C'è l'Italia nell'IPv6, il futuro del net

Il GARR annuncia l'entrata, insieme al CNR e all'INFN, nel consorzio di player internazionali che daranno vita ad una rete ultraveloce basata sulla nuova versione del protocollo Internet. Al centro gli sforzi europei. I dettagli


Roma – Si rafforza la presenza italiana in un progetto destinato a segnare il futuro delle reti di comunicazione. Il GARR, l’organizzazione promossa dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, che coordina la più avanzata rete di telecomunicazioni esistente in Italia, ha infatti annunciato che sarà il partner italiano nell’ambito del Progetto Europeo “6net” .

Si tratta di un annuncio fondamentale perché il GARR , che coordinerà le attività di ricerca e sviluppo condotti assieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e all’Istituto Nazionale di Fisica (INFN), garantirà una partecipazione diretta del nostro paese alla costruzione di quella che è destinata ad essere la più grande rete mondiale geografica capace di utilizzare il protocollo internet di prossima generazione, l’IPv6.

Una rete capace di velocità di trasferimento fino a 2,5 gigabit al secondo e di collegare l’Europa all’Asia e al nordAmerica. Un network che – come spiega una nota del GARR – “sarà dedicato alle attività di ricerca e sviluppo necessarie come verifica finale su vasta scala delle funzionalità di Ipv6, premessa indispensabile allo sviluppo delle future reti Ipv6 di pubblico servizio”.

Il consorzio già conta 31 partner, tra cui alcune delle maggiori industrie mondiali dell’IT (Cisco, IBM, Sony, NTT Communications), le maggiori Reti Europee della Ricerca, nonché TERENA e DANTE . La rete Ipv6 si avvarrà delle infrastrutture della Rete Europea della Ricerca GEANT .

La Commissione Europea, all’interno dell’IST Programme, ha dato il via ufficiale al progetto all’inizio del 2002, per una durata prevista di 3 anni, per un costo complessivo di oltre 17 milioni di euro, con l’impiego di oltre 800 mesi-uomo dei massimi esperti provenienti dal mondo Accademico e della Ricerca Europea, e con la fornitura da parte dei partner industriali dei più avanzati apparati e servizi.

“Tra le ricadute del progetto all’interno della società – continua la nota diffusa dal GARR – oltre agli aspetti di punta nel settore IT, si prevedono ad esempio l’evoluzione dei servizi telefonici su Internet (fissi e UMTS), per finire con la possibilità di videogiochi a più giocatori connessi in tempo reale tramite la rete”.

“IPv6 – ha dichiarato Erkki Liikanen, Commissario Europeo per l’Industria e la Società dell’informazione – è una tecnologia critica per realizzare la convergenza tra Internet e le comunicazioni mobili, un’area dove l’Europa è leader nel mondo”. “L’importanza di Ipv6 per la competitività europea – ha continuato – in generale non può essere sottovalutata. L’Europa ha bisogno di fare incontrare la sua ricerca avanzata con la volontà politica di creare una vera rete Ipv6”.

Naturalmente il progetto Europeo 6net lavorerà in strettissima collaborazione con il progetto Euro6IX, che raggruppa i maggiori operatori di telecomunicazioni impegnati nello sviluppo dell’Ipv6.

La parte italiana del progetto 6net prevede la realizzazione di una rete nazionale che implementi il protocollo nativo Ipv6, in parallelo all’attuale rete GARR, ed in collegamento con i laboratori di ricerca degli operatori italiani di telecomunicazioni impegnati nel settore Ipv6 .

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