Canone sale, consumatori inorriditi

L'Autorità ha varato l'aumento del canone andando incontro alle richieste al rialzo della Commissione europea. Le associazioni dei consumatori vanno su tutte le furie. Altroconsumo: in cinque anni il canone salito del 63 per cento


Roma – E venne il giorno dell’aumento del canone telefonico di cui per settimane si è parlato. L’Autorità ha infatti finalmente deciso che il canone telefonico salirà del 6 per cento più l’inflazione, andando incontro alle richieste del commissario europeo Mario Monti. Ma per le famiglie la percentuale potrebbe salire addirittura a quota 13 qualora Telecom scegliesse di far rimanere invariati i canoni telefonici dell’utenza business e ISDN.

Gli aumenti, sui quali a breve Telecom dovrebbe fornire precise indicazioni di applicazione, scatteranno dal prossimo marzo.

Sull’Ultimo miglio, invece, l’Autorità ha abbassato i prezzi proposti da Telecom Italia, facendo passare il prezzo di affitto mensile del doppino di rame dalle 26.300 lire proposte da Telecom a 22.200 lire. Il prezzo per i servizi ADSL è invece di 24.300 lire, ovvero l’8 per cento in meno di quanto richiesto da Telecom Italia. Il contributo di attivazione è anche stato ridotto dalle 293.900 lire proposte dall’ex monopolista a 174.400 lire e la disattivazione è passata da 106.400 lire a 81.000 lire.

Saranno queste le basi di prezzo su cui dovranno muoversi, quando il listino diverrà ufficiale, le offerte degli operatori concorrenti di Telecom Italia che vorranno proporsi come “sostituti” dell’ex monopolista nella gestione del collegamento telefonico al domicilio dell’utente e quindi nella veicolazione di servizi di rete a valore aggiunto.


I commissari dell’Authority hanno salutato con favore la decisione perché per la prima volta l’aumento del canone telefonico verrebbe legato alla riduzione delle tariffe applicate da Telecom Italia sulle urbane e le interurbane. Riduzioni che non interessano affatto, però, chi già utilizza per le proprie chiamate operatori diversi dall’ex monopolista e che ora si troverà comunque a pagare un canone più alto, forse di molto.

La decisione dell’Autorità ha scatenato l’immediata reazione delle associazioni dei consumatori. In una nota di denuncia, Altroconsumo ha rilevato come dal 1996 ad oggi il canone telefonico sia aumentato del 63 per cento. Nella nota si legge: “Si ritiene l’applicazione dell’aumento, prevista per il marzo 2001, inaccettabile, a meno che prima di quella data non avvenga la liberalizzazione dell’Ultimo miglio affinché sia data concretamente agli utenti la possibilità di poter scegliere quale operatore utilizzare”.

Molto più duri quelli dell’Aduc, secondo cui l’Autorità ha assecondato “le richieste Telecom facendole pagare al consumatore/suddito”. Il presidente dell’Aduc Vincenzo Donvito ha dichiarato, tra l’altro: “Una cosa è certa: con questa mossa dell’aumento del 13%, la barzelletta Telecom di chiedere agli altri gestori, per l’ultimo miglio, un canone più alto di quello che pagano oggi i sudditi finali di Telecom stessa, non è più tale. Il problema è stato rimosso facendo pagare i costi al consumatore”.

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