Blu trasforma gli SMS in punti

La via già seguita dai vari Smscash e Cellmoney viene ora perseguita anche dall'operatore di telefonia mobile, pronto a trasformare in punti le lire dei propri utenti. Per spingerli a chiamare di più. E testare il modello di business


Roma – Ricevere SMS ed essere pagati per questo è il cuore di alcuni servizi, da Smscash a Cellmoney, che a vario titolo sono saliti alla ribalta delle cronache negli scorsi mesi. Ora l’operatore di telefonia mobile Blu ha annunciato di voler perseguire la stessa strada, con alcune imponenti variazioni sul tema.

La prima variazione è nel fatto che ogni SMS promozionale ricevuto dall’utente non si traduce in denaro “cash” ma in ricarica da spendere telefonando con i servizi di Blu. Accumulando lire, cioè punti, l’utente può ricaricare almeno parzialmente il proprio credito e dunque telefonare di più. Ogni SMS ricevuto può “valere” da 50 a 150 lire di telefonate.

La seconda variazione è tutta giocata sui pacchetti “bonus”. Chi sottoscrive il sistemino, infatti, ottiene subito un credito di 25mila lire in telefonate. All’atto dell’iscrizione occorre scegliere se l’accumulo di punti-lire con gli SMS dovrà essere “erogato” da Blu al raggiungimento di 10mila, 30mila o 50mila punti-lire complessivi.

Il servizio di Blu si appoggia sull’infrastruttura che Babila ha realizzato per il suo Ricaricagratis.it tanto che ci si può iscrivere anche da quel sito, oltre che da quello di Blu.

Il dato probabilmente più interessante dell’operazione di Blu è il “testing” che verrà effettuato su questo modello di business, ovvero sulla possibilità che l’invio di SMS pubblicitari, richiesti da chi vuole essere pagato per riceverli, abbia un futuro.


Fino ad oggi, infatti, i diversi servizi dedicati a questo modello hanno ottenuto scarsissimi risultati, soprattutto per la difficoltà di convincere gli inserzionisti della bontà dell’idea e del fatto che inviare pubblicità pagata sia efficace.

Le due “variazioni sul tema” volute da Blu, in questo caso spingono verso un altro modello, quello che trasforma i crediti accumulati dall’utente in punti da spendere per servizi proprietari, scontati rispetto ai prezzi tradizionali.

Una “soluzione” che hanno abbracciato anche i diversi sistemi di pay-to-surf, quelli che “pagano” i propri utenti per visualizzare banner pubblicitari sui monitor dei propri computer, e che è nata dopo il fallimento delle iniziative di molti degli operatori sul mercato.

Sebbene sia possibile iscriversi subito al servizio, solo dal primo maggio Blu inizierà a spedire a casa dell’utente una SIM ad hoc che consentirà l’accredito di quel “bonus” da 25mila lire con cui viene promosso il servizio. Fin dai primi del mese prossimo, invece, Blu spera di riuscire ad inviare i primi messaggi promozionali. In quei giorni, dunque, partirà una scommessa che sarà di certo seguita con attenzione dai tanti operatori che vorrebbero “allargarsi” al cosiddetto SMS-marketing.

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