Brevetti software, Confindustria dice sì

ANIE e Confindustria hanno presentato a Bruxelles la propria posizione sulla proposta di direttiva per i brevetti sul software. Ecco perché appoggiano il testo voluto dal Consiglio UE


Bruxelles – Proponiamo di seguito il testo della posizione ufficiale espressa da Confindustria ed ANIE nella capitale belga sulla proposta di direttiva per i brevetti sul software che, come noto, è al centro di una ampia discussione anche al di fuori della stessa Unione Europea

Proposta di direttiva CE sulla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici – La posizione dell’industria italiana

1. In Italia la produzione industriale ristagna da quattro anni. In nessun altro paese europeo, eccetto il Regno Unito, si è registrata una così accentuata e prolungata contrazione (-2,6%). Il ristagno della produzione industriale è continuato anche nei primi mesi del 2005. Conseguentemente anche il PIL italiano è cresciuto meno (1,2%: uno dei tassi più bassi dell’UE).

Le esportazioni italiane di beni e servizi a prezzi contanti mostrano, inoltre, forti segni di debolezza: la quota di mercato delle esportazioni italiane si è ridotta di un punto percentuale a partire dal 1996. Questo trend negativo – anche attribuibile all’entrata di nuovi competitor sui mercati globali, soprattutto i paesi emergenti – riguarda in particolare, ma non esclusivamente, i settori tradizionali del made in Italy, come tessile-abbigliamento e cuoio, pelli e calzature. Sulla riduzione delle quote di mercato delle imprese italiane ha inciso la liberalizzazione del commercio internazionale e la concorrenza di alcuni paesi emergenti come la Cina, i cui principali settori di esportazione sono quelli in cui l’economia italiana è specializzata. Tale apertura internazionale è avvenuta in maniera repentina e talora senza rispettare le regole del commercio internazionale.

2. Diverse sono le soluzioni prospettate per favorire la ripresa dell’economia italiana. Esse si concentrano tuttavia su un unico punto: incentivare l’innovazione di prodotto, processo e servizio, stimolando gli investimenti in R&S.

È infatti convinzione diffusa che soltanto attraverso le produzioni di qualità, sia nei settori maturi, che in quelli a tecnologia avanzata, l’economia italiana possa recuperare il gap rispetto ad altri paesi. Non è infatti più proponibile l’idea di competere sul prezzo di prodotti/servizi che paesi, come ad esempio quelli emergenti, possono offrire a costi molto contenuti.

Per spingere le imprese ad investire in R&S occorre però creare incentivi. L’incentivo principale è in questi casi costituito dalla possibilità, non solo di recuperare l’investimento iniziale, ma di realizzare profitti. Ciò che è possibile soltanto riconoscendo alle imprese il diritto di sfruttare in via esclusiva, per un determinato periodo di tempo, il frutto della propria attività innovativa.

I diritti di proprietà intellettuale e, in maniera particolare, i brevetti servono proprio a questo scopo e costituiscono un importante strumento di sviluppo e di crescita per le imprese, soprattutto le PMI, che, per mezzo di essi, possono ottenere un consolidamento dei propri vantaggi di business (quando questi siano basati su qualità e fatti tecnici) non altrimenti conseguibile.

I diritti di proprietà intellettuale consentono, infatti, di realizzare un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti e di ottenere una protezione ampia nei confronti di eventuali imitatori e contraffattori. Non solo, essi permettono altresì di:
– proteggere i risultati degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di prodotti ad elevato valore aggiunto o nuovi servizi che si caratterizzino in termini di nuove ed inventive soluzioni tecniche (la bilancia commerciale dell’Europa è positiva grazie ai prodotti di alta tecnologia, es. medicinali, apparecchiature elettroniche e meccaniche, ecc.);
– difendere dall’imitazione la differenziazione che è il risultato di tali investimenti;
– permettere alle imprese che non dispongono di risorse finanziarie di accedere a finanziamenti (per gli investitori riveste grande importanza il fatto che l’azienda detenga un portafoglio di brevetti);
– concedere licenze di utilizzazione a terzi in vista della commercializzazione e dell’immissione sul mercato dei prodotti protetti e dunque ottenere profitto dalle invenzioni messe a punto;
– ottenere accordi di licenza incrociata con altre imprese che abbiano proprie tecnologie brevettate per combinarle con le proprie al fine di offrire prodotti unici e non copiabili da terzi;
– ottenere valore dalla propria impresa: il valore della propria impresa è più chiaro ed è maggiore quando il business su cui essa si basa è protetto con brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale;
– ottenere partecipazioni nelle imprese (diverse dalla propria) che fanno uso delle proprie tecnologie brevettate (o di altri diritti di proprietà intellettuale).


3. Le imprese italiane vedono pertanto con favore una direttiva di armonizzazione in materia di brevettabilità delle invenzioni realizzate per mezzo di elaboratore, che si proponga di eliminare le ambiguità ed incertezze derivanti dall’adozione di diverse prassi interpretative da parte degli uffici brevetti degli Stati Membri e di rendere così certo l’ambito di applicazione della protezione.

Pur rimanendo il software non brevettabile di per sé, la tutela diretta del software in quanto attua, e in subordine a, invenzioni brevettabili di prodotto o processo, costituisce un elemento importante per lo sviluppo di nuove tecnologie. Si pensi, per citare soltanto uno dei possibili esempi, alla sempre più frequente convergenza tra informatica e telecomunicazioni che rende possibile lo sviluppo di nuove architetture di rete e quindi l’offerta di soluzioni tecniche innovative che corrispondono ad esigenze del mercato che non hanno ancora trovato risposta.

Tutto ciò risulta nell’utilizzo da parte delle imprese di nuove soluzioni tecniche attuate per mezzo di pacchetti integrati software e nella offerta di servizi innovativi che fanno uso di nuove architetture di rete, di nuovi elaboratori elettronici, di nuovi terminali, di nuovi dispositivi di interfaccia, di nuove tecniche di protezione ecc. Per incentivare una adeguata partecipazione allo sviluppo di tali nuovi pacchetti, architetture di rete, nuovi terminali e nuovi dispositivi di interfaccia da parte di PMI (non solo da parte delle grosse aziende) è necessario che sia garantita:

– la possibilità di cumulare la protezione conferita dal diritto d’autore con quella brevettuale per le invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici. Le due protezioni riguardano infatti aspetti differenti dell’innovazione e non sono tra loro in contrapposizione;

– una protezione non solo tramite rivendicazioni di dispositivo/sistema (product) e metodo (process), ma anche, in subordine a rivendicazioni di prodotto o processo, mediante rivendicazioni di “programma per elaboratore” (“computer program product”), che permettono di verificare e colpire per contraffazione diretta (non solo per induzione alla contraffazione) eventuali contraffattori;

– la brevettabilità di soluzioni tecniche che riguardino (e/o siano funzionali a) l’interoperabilità fra sistemi diversi (ancora nel rispetto dei vincoli sopra richiamati).

4. Soprattutto le PMI possono ben utilizzare il sistema brevettuale al fine di mantenersi competitive rispetto ai migliori concorrenti (incluse le grandi imprese) in termini di business e capitalizzare in termini di valore (nella propria o altrui impresa) i risultati del proprio ingegno e delle proprie iniziative.

Proprio le tecnologie moderne abbassano la soglia di accesso alla creazione di nuovi risultati tecnici da parte di piccole imprese. Per contro, la riscrittura del codice, non richiede attività di R&S, ma l’impiego di risorse qualitativamente diverse e spesso quantitativamente disponibili in grandi aziende. Queste non hanno difficoltà ad usare tali risorse quando vogliano conseguire significativi risultati tecnici quali sono a volte (non sempre) quelli brevettati. In assenza di una protezione brevettuale, le grandi imprese avrebbero buon gioco a sviluppare simili soluzioni tecniche, sia pure indipendenti in termini di software, rispetto a quelle innovative sviluppate dalle PMI.

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  • Anonimo scrive:
    W la coerenza...
    Anno X n. 2314 di giovedì 26 maggio 2005 (PI - News)Roma - Eurostat sostiene, nel suo ultimo studio, che il 31 per cento degli italiani usa Internet, così come lituani, lettoni e polacchi, e quindi ben al di sotto rispetto alla media europea (che è del 47%) e quasi la metà rispetto ai paesi UE più sviluppati.---------------------------------------------------------------------------Anno IX n. 2188 di lunedì 15 novembre 2004Roma - Un personal computer in tutte le case degli italiani? La via sembra segnata, visto che il 56 per cento delle famiglie dispone di un PC tra le mura domestiche. Più in generale quasi metà della popolazione, il 47 per cento, ha accesso ad internet.---------------------------------------------------------------------------31 o 47 ? O da novembre a maggio sono calati del 16% ?Magari se pubblicate qualche altra autorevolissima indagine, vengono fuori altri due o tre numeri e me li gioco al lotto: se faccio una cinquina magari mi abbono a PI solido, è bello avere dei punti di riferimento...
  • Anonimo scrive:
    SFOGO..Stato Tecnologie in ITALIA
    Purtroppo attualmente in italia la tecnologica stà ristagnando ! Il digitale terrestre è tecnologia stagionata e non il futuro, in Inghilterra è già in uso da molti anni. A che prò forzare il passaggio ad un nuovo standard televisivo quando ci sono zone del territorio nazionale (quindi famiglie) che non ricevono neanche le attuali trasmissioni analogiche con la semplice antenna? Avrebbe avuto più senso a questo punto "imporre" tale tecnologia sul satellite in maniera fosse stata fruibile da tutti coloro che avessero voluto accoglierla .... (Per non parlare del monopolio di sky che ha reso inutilizzabili tutti i decoder di tutte le marche presenti sul mercato italiano per quel che riguarda la visione dei loro programmi, queste magie le abbiamo solo in italia e nessuno che faccia nulla!!).Per l' ADSL o banda larga che dir si voglia in zone che non saranno mai raggiunte basterebbe mettere ripetitori che sfruttino la tecnologia WiMax (wifi) in tutte le aree che telecom vergognosamente dichiara non raggiungibili perchè non profique ( alle persone escluse da tale tecnologia non per loro volere dovrebbero non far pagare il canone; altra sciocchezza con tutti i canoni pagati dovremmo avere le reti telefoniche con doppino in oro zecchino, altro che rame). Per fortuna come ho appreso da PI c' è qualcuno che timidamente causa ottusità istituzioni si stà muovendo lentamente e con timore in tal senso.Anche perchè diciamocela tutta proporre l' ADSL via satellite per le zone non raggiunte è una vergogna costa troppo anche non pagando il canone e pagando solo gli scatti. Molta gente pagarebbe volentieri il costo di un canone ADSL FLAT ma avendo un numero verde a cui connettersi per l' upload!! Neanche quello concedono poco guadagno sennò.L' unica speranza in zone non raggiunte dall' ADSL ma anche per abbattere i monopoli di "società" private di telefonia sull' adsl rimane la tecnologia Powerline tutti hanno una presa di corrente in casa. Paradossalmente ce la porterebbe ENEL altro grosso monopolista, ma ben venga sono stanco di pagare prezzi esosi. Ma soprattutto pagare il doppio degli altri utenti internet europei!! Sarei il primo a staccare tutto per passare, TV, Telefonia ed Internet su linea elettrica. Speriamo bene, soprattutto se ce la faranno a decollare e speriamo anche coprano tutte le zone e non seguano la logica telecom o altrimenti non partano per nulla.Scusate il mio sfogo che vuol essere a prescinde da qualsiasi discorso ed orientamento politico. Penso che su alcune cose concordino tutti tranne chi dovrebbe promuoverle e fare leggi su misura atte a favorirle. L' italia si fà sempre riconoscere per l' inadeguatezza di chi gestisce e fà rispettare le norme.ByUn utente appasionato di tecnologia pienamente deluso!! Altro che far decollare le piccole imprese! E poi confindustria è a favore dei brevetti software il che la dice tutta sulla quanto sappiano come far decollare l' economia italiana.
  • Anonimo scrive:
    Altro che Linux
    Non per fare polemica coi linuxiano (visto che linux lo uso anchio),ma altro che Linux qui da noi!La gente normale sa a malapena usare le funzioni basilari di win.E poi non fa figo saper usare il PC: sa di sfigatello brufoloso.Molto meglio mandare sms e comprare il videofonino ultimo modello.Fa niente poi se l'Italia sta andando a picco proprio perchè essendo la sua economia strutturata in settori maturi (scarpe,mobili,vestiti,piastrelle,meccanica di base),grazie al basso costo del lavoro dei Paesi emergenti,è facilmente copiabile.Nessuna ricerca in innovazione,calcio in TV,Costantino,telefonini,scarpe,pentole e piastrelle...e l'Italia si sta avviando verso il baratro.Mala tempora currunt.
  • kaioh scrive:
    La colpa è del governo
    1- dopo il decreto urbani l'uso diinternet in italia si è dimezzato , ritornando ai livelli di 10 mesi prima .2- Il costo dell'ADSL è troppo alto 3- la copertura a banda larga non è capillare 4-Il costo hardware dei pc :hardware + software non è alal portata di molte famiglie 5- c'è una demonizzazione di internet 6-manca un vero mercato libero per le linee telefoniche
    • Anonimo scrive:
      Re: La colpa è del governo
      dire che è del governo.. è esagerato.. per me è del sistema 8che è così da molti anni..), purtoppo i nostri politici (sia di Dx che di Sx) sono troppo impegnati a stringere nuove allanze... invece di lavorare e far andare avanti il paese...
  • Anonimo scrive:
    Ma perche' tutti devono avere un pc ?
    Quando leggo notizie come questa mi chiedo sempre: ma chi l'ha detto che tutti devono avere un pc in casa ? Dove sta scritto ? Nella Costituzione ? Nella Bibbia ? Credo che quello del digital divide sia un falso problema: il computer dovrebbe averlo chi effettivamente ha un motivo per usarlo, non dovrebbero averlo le famiglie cosi', solo per far numero o per far tendenza. Per dimostrare cosa poi, che l'Italia e' un paese avanti ? Perche' lo fanno gli altri stati ? E poi ci lamentiamo se ci sono gli u-tonti, definiti tali perche' non sanno usare il picci': loro non hanno colpa, poveracci, il computer l'hanno comprato magari spinti dalla pubblicita', o dagli incentivi, ma magari non sanno che farne e quando navigano in internet, rigorosamente con windows e internet explorer non patchato, si riempino di spyware e dialer, aprono tutta la posta che ricevono attivando troyan, ecc.. Oh, non sto dicendo che il computer e' solo per pochi eletti unti dal Signore: il pc e' un ottimo strumento quando viene usato con criterio, non cosi' per fare o per rimpinguare le statistiche di qualche sondaggio. Giggi
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma perche' tutti devono avere un pc

      Quando leggo notizie come questa mi chiedo
      sempre: ma chi l'ha detto che tutti devono avere
      un pc in casa ? Dove sta scritto ? Nella
      Costituzione ? Nella Bibbia ?E perchè uno dovrebbe sbattersi per imparare a leggere e a scrivere? O a leggere l'orologio? O a contare? O a guidare un auto? O ad usare il telefono?Forse perchè può sempre venire buono?Forse perchè nella vita e nel lavoro può tornare utile o anche essere una discriminante fondamentale per stare in una società civile con più potere di determinazione e più utilità sociale di un servo della gleba che non sa nemmeno leggere i suoi diritti e deve farsi scarrozzare fino al campo di pomodori dal camioncino del caporale?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma perche' tutti devono avere un pc
        Tra l'altro alcune cose da fare o non fare le impari usando il computer.Come per qualsiasi altro mezzo o strumento la malizia viene dalla pratica, se mai la gente lo usa mai impara ed i problemi che evidenzi continuano a trascinarsi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma perche' tutti devono avere un pc
      - Scritto da: Anonimo
      Quando leggo notizie come questa mi chiedo
      sempre: ma chi l'ha detto che tutti devono avere
      un pc in casa ? Dove sta scritto ? Nella
      Costituzione ? Nella Bibbia ? Nelle case degli altri cittadini europei, per esempio.
      Credo che quello del digital divide sia un falso
      problema: il computer dovrebbe averlo chi
      effettivamente ha un motivo per usarlo, non
      dovrebbero averlo le famiglie cosi', solo per far
      numero o per far tendenza. E` proprio per far numero, invece.Per costituire un bacino d'utenza che traini l'economia del settore.Se nessuno avesse il cellulare, oggi la Vodafone quanto guadagnerebbe? Sarebbero nati tutti quei servizietti (anche di discutibile utilita`), sarebbe nata la "moda" degli SMS, degli MMS e cosi` via? Quanti acquisterebbero ricariche regolarmente?
      Per dimostrare cosa poi, che l'Italia e' un paese
      avanti ? Perche' lo fanno gli altri stati ? E` il consumismo: funziona cosi`.Senza, si rimane per forza indietro.E non e` un dimostrare qualcosa o meno: e` una naturale conseguenza del mancato sviluppo di un settore. Magari fosse uno... tutto quel che e` in relazione con questo campo e` praticamente inesistente.Se lo fanno gli altri stati e tu NON lo fai, tu economicamente ti ritrovi fuori dal gioco.
      E poi ci lamentiamo se ci sono gli u-tonti,
      definiti tali perche' non sanno usare il picci':
      loro non hanno colpa, poveracci, il computerInfatti li` la colpa e` dei system designers, che non cessero` mai di criticare, ben sapendo che l'utente, tonto o meno, deve poter disporre di una macchina affidabile. Che diamine: il sistema deve reggere il confronto con l'utente, non deve pretendere che l'utente per sentirsi sicuro sappia installarsi un firewall, deframmentarsi il disco rigido, creare un ghost disk... se pretende questo, quello e` una ciofeca di sistema.Come Windows. E Linux non e` certo la soluzione per questi casi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma perche' tutti devono avere un pc
        - Scritto da: Alex¸tg
        - Scritto da: Anonimo

        Quando leggo notizie come questa mi chiedo

        sempre: ma chi l'ha detto che tutti devono avere

        un pc in casa ? Dove sta scritto ? Nella

        Costituzione ? Nella Bibbia ? [CUT]
        Infatti li` la colpa e` dei system designers, che
        non cessero` mai di criticare, ben sapendo che
        l'utente, tonto o meno, deve poter disporre di
        una macchina affidabile. In fondo non state dicendo cose troppo diverse. Su alcune ML frequentate dagli ultimi grandi guru onniscienti, si leggono ormai da 15 anni pareri autorevolissimi che indicano come via regia al personal computing di massa la diffusione incondizionata di consolle e set-top box, lasciando PC e WS all'uso professionale e, in genere, a chi sa realmente utilizzarli (il numero di questi ultimi è praticamente costante dagli anni '80).E' francamente una idea balorda pensare di trasformare il PC in un elettrodomestico soggetto alle fottutissime leggi del consumismo, della qualità zero e con una scadenza più adatta ad un prodotto alimentare che ad un complesso apparato elettronico. Le gloriose WS SGI o DEC/Compaq Alpha dovrebbero essere il modello universale di "come si fa un PC" che dura almeno 10 anni e vale tutto quel che costa, o anche di più. Invece questo imbarbarimento crea macchine che non valgono un tubo, rende ambigua e appiattita la distinzione verticale in qualità dei brand (oggi non sai più che c@zzo compri, qualunque marca ci sia appiccicata sopra) e alla fine produce macchine che non servono neppure agli utonti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma perche' tutti devono avere un pc
          - Scritto da: Anonimo
          Su alcune ML frequentate dagli ultimi grandi guru
          onniscienti, si leggono ormai da 15 anni pareri
          autorevolissimi che indicano come via regia al
          personal computing di massa la diffusione
          incondizionata di consolle e set-top box,
          lasciando PC e WS all'uso professionale e, in
          genere, a chi sa realmente utilizzarli (il numero
          di questi ultimi è praticamente costante dagli
          anni '80).Hmmm... pero`, premesso che a questo punto il cambiamento mi sembra improbabile, dovrebbe almeno esserci un ponte fra i due modelli di architettura (quello "cheap" e quello "professional"), in modo che il bacino d'utenza delle set-top box e compagnia bella non dovrebbe essere separato da quello dei sistemi "di lavoro", altrimenti chi sviluppa software per le set-top boxes?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma perche' tutti devono avere un pc
            - Scritto da: Alex¸tg
            Hmmm... pero`, premesso che a questo punto il
            cambiamento mi sembra improbabile, dovrebbe
            almeno esserci un ponte fra i due modelli di
            architettura (quello "cheap" e quello
            "professional"), in modo che il bacino d'utenza
            delle set-top box e compagnia bella non dovrebbe
            essere separato da quello dei sistemi "di
            lavoro", altrimenti chi sviluppa software per le
            set-top boxes?Gli stessi che sviluppavano software per quella trentina e passa di bestie strane che erano i PET e le consolle negli anni '80. O no ?In teoria i set-top box potrebbero essere fatti con i cascami e le tecnologie obsolete delle workstation, un po' come le SBC industriali che oggi, come modelli di punta, hanno dei 486 o dei Geode (lì cmq ci sono motivi seri, dagli anni minimi di runtime richiesti per l'affidabilità di una CPU alle certificazioni per il volo alla capacità degli sviluppatori embedded di sfruttare ogni ciclo di clock etc). In fondo nel resto dell'industria le cose non vanno molto diversamente. I militari e i settori di punta inventano le tecnologie, che poi passano di mano in mano: petrolchimico, aerospaziale, medicale, controllistica avanzata, automazione mainstream, e giù giù per tutta la gerarchia fino ai troiai consumer, nel giro di qualche anno (una volta ci volevano una trentina d'anni, oggi è tutto più accelerato). Tuttavia, per esempio, una scheda grafica per il gaming non si sviluppa nel tempo seguendo la stessa direzione di una scheda ottimizzata per CAD EDA. Chi usa il PC per disegnare circuiti stampati a 12 strati o per fare calcolo strutturale avanzato se ne strabatte l'aquilone di avere un frame rate tirato allo spasimo e si mette a ridere se vede un dissipatore sulla scheda video. Chiederà ben altre cose alla sua scheda video, che peraltro pagherà salata con l'aspettativa di tenersela anche per una decina d'anni, mentre l'utente home non vedrà l'ora di cambiarla per spantegare con gli amici e fare a chi ce l'ha più grosso. Dunque il lowcost potrà essere dimensionato per vivere sei/otto mesi, non di più.Questo semplice esempio si può ripetere per ogni componente e sottosistema, fino alla CPU. Chi l'ha detto che la CPU di una cazzatina di set-top per DTP e web+email deve essere per forza la stessa, con la stessa impostazione, di una workstation che macina numeri ? Pensa solo che nel mercato embedded le famiglie "più importanti" sono una cinquantina, tutte diverse (anche MOLTO diverse) mentre nel mondo PC ci sono solo due player principali e i favolosi RISC storici continuano a farli col contagocce a mo' di elemosina. C'è qualcosa di irregolare... la natura vive di differenziazione e specializzazione, non di omologazione.Non so se hai presente l'Atari ATW800. Ecco, senza il vincolo di "somigliare" per forza ai PC, molte macchine "pro" potrebbero essere fatte in quel modo, oltre che sul modello DEC/Compaq Alpha o MIPS.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma perche' tutti devono avere un pc
            - Scritto da: Anonimo
            Gli stessi che sviluppavano software per quella
            trentina e passa di bestie strane che erano i PET
            e le consolle negli anni '80. O no ?Oh, se fosse cosi`, mi starebbe benissimo: vorrebbe essere il mio campo (ovviamente attualizzato). Vorrebbe perche` al momento non lo e`, e` solo un hobby, ma mi piacerebbe lo fosse :)
            I militari e i settori di punta
            inventano le tecnologie, che poi passano di mano
            in mano: petrolchimico, aerospaziale, medicale,
            controllistica avanzata, automazione mainstream,
            e giù giù per tutta la gerarchia fino ai troiai
            consumer, nel giro di qualche annoBoh, non confermo ne` smentisco.Ma il ragionamento fila.
            e si mette a ridere se vede
            un dissipatore sulla scheda video.Hah. Quello e` successo anche a me, specie quando aprendo il PC ho scoperto che sul dissipatore della Radeon 9200 mi sarei potuto cuocere le uova... l'avevo aperto per vedere perche` la temperatura del case era a 46 gradi... eh, l'ho capito.
            Chiederà ben
            altre cose alla sua scheda videoSigh, e dire che io chiedo solo una ventina di Gb/sec come bandwidth da e verso la memoria grafica. Macche`... mi prende 500 cicli su 2030MHz per fare un pixel scrivendo 32 bit sul frame buffer. Il resto della circuiteria che scalda come un tostapane, evidentemente, serve per le accelerazioni precotte. Bah.
            Non so se hai presente l'Atari ATW800. Ecco,
            senza il vincolo di "somigliare" per forza ai PC,
            molte macchine "pro" potrebbero essere fatte in
            quel modo, oltre che sul modello DEC/Compaq Alpha
            o MIPS.Anche la varieta` estrema non credo sarebbe cosi` producente: piu` evoluzione, ma bacini d'utenza troppo ristretti. Penso pero` che sarebbe ora di una piccola rivoluzione, di dimenticare quel che sono i PC di oggi e concentrarsi sullo sviluppo di qualcosa di radicalmente nuovo, dall'hardware al sistema operativo. Prevederlo il piu` possibile espandibile ed adattabile, aperto, e standardizzato. E poi, pero`, rimanere con quello per almeno un ventennio.
  • Anonimo scrive:
    L'informatica in Italia? sul DTT
    La scelta finale di questo governo e' stata chiara.Alla fine, dovendo scegliere, hanno scelto per spingere il digitale terrestre anziche' portare avanti un discorso di una distribuzione capillare dei servizi, bloccando completamente la distribuzione in wifi.La scelta e' stata politica, ma d'altra parte sono loro che ci siamo scelti come rappresentanti... io al limite posso guardare al mio vicino di casa e, parafrasando una nota pubblicità, dirgli "Danke, arigato', merci, etc etc"
    • Anonimo scrive:
      Re: L'informatica in Italia? sul DTT
      alla fine sono tutte parole ma poi?quanti tra i vecchi hanno voglia di usare un PC? ne conosco pochi, e coem dargli torto alla fine? Internet? molti giovani vivono bene senza e preferiscono uscire e fare altro. Alla fine il computer e internet sono strumenti, si può decidere o no di usarli ma non deve essere un obbligo, senno dovremmo tutti stare sempre a casa a navigare, e il sole? il mare , la gente e tutto il vero? solo in foto su pc? chi usa il pc in ufficio a casa può non desiderare affatto usarlo avendone già abbastanza, chi è diplomato e laureato e fa lavoro d'ufficio già userà il pc e spesso pure internet, ma chi fa il muratore, l'idraulico o l'operatore ecologico, non ne ha bisogno e anche a casa forse può preferire non averlo, mentre invece una sky con canali porno soddisfa di più grandi e piccini, sport e telenovela, informazione o film hanno i loro estimatori sul grande schermo e su quello piccolo ma non deve per forza essere tutto pc. Certe tecnologie costano, e non solo si impongono con una velocità che non tutti riesconoa seguire ed accettare ma non per questo queste persone sbagliano.ognuno deve essere libero di fare quello che vuole quando lo vuole, i pc nelle industrie e negli uffici servono, a casa un po' meno e ribadisco un po' meno
      • Anonimo scrive:
        Re: L'informatica in Italia? sul DTT
        - Scritto da: Anonimo
        alla fine sono tutte parole ma poi?poi dovevano venire i fatti... ma aihme... :-)
        quanti tra i vecchi hanno voglia di usare un PC?
        ne conosco pochi, e coem dargli torto alla fine?
        Internet? molti giovani vivono bene senza e
        preferiscono uscire e fare altro. bene. Ma deve essere una scelta loro, non una imposizione perche' nessuno ti garantisce una copertura e preferisce spendere i soldi per venderti una partita di calcio
        ognuno deve essere libero di fare quello che
        vuole quando lo vuole, i pc nelle industrie e
        negli uffici servono, a casa un po' meno e
        ribadisco un po' menoUn po' meno? dipende molto da quelle che sono le cose che puoi farci. Esempio: devi andare all'estero, ti serve il modello e111. Nella mia provincia con 3 click lo ottieni via internet e lo stampi. Se non vuoi o non sei capace, ti vai a fare la fila, che comunque sarà piu' corta perche' manchero' io.Idem con la dichiarazione dei redditiIdem con uno stato famiglia.Idem con mille altre cose che possono alleggerire la burocrazia, facendo risparmiare tempo e soldi anche a chi non ne fa uso. Queste erano le premesse.. come vedi non c'e' alcun obbligo. Pero' deve esserci la possibilità di farle, e politicamente si e' scelto invece di abbandonare questa strada per puntare su una diversa tecnologia.
        • Anonimo scrive:
          Re: L'informatica in Italia? sul DTT
          come vedi non c'e' alcun obbligo. Pero' deve esserci la possibilità di farle, e politicamente si e' scelto invece di abbandonare questa strada per puntare su una diversa tecnologia.Certo che anno scelto un altra tecnologia ! perche il buon Silvio ci fa piu soldi e piu potere con il DTT con la sua innutile pay Mediaset. Mentre internet sa essere piu democratico con le sue mille idee se lo si vuole ,ma non certo il potere politico.:@
      • Anonimo scrive:
        Re: L'informatica in Italia? sul DTT
        uh, certo, è una scelta. quando poi per lavoro chiedo a dei trentenni l'email e questi non ce l'hanno/non la sanno usare, si capisce che la diffusione e l'utilizzo del computer non è solo per avere un bello sfondo sul desktop. che c'entra lo stare chiusi in casa con l'utilizzo del computer?
  • Anonimo scrive:
    Son problemi eh...
    "Ancora ampio il digital divide", embè?Anche considerando questo "problema" moooooolto marginale rispetto ad altri, ritengo sarebbe interessante analizzare come queste tecnologie presenti nel 30% delle famiglie itialiane vengano utilizzate.Credo che la situazione sia assimilabile alla famosa "possiedo un videoregistratore ma non so programmare il timer".(sarei tentato di commentare anche i dati sulla crescita della spesa tecnologica delle famiglie "particolarmente marcata per la telefonia mobile" ma sorvolo... omfg... :'( )
  • BeppeOIOI scrive:
    La vera causa
    Ogni volta che si parla di arretratezza informatica dell'Italia, non si parla mai dei costi che un utente informatizzato deve sostenere nel nostro paese.La perfetta tecnica del venditore: si spinge l'utente a spendere facendolo sentire in colpa e si ignorano o camuffano i veri problemi che sono i costi.
    • Anonimo scrive:
      Re: La vera causa
      ... ma stai scherzando vero?? :| invece di spendere 500 di euro per 1 telefonino.. che si comprassero un pc (partono da 400 euro..).. almeno imparano qualcosa... :(
  • Anonimo scrive:
    internet e rai
    Ciau a tutti..qualcuno mi sa dire se ha mai visto qualche minuto di trasmissioni rai dedicate a internet..della serie come usarla come difendersi da dialer e spazzatura.. le opportunità..come configurare una mail.ecc.. ecc..insomma ci sarebbero centinaia di ore di argomenti..in rai si nomina la rete solo quando ci sono i pedofili..cioè lo 0,000000,01% e le cazzate che spara stanca
  • Anonimo scrive:
    Federazione ANIE (un po' di fatti)
    Il risultato della ricerca potrebbe anche essere interessante, senonchè lasciatemi spendere due parole su chi ha commissionato questa ricerca.Di seguito frasi tratte dall'articolo seguiti dai miei commenti.
    La "ricezione satellitare", la chiamano proprio cosìUna dirigente della Federazione ANIE, un giorno, ha scoperto la parola magica "Firma Digitale".La voglio anch'io!Allora ha fatto scansionare (da altri perchè lei lo scanner non lo sa usare) la sua firma, quella fatta di suo pugno su un pezzo di carta, ha chiamato quelli dell'It ed ha voluto che fosse inserita in fondo ad ogni suo messaggio di posta elettronica così anche lei aveva la "Firma Digitale".Ci sono voluti due mesi per spiegarle che si trattava di qualcosa di "leggermente" diverso.Questa stessa persona è quella che tiene aperti 20 messaggi email contemporaneamente perchè non sa come chiuderli.Questa stessa persona è quella che si fa fare (da altri perchè lei non è capace) una mailbox su Libero, la intasa e poi si lamenta con l'It perchè la SUA mailbox su Libero è piena.Fattole presente che avrebbe dovuto contattare il servizio clienti di Libero e non lo staff It interno lei li ha contattati (non so come) facendo presente che la sua mailbox non poteva riempirsi così e bla, bla, bla.Dovevate vedere com'era incazzata quando per tutta risposta ha ricevuto un messaggio che diceva più o meno :"La sua mailbox su Libero è un servizio gratuito. Se vuole che non si riempia la svuoti o si rivolga altrove".Questa stessa persona è quella che mandava in giro "per marketing" 50.000 email con un allegato da un paio di Mb, praticamente un serial spammer.Senza contare altrettanti fax NON richiesti ad altrettante aziende i cui nominativi erano stati presi "a capocchia" dal database di Kompass Italia.E mi fermo qui ma potrei andare avanti per delle ore con altri anneddoti simpatici.
    Le casalinghe (40% della popolazione
    femminile adulta) e le persone con oltre
    60 anni (oltre il 20% della popolazione
    totale) fanno un uso minimo di tecnologie digitali.Riporto una frase sentita pronunciare dal Direttore Generale di Federazione ANIE riguardo ai Palmari."Dover scrivere con un pennino su una di queste scatolette è una roba da minorati mentali"Poi lo stesso cancellava un numero imprecisato di messaggi di posta elettronica svuotando il cestino per poi dire "chi è che mi ha cancellato la posta?" incazzandosi pure.Ed anche qui potrei andare avanti per delle ore.Vogliamo poi parlare di una società di consulenza a cui vengono affidate alcune ricerche su "casa digitale" ed "e-family"?Una società che ti presenta una griglia di dati in Word e d in un momento di estrema enfasi lo chiama "database"?Ecc... ecc... ecc...Vorrei firmarmi ma forse è meglio che rimanga nell'anonimato.Ho visto queste persone fare querele per molto meno, quindi dovrete credermi sulla parola, mi spiace.
    • Anonimo scrive:
      Re: Federazione ANIE (un po' di fatti)

      Ci sono voluti due mesi per spiegarle che si
      trattava di qualcosa di "leggermente" diverso.Mitico!Dovresti postare queste perle su Storie dalla Sala Macchine!
      • Anonimo scrive:
        Re: Federazione ANIE (un po' di fatti)
        - Scritto da: Anonimo
        Mitico!
        Dovresti postare queste perle su Storie dalla
        Sala Macchine!E credi che non ci abbia mai pensato? ;)
        • Anonimo scrive:
          Re: Federazione ANIE (un po' di fatti)


          Dovresti postare queste perle su Storie dalla

          Sala Macchine!
          E credi che non ci abbia mai pensato? ;)Quindi non ho vinto nulla pur essendo il milionesimo a suggerirtelo? ;)CMQ, ottimo e ben scritto, spero che prima o poi qualcuno ti convinca!
    • alfridus scrive:
      Re: Federazione ANIE (un po' di fatti)
      Ti faccio volentieri credito di crederti - scusa il bisticcio, ma mi sto rotolando per terra LOL -Ti assicuro che ne ho viste di anche peggiori...Vero, in Italia da qualche decennio la spinta culturale della curiosità (quella dei navigatori, etc.) si è notevolmente affievolita in favore di un marcato appiattimento (delle circonvoluzioni della corteccia cerebrale, temo), sul filone televisivo del gioco del pallone (ma che palle!).Che si debba ringraziare la televisione e la sua pappina quotidiana di notizie ed informazioni strettamente velinizzate, e la sua pubblicità arrembante ed invadente?Qui si sta affondando l'Italia dei Pensatori e dei Poeti con la P maiuscola, sostituendoli con l'ultimo arrivato davanti ad una porta di un campo di calcio o davanti ad un riflettore da 50mila watt che lo fa sudare come in una sauna, mentre spara calci o cazzate a mitraglia.Triste, ma constatabile quotidianamente.Che si può fare?Tassare i telefonini? Già fatto: inutile e tardivo.Migliorare la scuola? Stanno cercando di eliderla, semplicemente, dalla vita di relazione, per confinarla nel Limbo delle Idee (perdute nel passato, e mai più ritrovate)Imporre l'utilizzo delle tecniche informatiche? Ma le usano tutti, per scaricare le prime visioni porno-pedofile nelle macchine aziendali, e con risultati che sarebbero esilaranti se non fossero invece pietosi...Mah, chissà, forse esagero...Di natura, sono ottimista; ma per esperienza, sono senza speranze.
  • Anonimo scrive:
    L'ignoranza che fa chic
    In un Paese in cui l'ignoranza (da ignorare) verso le nuove tecnologie che non siano i cellulari con loghi e suonerie multimediali fa "figo", mentre chi si occupa di informatica è visto dai più - anche grazie alla TV e ai giornali - come un povero sfigato, cosa ci si potrebbe aspettare?All'italiano medio di imparare ad usare un PC non gliene frega niente, anzi, con gli amici si vanta di non averlo e di non volerlo neppure comprare. L'importante è avere il cellulare con fotocamera e schermo a colori, di modello "figo" per farsi vedere in giro. L'unica possibilità sta nei notebook: quando diventeranno abbastanza piccoli e leggeri e cominceranno a diventare di moda, la massa comincerà a comprarli per farsi vedere (perché in Italia si compra solo ciò che si può esibire e un PC fisso, dato che non te lo puoi portare dietro, non lo vede nessuno) e -forse - comincerà anche ad usarli. Ma vedendo gente che ha il megacellulare e non sa neppure inserire i numeri in rubrica, mi sa che non c'è da far conto neppure su questo...
    • Anonimo scrive:
      Re: L'ignoranza che fa chic
      Tutto vero!Al massimo quelli che non sanno usare il pc ma lo hanno e si vantano di non saperlo usare.... chiamno l'amico "che é esperto di informatica" a risolvergli i problemi....Se gli chiedi di imparare ad arrangiarsi un minimo ti ridono dietro....mica han tempo da perdere loro... troppo impegnati a scaricare giochi java, suonerie e filmatini porno sul cellulare....
  • Hyde scrive:
    In una vena polemica...
    mi chiedo: non sarà mica perchè uno non ha un computer che è svantaggiato. Voglio dire, se uno riesce a fare il proprio lavoro adeguatamente senza computer perchè dovrebbe sentirsi "indietro"?
    • Anonimo scrive:
      Re: In una vena polemica...
      - Scritto da: Hyde
      mi chiedo: non sarà mica perchè uno non ha un
      computer che è svantaggiato. Voglio dire, se uno
      riesce a fare il proprio lavoro adeguatamente
      senza computer perchè dovrebbe sentirsi
      "indietro"?Potrei sentirmi daccordo con te, ma il problema credo sia a monte e molto più ampio, e riguarda la cultura informatica del nostro paese. Questa va inevitabilmente di pari passo con lo sviluppo tecnologico e quindi economico del paese intero. Credo che il paragone tra Italia e paesi dell'est sia significativo al riguardo.
    • Anonimo scrive:
      Re: In una vena polemica...

      se uno
      riesce a fare il proprio lavoro adeguatamente
      senza computer perchè dovrebbe sentirsi
      "indietro"?dipende da cosa consiste il proprio lavoro.se si tratta di zappare la terra cono daccordo con te, ma nella maggior parte delle mansioni oramai è fatto consolidato che l' informatizzazione del sistema ti permette di essere 100 volte piu conveniente ed effecciente del classico cartaceo.prova a cercare qlcosa in una biblioteca cartacea e poi prova in un DB per rendertene conto.
    • Anonimo scrive:
      Re: In una vena polemica...
      - Scritto da: Hyde
      mi chiedo: non sarà mica perchè uno non ha un
      computer che è svantaggiato. Voglio dire, se uno
      riesce a fare il proprio lavoro adeguatamente
      senza computer perchè dovrebbe sentirsi
      "indietro"?L'italia e' svantaggiata perche' ci sono tipi come te, e ce ne sono d'avvero molti, credimi. Hai mai sentito parlare di produttivita'? Di riduzione dei costi? Hai mai pensato che l'informatica e le tecnologia tutta, possono servire in questo intento? :|
      • Hyde scrive:
        Re: In una vena polemica...
        - Scritto da: Anonimo


        - Scritto da: Hyde

        mi chiedo: non sarà mica perchè uno non ha un

        computer che è svantaggiato. Voglio dire, se uno

        riesce a fare il proprio lavoro adeguatamente

        senza computer perchè dovrebbe sentirsi

        "indietro"?

        L'italia e' svantaggiata perche' ci sono tipi
        come te, e ce ne sono d'avvero molti, credimi.
        Hai mai sentito parlare di produttivita'? Di
        riduzione dei costi? Hai mai pensato che
        l'informatica e le tecnologia tutta, possono
        servire in questo intento? :|Io parlavo di quelli che riescono ad essere produttivi anche senza computer - lo ammetto, sono pochissimi. In ogni caso il mio post era volutamente paradossale, io il pc lo uso tantissimo ed è ovvio che non riuscirei a lavorare senza. Chill, man :)
  • Anonimo scrive:
    PC != computer
    Ogni tanto anche la redazione di Punto informatico sembra dimenticarselo... per PC si intende da sempre un compatibile x86 e non un computer generico, se non altro perche' questa piattaforma non ha un altro nome che sia diffuso ("x86" e "Wintel" non lo sono). Sempre che nel rapporto non siano stati esclusi volontariamente tutti quelli che usano un Mac o altro.Varthall
    • Anonimo scrive:
      Re: PC != computer
      - Scritto da: Anonimo
      Ogni tanto anche la redazione di Punto
      informatico sembra dimenticarselo... per PC si
      intende da sempre un compatibile x86 e non un
      computer generico, se non altro perche' questa
      piattaforma non ha un altro nome che sia diffuso
      ("x86" e "Wintel" non lo sono). Sempre che nel
      rapporto non siano stati esclusi volontariamente
      tutti quelli che usano un Mac o altro.

      Varthallche paranoie!
    • Anonimo scrive:
      Re: PC != computer
      Ti sbagli, sta per personal computer
      • Anonimo scrive:
        Re: PC != computer

        Ti sbagli, sta per personal computerNon nell'uso comune... Vi ricordate ad esempio, molti anni fa, che TGM aveva sulla copertina, di fianco al logo, la dicitura "PC - AMIGA"? E non certo per indicare gli Amiga come PC ;)Varthall
        • Anonimo scrive:
          Re: PC != computer
          - Scritto da: Anonimo

          Ti sbagli, sta per personal computer

          Non nell'uso comune... Vi ricordate ad esempio,
          molti anni fa, che TGM aveva sulla copertina, di
          fianco al logo, la dicitura "PC - AMIGA"? E non
          certo per indicare gli Amiga come PC ;)

          VarthallE se tutti si buttano in un pozzo lo fai anche tu solo perche' lo fanno in molti?
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            E se tutti si buttano in un pozzo lo fai anche tu solo
            perche' lo fanno in molti?Esattamente l'opposto, per restare in tema con l'analogia era come dire che non sono l'unico a non buttarsi nel pozzo.Varthall
    • Anonimo scrive:
      Re: PC != computer
      - Scritto da: Anonimo
      Ogni tanto anche la redazione di Punto
      informatico sembra dimenticarselo... per PC si
      intende da sempre un compatibile x86 e non un
      computer generico, se non altro perche' questa
      piattaforma non ha un altro nome che sia diffuso
      ("x86" e "Wintel" non lo sono). Sempre che nel
      rapporto non siano stati esclusi volontariamente
      tutti quelli che usano un Mac o altro.

      VarthallIl mac non ´é forse un personal computer?Che é una console?
      • Anonimo scrive:
        Re: PC != computer

        Il mac non ´é forse un personal computer?
        Che é una console?PC significa ANCHE Personal Computer, ma nella maggior parte si e' sempre usato come nome per una precisa piattaforma hardware.Varthall
    • Anonimo scrive:
      Re: PC != computer
      - Scritto da: Anonimo
      Ogni tanto anche la redazione di Punto
      informatico sembra dimenticarselo... per PC si
      intende da sempre un compatibile x86 e non un
      computer genericonon e' vero.Come giustamente sottolineato PC= Personal Computer. E esattamente con questa accezione che io ho utilizzato il contributo di 200 euro "PC per le famiglie" per comperare un iMac.
      • Anonimo scrive:
        Re: PC != computer

        non e' vero.
        Come giustamente sottolineato PC= Personal
        Computer. E esattamente con questa accezione che io
        ho utilizzato il contributo di 200 euro "PC per le famiglie"
        per comperare un iMac.E allora bisognerebbe cominciare ad usare un altro nome per i computer x86, o cloni, o compatibili che dir si voglia, per poterli distinguere. Solo che in giro si continua a chiamarli PC, come si e' sempre fatto.Varthall
        • Anonimo scrive:
          Re: PC != computer
          - Scritto da: Anonimo
          E allora bisognerebbe cominciare ad usare un
          altro nome per i computer x86, o cloni, o
          compatibili che dir si voglia, per poterli
          distinguere.Beh.. tu lo hai appena fatto... PC x86 Poi e' ovvio che la massa identifichi con un nome un determinato prodotto, per forza di abitudine, anche se clamorosamente errato... cosi' di primo acchito mi vengono in mente i piatti di carta.... o i sacchetti di nylon (errore nell'errore... 1. non sono di nylon, 2. nylon e' un nome commerciale inventato da DuPont ma in questo vengono identificati tutti i poliammidi).Insomma... suvvia... un po' di elasticità mentale non guasta ed aiuta a vivere meglio, non trovi?
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            Insomma... suvvia... un po' di elasticità mentale non
            guasta ed aiuta a vivere meglio, non trovi?E' vero, alla fine si fa l'abitudine a queste cose, ma il dover spiegare ogni volta a chi non sa quali sono le differenze non e' molto piacevole :(Varthall
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            Insomma... suvvia... un po' di elasticità mentale
            non guasta ed aiuta a vivere meglio, non trovi?premesso che concordo con Varthall,secondo te perché sui pacchetti software c'è scritto se sono per PC o per MAC o per sailcavolo cosa altro e non per "x86"?forse perché (come giustamente ha rilevato Varthall) il senso comune di PC è "personal_computer_con_architettura_intel"e comunque i forum di PI non sono il posto adatto dove cercare elasticità mentale...
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            forse perché (come giustamente ha rilevato
            Varthall) il senso comune di PC è
            "personal_computer_con_architettura_intel"Anche il senso comune dato ad hacker è sbagliato, e si trova scritto su forum e giornali. Anche se domani cominciamo a chiamare la mucca cavallo perchè ormai abbiamo perso il contatto con gli animali in carne ed ossa sarebbe sbagliato.Un informatico dovrebbe insistere e puntualizzare di usare i termini giusti, come un veterinario dovrebbe inorridire a sentire uno chiamare mucca un cavallo.
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            Un informatico dovrebbe insistere e puntualizzare di
            usare i termini giusti, come un veterinario dovrebbe
            inorridire a sentire uno chiamare mucca un cavallo.Secondo me sarebbe meglio cercare di trovare una via di mezzo tra quello che e' correntemente in uso e quello che sarebbe corretto usare, in questo caso ok chiamarli PC, ma in modo da non creare ambiguita' e/o confusione.Varthall
    • Anonimo scrive:
      Re: PC != computer
      PC è l'acronimo di Personal Computer, magari personal avrebbe meno connotazioni legate a x86, ma dato che l'acronimo PC esiste ed ha il ben preciso significato di personal computer e non di x86 in quanto rivista divulgativa PI fa bene ad usarlo e magari potrebbe insistere di più su spiegare cosa significa (mi vengono in mente le vecchie diatribe hacker-cracker)
      • Anonimo scrive:
        Re: PC != computer

        PC è l'acronimo di Personal Computer, magari personal
        avrebbe meno connotazioni legate a x86, ma dato che
        l'acronimo PC esiste ed ha il ben preciso significato di
        personal computer e non di x86 in quanto rivista
        divulgativa PI fa bene ad usarlo e magari potrebbe
        insistere di più su spiegare cosa significa (mi vengono
        in mente le vecchie diatribe hacker-cracker).Vedi la mia risposta al post precedente.Varthall
        • Anonimo scrive:
          Re: PC != computer
          Io li chiamo anche essi PC o personal perchè è un nome di una categoria che comprende (almeno) entrambe le macchine, quindi non dico una imporprietà ma semplicemente uso un nome generico (come se usassi ominide sia per Homo sapiens sapiens che per Homo sapiens neanderthalensis). Se dico computer intendo già una categoria più generica (come se dicessi primate per uomo). Se dico elaboratore è più generico ancora (mammifero per uomo)Se mi voglio riferire specificatamente ad un personal computer x86 e basta lo chiamo x86 o "IBM compatibile" o "Intel compatibile", non wintel perchè win non è una cosa scontata (in molti sensi).Insomma, quando si parla di personal o PC il significato corretto include *correttamente* sia PC che Mac (per lo meno), se voglio essere più specifico correttezza vuole che si usi Mac O x86 (o IBM compatibile o Intel compatibile).Non è che si tratta di inventarsi definizioni nuove, si tratta di fare imparare al popolo bue quelle giuste, come nel caso hacker-cracker.
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            Se mi voglio riferire specificatamente ad un personal
            computer x86 e basta lo chiamo x86 o "IBM
            compatibile" o "Intel compatibile", non wintel perchè win
            non è una cosa scontata (in molti sensi).
            Insomma, quando si parla di personal o PC il significato
            corretto include *correttamente* sia PC che Mac (per lo
            meno), se voglio essere più specifico correttezza vuole
            che si usi Mac O x86 (o IBM compatibile o Intel
            compatibile).Spero allora che si diffonda l'uso di chiamarli x86 (o Intel compatibili), per evitare confusioni a chi non conosce molto l'informatica. Come quando qualcuno ti manda un "programma per PC", e tu avendo Mac gli devi spiegare che il programma non puo' girare sul tuo computer e spiegargli perche', pur essendo il tuo Mac un PC.Preferisco come si faceva una volta, quando i PC erano PC ed i Mac solamente Mac, ed il fattore della compatibilita' era piu' facile da spiegare.Tra l'altro, vengono ancora prodotti PC marchiati IBM dopo la cessione della divisione desktop alla Lenovo? Se no, non credo allora che abbia piu' senso parlare di "compatibili IBM".Varthall
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            Tra l'altro, vengono ancora prodotti PC marchiati
            IBM dopo la cessione della divisione desktop alla
            Lenovo? Se no, non credo allora che abbia piu'
            senso parlare di "compatibili IBM".La piattaforma ha quel nome per prospettiva storica, fu IBM a diffondere l'architettura ed ad aprirla ai cloni.Ripeto la mia posizione, PC o personal non è sbagliato per indicare x86 e Mac o l'uno o l'altro, solo non è appropriato (se mi chiamassero ominide sarebbe corretto ma potrei inca**armi), x86 o Mac è più proprio.Anche il discorso del sw che fai non è propriament corretto per distinguere PC e Mac, che il sw giri o meno dipende dal sistema operativo ed eventualmente da layer di rimpiazzo (tipo wine) o emulazione delle api o dal fatto che giri su macchine virtuali, dal fatto che sia scritto tenendo conto della endianness.Ad esempio posso scrivere un sw in C per lin e farlo girare su lin su x86 o lin su Mac, ma poi se faccio dell'aritmnetica di interi a basso livello senza tenere conto della endianness ottengo risultati incoerenti sulle due piattaforme. Oppure posso fare girare un sw in java su entrambe le piattaforme se ho su entrambe la giusta vm (senza occuparmi di endianness). Oppure posso scrivere un sw per pc con linux o bsd e non riuscire a farlo girare su un altro pc perchè c'è win, oppure potrebbe anche girare se ho win con cygwin...Insomma, non è corretto distinguere le due piattaforme in base al software che ci gira o non ci gira.Basta usare i nomi corretti che ci sono per le due macchine o quello più generico sapendo che è un nome generico.
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer


            Tra l'altro, vengono ancora prodotti PC marchiati

            IBM dopo la cessione della divisione desktop alla

            Lenovo? Se no, non credo allora che abbia piu'

            senso parlare di "compatibili IBM".
            La piattaforma ha quel nome per prospettiva storica,
            fu IBM a diffondere l'architettura ed ad aprirla ai cloni.Si', infatti, quello che intendevo dire e' che la sua valenza ormai e' solamente storica.
            Insomma, non è corretto distinguere le due piattaforme
            in base al software che ci gira o non ci gira.
            Basta usare i nomi corretti che ci sono per le due
            macchine o quello più generico sapendo che è un nome
            generico.Penso che sia piu' corretto usare una denominazione univoca, senza dover capire se e' specifica (es. un gioco per PC, non per Mac o console) o generica (come l'articolo in questione) dal contesto in cui si trova. Nel caso specifico del software, per comodita' si tende a distinguerlo secondo l'hardware su cui gira (per PC, per Mac), anche se negli ultimi anni ho sempre piu' notato la dicitura Win-Mac, nel primo caso identificandolo nel solo s.o., nel secondo sia nell'hw che nel suo s.o. dedicato.Varthall
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            Penso che sia piu' corretto usare una
            denominazione univoca, senza dover capire se e'
            specifica Non ha senso, come in tutte le cose può benissimo esistere un nome generico (homo) ed un nume specifico (homo sapiens, homo erectus).Se si parla di distinzioni commerciali, ha senso parlare del nome comune della piattafroma richiesta per fare girare una determinata cosa, non dell'hw puro e semplice, fermo restando che il cliente ha il dovere di leggersi i requisiti minimi riportati (poi magari ottiene tutto tramite api aggiunte ad un sistema diverso o tramite emulazione o virtualizzazione, se vuole, in ogni caso sa cosa deve fornire, emulare o virtualizzare per ottenere lo scopo che si prefigge di fare girare il gioco o il sw), quindi ha denso dire win32 (senza altra dizione perchè gira solo su x86) o win64 (gira solo su x86-64, l'altro si chiama winIA64) o OSX perchè gira solo su Mac, non sarebbe giusto dire Mac (potrebbe avere un os classic che non c'entra nulla con OSX) o avere installato linux (come anche un x86, stesso discorso), se invece la piattaforma targhet gira su più architetture è corretto indicare, se ci sono controindicazioni particolari (es,problemi di endianness non risolti) il sistema e la piattaforma, es lin su x86, o lin su Mac, o lin su IA64, o lin su x86-64, oppure la versione se ci possono essere problemi di librerie di determinate vrsioni (es win98 o superiore, osx 10.2.x o superior, linux kernel 2.4 o superiore ecc...)
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer
            - Scritto da: Anonimo
            Lenovo? Se no, non credo allora che abbia piu'
            senso parlare di "compatibili IBM".pero' sarebbe un bel problema dato che IBM costruisce i G5 che poi vengono montati nei mac.... :-P
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer


            Lenovo? Se no, non credo allora che abbia piu'

            senso parlare di "compatibili IBM".
            pero' sarebbe un bel problema dato che IBM costruisce i
            G5 che poi vengono montati nei mac...Gia', da questo punto di vista il termine ha ancora meno senso :)Varthall
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            Gia', da questo punto di vista il termine ha
            ancora meno senso :)E'un nome che ha senso perchè è stato accettato per convenzione (prima che arrivassero le mandriea a chiamare PC gli x86 con windows).Poi IBM compatibile non avrebbe molto senso per i G5, sono cpu IBM ma di una famiglia per cui non hanno autorizzato cloni, quindi non è una situazione che possa essere confusa con quella dei personal "IBM o IBM compatibili" cioè gli x86, quella dizione si diffuse proprio per indicare che era una piattaforma aperta al clonaggio ed i cloni (amd, cyrix, la stessa Intel) vennero detti con assoluta logica IBM compatibili. Non assomiglia in nessun modo alla situazione attuale dei G5, i derivati infatti sono solo made in IBM (non cloni quindi) e tenuti volutamente incompatibili tra loro.
          • Anonimo scrive:
            Re: PC != computer

            E' un nome che ha senso perchè è stato accettato per
            convenzione (prima che arrivassero le mandriea a
            chiamare PC gli x86 con windows).
            Poi IBM compatibile non avrebbe molto senso per i G5,
            sono cpu IBM ma di una famiglia per cui non hanno
            autorizzato cloni, quindi non è una situazione che possa
            essere confusa con quella dei personal "IBM o IBM
            compatibili" cioè gli x86, quella dizione si diffuse proprio
            per indicare che era una piattaforma aperta al clonaggio
            ed i cloni (amd, cyrix, la stessa Intel) vennero detti con
            assoluta logica IBM compatibili. Non assomiglia in
            nessun modo alla situazione attuale dei G5, i derivati
            infatti sono solo made in IBM (non cloni quindi) e tenuti
            volutamente incompatibili tra loro.Eventualmente qualcuno potrebbe interpretarlo come "compatibile con le cpu IBM", ignorando pero' se effettivamente esistono o meno cloni dei G5, ma forse non e' un'eventualita' molto probabile...Varthall
  • freedom scrive:
    Ringraziamo gli operatori
    Lo credo,visto i prezzi dell'adsl in Italia.Purtroppo, dobbiamo ringraziare la telecom e anche gli altri operatori che negli altri paesi (vedi francia) forniscono l'adsl a 5 euro al mese qui invece dai 30 in su.Bel modo di incentivare l'utilizzo di nuove tecnologie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ringraziamo gli operatori
      Purtroppo oltre a costare una enormità ...il servizio fa pure schifo ....
      • crostino scrive:
        Re: Ringraziamo gli operatori
        - Scritto da: Anonimo
        Purtroppo oltre a costare una enormità ...
        il servizio fa pure schifo ....
        e la diffusione non e' affatto capillare:(
    • Anonimo scrive:
      Re: Ringraziamo gli operatori

      visto i prezzi dell'adsl in Italia.suvvia, adesso nn tiriamo in ballo le solite frasi fatte, colpa di telecom, colpa della cina, ecc.....capisco che telecom fa la sua parte e sarei il primo a scendere in piazza in una ipotetica campagna anti-telecom e tutte le aziende che si muovo con la sua filosofia....il problema che sta alla base è un' altro, risiede nelle parti più nascoste del tessuto sociale, che si voglia fare credere che gli italiani siano un popolo di navigatori, intellettuali, sognatori.... ma per piacere la più grande cazzata che hanno inventato sugli italiani.l' adsl costa troppo? come mai allora vedo in giro tanta gente che cambia cell ogni 3 mesi, spende 1/3 dello stipendi in ricariche, mms, sms, loghi e compagnia bella.la verità è che siamo un popolo di ignoranti che si fanno inculcare tutte queste cazzate commerciali senza un uso critico e autogestito delle tecnologie.... siamo agli ultimi posti in europa nella lettura di libri/giornali, ma i primi nella classifica della nazione + cellularizzata.... questo dovrebbe far riflettere.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ringraziamo gli operatori
        - Scritto da: Anonimo
        suvvia, adesso nn tiriamo in ballo le solite
        frasi fatte, colpa di telecom, colpa della cina,
        ecc.....beh aspetta... perche' forse non e' chiaro che e' PROPRIO telecom italia che vende in francia lo stesso servizio a 6 volte di meno.... Questo quanto meno dovrebbe far pensare!
        ... siamo agli ultimi posti in europa nella
        lettura di libri/giornali, ma i primi nella
        classifica della nazione + cellularizzata....
        questo dovrebbe far riflettere.e su tutto questo invece ti do pienamente ragione!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ringraziamo gli operatori
      l'italia fuori dalle principal icittà non ha nemmen ocopertura adsl e si continua a pagare a tempo la connessione a 54 bps che misteriosamente funzia a 31 45 bps.innovare ma dove ?le telecomunicazion ivann oristatalizzate, altr oche statalizzare la fiat.
  • Anonimo scrive:
    Se copriste la mia zona...
    ... avreste almeno un ADSL in piu' da contare...:'(
  • Anonimo scrive:
    colpa dei prezzi ADSL
    proprio ieri sera, dopo quasi 5 mesi di connessione, ho dato disdetta di Alice ADSL.Quando ci sono problemi economici, nonostante la visione ottimistica del premier, si inizia a tagliare il superfluo, e 37 euro al mese di connessione sonotantissimi,almeno per me.Di passare ad ADSL di un altro operatore non mi fido, qualcosa si risparmierebbe ma ho pura di avere piu' problemi che soddisfazioni, considerando il monopolio "di fatto" di telecom (la tecnologia migliore sicuramente se la tengono per loro, agli altri danno gli avanzi ed il vecchio).Torno al mio vecchio e glorioso modem 56k, ed al suo gracchiante segnale.
    • freedom scrive:
      Re: colpa dei prezzi ADSL
      SI però vedi che la telecom te la fa pagare per tutto l'anno nonostante ti toglierà il servizio.Chiama i geni del 187.
      • Anonimo scrive:
        Re: colpa dei prezzi ADSL
        secondo me hai fatto una grande cazzata a togliere l' adsl, contando che con un collegamento always-on hai tanti di quei benefici (voip, p2p, streaming, radio, .... ) da poter sfruttare che con il 56k te li scordi.sarà anche cara l' adsl in italia, ma se la confronti in rapporto qualità /prezzo con il 56k e l' isdn quelle si che sono ladrate.
    • crostino scrive:
      Re: colpa dei prezzi ADSL
      ti invidio, come chiunque non si trova coperto da ADSL e... non puo' scegliere :'(
      • alfridus scrive:
        Re: colpa dei prezzi ADSL
        E' verissimo che i gestori, con in prima fila Telecom, ci stanno ladrando... ma è colpa nostra e della disinformazione diffusa nel pubblico in merito al divario costi/prezzi.Però... ma lo sai che nei Paesi Terzi (chissà perchè Terzi, poi... e i Secondi quali sono? ) in rapporto ai livelli di paga, le comunicazioni costano anche più di dieci volte che da noi?Sarà che li ladrano di più... ?
  • Anonimo scrive:
    network familiare?

    nelle quali un ruolo suppletivo e
    decisivo è svolto dal network
    personale e familiare".:|Non ho mai considerato un nucleo familiare come un "network".Vorra' dire che per vedere mio padre dovro' comprare un decoder... :DCoD
  • Anonimo scrive:
    Fosse questo il problema dell'Italia...
    Con la crisi economica dell'occidente alle porte, l'Italia farà un capitombolo paragonabile a quello dell'Argentina. Altro che computer.. il pane diventerà il vero bisogno da soddisfare per il 90% dei cittadini...http://www.effedieffe.com/fdf/giornale/interventi.php?id=436¶metro=economiaIo dico di emigrare in Cina... non è un paese democratico, e non si tengono elezioni... il popolo è schiavizzato in condizioni misere per sostenere un economia esplosiva... ma almeno le ditte informatiche prosperano, e assumono gli italiani appena si fa la domanda.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fosse questo il problema dell'Italia
      L'Italia ha gia` fatto il capitombolo per aver ignorato questo ed altri mercati in cui avrebbe avuto il tempo e i mezzi per avvantaggiarsi rispetto alla produzione di formaggini, pizze e "servizi". Il problema, ho paura, e` proprio questo, e stringersi stretti quel poco che rimane della produzione "tradizionale" continuando a ignorare il fatto che siamo dei vecchioni stantii, non so quanto potrebbe aiutare, anche se a questo punto viene DAVVERO voglia di mandare tutto & tutti a quel paese. L'imprenditore italiano, malato di anzianita` e paura della tecnologia, avrebbe dovuto capire prima che il pane, oggi, non si fa solo con la farina: si fa anche con i bits.E ora torniamocene pure a infiascare il chianti, a nascondere la testa sotto l'olio d'oliva a denominazione protetta, e ad autoconvincersi che non e` questo il problema...==================================Modificato dall'autore il 26/05/2005 3.48.38
  • Anonimo scrive:
    Colpa del calcio
    A chi ci governa politicamente ed economicamente fa comodo che internet resti indietro, e che la televisione avanzi sempre di piu', per ovvi motivi di lobotomia e brain washing :D Purtroppo una delle grandi leve che tengono gli italiani attaccati alla tv e' IL CALCIO! Italiani, mandate a lavorare i calciatori, le veline, i nani ex-pelati, e vedrete che le cose cambieranno.
  • Anonimo scrive:
    Ma dove vai se il computer non ce l'hai
    ....Basta entrare in qualsiani scuola statale italiana ed è già tanto se ci sono i cessi, manca tutto dai gessetti alla palestra, e ce lo doveva dire l'Eurostat Ma ora mi incazzo veramente:@
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma dove vai se il computer non ce l'
      Quando andavo a scuola io c'era la palestra,col soffitto in amianto ma c'era :D(e parlo di 2 anni fa (rotfl) ) pero' avevavo l'aula computer attrezzata con uindows 2000, e tanti bei programmi propietariati con cui studiarechissa se quei soldini si potevano spendere meglio :D
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma dove vai se il computer non ce l'
        se non hai il computer invece di guardare i paesaggi in sfondi vai a spasso e te li vedi dal vero inoltre invece di respirare l'aria della ventola del computer se non vivi su una strada trafficata dai camionisti inquinatori folli puoi rigenerare anima e corpo etc etc in più non ti rompi le balle con i rischi delle inchieste contro la pirateria.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma dove vai se il computer non ce l'
        - Scritto da: Anonimo
        Quando andavo a scuola io c'era la palestra,col
        soffitto in amianto ma c'era :D
        (e parlo di 2 anni fa (rotfl) )
        pero' avevavo l'aula computer attrezzata con
        uindows 2000, e tanti bei programmi propietariati
        con cui studiarel'obiettivo scolastico è quello dell'alfabetizzazione informatica, il pinguino puoi anche compilartelo a casa se vuoi
        chissa se quei soldini si potevano spendere
        meglio :Dsemplicemente usando i pc e non lasciandoli in magazzino
  • Anonimo scrive:
    Si però...
    Cioè abbiamo la stessa percentuale di lituani e polacchi...be' grazie tante, noi siamo 55 milioni di abitanti gli altri sono paesini, facile ragionare in percentuali.Perché non guardiamo allora lo stato di San Marino?
    • Anonimo scrive:
      Re: Si però...
      di do' ragione magari riguardo ai paesi nordici....che poi li' entra in gioco una societa' e un tipo di vita completamente diverso dal nostro....ma....inghilterra francia spagna e germania paesi bassi (paesi piu' vicini a noi come tipo di societa')...non mi sembrano paeselli.......
    • Anonimo scrive:
      Re: Si però...
      - Scritto da: Anonimo
      Cioè abbiamo la stessa percentuale di lituani e
      polacchi...be' grazie tante, noi siamo 55 milioni
      di abitanti gli altri sono paesini, facile
      ragionare in percentuali.
      Perché non guardiamo allora lo stato di San
      Marino?Ma che razza di discorso è questo? I Tedeschi sono 83 milioni e hanno una percentuale quasi doppia di gente che usa internet rispetto a noi. E' una questione di volontà politica e non di abitanti la diffusione di internet.
      • Anonimo scrive:
        Re: Si però...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Cioè abbiamo la stessa percentuale di lituani e

        polacchi...be' grazie tante, noi siamo 55
        milioni

        di abitanti gli altri sono paesini, facile

        ragionare in percentuali.

        Perché non guardiamo allora lo stato di San

        Marino?


        Ma che razza di discorso è questo? I Tedeschi
        sono 83 milioni e hanno una percentuale quasi
        doppia di gente che usa internet rispetto a noi.
        E' una questione di volontà politica e non di
        abitanti la diffusione di internet.Per questo possiamo ringraziare soprattutto chi ha fatto le privatizzazioni dei servizi, come elettricità, acque, telecomunicazioni etc senza preoccuparsi di porre le basi perché ci fosse verà concorrenza e senza imporre alle aziende privatizzate, o ai privati entrati nel settore in concorrenza agli ex monopolisti, degli standard minimi di servizio... ah, già, ma se privatizzavano seriamente non sarebbero riusciti a far fare a Telecom l'affarone con Telekom Serbia.
      • shevathas scrive:
        Re: Si però...

        Ma che razza di discorso è questo? I Tedeschi
        sono 83 milioni e hanno una percentuale quasi
        doppia di gente che usa internet rispetto a noi.
        E' una questione di volontà politica e non di
        abitanti la diffusione di internet.Si vabbe', ma qui internet la usano solamente pirati, pervertiti, sovversivi e pedofili. :)i bravi ragazzi non devono navigare in internet, che è pieno di brutte cose, persino gente che critica confindustria sui brevetti o quelle brave persone della siae che lottano per tutelare le canzoni del festival di san remo. :)I bravi bambini guardano la de filippi e il grande fratello... :s
    • Anonimo scrive:
      Re: Si però...
      - Scritto da: Anonimo
      Cioè abbiamo la stessa percentuale di lituani e
      polacchi...be' grazie tante, noi siamo 55 milioni
      di abitanti gli altri sono paesini, facile
      ragionare in percentuali.
      Perché non guardiamo allora lo stato di San
      Marino?I polacchi sono 38 milioni e mezzo, neanche tanto meno di noi, se per questo.Si ragiona in percentuale proprio per evitare di ricorrere a numeri assoluti nei casi (come questo) in cui sarebbero fuorvianti.Se da noi 1 persona su 3 usa il PC ed a S.Marino lo usano 2 su 3, a S.Marino il PC è più diffuso anche se in numeri assoluti sarebbe 18 milioni contro 16 mila.La sensibilità verso lo strumento PC è più alta a San Marino, ed è questo che l'articolo vuole sottolineare.
  • Anonimo scrive:
    è da un pezzo
    che lamento la situazione disastrosa della scuola itaGliana e non solo in campo informatico.come si può sperare in un rilancio del settore informatico italiano quando la scuola è quello che è?poveri noi
  • Anonimo scrive:
    Ma la scuola...
    ...da quest'anno non doveva introdurre l'informatica obbligatoria dalla prima elementare (primaria o come si chiama) ? L'hanno poi fatto ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la scuola...
      Fatti un giro all'università Federico II facoltà di economia.... li non sanno neanche che esistono i pc e tu li vuoi alle ELEMENTARI ??!?!?!Tu stai drogato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma la scuola...
        Non è che li voglio io, li vuole la Moratti.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma la scuola...
          Quella lesbica non sa neanche come si accende un pc:|
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma la scuola...
          :D allora è lei ke si droga di brutto, è incredibile che neanche nell'università in italia è entrata l'informatica. E' preoccupante vedere ragazzi che abbandonano i corsi perche il docente "mette le slide sul sito" in pdf, e questo fa paura a tutti. Se pensante che io stia scherzando dovere venire a vedere coi vostri occhi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma la scuola...
            - Scritto da: Anonimo
            :D allora è lei ke si droga di brutto, è
            incredibile che neanche nell'università in italia
            è entrata l'informatica. E' preoccupante vedere
            ragazzi che abbandonano i corsi perche il docente
            "mette le slide sul sito" in pdf, e questo fa
            paura a tutti. Se pensante che io stia scherzando
            dovere venire a vedere coi vostri occhi.In tal caso gli studenti sono idioti perchè magari il modo x scaricare mp3 lo trovano sempre, ma x studiare si spaventano x il pdf....mah..... :@ ggg
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma la scuola...
            - Scritto da: Anonimo
            :D allora è lei ke si droga di brutto, è
            incredibile che neanche nell'università in italia
            è entrata l'informatica. E' preoccupante vedere
            ragazzi che abbandonano i corsi perche il docente
            "mette le slide sul sito" in pdf, e questo fa
            paura a tutti. Se pensante che io stia scherzando
            dovere venire a vedere coi vostri occhi.Beato te che sei in una universita' in cui il docente mette a disposizioni le slide, in alcune manco quello. :|
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma la scuola...
        - Scritto da: Anonimo
        Fatti un giro all'università Federico II facoltà
        di economia.... li non sanno neanche che
        esistono i pc e tu li vuoi alle ELEMENTARI
        ??!?!?!

        Tu stai drogato.università Federico II? Cioè i terroni?
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma la scuola...
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Fatti un giro all'università Federico II facoltà

          di economia.... li non sanno neanche che

          esistono i pc e tu li vuoi alle ELEMENTARI

          ??!?!?!



          Tu stai drogato.

          università Federico II? Cioè i terroni?si proprio noi
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma la scuola...
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Fatti un giro all'università Federico II facoltà

          di economia.... li non sanno neanche che

          esistono i pc e tu li vuoi alle ELEMENTARI

          ??!?!?!



          Tu stai drogato.

          università Federico II? Cioè i terroni?Con questa battuta finalmente hai fatto capire il tuo grado di cultura....sotto i 273 gradi kelvin,ammesso che tu sappia cosa e' un grado kelvin ( o magari lo cerchi su internet e poi lo posti qua ;) )
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma la scuola...
            - Scritto da: Anonimo
            sotto i 273 gradiCredo che sei tu a non saperlo.
    • shevathas scrive:
      Meglio levarla l'informatica....
      dalla scuolaSi fa un gran parlare di informatica a scuola, ma i ragazzi quando sentono informatica credono di diver imparare word e prepararsi per la patente europea, non credono che l'informatica sia una materia da studiare e quando cominci a trattare gli aspetti di base come i flow chart o come funzionano le operazioni binarie ti guardano come un marziano.Meglio levare l'informatica (escluse le scuole che mirano alla creazione di periti informatici o ragionieri programmatori) e lasciare due orette di uso del computer.E soprattutto rendersi conto che per esercitarsi a programmare, oppure per imparare ad usare il computer si ha bisogno dei computer a scuola...Purtroppo l'"informatica" è diventata una parola alla moda e cercano di infilarla dappertutto, come "multimediale" un paio di anni fa :(
      • Anonimo scrive:
        Re: Meglio levarla l'informatica....
        la Moratti a dire il vero voleva introdurre le lezioni "antipirateria" + che le lezioni di informatica.si preoccupa che i nostri figli possano piratare prima ancora di insegnarli come si usa il pc.io spero che continuino a nascere e a diffondersi invece iniziative autonome ed autogestite di informatizzazione.ad esempio il lug della mia provincia organizza dei corsi di base su linux settimanali gratuiti in giro per le scuole della provincia, aperti a tutti e gratuiti.queste si che sono iniziative che lasciano sperare in un futuro migliore.... altro che scula Morattila, campa cavallo....
      • Anonimo scrive:
        Re: Meglio levarla l'informatica....
        - Scritto da: shevathas
        Meglio levare l'informatica (escluse le scuole
        che mirano alla creazione di periti informatici o
        ragionieri programmatori) e lasciare due orette
        di uso del computer.
        E soprattutto rendersi conto che per esercitarsi
        a programmare, oppure per imparare ad usare il
        computer si ha bisogno dei computer a scuola...
        Purtroppo l'"informatica" è diventata una parola
        alla moda e cercano di infilarla dappertutto,
        come "multimediale" un paio di anni fa :(quoto tutto! molto meglio mettere qualche ora la settimana di uso generale del computer... magari un Mac e lasciare la vera informatica alle scuole giuste!
      • The_GEZ scrive:
        Re: Meglio levarla l'informatica....
        Ciao shevathas !
        Si fa un gran parlare di informatica a scuola, ma
        i ragazzi quando sentono informatica credono diGià :(Purtroppo la prola "informatica" è ormai ampiamente abusata, chi si ricorda che l' informatica è prima di tutto una scienza, una disciplina da studiare e non un' ora di ricreazione.
        ragionieri programmatori) e lasciare due orette
        di uso del computer.Ecco il punto.L' informatica l' asciamola agli informatici, pensiamo piuttosto ad insegnare "come si usa un computer", magari spegare che se il computer non "vede" la stampante non è il caso di girare il monitor ecc ...
        alla moda e cercano di infilarla dappertutto,
        come "multimediale" un paio di anni fa :(Oppure "virtuale" ... e il povero "fittizio" che fine ha fatto ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la scuola...

      ...da quest'anno non doveva introdurre
      l'informatica obbligatoria dalla prima elementare
      (primaria o come si chiama) ? L'hanno poi fatto ?A parole, come al solito, si. L'informatica nelle scuole è spesso introdotta da insegnanti volenterosi, cui viene dato un supporto logistico, da parte della struttura per la quale lavorano, prossima allo zero. Alcuni di loro mettono addirittura soldi di tasca propria. Non dico siano la norma, ma sono più di quanto si pensi. Fortuna vuole ch'io abbia sempre lavorato per un'azienda privata, avendo a disposizione tutti i mezzi di cui posso aver bisogno, perché se mi trovassi nelle condizioni in cui sovente si trovano molti insegnanti, penso che mi verrebbe un esaurimento nervoso!Un grazie a tutti i Maestri per il loro lavoroSilvio
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la scuola...
      - Scritto da: Anonimo
      ...da quest'anno non doveva introdurre
      l'informatica obbligatoria dalla prima elementare
      (primaria o come si chiama) ? L'hanno poi fatto ?la moratti ordina, ma non tira fuori un soldo... cosi' come per i patentini per i motorini, i cui corsi sono finiti a carico degli istituti, cosi' per l'informatica. E' facile quindi risponderti: no, non ci sono i computer.
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