Bobby Fischer: il mito nell'anonimo online

Ex campione del mondo di scacchi, rimasto imbattuto, ricompare. Ma il suo è un nick anonimo che gioca con un gran maestro britannico. Dalla rete segnali di vita di un mito del mondo scacchistico

Londra – L’eccitazione è alle stelle per tutti gli scacchisti: Bobby Fischer, campione del mondo di scacchi rimasto imbattuto e scomparso dalla circolazione dopo la conquista del titolo, ha dato un segno di vita via internet. O almeno questo è quello che crede il gran maestro britannico Nigel Short, una delle menti scacchistiche più apprezzate di questi anni.

Stando a quanto riportato dal Sunday Telegraph di Londra, infatti, Nigel Short ha dichiarato che nel corso dell’ultimo anno ha giocato contro Fischer via internet almeno 50 partite.

Short, che nel 1993 tentò l’assalto al campionato del mondo perdendo però contro Garry Kasparov, ritiene di essere convinto che il giocatore con cui ha combattuto tanti match sia proprio Fischer, sebbene abbia ammesso di non averne la sicurezza, in quanto lo “sconosciuto giocatore” non avrebbe mai ammesso la sua identità, trincerandosi dietro un nickname. Ma la “prova” sarebbe in una domanda rivolta da Short al suo sconosciuto amico, una domanda su Armando Acevedo, grande giocatore messicano. Short avrebbe chiesto “al nickname” se conoscesse Acevedo e la risposta sarebbe stata fornita immediatamente: “Siegen 1970”. Proprio nel 1970 e proprio a Siegen, Fischer sconfisse Acevedo alle Olimpiadi di scacchi…

L’eccitazione di Short è al massimo, come ammette lui stesso: “Sono sicuro al 99 per cento di aver giocato con la leggenda degli scacchi. E’ assolutamente eccitante”. Ed è di grande interesse che quello che è considerato forse il più grande giocatore della storia si sia fatto “vivo” proprio via internet.

Nei primi match combattuti contro il suo avversario, Short ha perso 8 a 0, lui che può vantare 6 partite alla pari con l’ex campione del mondo Garry Kasparov. Secondo Short, Fischer a 58 anni è ancora il più forte di tutti. E sebbene non sappia se dopo le sue dichiarazioni giocherà di nuovo con Fischer, Short ha dichiarato che quelle partite “sono per me quello che una sinfonia inedita di Mozart rappresenterebbe per un amante della musica”.

Per capire la leggenda che circonda Fischer occorre tornare al 1972, in piena guerra fredda, quando l’allora giovanissimo campione americano, neppure 30enne, sconfisse il campione del mondo sovietico, Boris Spassky. Fu un campionato pieno di sorprese, dettate dalla personalità assolutamente eccentrica di Fischer che disertò diversi match, accusò l’avversario di avergli schierato contro un mago (a cui replicò con un fachiro) e via elencando. Da quel match che tenne il mondo in sospeso, sul quale pendeva la responsabilità di uno scontro USA-URSS su una scacchiera, venne tratto anche un ottimo film. Nonostante le condizioni sfavorevoli Fischer vinse il match, salvo poi sparire e fare rarissime apparizioni, senza mai partecipare ai più importanti tornei internazionali. Nel 1992 Fischer riapparve per vincere di nuovo contro Spassky in Serbia in una celebrazione del 20ennale della loro sfida, salvo poi scomparire di nuovo.

Di lui si è detto tutto: che fosse convinto che i sovietici l’avrebbero ucciso, che fosse tossicodipendente, che vivesse in un bunker e ora si narra che viva in Giappone. Per il momento parrebbe che la sua dimora sia internet.

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