Carcere per una famiglia di spammer?

Se tutti i capi di imputazione venissero riconosciuti e puniti al massimo grado ciascuno dei due fratelli coinvolti potrebbe finire in carcere per 20 anni. Succede in North Carolina, dove le leggi antispam sono dure


Raleigh (USA) – Il primo caso che in North Virginia nasce dalla recente approvazione di una severa legge antispam sta sollevando notevole attenzione dopo che due fratelli, Jeremy e Jessica Jaynes, sono stati accusati di violazioni che, sulla carta, possono portarli dietro le sbarre per venti anni.

Nel processo che si sta aprendo in queste ore è coinvolto anche un terzo uomo, tale Richard Rutowski, che insieme ai Jaynes avrebbe spedito tonnellate di email non richieste, ben al di sopra dei limiti di tolleranza previsti dalla normativa, falsificandone il mittente e impedendo a chi riceveva quei messaggi di identificare l’origine degli stessi.

L’accusa sostiene una corresponsabilità dei tre e il procuratore generale dello stato, Jerry Kilgore, ha dichiarato alla stampa che “questo procedimento dimostra quanto prendiamo seriamente la lotta agli spammer criminali in Virginia”. Una dichiarazione che induce a ritenere che l’accusa chiederà al tribunale una sentenza esemplare.

Stando a quanto ricostruito in tribunale, i tre avrebbero spedito nel corso di un mese, dalla North Carolina ove risiedono, molto meno di quanto hanno fatto altri spammer professionisti fin qui non identificati, vale a dire 100mila messaggi non richiesti, tutti per promuovere improbabili software o mutui agevolati.

Va detto che il destino giudiziario dei tre è legato alla possibilità che la Virginia reclami la giurisdizione sul caso, in quanto i server di cui hanno approfittato gli imputati sono collocati proprio in quello stato. Va anche detto che proprio in Virginia passa una quantità enorme del traffico internet mondiale, considerato che in quello stato hanno sede aziende del settore come America Online o MCI.

In ogni caso la vicenda dei tre spammer della North Carolina è solo l’ultima in ordine di tempo nella grande guerra antispam che sta prendendo di mira un numero sempre più elevato di spammer. Proprio nei giorni scorsi è stato condannato negli USA il celebre Buffalo Spammer mentre si moltiplicano le iniziative e le normative internazionali contro le attività di spamming. Ciononostante tutti gli osservatori del settore riconoscono un progressivo continuo aumento dello spam. Secondo Brightmail , a febbraio il 60 per cento della posta elettronica statunitense era costituita da messaggi non richiesti.

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  • Anonimo scrive:
    ISP avvisati...
    ... dieci volte salvati: responsabilizzare ancor di più i fornitori di servizi con può che essere positivo per il consumatore; magari diamo loro un pò più di tempo.
  • Anonimo scrive:
    Re: sceriffi?inquesto caso si
    Se anche fosse possibile...io credo fermamente che internet libero sia la condizione irrinunciabile a prescindere da qualsiasi altra cosa.I pedofili fanno danno nel mondo reale, non in internet, inoltre la quasi totalità delle azioni RIUSCITE contro i pedofili via internet ha comportato azioni di adescamento "serie" (non cose semplici come siti civetta con immagini a disposizione, ma siti con ingresso a pagamento, adescamenti in chat, e cose simili, nelle quali il pedofilio non può esserre arrivato lì per sbaglio) ..cose che comunque deve fare la polizia, non centrano nulla i provider, che al limite devono dare collaborazione quando richiesto.
  • Anonimo scrive:
    Re: dubbioso
    Purtroppo non va mai bene.L'aumento di controllo NON porta mai ad un aumento della sicurezza e pensare che "certe brutture" spariscano semplicemente aumentando i controlli è per lo meno ingenuo.
  • Anonimo scrive:
    Re: ragioniamo
    Forse, nei casi che dici tu e solo in quelli, ci starebbe anche la D:D) avverto della segnalazione il proprietario del materiale (che nel tuo esempio potrebbe essere illegale ma potrebbe anche non esserlo) e lo invito a rimuoverlo immediatamente (pena l'inoltro della segnalazione alle forze dell'ordine) o a darmi dichiarazione firmata del fatto che non è illegale, in modo che mi sia possibile inviare dichiarazione e segnalazione a chi di dovere (e lavarmene le mani).La soluzione più corretta (IMHO e solo nei casi dubbi) sarebbe questa, soprattutto considerando i guai che si passano quando si è accusati di avere anche lontanamente a che fare con la pedofilia...che poi fosse falso il danno è fatto e nessuno ti rifonderà mai per questo.Tendo a considerare una mentalità molto pericolosa quella che ragiona in termini di denunce prima di tutto, o anche quella che vuole a tutti i costi leggi che impongano questo modo di fare. (Ti denuncio altrimenti divento automaticamente tuo complice). Il rischio è di danneggiare più le persone oneste che i veri criminali.
  • Anonimo scrive:
    intervento eccentrico
    Si può fare un intervento eccentrico?Io penso che la strada non sia quella di vedere come e in che misura "blindare" internet. La strada invece è quella di tornare all'investigazione pura, quella su strada, quella concreta sui criminali con volto, mani e pistola. Seguo il modello di una passeggiata, durante la quale è ovvio imbattersi in negozi i più vari. Gaurdare una vetrina in cui è esposto della merce proibita, cosa comporterebbe? Seguendo la logica (logica?....) di questo tipo di leggi, il passante è parimenti responsabile della merce esposta e, sebbene in diversa misura, è anche lui perseguibile. Un po' come quella legge dei clienti delle prostitute invocata dall'eccessivo prete tv... non mi ricordo come si chiama, e credo sia un bene :-).E allora, quel tipo di leggi mira a chiudere quella strada, quel negozio, nonché gli occhi dei passanti. "Chiudere": il nuovo passaparola della noramlizzazione, con dietro un'ottima argomentazione (la difesa dei più deboli) ma completamente cieco e inconsapevole di star seguendo una pista mostruosa: quella che uccide la libertà e, con esse, la tranquillità, la serenità di chi in internet!Direte: ma se non hai nulla da temere, perché preoccuparsi? Certo, ma non è così: io desidero che nessuno debba preoccuparsi, non che non debba preoccuparsi solo chi non ha da temere. Su internet c'è il violentatore, c'è il bruto, c'è il terrorista, c'è il lascivo... embé? Cosa cambia? Anche per strada c'è tutta questa "bella" gente, mica chiudiamo le strade. E ognuno di loro può scambiarsi cose e notizie: embé? Forse che prima di internet non lo poteva fare? E non potrà farlo anche chiudendo internet?Concludo: a morte il crimine, w la giustizia e la sana e tranquilla convivenza civile. Ma w internet, la sua anarchia e la sua libertà.
  • shevathas scrive:
    Re: ragioniamo
    [cut]
    Dico che secondo me non è questione
    di spionaggio, ma è un mio diritto,
    poichè le macchine sono mie,
    assicurarmi a priori che l'utente non vi
    effettui cose illecite. Se questo lo
    fà di nascosto a mia insaputa
    è una cosa, ma qui si stà
    dicendo di intervenire una volta che sia
    stato scoperto l'illecito.hai ragione, ma escludendo casi palesemente eclatanti (foto palesemente pedoporno, consigli su come costruirsi una bomba ecc. ecc.) come comportarsi nei casi grigi? es foto di bambini semplicemente nudi (nessuna rappresentazione di atti sessuali o genitali in evidenza) ripresi al mare?foto di minorenni vestite ma in pose ammiccanti (come la modella 13-enne)?Il provider in caso di segnalazione che dovrebbe fare?a) censura preventiva, visto che potrebbero essere illecite conviene censurarle e avvisare la magistratura.b) reinoltrare la segnalazione a chi di dovere (maistratura, rimanendone a disposizione e pronto a oscurare tutto dietro ordini di quest'ultima)c) cestinare la segnalazione.Personalmente indicherei B, A potrebbe essere molto più pratica per i provider ma sarebbe una sottile forma di censura.Sono questioni molto delicate.
  • Anonimo scrive:
    Re: ragioniamo
    io non sono responsabile di ciò che fanno i miei inquilini, ma è altrettanto vero che li posso scegliere e posso mettere dei paletti, come del resto già faccio. Io stesso sono in affitto e nella maggior parte dei casi poco ci mancava che mi contassero i peli... prima di "concedermi" l'abitazione.Dico che secondo me non è questione di spionaggio, ma è un mio diritto, poichè le macchine sono mie, assicurarmi a priori che l'utente non vi effettui cose illecite. Se questo lo fà di nascosto a mia insaputa è una cosa, ma qui si stà dicendo di intervenire una volta che sia stato scoperto l'illecito, in modo fortuito o a seguito di "controlli" che l'ISP decidesse di effettuare. Il tutto comunque attraverso le autorità in modo che possano eventualmente compiere delle indagini possibilmente cogliendo i colpevoli sul fatto. Il caso Digilander è un esempio di messa in opera di quanto detto, e non mi sembra abbiano avuto enormi problemi ad effettuare questo tipo di operazione.
  • Anonimo scrive:
    Re: ragioniamo
    - Scritto da: h0mer
    non è corretto criminalizzare, ma
    responsabilizzare si.
    Pensate se voi foste proprietari di una
    palazzina, carina, con i giardinetti, e con
    inquilini apparentemente corretti; in uno
    degli appartamenti che avete affittato
    però succedono cose che la maggior
    parte di noi non vorrebbe che sucedessero:
    si consumano reati quotidianamente
    (riagganciandomi all'articolo: pedofilia).
    Credo che chiunque si senta in dovere di
    fare qualcosa e che non sia omertoso
    dinnanzi a reati di questo tipo. Beh, io
    come amministratore/proprietario della
    palazzina (ISP) qualche cosa farei. Esiste
    già una direttiva Europea che,
    analogamente all'Australia, richiama i
    fornitori di contenuti a segnalare/oscurare
    tutti quei siti di carattere illegale che
    fossero da loro ospitati nel momento che,
    ovviamente, ne venissero a conoscenza; pena
    la punibilità. Molti ISP invoesto
    denaro per migliorare i servizi ed aumentare
    la qualità; si tratterebbe di sapere
    chi sono e cosa fanno gli inquilini senza
    fare la figura delle 3 scimmie... io non
    vedo, non sento, non parlo...Riprendo il tuo esempio.Tu sei proprietario di un'immobile (ISP), e un tuo inquilino effettua operazioni illecite (traffico di droga, pedofilia, atti di terrorismo, ...).:Soluzione 1: Tu sei responsabile perchè è un tuo inquilino e finisci direttamente in galera.Soluzione 2: Tu devi spiare i tuoi inquilini per sapere se effettuano operazioni illecite e sfrattarli. Altrimenti sei complice.Soluzione 3: Se ti giunge un pettegolezzo da parte di qualcuno che ha un cugino che ha visto o sentito qualcosa, devi sfrattare il tuo inquilino, altrimenti ne sei corresponsabile.Soluzione 4: Tu non sei responsabile di ciò che fanno i tuoi inquilini ma ti rendi disponibile in caso di operazioni effettuate dalla polizia.Soluzione 5: Tu non sei responsabile di ciò che fanno i tuoi inquilini ma ti rendi disponibile in caso di operazioni di polizia avvallate da un mandato della magistratura.Quale soluzione ritieni sia più corretta prescindendo dalle considerazioni puramente tecniche?A mio avviso la sola praticabile in uno stato di diritto è la soluzione 5.
  • h0mer scrive:
    Re: ragioniamo
    hai perfettamente ragione quando definisci titanica l'impresa di controllare tutto il traffico internet, e sono altrettanto d'accordo nel definire poco esperti coloro i quali legiferano e che spesso propongono "soluzioni" inapplicabili e dannose. Sono convito che sarebbe un gran passo avanti responsabilizzare gli ISP sulle basi di quanto appena esposto
  • Anonimo scrive:
    dubbioso
    Ho molti dubbi sulla reale efficacia di questi provvedimenti; la maggior parte dei cyber-pedofili sono piuttosto"scafati" in termini di conoscenze informatiche e solitamente cadono nella rete delle forze dell'ordine soprattutto sprovveduti o occasionali cultori del genere.I fatti di cronaca, anche recenti, dimostrano poi che la pedofilia si attua soprattutto fra le mura domestiche, ciò che appare sul web è una conseguenza di questi illeciti o una perversione attuata solo sul piano visivo.E' vero che chi non ha nulla da temere non dovrebbe preoccuparsi di un maggior controllo dell'autorità, ma chissà perchè provo una sensazione di fastidio nel sapere di avere un "occhio" che mi guarda mentre navigo. E se un domani il controllo diventasse anche politico...?
  • Anonimo scrive:
    Re: sceriffi?inquesto caso si
    - Scritto da: Anonimo
    con la scusa di internet libero lasciamo
    proliferare il crimine telematico?
    direi che in questo caso sia giusto che i
    provider diventino degli sceriffi e facciano
    rimuovere materiale discutibile soprautto se
    il materiale riguarda la pornopedofilia

    a mio parere in caso di pornopedofilia la
    privacy non dovrebbe essere un ostacolo di
    cui quei malati si fanno forti!!!!A prescindere da ogni ulteriore considerazione e' semplicemente impossibile in termini tecnici!Fine della festa! :D
  • Anonimo scrive:
    Re: ragioniamo
    Indubiamente, nel momento in cui ne venissero a conoscenza dovrebbero oscurarli.Rimane il problema di "COME" devono fare per venirne a conoscenza.Mettersi a monitorare tutto quello che passa sulle linee di un provider come Telecom (ad esempio) e' un impresa titanica e semplicemente irrealizzabile.Sarebbe come pretendere che tutta la posta consegnato ad un ufficio postale dovesse essere aperta e letta dal personale addetto per controllare che non vi siano lettere dal contenuto illecito... ...Chi propone queste cose ha veramente un conoscenza molto limitata di come funzione e come si gestisce un servizio di fornitura di accesso ad Internet.Invece e' giusto che nel momento in cui venisse segnalato ad un ISP un sito contenente materiale illegale, lo stesso provveda alla sua immediatarimozione.Ma questo pensa avvenga gia' ora.
  • Anonimo scrive:
    sceriffi?inquesto caso si
    con la scusa di internet libero lasciamo proliferare il crimine telematico?direi che in questo caso sia giusto che i provider diventino degli sceriffi e facciano rimuovere materiale discutibile soprautto se il materiale riguarda la pornopedofiliaa mio parere in caso di pornopedofilia la privacy non dovrebbe essere un ostacolo di cui quei malati si fanno forti!!!!
  • h0mer scrive:
    ragioniamo
    non è corretto criminalizzare, ma responsabilizzare si.Pensate se voi foste proprietari di una palazzina, carina, con i giardinetti, e con inquilini apparentemente corretti; in uno degli appartamenti che avete affittato però succedono cose che la maggior parte di noi non vorrebbe che sucedessero: si consumano reati quotidianamente (riagganciandomi all'articolo: pedofilia). Credo che chiunque si senta in dovere di fare qualcosa e che non sia omertoso dinnanzi a reati di questo tipo. Beh, io come amministratore/proprietario della palazzina (ISP) qualche cosa farei. Esiste già una direttiva Europea che, analogamente all'Australia, richiama i fornitori di contenuti a segnalare/oscurare tutti quei siti di carattere illegale che fossero da loro ospitati nel momento che, ovviamente, ne venissero a conoscenza; pena la punibilità. Molti ISP invoesto denaro per migliorare i servizi ed aumentare la qualità; si tratterebbe di sapere chi sono e cosa fanno gli inquilini senza fare la figura delle 3 scimmie... io non vedo, non sento, non parlo...
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