Bush dà la caccia ai siti iraniani?

Questa l'ipotesi dopo l'inesplicabile chiusura di un celebre sito di news iraniano ospitato su server americani. Teheran parla di censure e si prepara a far da sé
Questa l'ipotesi dopo l'inesplicabile chiusura di un celebre sito di news iraniano ospitato su server americani. Teheran parla di censure e si prepara a far da sé


Washington (USA) – Non sono passati molti giorni da quando il nuovo segretario di Stato americano, Condoleezza Rice , ha parlato dell’Iran come di un “baluardo della tirannia” e da quando il vicepresidente americano Dick Cheney ha definito il paese il problema potenzialmente più grave per il mondo. Sono invece passate solo poche ore dall’improvvisa chiusura del celebre sito iraniano ospitato su server americani ISNA (Iranian Student News Agency).

Stando a quanto affermato dai gestori di ISNA, che intanto ha già trovato ospitalità altrove, nei giorni scorsi il provider The Planet ha trasmesso ad ISNA una comunicazione nella quale si avvertiva che nel giro di 48 ore il sito web sarebbe stato cancellato e che contro questa decisione nessun negoziato poteva essere intavolato né in alcun modo avrebbe potuto essere cambiata.

E se The Planet per ora si guarda bene dal rilasciare un qualsiasi commento sull’accaduto, quelli di ISNA fanno notare come i gestori di molti altri siti iraniani ospitati su server americani parlino di pressioni di varia natura dai propri provider, segno probabile a loro dire che qualcuno “dall’alto” intende dare filo da torcere ai server che ospitano siti iraniani. Va peraltro ricordato che sono davvero moltissimi i siti internazionali ospitati da provider statunitensi.

Ma la questione sembra di ora in ora portarsi sul fronte diplomatico, rendendo ancora più difficili relazioni internazionali già piuttosto tese. Un esponente del ministero della Guida islamica iraniano, che controlla i media del paese, ha dichiarato alla BBC che il Governo americano sta violando i diritti umani costringendo gli operatori ad abbandonare quei server. Un segno – ha affermato – che l’Iran non può avere fiducia negli Stati Uniti o nell’Europa.

Stando ai corrispondenti a Teheran della BBC, ora nel paese sono molti a chiedere che l’Iran sviluppi le proprie tecnologie di comunicazione per non essere dipendente da quelle americane o europee, a partire dai sistemi di comunicazione satellitare. Ciò che si teme a Teheran, dunque, è che censure come quella contro ISNA possano estendersi ad altri media e apparati oggi usati dall’Iran per le proprie comunicazioni.

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25 01 2005
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