirito.)Comprendo di non essere stato chiaro, quello che intendo dire e' che nella (discutibilissima, ma non ho trovato nulla di meglio) tripartizione da me eseguita e' importante vedere BENE la distinzione tra comportamenti che hanno influenza sul mondo reale e comportamenti essenzialmente legati alla "virtualita' " e alla "mutevolezza" tipica di Internet, che e' fluido, privo di una autorita' centrale e per sua stessa natura privo di valori univoci.Ed e' altrettanto importante capire bene che il fatto di usare la Rete per inviare un messaggio contrario alla legge (mail, telefono, telegrafo, sms, fax...) non ha nulla a che vedere con Internet (anche se il supporto fisico e' lo stesso)Cmq si, una birra me la sono bevuta. :-)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 marzo 2008 15.52-----------------------------------------------------------
  • Anonymous scrive:
    questo articolo fa schifo!
    no, non è vero :)volevo solo andare contro corrente...peccato che Nilok non ci omaggi col bollini di garanzia però :(
  • Francesco scrive:
    La semplice virtualità
    Complimenti per la spiegazione. A parer mio vige più che mai il teorema di Thomas:"Una cosa è reale se è percepita reale nelle sue conseguenze".
  • error404 scrive:
    No, questa non è davvero una pipa
    Sarà merito anche della formattazione della pagina, ma il testo di Claudio raggiunge levature poetico-filosofiche notevoli. Anche se ciò fosse inconsapevole (ma non credo), non toglierebbe nulla al risultato.
  • Mah scrive:
    Mah
    Le definizioni di Rete, Internet e Web fornite nell'articolo sono totalmente arbitrarie e strettamente strumentali agli sproloqui che seguono.Bello inventarsi i presupposti e poi sragionarci sopra, eh?Complimenti :D
    • emmeesse scrive:
      Re: Mah
      Si sono totalmente arbitrarie, e' solo un tentativo per definire una koine' ed evitare di fraintendersi su i termini.Poi e' probabile che sia solo uno sragionare il mio: nel qual caso non perdere ulteriore tempo con il mio non-ragionamento :-)
  • Spike1 scrive:
    Brillante!
    E... anche stracolmo di argomenti oltremodo logici.Mentre leggevo l'ultima parte mi figuravo un poliziotto in una sala cinematografica che estrae il suo distintivo per arrestare il personaggio protagonista del film, intimandogli di scendere dallo schermo, poiché sorpreso in flagranza di reato. (Autorità espressa in un contesto virtuale, nonché luogo fisico in cui il policeman non può, e non deve, agire né interagire con l'uso della sua autorità, a meno che la sua autorità non sia - parimenti - virtuale .
  • Stefano614 scrive:
    Virtuale ?
    Concordo sul fatto che ci dovrebbe essere un nuovo approcio verso queste tecnologie vista la loro diffusione e le loro peculiarità, tuttavia non condivido coloro i quali sostengono che internet sia un "un mondo" anarchico per propria natura. Che significa "Virtuale" ? Non ancora realizzato concretamente.. Il mondo dei pensieri è virtuale, ma nel momento in qui li realizzo smettono di essere tali ed entrano nel "mondo reale"Se ordino un plasma da 50 pollici via internet dopo qualche tempo un omino viene a bussarmi alla porta con un grosso scatolone, questa è la realtà pur essendo stata originata in un luogo virtuale..Se assoldo un killer via internet come pare si usi fare adesso in america. Questo fa il "lavoro", qualcuno verra ucciso.. questo è reale non virtuale.Per quanto sia un luogo virtuale le ripercussioni nel mondo reale ci sono eccome, al di là di tutti i discorsi internet è un mezzo che puo essere usato in maniera costruttiva o distruttiva e servono comunque strumenti per tutelare le persone da comportamenti illeciti tenuti in essa.SalutiStefano-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 marzo 2008 07.49-----------------------------------------------------------
    • emmeesse scrive:
      Re: Virtuale ?
      Per questo ho distinto tra Rete, Internet, Web (con definizioni arbitrarie, come mi viene fatto notare) Se tu ordini un TV Plasma o cento chili di cocaina, o l'eliminazione fisica di una persona usando la Rete, magari tramite l'interfaccia "web" agisci da mondo reale a mondo reale. Se invece ordini ad un tuo killer in second life la esecuzione sanguinaria di un altro avatar in second life, agisci sul virtuale... Sono di corsa ma ben disposto a chiarire meglio la questionelascio anche indirizzo mail per chi fosse interessato a discutere al di fuori delle colonne di PIossex punto blogspot at gmail punto com
  • mik.fp scrive:
    Commozione
    Bravo. Sono sinceramente commosso. E che cazzo... non sono solo in questo mondo.L'unica cosa su cui vorrei che riflettessi (e eventualmente discutere, se risponderai) è su quel "accettarlo come altro da se". Sei sicuro che sia "altro da se"? Perchè Rete, Internet e Web sono SEMPRE e COMUNQUE fatti da uomini, riempiti da ciò che gli uomini pensano, e soggetti a ciò che è l'uomo. Io credo non sia corretto dire che è "altro da se"; probabilmente sei stato tratto in inganno dalle questioni anagrafiche. Al momento ci sono 3,5 generazioni di vivi:- (0,5) nati con il telefono in mano al quale dopo un po' si è aggiunto il telecomando;- (1) nati con telefono e telecomando in mano, ai quali dopo un po' si è aggiunta la tastiera;- (1) nati con telefono, telecomando e tastiera in mano, a cui dopo un po' si è aggiunta Internet;- (1) nati con telecomando, tastiera, Internet e cellulare...Ognuna di queste generazioni comunica in modo diverso; ha una percezione diversa della realtà; diversità che è sfumata, non discreta (non nasciamo tutti in blocco ogni 25 anni); e la differenza di percezione (chiamiamola "accelerazione") è aumentata nel tempo (ie: più velocemente che in passato). Le 5 alte cariche dello stato attualmente fanno in media 74 anni (sono quelli dello 0,5): troppo vecchi per capire... e nonostante tutto non si schiodano dalle poltrone... Capito cosa voglio dire? Non sono le istituzioni a dover considerare la Rete/Internet/Web come "altro da se"; ma i vecchi a doversi rendersi conto che... "Retire, retirement" ( http://blog.alessandrostagni.com/2008/03/pensionare-le-p.html ); ovvero che abbiamo bisogno di loro, ma non sulle poltrone. Se non schiodano, se continuano a legare la propria percezione delle cose alle istituzioni, ci saranno sempre più persone a pensare che le istituzioni sono "altro rispetto a Internet" e infine, con molta sofferenza e violenza, si faranno delle nuove istituzioni. Ma Internet, rispetto alle istituzioni, non è "altro"... è "altro" solo rispetto ai vecchi obsoleti e incapaci che attualmente occupano le istituzioni (e proprio a sottolineare che non tutti i vecchi sono obsoleti e incapaci; c'e' una Casta che li disonora tutti, e non se lo meritano).
    • emmeesse scrive:
      Re: Commozione
      Si, comprendo il tuo punto di vista. Ma mi riservo di rispondere nel pomeriggio (adesso sono in ufficio -reale- e vorrei evitare un cazziatone -reale- per cazzeggiamenti miei in orario di lavoro.) :-)
    • emmeesse scrive:
      Re: Commozione
      Ok, uscito dall'ufficio.quando dicevo "altro da se" mi riferivo ad "altro dal mondo reale".Nel mondo reale una azione o una affermazione, una volta compiuta e' compiuta. Non si torna indietro. (lo so che ci sono politici capaci di affermare e smentire una cosa a distanza di poche ore... ma non e' la stessa cosa)In Internet nulla e' per sempre. Posso modificare o fare sparire un mio post sul mio blog anche a distanza di anni. Posso editare wikipedia, posso modificare la mia identita' sessuale. In Internet non c'e' nulla di reale. Tutto e' virtuale. Tutto quello che avviene all'interno di Internet e' esclusivamente virtuale. Quello che invece tramite la Rete avviene nel mondo reale (la famosa mail del terrorista) e' ahime', reale. Narrare di un amore pedopornografico magari pure omosessuale non e' compierlo, altrimenti Thomas Mann sarebbe dovuto finire in galera per avere scritto "Morte a venezia".Internet ha lo stesso grado di realta' di un romanzo. Internet per sua natura e' composto da pacchetti di bit che viaggiano lungo la Rete e possono venire rappresentati dal Web. Questi pacchetti di bit circolano ovunque, vengono scambiati con i piu' vari protocolli, il loro eventuale controllo ha senso solo per i provider che fanno traffic shaping per evitare che il loro VoIP venga intasato da il mulo.Il non-mondo di Internet e' altro dal mondo reale. Il documento di Davos e' un documento fondante per il non-luogo Internet (per chi non lo ha letto: http://www.cattivelli.net/direti/barlow.htm secondo me e' sempre valido...); e il mondo reale, la giurisprudenza del mondo reale, la politica del mondo reale dovrebbero tenerne conto, come di una magna charta di Internet.Per quanto riguarda le differenze di eta, si esse fanno la differenza. E' probabile, ma non del tutto certo, che le generazioni piu' anziane abbiano maggiori difficolta' a capire il "mezzo tecnico", ma forse, avendo tali generazioni combattuto contro dittature e aiutato a fare nascere la Costituzione, dovrebbe essere piu' facile per loro comprendere che Internet non e' su questa terra. E' un altrove con le sue leggi, le sue caratteristiche e si e' sempre saputo autoregolamentare molto bene.Scherzando potrei dire che in principio c'era la Rete, e la gente telefonava. Poi venne Internet, e dentro c'era Calamari, infine venne il Web, dove Mafe cerca di vendere abbonamenti a Sky via twitter, Matteo Flora viene pagato da Mafe per evitare che Calamari (stufo delle strategie di marketing di Mafe) la plonghi e Frattini ci vuole convincere che l'Autorita' deve vigliare affinche' non si evochi il mostro terrorista quando Matteo spiega come eludere i controlli di polizia... Ma ti pare serio? (chiedo scusa ai diretti interessati, ma mi pareva divertente)Internet non esiste. e'una convenzione che non agisce sul mondo reale.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 marzo 2008 17.32-----------------------------------------------------------
      • mik.fp scrive:
        Re: Commozione
        Oddio... qui di carne al fuoco ne hai messa parecchia. Spelucchio qui e lì per "diminuire i volumi" (il msg e' chiaro). Tieni sempre presente che le mie non sono critiche alla tua percezione delle cose espressa nell'articolo... sono "dubbi che credo sia utile discutere apertamente"... solo quelli.
        quando dicevo "altro da se" mi riferivo ad "altro
        dal mondo
        reale".
        Nel mondo reale una azione o una affermazione,
        una volta compiuta e' compiuta. Non si torna
        indietro.
        In Internet nulla e' per sempre.
        non c'e' nulla di reale. Tutto e' virtuale.
        Internet ha lo stesso grado di realta' di un
        romanzo.
        Internet non esiste. e'una convenzione che non
        agisce sul mondo
        reale.E dimmi... la paralisi pressochè totale dell'industria dei contenuti (e non solo) e' virtuale anch'essa? Hai idea di quanti malanni della società discendono dall'incapacità di sostenere economicamente l'evoluzione intellettuale, artistica e scientifica umana? Pensa ad esempio agli OGM:- da un lato sono strettamente necessari a nutrire una popolazione globale spaventosamente crescente;- dall'altro lato sono una schiavitù globale pericolosissima nei confronti delle società che hanno fatto ricerca e ottenuto piante fenomenali che permettono di fare veri e propri miracoli.E' quindi necessario - perchè gli OGM sono necessari - trovare un modo per non permettere a queste società di imporre un lock-in per controllare la tecnica che hanno prodotto ma... se non hanno il lock-in come fanno a rientrare dei capitali spesi per trovare quella tecnica? O trovi un modo di sostenere quella produzione intellettuale, o trovi un modo per tenerti il pisello nei pantaloni (impossibile a meno di castrazione, lobotomia, etc), o... si muore."Da lì in giù" (forse quello e' il caso più urgente da risolvere, ma se vai a vedere le diatribe paulwineguy-blogbabel, o rai-youtube o mediaset-sky) c'e' sempre lo stesso identico problema... e tutti i mal di testa, le difficoltà di essere pagati per il nostro lavoro di informatici (e più in generale di esseri pensanti), i vivinc che ne derivano, gli psicofarmaci che ne derivano, le famiglie che si sfasciano per problemi economici, le leggi mostruose, etc. beh... credimi... sono reali.Scrivi codice con una comunità... o chatta e innamorati... o qualsiasi altra interazione mediata da una macchina tramite Internet... e' finto? Non stai condividendo nulla? Eppure quel software poi funziona... eppure quella tipa magari poi te la trombi...In sostanza: un conto e' dire che Internet e' diversa da ciò che c'era prima, un conto e' dire che Internet e' cosa a se stante rispetto alla realtà.In internet esistono delle cose finte (Second Life) e delle cose verissime (i pensieri, le emozioni, l'arte, le idee); la sola differenza e' che in Internet non ci sono cose materiali... la materia si ferma alla Rete. Ma materiale e immateriale sono intimamente connessi. Lo puoi "vedere" nei neuroni, nelle antenne (nei dipoli), nelle interazioni atomiche. Materia, Energia, Informazione sono collegate tra loro. Non puoi separarle dicendo che l'informazione e' finta... secondo te cos'e' che muove i tuoi neuroni? Da dove vengono i tuoi pensieri? Perchè quando c'e' penuria di risorse ci facciamo la guerra, colonizziamo, scleriamo? L'informazione e' modulata e modula il resto.
        Internet per sua natura e' composto da
        pacchetti di bit che viaggiano lungo la Rete e
        possono venire rappresentati dal Web. Questi
        pacchetti di bit circolano ovunque, vengono
        scambiati con i piu' vari protocolli, il loro
        eventuale controllo ha senso solo per i provider
        che fanno traffic shaping per evitare che il loro
        VoIP venga intasato da il
        mulo.Non e' così. La capacità trasmissiva e' una risorsa abbondante, non scarsa:- rame (situazione attuale): fino a 50mbit;- fibra: nei laboratori raddoppia ogni 6 mesi e, anche rimanendo solo su ciò che e' già commercializzato, per passare da un ordine di grandezza ad un altro - 100mbit-
        1gbit - occorrono al più 50 euro (bisogna cambiare solo gli illuminatori agli estremi, il "cavo" rimane lo stesso!);- wireless: la via obbligata è quella di diminuire la potenza di trasmissione delle singole radio (e' una questione che discende da shannon-nyquist, limite fisico invalicabile, unito al naturale aumento dei terminali wireless); su quella strada, cambiando il modello di gestione delle frequenze (cfr. wimaxlibero.org), e' possibile fare si che giocando con il riuso spaziale e il riuso temporale si possa fare in modo che ogni client abbia TUTTA la capacità trasmissiva oggi suddivisa tra i client che condividono lo stesso canale: aumenta la capacità trasmissiva totale invece di diminuire quella individuale. Banda individuale massima, banda totale infinita. Guardati i miei articoli di settembre 2006 (TLC Revolution) e i relativi commenti... alcuni lettori mi hanno fatto faticare nei commenti... (l'intelligenza collettiva e' sempre superiore a quella individuale)In più e' oramai chiaro che il miglior QoS e' l'overprovisioning. A maggior ragione sulle reti wireless (dove cioè esistono dei fenomeni stocastici completamente incontrollabili e imprevedibili).Il traffic shaping esiste per questioni di controllo della popolazione, non per necessità tecniche.
        Il non-mondo di Internet e' altro dal mondo
        reale. Il documento di Davos e' un documento
        fondante per il non-luogo Internet Legge, politica, etc non possono capire e non vogliono quello che stai (stiamo) sostenendo.C'e' una presunzione/paura antica che dobbiamo eliminare; la presunzione di poter gestire tutto e la paura di ciò che non possiamo gestire.Prima di Internet dovevamo per forza creare delle strutture sociali rigide; oggi abbiamo l'opportunità di farne a meno per aumentare la flessibilità e quindi armonizzare l'autoregolazione che... se vai a vedere gli ultimi premi nobel per l'economia e non solo quella... e' la sola strada per uscire fuori dall'empasse economica in cui stiamo vivendo. Occorre un nuovo patto sociale che includa anche le recenti evidenze derivanti dalla teoria dell'informazione. Gli anziani - fisiologicamente meno disposti al cambiamento- non vedono quelle evidenze... quindi non sono disposti ad abbandonare ciò che sanno già essere poco, ma sicuro (per loro).Sto editando dei video che sono certo ti piaceranno... sono dedicati a J.P. Barlow...

        Scherzando potrei dire che in principio c'era la
        Rete, e la gente telefonava. Poi venne Internet,
        e dentro c'era Calamari, infine venne il Web,
        dove Mafe cerca di vendere abbonamenti a Sky via
        twitter, Matteo Flora viene pagato da Mafe per
        evitare che Calamari (stufo delle strategie di
        marketing di Mafe) la plonghi e Frattini ci vuole
        convincere che l'Autorita' deve vigliare
        affinche' non si evochi il mostro terrorista
        quando Matteo spiega come eludere i controlli di
        polizia...


        Ma ti pare serio?No.
        • emmeesse scrive:
          Re: Commozione
          Mi riservo almeno sei mesi di meditazione prima di risponderti.In linea di massima capisco il tuo argomentare e vorrei valutare bene prima di rispondere @zzate.Una sola cosa. Riguardo alla abbondanza di banda.Il mercato si sta orientando verso la rivendita all'ingrosso. Io piccolo ISP locale acquisto banda da Retelit, Eutelia, GoFastweb, Enia, ecc... che magari hanno delle fibre posate nel mio territorio d'azione e spente. Loro mi accendono un 10 mb simmetrici ed io redistribuisco (ormai la tendenza e' quella) via wifi, onde convogliate o fibra su plastica...Pero' io piccolo ISP locale devo gestirmi i dieci mb che acquisto. Metti una struttura con spillamento di banda da fibra, redistribuzione via hiperlan e sbracci wifi (tipica situazione)... be a quel punto o faccio traffic shaping o col @zzo che vendo la voce se i miei utenti iniziano a fare p2p... Almeno, questo e' quello che mi dicono tanti addetti al mestiere...La banda e' teoricamente abbondante, ma costa (moooolto meno che in passato, ma costa ancora per le economie di scala di un piccolo ISP locale con ambizioni VoIP)Per il resto ti ringrazio dei tuoi (come sempre) ottimi spunti di riflessione
          • mik.fp scrive:
            Re: Commozione
            - Scritto da: emmeesse
            Mi riservo almeno sei mesi di meditazione prima
            di risponderti.A me altri 6000 per trovare una soluzione a questi problemi. ;)
            In linea di massima capisco il tuo argomentare e
            vorrei valutare bene prima di rispondere
            @zzate.Le cazzate non fanno male se... c'e' il CRC. E su Internet c'e' SEMPRE il controllo d'errore. Vai abduttivo tranquillo... che a correggere ci pensa qualcun altro... adesso gli intellettuali (o presunti tali; io li chiamo "intellettuali naif") se sbagli ti schifano, ma vai tranquillo che tra un po' si adatteranno. E' una via obbligata...
            Una sola cosa. Riguardo alla abbondanza di banda.

            Il mercato si sta orientando verso la rivendita
            all'ingrosso. Lascia perdere "il mercato"; quella e' la Favoletta di Smith (Adam Smith; non Agente Smith). Il mercato degli ISP non c'e' mai stato (ad oggi TI fattura 30 dei 36 miliardi di euro delle TLC italiane; e gli altri 6 se li spartiscono in una decina di aziende... il resto e' fuffa) e si deve per forza contrarre... si fa già fatica a pensarlo in termini di "mercato". Secondo te Cisco perchè si e' inventata la buzzword "Human Network"? Si deve spostare, il segmento enterprise non da più prospettive di crescita... nel momento in cui una cpu general purpose ha tanta potenza di calcolo da emulare il cervello di un roditore, chi cazzo ha bisogno degli ASICS della Cisco? Nel momento in cui esiste una console come la GP2X, chi ha bisogno del Nintendo DS? Nel momento in cui esiste un telefono come "Android" chi ha bisogno di Nokia+Symbian? Nel momento in cui fare un video decisamente bello costa 1000 euro di hw, chi ha bisogno di Avid? Prosegui tu?

            Pero' io piccolo ISP locale devo gestirmi i dieci
            mb che acquisto. Metti una struttura con
            spillamento di banda da fibra, redistribuzione
            via hiperlan e sbracci wifi (tipica
            situazione)... be a quel punto o faccio traffic
            shaping o col @zzo che vendo la voce se i miei
            utenti iniziano a fare p2p...


            Almeno, questo e' quello che mi dicono tanti
            addetti al
            mestiere...
            Chi tende a (ha necessità di) agire - es: e' in corsa sul mercato- non ha poi abbastanza tempo per pensare. O detto in altre parole: chi guarda l'orticello perde la visione globale delle cose.Nel momento in cui io ho una cpu a 200mhz (es: Asus WL-500G Premium) con linux in una distribuzione user friendly (es: OpenWrt) al quale attacco altre 2 radio (sulle porte usb) e armonizzo l'uso di quelle 3 radio per essere "ecologiche" (radio cognitive; time/spatial reuse automatici)... chi ha bisogno di un ISP? Serve veramente poco altro, e troppo poco per farci un mercato sopra...Il mercato e' tenuto in piedi perchè da quando Smith si e' inventato la sua favoletta della competizione, si cerca di aumentare la quantità di cose che possono essere misurate e commercializzate (aumentare il PIL creando mercati sempre nuovi, aumentando il numero di passaggi nelle filiere, etc)... ma e' falso... e' tutto falso... e' un paradosso (cfr. liberal paradox, Amartya Sen). La verità te la dice Nash con la Teoria dei Giochi (cfr. dilemma del prigioniero: la collaborazione conviene sempre... la competizione e' solo la seconda scelta). Questo economicamente.Socialmente invece e' perfino peggiore: come fai tu politico a camuffare le smerdate se un'informazione sulla tua ultima smerdata ci mette meno di 15 minuti a fare il giro del paese e tornarti sottoforma di contestazione accorata?Vedi... tra tutta la barzelletta (Calamari, Mafe, Flora, etc; gustosa, veramente) che hai raccontato nel messaggio precedente c'e' solo uno che va preso in considerazione... se ci tieni alla tua libertà. Calamari. Matteo e' forte nel nostro mestiere, ma gli manca cultura umanistica a contorno (nei video che ti dicevo c'e' anche lui!). Mafe invece come apre bocca fa danni; qualche tempo fa ha strumentalizzato l'autoorganizzazione chiamandola anarchia... (come sono soliti fare gli uomini marketing: il loro lavoro consiste nel prendere un concetto importante e strumentalizzarlo per rifilare qualcosa ad altri; il risultato e' che nel tempo, poco o tanto, la persona si rende conto di essere stata truffata e rifiuta non solo "il prodotto", ma anche il concetto che invece andrebbe compreso e tenuto bene fermo in mente). Ha aumentato cioè la già largamente diffusa confusione tra autoorganizzazione e anarchia (e' difficile distinguerle; il dicriminante e' sottilissimo)... che sono molto vicine se le pensiamo come forme di organizzazione sociale, ma sono due cose diverse e che danno risultati diametralmente opposti. Vedi, realizzare l'autoorganizzazione (ie: un modello socio-economico "self-regulation & capability approach") e' come spegnere un pozzo petrolifero in fiamme con della nitroglicerina... devi mettere una sostanza altamente instabile qualche metro dentro fiamme che sciolgono istantaneamente quasi tutto l'esistente, senza farla esplodere troppo presto... se esplode troppo presto fornisci ulteriore ossigeno alle fiamme ottenendo paradossalmente l'effetto contrario a quello desiderato... ma quel pozzo va spento perchè i danni sono oramai insostenibili. Allora se mentre governi il robot c'e' gente come Mafe che ti da' costanti pacchette sulle spalle "allora? Ficooo; ma quanto fa quel coso su un'autostrada? Senti, se io ti faccio giocare con il mio iPhone... me lo fai provare dopo che hai spento il pozzo?"... capisci che danni? ;)Tutto questo per dire che un ingegnere che lavora dentro ad un ISP non e' in grado non tanto di capire (quello mai) ma di accettare qualcosa di radicalmente diverso da ciò che conosce... e' sempre stato così... la fuzzy logic e' stata rifiutata dalla comunità mondiale dei matematici... ma e' l'unica che consente ad una macchina di "capire" quando il pollo e' cotto o quando i panni sono asciutti. Idem con i frattali. Idem con tante altre cose meno aristoteliche di quanto e' il preesistente...

            Per il resto ti ringrazio dei tuoi (come sempre)
            ottimi spunti di
            riflessionetsk tsk... grazie a te emmesse, solo grazie a te. Se non ci fossi tu a farmi ragionare, io non avrei nulla per fare altrettanto con te. Creativity always builds on the past and... on the peers.ciaoMicheleP.s.: e di' alla redazione di PI di pubblicarti più spesso. Che c'e' bisogno di liberi pensatori e... possibilmente giovani! Io a ottobre non saro' più giovane... l'ho deciso 10 anni fa...
          • emmeesse scrive:
            Re: Commozione
            - Scritto da: mik.fp
            Io a ottobre non
            saro' più giovane... l'ho deciso 10 anni
            fa...Io non sono piu' giovane da 10 anni...
          • Africano scrive:
            Re: Commozione
            - Scritto da: mik.fp
            Le XXXXXXX non fanno male se... c'e' il CRC. E su
            Internet c'e' SEMPRE il controllo d'errore. Direi che fanno bene, se c'è il CRC.
            Il mercato e' tenuto in piedi perchè da quando
            Smith si e' inventato la sua favoletta della
            competizione, si cerca di aumentare la quantità
            di cose che possono essere misurate e
            commercializzateGli economisti fanno il mercato?
            Socialmente invece e' perfino peggiore: come fai
            tu politico a camuffare le sXXXXXte se
            un'informazione sulla tua ultima sXXXXXta ci
            mette meno di 15 minuti a fare il giro del paese
            e tornarti sottoforma di contestazione
            accorata?Ne vogliamo parlare? Va be' non è un paese normale.
            Tutto questo per dire che un ingegnere che lavora
            dentro ad un ISP non e' in grado non tanto di
            capire (quello mai)
            ma di accettare qualcosa di
            radicalmente diverso da ciò che conosce... e'
            sempre stato così... la fuzzy logic e' stata
            rifiutata dalla comunità mondiale dei
            matematici... Anche ad Einstein non piaceva la meccanica quantistica.Ho giusto sul tavolo un romanzo di un professore universitario di analisi matematica, scomparso, si occupava di analisi non-standard.
  • jkx scrive:
    GRANDE!!!
    Bravissimo, ci voleva qualcuno che ogni tanto ricordi che cosa è internet.Ancora un po' da rivedere la struttura argomentativo/espositiva (si puo' rendere ancora più chiaro e inconfutabile) ma è un ottimo scritto.Continua così.Peccato che sti coionacci di PI l'abbiano pubblicato in fondo.
  • francososo scrive:
    Giusto ma chi fa la morale ........
    Giusto ma chi fa la morale col culo degli altri è ovvio che abbia il proprio tornaconto e solitamente "economico " !!!!La paura reale che ci dovrebbe far preoccupare è che la legge del mercato prevalga su tutto, stato di diritto compreso !Perchè stanno proprio lì gli avvoltoi della Rete !
    • nononloso scrive:
      Re: Giusto ma chi fa la morale ........
      Legge del mercato ma più genericamente anche controllo da parte di chi gestisce il potere.L'articolo parte da un presupposto un pò naive IMO: che la politica, o meglio il potere, ignori le vere dinamiche di internet (e del web, se proprio vogliamo mantenere questa distinzione).Mi sembra di tornare ai tempi delle BBS pirata: tutti pensavano di essere dei pirati coi baffi che sfruttavano falle nell'infrastruttura (bboxing), o facevano vero e proprio phishing (carte telefoniche), per tenere in piedi una rete anarchica dove si scambiava di tutto. Pensavano di essere dei pirati coi baffi perché erano convinti che nessuno capisse bene cosa stessero facendo (ma nessuno si ricorda delle linee bloccate con tanto di terzo grado dell'operatore Italcable che alla fine, spazientito, le sbloccava?).Poi di punto in bianco c'é stato il crackdown: una fila interminabile di persone con una lista di imputazioni da fare venire i brividi e alla fine un nulla di fatto. Come dire: vi abbiamo lasciato fare, ma ad un certo punto il mercato doveva partire e abbiamo fatto una grossa azione dimostrativa per farvi capire che sappiamo bene cosa, come e dove.Pensateci bene: nel giro di poco tempo tutto si è trasformato, anche Fidonet è stata spazzata via in poco tempo, e gli investimenti per quella trasformazione dal punto di vista dell'infrastruttura non sono certo stati banali (basta pensare che agli inizi degli anni novanta una CDN a 128k per un'azienda che iniziava a fornire servizi costava sui 30 milioni/anno).Forse prima la tecnologia non era nemmeno matura, sicuramente era ancora troppo costosa, ma ad un certo punto tutto è esploso ad una velocità incredibile e non l'ha fatto seguendo il modello di tanti nodi che si attaccavano l'uno all'altro creando migliaia di instradamenti alternativi. L'infrastruttura è subito cresciuta intorno a grandi dorsali e punti centrali di raccolta/trasmissione.Possiamo dire che questa è stata la migliore soluzione e che dopo tutto solo le grosse società di telecomunicazioni potevano sostenere i costi di una simile infrastruttura. Sono daccordo, ma non posso pensare che la messa in campo di simili risorse da parte di un settore strategico come quello delle telecomunicazioni non fosse mutuata e compresa a fondo da chi detiene e gestisce il potere.Mi fa anche sorridere ricordare che il povero Zimmermann rischiava la galera per l'atteggiamento troppo zelante della NSA sulle leggi di esportazione ed il suo PGP quando sulla rete transitava di tutto (sopratutto gli algoritmi che al limite erano ben più importanti della mera implementazione degli stessi). Anche in questo caso si trattava del potere che non comprendeva il mezzo?Può darsi, ma io credo invece che lo comprendesse benissimo. Ma il controllo delle masse, che IMO è il vero fine a lungo termine, si può ottenere solo in maniera graduale. Gli abusi fatti tramite Echelon sono cronaca e dovrebbero far riflettere sulla coscienza del mezzo che aveva chi gestiva il potere.A partire dagli anni 50 si pensava che la televisione fosse il mezzo perfetto per il controllo delle masse. Ha fatto un gran lavoro sotto questo punto di vista (ma dovremmo anche ringraziarla perché nel bene o nel male ha anche aumentato il livello generale di cultura ai suoi tempi). Poi la tecnologia ha dimostrato di poter mettere in campo un mezzo ancora più perfetto in grado di poter fornire contenuti su misura e di ricevere un ritorno. Ma sopratutto in grado di ingaggiare fette sempre più crescenti di popolazione e di poterne registrare le reazioni in maniera legale (cookies ecc.) e illegale (tracciamento generalizzato).Certo, se ci avessero detto fin dall'inizio che bisognava essere identificabili univocamente, che tutte le nostre comunicazioni sarebbero state tracciate e vagliate e che avrebbero fatto valere tutte le leggi del mondo reale, forse la maggior parte di noi sarebbe a parlar male della politica e della globalizzazione al pub davanti ad una birra e senza alzare troppo la voce. Ma come ho detto il controllo si ottiene gradualmente e l'obiettivo è raggiunto quando la massa non si accorge di essere controllata.Non a caso la maggior parte delle leggi che limitano le libertà, e danno più strumenti per il controllo, vengono fatte passare sull'onda del più becero populismo facendo leva sulla sicurezza e sulle teste di legno del "se non hai niente da nascondere". DMCA, patriot act e decine di altre iniziative negli Stati Uniti dovrebbero dimostrare ampiamente quale sia il fine e quali siano i mezzi.Intendiamoci: sono daccordo con l'autore su tutta la parte che distingue mondo reale e mondo virtuale, sul principio di autorità e responsabilità. Non sono daccordo sul fatto che (tutta) questa schizofrenia autoritaria sia frutto dell'ignoranza. E non sono neppure troppo sicuro che sia possibile evitare di arrivare ad un controllo totale (magari tra 50 anni, non dico nel breve termine).Considerando alcune uscite dei politici, ed alcune leggi che sembrano demenziali, nell'ottica del servire il potere mi vien da dire che questi politici più che essere ignoranti sono solo incapaci di fare il loro lavoro, ovvero opprimere e controllare le masse senza che queste se ne rendano conto.Divago un pò, ma mi viene in mente il comportamento di Tremonti nelle ultime settimane.La situazione globale non è per niente buona. Magari prima che succeda qualcosa di eclatante ci vorranno ancora 50 anni. Ma l'insostenibilità del sistema a questo punto è abbastanza chiara ai più. D'altra parte che il modello neoliberista sfrenato fosse insostenibile era chiaro già da decenni (come può funzionare un modello che si basa fondamentalmente su un'espansione continua del mercato?)Scopro che il buon Tremonti sono anni che è contro il liberismo sfrenato e ora cavalca da destra gli argomenti contro la globalizzione senza regole. Aveva già raccolto la mia stima quando si scagliò contro le banche ai tempi di Fazio, ma sentirlo rubare le parole di bocca a Bertinotti qualche settimana fa a Annozero mi ha lasciato di sasso. Non ho letto i suoi libri ma qualcosa non mi tornava: uno che viene invitato alle riunioni del gruppo Bilderberg e poi salta fuori pubblicamente con la storia degli Illuminati dietro l'UE... Poi l'altra sera all'Infedele ho sentito per la prima volta anche il resto che mi mancava, cioé la "speranza" contro tutte queste "paure": controllo, sicurezza, riaffermazione forte dei valori giudaico-cristiani, in piedi davanti alla bandiera, ecc.Allora mi sono venuti in mente i saggi di Huxley e Chomsky e mi vien da dire che sta facendo un ottimo lavoro...Forse la mia è paranoia. Tutta colpa di Internet. Non importa, tra qualche mese potrò disintossicarmi seguendo solo un telegiornale notoriamente obiettivo che sono sicuro mi dipingerà
      • emmeesse scrive:
        Re: Giusto ma chi fa la morale ........
        Concordo: e ti ricordo che pare che il principale mandante del famigerato Italian Crackdown sia stato l'attuale candidato premier del partito azzurro-nero (non faccio sigle per evitare propaganda elettorale)
      • Africano scrive:
        Re: Giusto ma chi fa la morale ........
        in una certa dittatura c'era il controllo dei mezzi d'informazione e il divieto di assembramentonon posso credere che entrambi fossero immotivatitra chi volesse approfittare sovversivamente di un eventuale controllo e tra i controllati, mi pare sia più sicuro stare coi secondianche perchè i controllori non autorizzati rischiano pure le ire dei controllati e la rete offre ai secondi possibilità che i primi non penso abbiano ancora compreso, anzi non credo lo possa sapere ancora nessunonon era contemplato nell'immaginario passato la possibilità di comunicare tutti con tutti con tale facilità e avere disponibile a poco tale mole di datie gli effetti di tale comunicazione non penso si possano calcolare neanche con calcolo distribuitocomunicazione che è la cività stessaa tali condizioni più che di aspiranti dittatori penso dobbiamo preoccuparci delle wanna marchicavolo, rischiamo giusto di avere una wanna marchi premier
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