Bombe su web? Perquisizioni e sequestri

Padre e figlio utilizzavano un sito ospitato su server americani per diffondere informazioni illegali, ovvero come costruire ordigni rudimentali e, spiegano gli inquirenti, molto pericolosi

Reggio Calabria – Il continuo monitoraggio delle attività web degli italiani ha spinto la Polizia Postale di Reggio ad indagare sulla diffusione online di informazioni illecite utili alla realizzazione di ordigni esplosivi artigianali . Indagini che hanno portato all’emissione di tre provvedimenti di perquisizione e di sequestro della Procura della Repubblica di Reggio.

Stando a quanto riferito in una nota ufficiale della Polizia, gli indagati sono due, padre e figlio, “quest’ultimo studente di ingegneria che gestiva un sito Internet attraverso il quale venivano date informazioni su come costruire ordigni esplosivi di carattere artigianale. Le informazioni erano dettagliate e comprendevano rappresentazioni grafiche, che descrivevano il composto e la struttura degli ordigni”. Il sito era ospitato su server americani.

Ad allertare gli inquirenti anche il fatto che le pagine del sito descrivevano nei dettagli come realizzare la cosiddetta pipe-bomb , una bomba potenzialmente molto pericolosa e che è del tipo di quella recentemente rinvenuta, inesplosa, a via Solferino, dopo una telefonata anonima. Basta una rapida ricerca su Google per individuare decine di siti che offrono informazioni analoghe, persino Wikipedia ospita una voce dettagliata su questo tipo di ordigno.

A consentire agli operatori della PolPost di agire contro questo sito, si legge nella nota, anche il Decreto Pisanu, che consente anche alla Polizia Postale di agire sotto copertura, esattamente come già avviene con il personale del SISMI e del SISDE, i Servizi italiani. Un’azione resa possibile dalla finalità anti-terroristica dell’operazione.

“Le perquisizioni eseguite presso le abitazioni degli indagati e presso gli uffici di una facoltà universitaria italiana, dalla quale uno dei due era solito collegarsi alla rete Internet – conclude la nota – hanno consentito di sequestrare numero 5 PC, 1 portatile, 300 cd-dvd, materiale cartaceo su cui sono ancora in corso accertamenti”.

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