Cade la mannaia sul virus writer

Lo smanettone 19enne che aveva giocato con il codice di Blaster dovrà passare un anno e mezzo dietro le sbarre. Il giudice: è malato ed è anche colpa dei genitori
Lo smanettone 19enne che aveva giocato con il codice di Blaster dovrà passare un anno e mezzo dietro le sbarre. Il giudice: è malato ed è anche colpa dei genitori


Seattle (USA) – Aveva da poco raggiunto la maggiore età quando, giochicchiando con il codice di un worm molto celebre, Blaster, era riuscito a confezionarne una seconda versione, la temuta “Blaster.B”. Stupidamente, con una leggerezza che non gli è stata perdonata, l’ha diffusa in rete, causando danni che sono stati stimati in almeno due milioni di dollari.

Ora Jeffrey Lee Parson, di 19 anni, forse il primo virus writer a riscuotere delle simpatie in rete a causa del severo procedimento a cui è stato sottoposto, è stato condannato a 18 mesi di carcere . Un anno e mezzo dietro le sbarre che sembra tantissimo ma che è il minimo che il giudice ha potuto infliggerli stando alla legge americana. E se il magistrato Marsha Pechman ha agito così, ha spiegato nel leggere la sentenza, è stato perché anche se maggiorenne il ragazzo non sembra disporre della maturità di un adulto.

“Ciò che hai fatto – ha dichiarato Pechman – è una cosa terribile. Oltre a danneggiare le persone e i loro computer hai scosso le fondamenta del sistema. Ho appreso molte cose su di te, molti dei problemi mentali e di salute dovuti alla casa dove sei cresciuto hanno contribuito in tutto questo. La rete ha creato un buco nero, un dangeon se vogliamo, per persone che hanno problemi mentali o gente solitaria. Non mi risulta che un genitore abbia cercato di dirti: Non è una bella cosa chiuderti in una stanza e creare la tua realtà personale”.

Per il procuratore di Seattle Jeff Sullivan le cose sono assai più semplici: “Se si usa Internet per danneggiare le persone allora si finirà sotto inchiesta e si sarà puniti”.

Dopo l’anno e mezzo che trascorrerà in galera, Parson passerà dieci mesi a svolgere servizi per la comunità e dopo di allora passerà tre anni in libertà vigilata . Nelle prossime settimane verrà invece deciso l’ammontare dei danni che il virus writer dovrà versare a Microsoft e alle altre imprese danneggiate che si sono costituite al processo.

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30 01 2005
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