Canada, ISP multato per forum neonazisti

Il tribunale canadese per la difesa dei diritti umani ha condannato un ISP locale, accusato di aver ospitato un forum antisemita e neonazista. Multe per gestore ed utenti
Il tribunale canadese per la difesa dei diritti umani ha condannato un ISP locale, accusato di aver ospitato un forum antisemita e neonazista. Multe per gestore ed utenti


Toronto – Le autorità canadesi hanno punito un ISP colpevole di avere ospitato un forum neonazista. Il tribunale per la difesa dei diritti umani ha infatti condannato sia il fondatore del sito Tri-Cityskins , ritrovo online per antisemiti radicali, sia il gestore del server che conteneva le pagine del forum proibito.

L’amministratore del server, Alexan Kulbashian, era infatti amico di James Richardson, autore dei numerosi contenuti offensivi pubblicati sulle pagine incriminate. Entrambi dovranno pagare mille dollari canadesi ciascuno per avere “diffuso materiale razzista”. Kulbashian dovrà elargire allo stato un’ulteriore somma di 11mila dollari perché colpevole di avere “ospitato ed aiutato le attività” del forum.

La legislazione antidiffamazione , frutto di un accordo transatlantico con l’Unione Europea, è così entrata in azione ed ha creato un “precedente memorabile”, sostiene il magistrato Monette Maillet, “per dimostrare che le leggi per la tutela dei diritti umani possono funzionare”. “Il Canada è tollerante”, tuona la Maillet, “ma non ammette alcun tipo di intolleranza e di incitamento all’odio”.

Le indagini sul caso sono iniziate nel 2002, dopo alcune denunce esposte dal Canadian Jewish Congress, associazione di cittadini canadesi di fede ebraica. “Abbiamo raggiunto un grande risultato”, sostiene Bernie Farber, responsabile dell’organizzazione. “Il materiale trovato sul sito sequestrato”, si legge negli atti ufficiali del processo, “espone a gravi offese chiunque non sia cristiano o di etnia caucasica”.

I vicini di casa degli Stati Uniti non godono di particolari protezioni costituzionali che garantiscono la libertà d’espressione ad ogni costo e l’apologia di razzismo e l’incitamento all’odio etnico vengono considerati veri e propri tabù. Questo ultimo episodio, accolto con stupore dalla stampa locale, è destinato, per dirla con i documenti del procedimento, a “rappresentaree un messaggio ben preciso contro ogni tipo di violazione online della dignità umana”.

Gli accusati non hanno voluto esprimere alcun parere sulla condanna ed hanno fatto sapere che ricorreranno comunque contro la decisione, tentando di far valere il diritto d’opinione. Una strada che appare tutta in salita per il gruppo che si fa chiamare Comitato Canadese per la Pulizia Etnica .

Tommaso Lombardi

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12 03 2006
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