C'è la crisi, e l'utente diventa complice dei phisher

Le gang ora trovano più facilmente complici, gente disposta a mettere a disposizione il proprio conto corrente per far girare soldi sporchi. Sono i licenziamenti a far cambiare attese, abitudini e prudenza
Le gang ora trovano più facilmente complici, gente disposta a mettere a disposizione il proprio conto corrente per far girare soldi sporchi. Sono i licenziamenti a far cambiare attese, abitudini e prudenza

La forma del messaggio che arriva in mailbox può anche cambiare, ma la sostanza rimane sempre la stessa: l’uso e l’abuso di Internet per il riciclaggio di denaro da parte dei cyber-criminali è in aumento costante, e il momento particolarmente delicato dell’economia mondiale non fa che favorire la disponibilità di galoppini , o “money mule” per dirla all’inglese, a cui è richiesta “solo” la movimentazione di denaro proveniente da fonti anonime senza farsi troppe domande a riguardo.

Questa la tesi alla base del Virtual Criminology Report rilasciato da McAfee in questi giorni, secondo cui l’aumento di vettori di questo genere di truffa è pacifico: l’organizzazione del Regno Unito APACS ha calcolato un 33% in più di pagine web del genere money mule attive nel paese nella prima metà del 2008, per un totale di 873 “portali” di reclutamento galoppini.

Per la legge, una tale attività rimane sanzionata come riciclaggio di denaro, magari anche sporco, ma le e-mail che hanno il compito di indirizzare i potenziali prestanome (anzi presta-conto) verso tali portali, presentano la cosa come un’occasione di metter su un metodo di lavoro a distanza facile e immediato , una fonte di guadagno “alternativa” che in tempi di licenziamenti di massa, giganti automobilistici in via di fallimento e mercati sull’orlo del suicidio finanziario risulta allettante come mai lo era stata prima.

Tanto più che i messaggi che arrivano come esca per i potenziali “muli” risultano sempre più suadenti , e piuttosto che di “riciclaggio” di denaro parlano di incarichi da “international sales representatives”, o “shipping managers”. Tutto molto professionale insomma, anche se poi la sostanza si riduce a intestarsi un conto a proprio nome e farci passare denaro di dubbia provenienza come su un conto All Iberian qualsiasi. In cambio, naturalmente, il “manager” si tiene una parte del denaro movimentato e il gioco è fatto.

Assieme a McAfee anche la spagnola Panda Security evidenzia un incremento sostanziale delle truffe da money mule, un tema arrivato a occupare lo 0,31% di tutto lo spam circolato a ottobre . Un dato triplicato rispetto allo scorso agosto e che, per quanto possa sembrare piccolo, calcolato sui miliardi di mail-spazzatura in circolazione quotidianamente assume una valenza ben diversa.

Panda sostiene inoltre che è aumentata anche la percentuale di chi accondiscende al riciclaggio telematico di denaro, l’1,8% degli utenti “raggiunti” dal messaggio truffaldino rispetto allo 0,5% di agosto.

Alfonso Maruccia

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09 12 2008
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