La carta d'identità elettronica per i servizi PA

La conversione in legge del decreto semplificazioni rende la CIE ancora più efficace per l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.
La conversione in legge del decreto semplificazioni rende la CIE ancora più efficace per l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Sono già 15 milioni gli italiani in possesso della Carta d’identità elettronica (dato aggiornato a inizio luglio). Il numero è in costante aumento e nell’ultimo anno ha fatto registrare una vera e propria impennata: +7 milioni. Nel mirino c’è la scadenza fissata per il 2026 quando in conformità a quanto previsto dal regolamento UE 1157/2019 la versione cartacea dovrà definitivamente scomparire. A tal proposito oggi l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato informa di una novità che renderà ancora più utile il documento.

Decreto semplificazioni: i servizi PA con la CIE

Il decreto semplificazioni del 16 luglio 2020, ora convertito in legge, “assicura a tutti i cittadini l’accesso ai servizi in rete della Pubblica amministrazione con la Carta d’identità elettronica emessa dal Ministero dell’Interno e prodotta dall’IPZS”. Un ulteriore step nel percorso di digitalizzazione del paese e più nel dettaglio nelle modalità di accesso ai servizi della PA. Il comunicato giunto in redazione cita gli “elevati standard di sicurezza e interoperabilità” della CIE.

Con la conversione in legge del decreto, la semplificazione delle procedure di accesso ai servizi pubblici, a beneficio di un’utenza sempre più estesa, migliorerà l’efficienza dei servizi stessi favorendo anche un contenimento di costi a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

La Carta d'Identità Elettronica

L’auspicio è che le iniziative fin qui messe in campo e quelle che seguiranno possano dare un contributo significati all’evoluzione del contesto attuale. Il rapporto DESI 2020 (Digital Economy and Society Index) compilato solo pochi mesi fa mette in luce ampi margini di miglioramento sul fronte e-government: solo il 32% degli italiani fa ricorso a questi strumenti, una percentuale pari a circa la metà rispetto alla media continentale. C’è da lavorare anzitutto sul fronte dell’informazione e della comunicazione, spiegando i vantaggi legati ai nuovi canali di accesso ai servizi.

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