Boeing 737 Max, se la sicurezza è una feature extra

Due tecnologie, non presenti di serie a bordo degli aerei Boeing 737 Max 8, avrebbero (forse) potuto evitare le tragedie in Etiopia e Indonesia.

È ancora avvolta dal mistero la causa che nelle scorse settimane ha portato allo schianto del volo Ethiopian Airlines 302, costato la vita a 157 persone. Le uniche informazioni trapelate in seguito all’analisi delle scatole nere parlano di una dinamica parecchio simile a quella che nell’ottobre scorso ha visto precipitare un altro Boeing 737 Max 8, quello della compagnia indonesiana Lion Air. Il produttore di aeromobili statunitense è intervenuto sulla questione promettendo il rilascio di un aggiornamento software destinato al velivolo, per ovvie ragioni ora fermo in quasi tutti i paesi.

Boeing 737 Max, sicurezza e feature extra

Oggi il New York Times pubblica un articolo secondo il quale le tragedie si sarebbero forse potute evitare con la presenza a bordo di due feature extra, vendute separatamente da Boeing alle compagnie acquirenti degli aerei. Più nel dettaglio, si tratterebbe di sensori in grado di raccogliere dati riguardanti il velivolo e avvertire i piloti nel caso  di potenziali rischi. Sempre stando alla fonte, l’azienda avrebbe deciso di rendere una delle due tecnologie uno standard di serie a bordo dell’intera linea 737 Max. Una scelta maturata in modo autonomo e non imposta da enti come la Federal Aviation Administration. Utilizzare il condizionale è comunque d’obbligo, almeno finché non ci saranno annunci ufficiali in merito.

Boeing 737 Max 8

Si parla di due tecnologie sviluppate per lavorare in accoppiata con un nuovo software in dotazione agli aerei. Una è dedicata all’analisi delle informazioni provenienti dai sensori che misurano l’angolo di incidenza (angle of attack) durante le fasi più critiche del volo, decollo e atterraggio. Il sistema, se identifica un’angolazione potenzialmente pericolosa, è in grado di intervenire correggendola per scongiurare il rischio di stallo. L’altra è in grado di attivare un segnale visivo in caso di anomalie identificate nei dati rilevati dagli stessi sensori. Quest’ultima sembra essere quella che verrà fornita di serie, mentre la prima sarebbe destinata a rimanere un optional.

Le indagini su quanto accaduto al 737 Max 8 della Ethiopian Airlines parlano di informazioni errate raccolte dai sensori che hanno portato al malfunzionamento del sistema. Va in ogni caso precisato che, ad oggi, non ci sono prove certe che la dotazione delle due feature extra avrebbe contribuito ad evitare lo schianto.

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  • varakim scrive:
    La cosa più semplice sarebbe quella di poter restituire i comandi di volo nelle mani del pilota o comandante, bypassando i computer di bordo, o affiancandoli, con priorità umana. Ciò senza che il computer possa prevaricare l'uomo. Cioè, ancora, HAL9000, notoriamente intelligentissimo, ma a volte stupidissimo, non può e non deve dominare su David, il pilota. Ce lo avevano insegnato molti scrittori di fantascienza, e ora si sta verificando quanto prefigurato, da parte dei robot. Ma la cosa più grave è che migliaia di geni ingegneri programmatori non sono in grado di trovare una soluzione semplice e immediata per prevenire disastri di questo genere. Troppo software genera un sistema di controlli e feedback a piatto di spaghetti ingarbugliati, in cui si perdono le priorità operative e di gestione. Lasciare la possibilità di tornare quando serve alla semplice lucidità umana, debitamente formata e addestrata, è la soluzione migliore, non quella di aggiungere patches a patches rendendo il tutto sempre più ingovernabile. Quesa situazione, di ridondanza di software non gerarchizzato e di complessità crescente, rende gli eventi spesso di nuovo soggetti alle leggi della casualità, piuttosto che a quelle del regolare flusso "causa effetto". C'è troppa presunzione da parte dei creatori di hardware e software, a livello di autoreferenzialità divina. Un grave peccato.
  • FabrizioC scrive:
    Chissà quali altri optional ci sono :-/
Fonte: The New York Times
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