Bonino: uccidete i portali di Stato

Emma Bonino è scatenata: le proposte del portalone di stato di Visco o di quelli regionali proposti da Forza Italia sono da cancellare. Sono, afferma la Bonino, la strada sbagliata


Torino – Emma Bonino scende in campo sulla questione, già ripresa su queste pagine, dei portali di Stato. “Il Portale Italia gratuito lanciato dal ministro Visco, ha affermato ieri l’esponente radicale , è una proposta indecente da bocciare senza appello. La disponibilità di una vetrina sulla rete non è assolutamente un problema, sono molti i fornitori di servizi internet che offrono la rete del tutto gratis o in cambio di una modesta percentuale del fatturato”.

Come si ricorderà, anche il presidente del Consiglio Massimo D’Alema ha recentemente appoggiato la creazione di portali di Stato per proporre quello che viene definito “il sistema Italia” sui “mercati internazionali”. Un’idea che sta stretta alla Bonino, che replica: “se le nostre deduzioni sono corrette e il compito che, impiegando soldi pubblici, si vorrebbe affidare alla rete del Ministero delle Finanze è questo, allora è meglio astenersi e non caricare di inutile burocrazia un settore che ora fila velocissimo con semplici accordi tra privati”.

Ma anche Forza Italia è finita nel mirino della leader radicale, per la proposta di legge sui portali regionali (del Nord, del Centro, del Sud e del Mediterraneo). “E ‘ proprio il caso di dire, ha detto la Bonino, che qui casca l’asino. Anzitutto anche l’ultimo neofita di internet sa benissimo che nei nomi di dominio non ci possono essere spazi, perciò se questa improbabile legge dovesse entrare in vigore, tali siti sarebbero irraggiungibili. La forza del successo della rete è la sua non territorialità. Non si può fare la secessione del Web”.


Alla Bonino hanno replicato in modo diverso sia il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Augusto Fantozzi, sia il sottosegretario alle comunicazioni Vincenzo Vita.

Secondo Fantozzi le piccole e medie imprese e il loro sviluppo nella new economy devono seguire il modello dei “distretti industriali”, aggiornandoli a “distretti informatici”. “Senza portali riservati alle PMI, ha detto Fantozzi, mettere le imprese su internet serve a poco, e a guadagnarci in queste condizioni sarebbero solamente i gestori delle reti e i corrieri delle merci acquistate sui vari siti”. Il presidente di commissione ha anche spiegato che lo Stato deve finanziare il tutto: “La nuova economia è in mano a chi gestisce i flussi di informazione e per poter competere alla pari le PMI devono essere sostenute sul piano infrastrutturale e della formazione”.

Vita ha invece affermato: “Non credo si possa parlare di portali di Stato. Il Governo su questo argomento ha fissato un incontro in settimana, ma si è caricata l’iniziativa di un significato eccessivo. Il portale di Stato fa pensare a chissà quale stagione della storia. Io comunque voglio sdrammatizzare: i temi dell’innovazione si prestano meno alla rissosità delle dichiarazioni, sono argomenti di approfondimento. Non facciamo adesso una diatriba”.

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