Bridgestone, pneumatico non pneumatico

Il produttore nipponico presenta un nuovo tipo di gomme per veicoli all'avanguardia, composte da materiale plastico riciclato (e riciclabile) nonché assolutamente prive di camere d'aria

Roma – L’azienda nipponica Bridgestone ha presentato la sua versione di gomme non riempite d’aria, ruote “non pneumatiche” composte da termoplastica riciclata battezzate “Air-Free Concept”. Inizialmente pensate per l’uso su piccoli veicoli per la mobilità personale, le Air-Free dovrebbero fare la loro comparsa anche nel mercato automobilistico propriamente detto in un futuro al momento non meglio specificato.

Il colosso dei pneumatici ha disvelato il suo ultimo lavoro di design in occasione del Tokyo Motor Show, rivelando come al posto dell’aria le nuove “gomme” usino alette di resina termoplastica capaci di piegarsi e scaricare il peso del veicolo senza far cedere l’articolata struttura che caratterizza il prototipo.

Altra caratteristica importante delle Air-Free è il loro essere composte da materiale plastico completamente riciclato e riciclabile, fatto che ne aumenta ancora di più la convenienza d’uso, non bastasse la praticità di avere montate quattro ruote che non si “bucano” non avendo alcuna camera d’aria a sostenere i copertoni.

Al momento le gomme Air-Free sono state testate su piccoli veicoli elettrici, e i test hanno messo in evidenza anche la notevole silenziosità dei viaggi. Bridgestone spera naturalmente di commercializzare versioni di gomme non-pneumatiche per le automobili tradizionali, ma al momento non fornisce scadenze specifiche per tali prodotti.

Alfonso Maruccia

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  • qwerty scrive:
    il pubblico USA
    tentativo di risollevare le sorti di un prodotto ancora ben al di sotto delle aspettative (di marchionne)http://www.autonews.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20111121/RETAIL07/311219964<metaname=#ixzz1eMJrTkF4leggendo i commenti degli utenti di qualche sito americano si intuisce quanto sia difficile superare la diffidenza di chi (per esperienze passate) considera i prodotti fiat di scarsa qualità
    • JohnH scrive:
      Re: il pubblico USA
      - Scritto da: qwerty
      tentativo di risollevare le sorti di un prodotto
      ancora ben al di sotto delle aspettative (di
      marchionne)
      http://www.autonews.com/apps/pbcs.dll/article?AID=
      leggendo i commenti degli utenti di qualche sito
      americano si intuisce quanto sia difficile
      superare la diffidenza di chi (per esperienze
      passate) considera i prodotti fiat di scarsa
      qualitàEd hanno perfettamente ragione. Auguro a quella XXXXX di Marchionne di morire lui e tutta la generazione di manager attuali, magari un bell'incidente aereo dove sono tutti presenti e che il pilota del 747 sia uno di loro. Naturalmente mentre sorvolano il Triangono che in questo caso sarebbe BENEDETTO!
  • prova123 scrive:
    La capirebbe anche ...
    una qualsiasi persona con ridotte attitudini mentali: agli americani dello scatolotto F.I.A.T. non gliene frega niente! Per un americano una qualsiasi auto che sia degna di questa definizione deve minimo essere lunga 5 metri ed essere almeno un 2500 di cilindrata ... le macchine medio/piccole sono una realtà prettamente italiana e non esportabile negli USA.
    • prova123 scrive:
      Re: La capirebbe anche ...
      Poi se gli eredi della famiglia Agnelli non sono interessati più a fare industria ma a fare finanza che vendano tutto e se ne vadano per sempre negli USA restituendo all'Italia tutto il denaro dato alla loro famiglia (senza più fare ritorno in Italia) e la finiamo con questo balletto osceno delle sedi di produzione FIAT (discorso Maserati incluso). La serie televisiva è denaro sprecato.
  • masso scrive:
    La ragione di questa scelta è che...
    In Italia il brand FIAT è defunto.Le loro auto costano troppo e non hanno ne un design personalizzato nè una qualità produttiva tale da giustificarne il prezzo. Costando troppo..così come in America..le loro citycar non sono indirizzate ai neopatentati e ai giovani..ma ai 35-40 enni economicamente e professionalmente realizzati.Ma qui entra in ballo il fatto che in Italia una buona fetta di 35-40enni la FIAT la schifano.Il brand FIAT a questa fascia di utenti non suscita alcuna suggestione ma fa pensare solo a operai sul lastrico, aiuti pubblici, faide familiari, carrozzoni di soldi pubblici.Per capire quanto schizzofrenica sia stata la loro campagna investimenti in immagine e pubblicità negli ultimi lustri basta vedere quante volte hanno cambiato l'aspetto del loro marchio. Quindi è giusto e scontato che promuovano le loro auto in America o in qualsiasi altro angolo estremo del mondo...in quei posti dove un brand o un prodotto italiano faccia pensare a qualcosa di esotico o esclusivo.
    • ... scrive:
      Re: La ragione di questa scelta è che...
      In Italia FIAT vende ma vende i modelli base delle loro auto... solo la 500 abarth si e' vista un po' in giro, per poi vederne dopo pochi mesi dall'uscita centinaia ferme nei piazzali dei saloni auto in vendita usate e nessuno che se le prende.... Il resto sono modelli base senza optional (molte con i cerchi in metallo e le borchie in plastica!!!), come ci aggiungi qualche optional ti rendi conto che con quelle cifre puoi andare su altri marchi e prendere qualcosa in piu'.Sul logo mi sono chiesto anche io piu' volte che senso ha avuto cambiarlo cosi' spesso, solo far svalutare (facendo sembrare ancora piu' vecchio) un modello di pochi mesi con il logo precedente...In Giappone stanno pubblicizzado la 500 cabrio con cartelli enormi, ormai possono sperare solo nell'altro lato del mondo visto che in Europa e Africa non se la filano proprio...
    • hal scrive:
      Re: La ragione di questa scelta è che...
      bo, io sono un felice possessore di GrandePunto, utilitaria per carità ma buonissima macchina. Non costa molto (io l'ho presa usata con meno di 2 anni e pagata pochissimo) e ne vedo a centinaio in giro...certo Panda e 500 vendono molto meno perchè costano di piu' e sono piu' piccole e scomode...strano eh?
  • bubba scrive:
    non pretendo
    "non pretendo che mi si dica 'grazie', ma neanche che io me ne freghi della Chrysler.. opps pardon della Fiat"
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