Bluetooth e Ultra-Wideband: nuova frontiera?

L'integrazione delle due tecnologie wireless è allo studio del Bluetooth Special Interest Group. Intel e Motorola approvano il progetto che apre nuovi scenari
L'integrazione delle due tecnologie wireless è allo studio del Bluetooth Special Interest Group. Intel e Motorola approvano il progetto che apre nuovi scenari


Roma – La richiesta da parte degli utenti di standard wireless per la trasmissione dati sempre più potenti non è stata disattesa. Il Bluetooth Special Interest Group , l’ente che si occupa delle certificazioni dello standard omonimo, ha deciso di rilanciare con una nuova soluzione che permetterebbe di integrare il collaudato Bluetooth con l’Ultra-Wideband (UWB), tecnologia che almeno teoricamente dovrebbe raggiungere 1 Gbit/sec di velocità, sufficienti per il broadcasting video ad alta qualità. Michael Foley, direttore esecutivo presso SIG, ha confermato l’interesse dei produttori, sempre più interessati a nuovi standard o a dispositivi che possano far fronte alle rinnovate esigenze del mercato.

“Integrare il Bluetooth con l’UWB è la strategia migliore, e più economica, per rispondere alla nuova domanda – ha spiegato Foley – allo stesso tempo è importante comprendere che il Bluetooth è ormai uno standard globale, supportato dai dispositivi mobili come i cellulari, e quindi va considerato come elemento chiave anche per il futuro”.

Il Bluetooth 2.0 è capace di raggiungere, al massimo, velocità di trasferimento dati prossime ai 2,1 Mbit/s; non avrebbe potuto reggere il confronto con gli altri standard wireless ma, grazie all’abbinamento con UWB, con il quale condivide bassi consumi energetici e un raggio di copertura limitato, potrebbe candidarsi come la soluzione migliore a basso budget.

“Le intenzioni del SIG di adottare l’UWB mi trovano concorde – ha confermato Stephen Wood, consulente strategico sull’UWB – si tratta sicuramente di una strategia vincente che permetterà di mettere in connessione facilmente PC, cellulari e prodotti elettronici di consumo”.

Intel e Motorola si sono già espresse a favore dell’iniziativa, soprattutto perché si tratta di potenzialità che aprono nuovi scenari di mercato. “La cosiddetta mobilità non ha che da giovarne – ha detto Miguel Pellon, vice-presidente del dipartimento standard tecnologici di Motorola – permettendo agli utenti di riprodurre e condividere media audio/video con altri dispositivi che possono trovarsi a casa, al lavoro o semplicemente in auto”.

Dario D’Elia

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04 05 2005
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