California, una legge spuntata contro le pornovendette

California, una legge spuntata contro le pornovendette

Approvata la proposta di legge volta a contrastare la pubblicazione online delle immagini di nudo a scopo di umiliare i partner. Ma sono esclusi gli autoscatti finiti in cattive mani
Approvata la proposta di legge volta a contrastare la pubblicazione online delle immagini di nudo a scopo di umiliare i partner. Ma sono esclusi gli autoscatti finiti in cattive mani

Umiliare precedenti partner esponendone le nudità in Rete è diventato un reato, secondo la legge della California. La criminalizzazione della dilagante pratica del revenge porn , secondo le autorità dello stato americano, farà finalmente giustizia. Ma non secondo le vittime.

La legge, proposta nei mesi scorsi e ora firmata dal governatore Jerry Brown, è già in vigore: diffondere online senza l’autorizzazione del soggetto riconoscibile nella foto delle immagini di “parti intime del corpo” allo scopo di umiliarlo è un reato minore, punibile con una sanzione che può raggiungere i 1000 dollari e con un massimo di sei mesi di carcere .

Poco importa che l’immagine sia stata catturata in un regime di consenso: senza l’autorizzazione alla diffusione da parte del soggetto ritratto non c’è scampo per le immagini che raffigurino “qualsiasi area dei genitali e, in caso si tratti di un soggetto femminile, la porzione del seno al di sotto del confine superiore dell’areola”, senza distinzione fra le foto in cui l’area sia completamente messa a nudo e quelle in cui sia “visibile attraverso abiti che siano non completamente opachi”.

Ma se la legge è stata formulata con toni rigidi, e il suo primo firmatario, il senatore Anthony Cannella, la considera uno strumento efficace per tutelare le vittime, sono proprio i soggetti delle foto esposte al pubblico ludibrio in Rete, a denunciarne una falla non indifferente . È punibile “la persona che fotografa o registra con ogni mezzo l’immagine delle parti intime o le parti intime del corpo di un’altra persona identificabile” e successivamente le diffonde nonostante le due parti avessero stabilito che questi scatti rimanessero privati. Non sono compresi gli autoscatti , condivisi privatamente confidando nella riservatezza del destinatario, e successivamente postati in Rete senza autorizzazione.

Gaia Bottà

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Pubblicato il
3 ott 2013
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