Bose conferma di aver subito un attacco ransomware

Bose conferma di aver subito un attacco ransomware

C'è anche il celebre marchio del settore audio tra le aziende vittime dei ransomware: la violazione è avvenuta all'inizio del mese di marzo.
C'è anche il celebre marchio del settore audio tra le aziende vittime dei ransomware: la violazione è avvenuta all'inizio del mese di marzo.

La prima metà dell'anno che si appresta ad avviarsi verso la conclusione è stata costellata, dal punto di vista della cybersecurity, da una serie di violazioni attribuibili ai ransomware. Tra le vittime anche Bose, il celebre produttore statunitense di apparecchi e sistemi audio, che conferma di aver subito un attacco nel mese di marzo.

Anche Bose vittima di un ransomware

Nella notifica inviata al New Hampshire's Office of the Attorney General, la società rende noto che sono stati trafugati alcuni dati riguardanti i propri dipendenti. Fortunatamente, non ve n'è traccia sulle bacheche del Dark Web, almeno per il momento.

Bose ha incaricato esperti di monitorare il Dark Web, al fine di individuare eventuali informazioni rubate, collaborando inoltre con FBI. Non abbiamo ricevuto alcuna indicazione in tal senso, attraverso l'attività di monitoraggio né dai dipendenti interessati, a proposito di dati distribuiti, venduti o rivelati.

L'incidente è avvenuto il 7 marzo o almeno è quella la data in cui i tecnici Bose si sono resi conto della violazione, mettendosi subito al lavoro per minimizzarne l'impatto e arrivando poi (non è dato a sapere in quanto tempo) al pieno ripristino dei sistemi intaccati. Il 29 aprile, grazie alle indagini condotte, l'azienda ha scoperto che gli autori dell'attacco sono riusciti ad accedere ad alcuni file contenenti nomi, cognomi, numeri di previdenza sociale e dettagli sui compensi percepiti da alcuni collaboratori, attuali e passati.

Tra coloro colpiti dalla piaga dei ransomware nell'ultimo periodo ci sono il sistema sanitario irlandese, diverse realtà statunitensi operanti nell'ambito dell'healthcare, il gruppo AXA e Colonial Pipeline.

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