BonsaiKitten/ FBI operazione Gatto

La polizia federale americana non sembra disponibile a prendere il sito dell' hoax del momento come uno scherzo. E ha già chiesto al MIT, che lo ospitava, di trasmettere tutte le informazioni sul sito. Guai in vista per gli autori
La polizia federale americana non sembra disponibile a prendere il sito dell' hoax del momento come uno scherzo. E ha già chiesto al MIT, che lo ospitava, di trasmettere tutte le informazioni sul sito. Guai in vista per gli autori


Boston (USA) – Se ne è parlato fino alla nausea e dopo tanto tempo la polizia federale americana ha deciso di andare a fondo della questione. L’ FBI vuole sapere tutto sugli autori e i motivi che hanno portato alla nascita di BonsaiKitten.com, sito che propone l’arcinota sadica bufala su trattamenti a cui sottoporre i gatti. La novità è che la bufala potrà portare guai seri ai suoi autori e “spalleggiatori”.

L’ FBI si è messa sulle tracce degli autori del sito cominciando dal MIT, il Massachussets Institute of Technology, che aveva in origine ospitato quelle pagine rimuovendole poco dopo la loro pubblicazione. Da quel momento il sito ha iniziato un “giro di walzer” che si è concluso di recente con l’ospitalità offerta a BonsaiKitten.com da Rotten.com, altro sito noto per le sue pubblicazioni “alternative”.

Il MIT ha ricevuto dall’ FBI una richiesta ufficiale, un mandato, e dovrà dunque fornire alla divisione di Boston della polizia federale tutti i dati che conosce relativamente all’autore del sito e alle ragioni del suo agire. Il dominio era stato acquistato da tale Micheal Wong Chang di New York, un nome che viene ritenuto fasullo. L’avvocato del MIT ha già replicato che notificherà la richiesta dell’ FBI all’autore del sito e poi comunicherà il suo nome alla polizia federale.

Va detto, però, che le richieste di indagine dell’FBI non significano di per sé l’apertura di una inchiesta ufficiale sul sito, sebbene questi accertamenti possano portare proprio alla definizione di un reato. Negli States, come in molti paesi, sono severamente punite le sevizie su animali, sevizie che il sito descrive seppure in modo crudelmente satirico e falso.

La Humane Society americana, che il mese scorso aveva affermato che il sito non conteneva crudeltà ma spingeva alla crudeltà verso gli animali, ha fatto sapere di essere estremamente soddisfatta per la “mossa” dell’FBI perché potrebbe scoraggiare queste “azioni” e aiutare a combattere le violenze contro gli animali.

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11 02 2001
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